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LA MORTE DEL CACCIATORE DI COCCODRILLI

Post n°76 pubblicato il 06 Settembre 2006 da lo_slavo
Foto di lo_slavo

I suoi documentari e le sue spericolatezze dal 1991 ad oggi hanno tenuto davanti allo schermo inchiodati milioni di spettatori. Singolare personaggio, nato e cresciuto in uno zoo, a contatto stretto con gli animali, quelli più pericolosi. Ha maneggiato serpenti velenosissimi, coccodrilli ma ad ucciderlo in pochi secondi è stata la puntura di una razza velenosa, in mare. Il tutto ovviamente è stato ripreso e c'è da scommeterci che sarà sfruttato a dovere, così come l'eccentrico personaggio Irwin, per fare ascolto. Ma di chi è la colpa? Per chi è morto Irwin?
Sicuramente il suo modo di fare divulgazione è molto lontano dalla pacatezza di un Piero Angela o dal rigore scientifico che contraddistingue i documentari della BBC. Da ragazzo ricordo che il mio sogno era quello di fare il naturalista documentarista, come il mio idolo di allora e di oggi, David Attemborough. Devo dire che non mi piaceva lo stile ad effetto e ricercatamente spettacolare di Irwin e non mi piace neppure il mero e palloso racconto della vita del leone o dell'ippopotamo (magari battezzati con nomi umani) secondo lo stile dei documentari americani o di National Geographic; preferisco il signore inglese settantenne citato sopra, perchè tratta gli argomenti sempre con rigore scientifico ma anche con tanta semplicità. E con intelligenza racconta sempre qualcosa di nuovo.
Nel caso di Irwin la novità erano le sue spericolatezze davanti alla cinepresa. Purtroppo per lui, mentre al mostro sacro Attemborough nessuno andrà mai a dire come fare divulgazione, ai giovani naturalisti documentaristi viene imposto di attirare il pubblico. Ed il pubblico di oggi si attira con emozioni forti, adrenalina, specialmente quello giovane, pericolosamente emulativo. Il pubblico d'oggi, nell'orgia di voyeurismo collettivo, vuole la realtà cruda sbattuta sullo schermo di casa. Ed ovviamente gli editori dei network televisivi che guadagnano con la pubblicità vogliono programmi di altissimo ascolto al cui interno inserire un bello spot superpagato.
Tutto questo deve fare riflettere ed è molto triste. E' molto triste pensare che un talento come Irwin sia morto a causa di questo modo di fare TV e divulgazione. Mi dispiace davvero tanto per una morte così tragica, e mi dispiace tantissimo soprattutto per la bella moglie Terri, che lo accompagnava sul campo animata dalla stessa passione, guardandolo ogni volta che rischiava la vita con i suoi bellissimi occhi. Per lei e per la figlioletta mi dispiace troppo.
Addio, Steve Irwin, simpatico e eccentrico cacciatore di coccodrilli.

Uno Slavo troppo triste.

 
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