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Un blog creato da solelia73 il 29/08/2007

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Post n°51 pubblicato il 18 Gennaio 2008 da solelia73

Inviato da solelia7377 il 18/01/08 @ 17:13 via WEB
Consiglio a tutti la lettura del libro "Donne che amano troppo" di Robin Norwood... E' una relazione malsana nel momento in cui ci si calpesta, ci si annulla per dedicarsi completamente a cambiare un uomo "sbagliato" per noi che ci ossessiona, naturalmente senza riuscirci... mentre Amare in modo sano è imparare ad accettare e amare prima di tutto se stessi, per poter poi costruire un rapporto gratificante e sereno con un uomo "giusto" per noi ... Non bisogna avere paura dei cambiamenti, anzi! Che cosa meravigliosa i cambiamenti! E allora anche la conclusione di una relazione, non è più un cambiamento negativo. E’ un momento di crescita, di miglioramento. Non è più un chiedersi disperatamente perché non gli piaccio abbastanza? Perché non ha funzionato anche se l’ho tanto desiderato? Perché ancora una volta rimango sola? Perché mi buttano via come una scarpa vecchia? ?????? Chiudiamo noi la relazione ... amiamoci!!!Relazione chiusa perché mi sono posta delle domande ben diverse da quelle sopra. Cosa mi da questa relazione? E’ veramente l’uomo adatto per me? Mi sento felice, serena, appagata? E quando le risposte dicono no chiedetevi: ti ami? Vali qualcosa? La risposta ovviamente deve essere sì e la scelta sarà facile: sceglere se stessi. Amare non vuol dire soffrire, non vuol dire diventare martiri...anzi !!! Se avete invece questa convinzione in realtà non amate affatto, siete solo dominate dalla paura : paura di restare sole, paura di non essere degni d'amore, paura di essere ignorate o abbandonate... Amare con paura vuol dire attaccarsi a qualcuno "sbagliato", agire per possederlo, volerlo cambiare ... finendo col confermarci le nostre opinioni dispreggiative sul nostro conto perchè ovviamente l'impresa non riesce !!! E si entra in questo meccanismo finchè non arriviamo ad autostimarci !!! Non è essere egoisti ma amare sul serio !!!
 
Inviato da solelia7377 il 18/01/08 @ 17:28 via WEB
E' normale che in una relazione, sopratutto durante la fase dell'innamoramento o quella più passionale, ci sia un certo grado di dipendenza, il desiderio di "fondersi coll'altro", ma questo desiderio "fusionale" collo stabilizzarsi dlla relazione tende a scemare. Nella dipendenza affettiva, invece, il desiderio fusionale perdura inalterato nel tempo ed anzi ci si tende a "fondersi nell'altro" Il dipendente dedica completamente tutto sé stesso all’altro, al fine di perseguire esclusivamente il suo benessere e non anche il proprio, come dovrebbe essere in una relazione "sana". I dipendenti affettivi, solitamente donne, nell’amore vedono la risoluzione dei propri problemi, che spesso hanno origini profonde quali "vuoti affettivi" dell'infanzia. Il partner assume il ruolo di un salvatore , egli diventa lo scopo della loro esistenza, la sua assenza anche temporanea da la sensazione al soggetto di non esistere. Chi è affetto da dipendenza affettiva non riese a cogliere ed a beneficiare dell'amore nella sua profondità ed intimità. A causa della paura dell’abbandono, della separazione, della solitudine, si tende a negare i propri desideri e bisogni, ci si "maschera" replicando antichi copioni passati, quegli stessi che hanno ostacolato la propria crescita personale. Proprio per questi motivi spesso questo tipo di personalità dipendente si sceglie partner "problematici", portatori a loro volta di altri tipi di dipendenza (droghe, alcol, gioco d'azzardo, ecc...). Ciò sempre al fine di negare i propri bisogni, perchè l'altro ha bisogno di essere aiutato. Ma è un'aiuto "malato" in cui si diventa "codipendenti", anzi si rafforza la dipendenza dell'altro, perchè possa essere sempre "nostro". In questi casi la persona non è assolutamente in grado di uscire da una relazione che egli stesso ammette essere senza speranza, insoddisfacente, umiliante e spesso autodistruttiva. Inoltre sviluppa una vera e propria sintomatologia come ansia generalizzata, depressione, insonnia, inappetenza, maliconia, idee ossessive. Quasi sempre c'e incompatibilità d'anima, mancanza di rispetto, progetti di vita diversi se non opposti, bisogni e desideri che non possono essere condivisi, oltre ad essere poco presenti momenti di unione profonda e di soddisfazione reciproca Codipendenza: è quando una persona fà in modo che sia influenzata in modo eccessivo dal comportamento di un'altro ed al contempo cerca di controllare in modo eccessivo quello stesso comportamento. WWW.MALDAMORE.IT

 
 
 
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