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Se non canti bella ciao... se un fascista!

Post n°1334 pubblicato il 16 Settembre 2022 da scricciolo68lbr

Non si placano le polemiche (esagerate più che mai) su Laura Pausini e sulla sua scelta di non cantare Bella Ciao. La cantante, ospite di un programma spagnolo, quando i suoi colleghi hanno iniziato ad intonare il canto partigiano, simbolo della Resistenza partigiana, li ha fermati spiegando pacatamente di non voler cantare canzoni politiche. Travolta dai commenti sui social, la star della musica italiana è tornata su Twitter spiegando le sue motivazioni.

Laura Pausini: «Aborro il fascismo»

«In una situazione televisiva estemporanea, leggera e di puro intrattenimento, ho scelto di non cantare un brano inno di libertà ma più volte strumentalizzato nel corso degli anni in contesti politici diversi tra loro». Ecco la versione della cantante. Che ha voluto esprimere il suo legittimo, sacrosanto e rispettabile punto di vista, dopo le tante polemiche montate ad arte di questi giorni. La Pausini, poi, ribadisce i valori in cui ha sempre creduto. «Come donna, prima che come artista, sono sempre stata per la libertà e i valori ad essa legati» ha aggiunto in una nota condivisa su Twitter. E puntualizza: «Aborro il fascismo e ogni forma di dittatura. La mia musica e la mia carriera hanno dimostrato i valori in cui credo da sempre».

 

 

Volevo evitare di essere strumentalizzata

A influire sulla decisione di non cantare Bella ciao è stato anche il particolare momento che stiamo vivendo, cioè la campagna elettorale per le elezioni politiche del 25 settembre. Laura Pausini non lo nasconde: «Volevo evitare di essere trascinata e strumentalizzata in un momento di campagna elettorale così acceso e sgradevole, purtroppo non è stato così» ha scritto la cantante. In Rete, infatti, in molti hanno sottolineato che la scelta stessa di non cantare Bella Ciao è un presa di posizione ben precisa. «Decidendo di non cantarla hai preso una posizione politica» scrivono in tanti». «Rispetto il mio pubblico e continuerò a farlo, con la libertà di scegliere come esprimermi» la risposta della star.

La cantante travolta dalle critiche

«Questa è una canzone molto politica» ha detto la cantante mentre stava partecipando a El Hormiguero, popolare quiz della tv spagnola. Bella Ciao è diventata famosissima in Spagna anche grazie alla serie La casa di carta: non c’è spagnolo che oggi non conosca le note più famose quando si parla di libertà e liberazione. Ma quel no di Laura Pausini a tanti non è piaciuto. «Non è un canto politico, è un canto di libertà» sottolineano sui social. «Un inno contro le tirannie, quale politica» aggiungono. E non mancano i paragoni con la cantante Elisa che, in un video ormai diventato virale, canta proprio la famosa ballata. C’è però chi difende quel no della cantante che con quel rifiuto «ha scelto di essere libera di scegliere». L’hanno difesa, tra i tanti Eros Ramazzotti, Iva Zanicchi. Mentre Pif, scherzato con il PD da sempre, e Gian Giacomo Feltrinelli, casa editrice da sempre schieratissima a sinistra, l’hanno criticata.

il mondo è bello, perché è vario! 

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Commenti al Post:
ReCassettaII
ReCassettaII il 17/09/22 alle 11:11 via WEB
La melodia di “Bella Ciao” arriva da un disco yiddish del 1917, il testo non è stato scritto dai partigiani, la versione a voi nota nasce al Festival di Spoleto negli anni ‘60.
 
 
scricciolo68lbr
scricciolo68lbr il 20/09/22 alle 09:11 via WEB
Grazie, una notizia interessante! Figurati se i partigiani, che hanno trucidato persone, senza assicurare loro un giusto processo ed una giusta condanna, da scontare in prigione, come si fa nei paesi civili, tra cui l’Italia non poteva allora e non può oggi essere ricompreso, avessero creato un brano originale, dalle loro zucche vuote, piene solo di rabbia e rancore! Non difendo il nazi fascismo, non ci penso proprio, ma la cultura democratica di un Paese si vede da queste cose, dal rispetto per ciascun essere vivente.
 
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