Creato da MabelRock il 05/04/2005

We Will Rock You

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Oggi è un vuoto. Ieri è una lapide.

Post n°242 pubblicato il 03 Agosto 2012 da MabelRock

 

Mi sono fermata e ho letto. Questo miliardo di parole a vuoto.
Regalate al vento.  Quando ero quel che si dice essere un’anima pura.
Andando indietro nel tempo ho squarciato il velo di indulgenza nei confronti della [me] tanto ingenua da permettere al destino di intrufolarsi tra le mie pieghe, spezzarmi le ciglia e  cancellare il mio nome dalla lista degli inviatati.  Ad una festa annunciata.
Io lo dicevo. Nessuno mi credeva, ma io lo dicevo.
Ora sono sulla bocca di tutti. Eppure io non esisto.
Tutti sembrano sapere qualcosa che io non so. Più.
Andando a ritroso ho ritrovato i pezzi mancanti, le verità svelate, la giusta chiave di lettura.
Le parole non scritte tra le righe.
E’ che sono stata una presuntuosa adulatrice di menzogne.
Una sorda sostenitrice di fandonie.
Giovane. E’ che ero giovane. Appena nata, in realtà.
Anche se questo, per la maggior parte delle persone, è una cosa difficile da capire.
Così ho scavato una buca di una certa profondità, la rivesto di velluto e plettri di platica viola in modo che possa accogliere la bellezza delle intenzioni di un tempo e la crudeltà del silenzio d’ambra degli ultimi anni. 
Sulla lapide scriverò che è finita. Trascorrerò il tempo che mi resta di questa notte alla ricerca dei ricordi che non ho più.

Sono passati di ricordi che assomigliano
a vetri appannati dall'umidità dell'autunno...
Possiamo scriverci il nostro nome sopra e annullarli.
[I.Santacroce]

 

 

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Commenti al Post:
cassetta2
cassetta2 il 29/10/20 alle 09:51 via WEB
Impegnatevi di più con i post non posso essere l'unico a tenere in piedi la baracca.
 
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Puntualizzazione ultima:
IO NON SONO UNA MAB.
IO SONO MAB.

 

Se stai per metterti a leggere, evita. Tra un paio di pagine vorrai essere da un'altra parte. Perciò lascia perdere. Vattene. Sparisci, finchè sei ancora intero. salvati. Ci sarà pure qualcosa di meglio alla tv. Oppure, se proprio hai del tempo da buttare, che so, potresti iscriverti ad un corso serale. Diventare un dottore. Così magari riesci a tirar su due soldi. Ti regali una cena fuori, ti tingi i capelli. Tanto, ringiovanire non ringiovanisci. Quello che succede qui, all'inizio ti farà incazzare. E poi sarà sempre peggio.

 

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A volte penso sia stata la luna a partorirmi tra spasmi di cosce pallide sapientemente allargate tra le stelle proprio in alto.
Così appesa sopra un concerto di David Bowie lei si apriva lasciandomi cadere.
Io sono Demon e la luna è mia madre

 

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REVOLVER - Isabella Santacroce

"L'abbandono che sento. Ora. Dopo quanto è successo.
Il senso d'esserne vittima. D'essere orribile.
L'amplificazione a dilatarmi la solitudine.
Diventa una macchia indelebile.
La vesti quasi fosse il tuo abito della domenica.
Quello coi nastri nel collo. T'appende. T'impicca lontano da tutti.
Nel regno dei crocifissi. Hai il marchio.
Quasi fossi una vacca da carne in attesa del boia che ti costringe in ginocchio. Ti spara alla testa.
Senti ciò che per te è stato scelto.
Nascere e sentire in maniera costante la morte".


 

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OCEANO MARE - A. BARICCO
Io ti ho amato, André, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva felice, e ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E' scoppiata tutto d'un colpo. C'erano cocci ovunque, e tagliavano come lame.

 

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... forse, sempre, e per tutti, altro non è mai, lèggere, che fissare un punto per non essere sedotti, e rovinati, dall'incontrollabile strisciare via del mondo. Non si leggerebbe, nulla, se non fosse per paura. O per rimandare la tentazione di un rovinoso desiderio a cui, si sa, non si saprà resistere. Si legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino, questa è la verità. Un libro aperto è sempre la
certificazione della presenza di un vile - gli occhi inchiodati su quelle righe per non farsi rubare lo sguardo dal bruciore del mondo - le parole che a una ad una
stringono il fragore del mondo in un imbuto opaco fino a farlo colare in formine di vetro che chiamano libri - la più raffinata delle ritirate, questa è la verità. Una sporcheria. Però: dolcissima ... lèggere è una sporcheria dolcissima. Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro ? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura - un libro che inizia ... [A.B.]
 

 
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