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S.A.Abate: Confiscati beni per 2 milioni e mezzo a FontanellaSANT’ANTONIO ABATE. Sarà sottoposto alla misura di sorveglianza speciale e all’obbligo di soggiorno nel comune di residenza per almeno tre anni. E’ entrato nel mirino della Dia di Salerno Gaetano Fontanella, 56enne residente ad Angri, a cui nella giornata di ieri sono stati confiscati beni per il valore di due milioni e mezzo di euro. Il 56enne angrese, ma originario di Sant’Antonio Abate, è un pregiudicato ritenuto elemento di spicco del clan di Carmine Alfieri negli anni ‘80. Per il Fisco risultava nullatenente ma in realtà erano riconducibili alla sua persona ben otto unità immobiliari nei comuni di Angri, Sant’Antonio Abate e Paese in provincia di Treviso. Dopo capillari indagini e controlli incrociati gli agenti della Dia di Salerno, diretta dal tenente colonnello Francesco Saponaro, hanno portato a termine il blitz nel territorio agrese dove risiede Fontanella. Malavitoso di lungo corso con precedenti per traffico di sostanze stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, reati contro il patrimonio ed associazione a delinquere. Negli anni si era specializzato nell’attività dell’usura, attività che gli è valsa il soprannome di “pronto soccorso”. La confisca di ieri rientra nelle indagini della Dia di Salerno, volute dal direttore Alfonso D’Alfonso e partite nell’estate del 201, sulle attività illecite del clan Nocera, cui è legato Gerardo Fontanella. Fin dai primi anni ‘80 è stato indagato facendo parte del gruppo criminale di matrice camorristica operante tra Angri, Sant’Egidio del Monte Albino, San Lorenzo. Era vicino ad altri camorristi di spicco come Gennaro Brasiello, esponente di spicco dell’organizzazione denominata “Nuova Famiglia”, successivamente divenuto collaboratore di giustizia. Venne indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso insieme a pericolosi altri esponenti del clan Nocera, tra cui compare un altro personaggio importante come Francesco Matrone. Erano principalmente dediti alle estorsioni, al traffico di sostanze stupefacenti, all’usura e al riciclaggio. Tutte attività illecite, secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine, che si prolungavano dal 1976. Grazie al decreto di confisca, emesso dal Tribunale di Salerno (Sezione misure preventive), gli immobili intestati a prestanome di Fontanella saranno ricondotti al patrimonio dello Stato. Giornale di Napoli |
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