Creato da Solo_Vita il 10/08/2006

Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

« OniricoScontri »

Marzo

Post n°208 pubblicato il 18 Marzo 2013 da Solo_Vita

E' nell'alternanza delle giornate qualsiasi che si sperimenta la vera guerra.

Guerra di nervi, fatta di attesa, mentre latita il voluttuoso sbuffo di vento in grado di gonfiare le vele.

Guerra di sogni, che si scontrano l'uno con l'altro frangendosi come nubi e scagliando poi saette elettriche sino alle punte degli abeti che rivestono la collina.

Guerra di sguardi, che ora si inseguono e ora fuggono, prima scaldano come fornaci e poi gelano come azoto liquido.
Tu che aspetti, deluso e goloso, mentre l'orizzonte piatto rimane unico testimone di un esistere da trincea.

Un impasto di sogni e delusione usato per stuccare il tetto della capanna che utilizzi per ripararti dai temporali più forti e fragorosi, di quelli che riescono ad infradiciare persino l'anima coi loro lucenti goccioloni di piombo fuso.
Se fosse musica sarebbe l'enorme vibrazione di un violoncello, tanto forte da scuotere il petto, la colonna vertebrale, i polmoni, mescolare i globuli nel sangue.

Attesa, tremenda attesa.

Parole scritte con la penna colorata su un foglio di carta non sbiancata con l'acido e poi affidate al vento di primavera, anche se l'aria non cessa di essere fredda e l'orizzonte pare più basso di quello che realmente è.

In assenza di sole le batterie dell'anima tentano di ricaricarsi con tutto ciò che capita a tiro: musica, film, una poesia di Hikmet, un pettirosso che fa capolino da un ramo. Tutto è inutile.
Mi pare di sentire la tua voce persino nel gorgoliare limaccioso dell'Arno in piena, gonfiatosi di botto come la giugulare sul collo di un iracondo.

Familiare come lo stornello di un cantastorie ed affilata come litania di sirena.
Ecco come sei.
Taglia il tuo ricordo, produce ferite sottili ed emorragiche simili a quelle della carta: chi potrebbe mai credere che qualcosa di così innocuo riesca a far fuoriuscire tanto sangue?

Mentre mi piove tutto marzo addosso non cerco riparo: cerco la polmonite con la stessa foga con cui bramavo la tua pelle. Voglio una febbre altissima, delirante. Voglio riuscire a vederti mentre massicce dosi di paracetamolo nulla possono contro la temperatura scatenata dai focolai nei polmoni.
Voglio riscattare un esistere tiepido, voglio scaldarmi come una supernova prima di sparire.

Sei nascosta dappertutto. Sogno ormai precluso, virus letale. Dolce come la marachella di un bambino impiastricciato di marmellata ma mortale neppure le tue labbra fossero state cosparse di curaro.

Ho gettato le chiavi del Paradiso dentro al sogno di qualcun altro, ho capito troppo tardi che siamo noi stessi i nostri peggiori aguzzini.

Adoro questo marzo piovoso.

Buona fortuna.

La URL per il Trackback di questo messaggio è:
https://blog.libero.it/Rumore/trackback.php?msg=11989087

I blog che hanno inviato un Trackback a questo messaggio:
Nessun trackback

 
Commenti al Post:
viaggio80
viaggio80 il 07/05/13 alle 12:26 via WEB
"Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me non dico che fosse come la mia ombra mi stava accanto anche nel buio non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi quando si dorme si perdono le mani e i piedi io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me non dico che fosse fame o sete o desiderio del fresco nell'afa o del caldo nel gelo era qualcosa che non può giungere a sazietà non era gioia o tristezza non era legata alle città alle nuvole alle canzoni ai ricordi era in me e fuori di me. Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me e del viaggio non mi resta nulla se non quella nostalgia."
 
Gli Ospiti sono gli utenti non iscritti alla Community di Libero.
 

TAG

 

AREA PERSONALE

 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 18
 

INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

ULTIME VISITE AL BLOG

mattodinottedigitailcomanumanudgl16lucapole0Solo_VitaKimi.777lacky.procinoULTIMA_ECLISSEnakiro1rimsky0decafamilycinzia63Marc0Pol0fugadallanima
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Giugno 2022 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30      
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom