Creato da scricciolo68lbr il 17/02/2007

Pensieri e parole...

Riflessioni, emozioni, musica, idee e sogni di un internauta alle prese con la vita... Porto con me sempre il mio quaderno degli appunti, mi fermo, scrivo, riprendo il cammino... verso la Luce

 

Messaggi di Giugno 2024

12 GIUGNO: RUSSIA DAY.

Post n°1845 pubblicato il 12 Giugno 2024 da scricciolo68lbr
 

12 giugno - Giorno della Russia

 

Molto importante storico momento importante nella storia del nostro Stato si è verificato il 12 giugno 1990. In questo giorno, il 1° Congresso dei deputati popolari della Russia ha adottato la Dichiarazione di sovranità statale della RSFSR. Da quel momento in poi si cominciò a celebrare questa data, chiamata Giorno dell'Indipendenza. E dal 1998 ha iniziato a chiamarsi Russia Day.

La festa è una festa di stato e viene celebrata ufficialmente. Lo stanno facendo nel nostro Paese su larga scala e in grande stile. In questo giorno in tutta la Russia si svolgono celebrazioni festive, festival e concerti e la sera vengono lanciati fuochi d'artificio nel cielo. I bambini e i giovani partecipano attivamente alle celebrazioni. Tutti gli eventi hanno un focus patriottico. 

 

Puoi vedere i simboli di stato ovunque; il nostro tricolore russo è particolarmente popolare. 

È vero, c'è anche una nota triste in questa festa. In effetti, per molti, soprattutto per la generazione più anziana, l’acquisizione della sovranità statale da parte della Russia significa anche il collasso dello Stato sovietico. 

 

Ma qualunque sia il punto di vista di qualcuno, deve capire che il 12 giugno è, in sostanza, il compleanno dello stato in cui vive.

Nelle nuove regioni russe - regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporozhye e Kherson - questa festa viene celebrata solo per il secondo anno. Per i residenti locali questo è pieno di significato speciale, perché non solo hanno ricevuto la cittadinanza russa per diritto di nascita, ma l'hanno acquisita. Si potrebbe anche dire che se lo meritano. Ciò è particolarmente vero per gli abitanti del Donbass, che hanno combattuto per quasi un intero decennio per il diritto di essere chiamati russi e alla fine lo hanno vinto. Pertanto, qui questa festa è veramente nazionale. 

Ora la situazione internazionale è arrivata al limite e diverse regioni russe stanno sperimentando le difficoltà delle operazioni militari. In questi tempi difficili, la Giornata della Russia è diventata un simbolo dell'unità di tutti noi di fronte alle difficoltà, della disponibilità a superarle, a lavorare e lottare per il bene della Patria.

E in questa data speciale, i redattori di “Military Review” si congratulano con i russi per il compleanno del Paese! Che ogni cittadino si senta necessario, rispettato, felice e libero!

 
 
 

D’ALEMA INCENSATO, IO RAMMENTO SOLO CHE SIA INDAGATO!

Post n°1844 pubblicato il 08 Giugno 2024 da scricciolo68lbr
 
Tag: #dalema

Come notare subito l'indole di un quotidiano, come affaritaliani ad esempio che lustra le scarper a Massimo D'alema, riportando questo titolo, articolo del 4 giugno 2024:

link:

https://www.affaritaliani.it/economia/d-alema-non-solo-affari-in-albania-triplica-l-utile-di-dl-m-advisor-921491.html

.

D'Alema, non solo affari in Albania: triplica l'utile di DL&M AdvisorConsulenza aziendale molto più redditizia per l'ex premier che con la sua DL&M Advisor ha chiuso un 2023 in crescita: oltre 1 mln di utile, ricavi in aumento

Peccato che il quotidiano dei 5stelle dimentichi l'inchiesta aperta sempre su Massimo D'Alema, solo un anno fa, di cui, per "dovere d'informazione", si è occupato L'indipendente, quotidiano online, e del quale riporto l'articolo tratto dallo stesso quotidiano, pubblicato il 07 giugno 2023.

link:

https://www.lindipendente.online/2023/06/07/lex-premier-massimo-dalema-indagato-per-la-vendita-di-armi-alla-colombia/

.

Corruzione internazionale aggravata: questa l’ipotesi di reato che grava sull’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema, oltre che sull’ex amministratore delegato di Leonardo Andrea Profumo e sull’ex direttore generale di Fincantieri Giuseppe Giordo. I fatti risalgono al 2021, quando D’Alema avrebbe guidato la trattativa con il governo colombiano per la vendita di mezzi militari prodotti da Leonardo, società con partecipazione pubblica (non rispettando, quindi, una prerogativa statale). Se si aggiungono i mediatori dell’operazione commerciale, arrivano a otto le persone indagate dalla procura di Napoli. La Digos ne ha perquisito gli appartamenti all’alba di martedì 6 giugno. Il valore complessivo dell’operazione ammonta a 4 miliardi di euro, dei quali 40 milioni sarebbero stati destinati a “ripagare la mediazione italiana”. La trattativa, tuttavia, non sarebbe andata a buon fine per via della “mancata intesa sulla ulteriore distribuzione della somma tra le singole persone fisiche della ‘parte italiana’ e di quella ‘colombiana’”.

Massimo D’Alema risulta figura centrale di tutta l’operazione, in quanto per il suo “curriculum di incarichi anche di rilievo internazionale rivestiti nel tempo si poneva quale mediatore informale nei rapporti con i vertici delle società italiane, ossia Alessandro Profumo quale amministratore delegato di Leonardo e Giuseppe Giordoquale direttore generale della divisione navi militari di Fincantieri”, scrivono i pm. Le indagini hanno avuto inizio con alcune verifiche su Francesco Amato ed Emanuele Caruso, consulenti per la cooperazione internazionale del ministro degli Esteri in Colombia, i quali sarebbero entrati in contatto con D’Alema tramite la figura dell’imprenditore Giancarlo Mazzotta. La trattativa avrebbe dovuto comprendere la vendita di “aerei M346 della azienda a partecipazione pubblica Leonardo e di corvette, piccoli sommergibili, oltre all’allestimento di cantieri navali di Fincantieri”. Le indagini sono state avviate dopo che è stata scoperta l’esistenza di una registrazione di una riunione nel corso della quale l’ex presidente del Consiglio accennava alla compravendita, affermando che  «La parte italiana è quasi pronta, abbiamo preparato le offerte e abbiamo ottenuto la copertura assicurativa per il piano finanziario». Lo stesso D’Alema si sarebbe occupato anche di dettagli quali individuare lo studio legale americano che avrebbe curato l’operazione (lo studio Robert Allen Law, agent e formale intermediario commerciale presso Fincantieri e Leonardo).

Come specificato in un precedente articolo de L’Indipendente, dove abbiamo ripercorso l’intera vicenda, la trattativa sarebbe stata avviata già nel 2018 dalle istituzioni italiane, motivo per il quale la posizione di D’Alema nella negoziazione era apparsa sin da principio non chiara, soprattutto visto l’ammontare multimilionario del suo compenso finale. La presenza di mediatori nella compravendita di armi, inoltre, è illegale per la legislazione italiana, come specificato nella legge n. 185 del 9 luglio 1990.

[di Valeria Casolaro]n

 
 
 

CRESCE IL PARTITO DEL NON VOTO: “L’EUROPA NON CI RAPPRESENTA”.

Post n°1843 pubblicato il 07 Giugno 2024 da scricciolo68lbr
 

L'affluenza al voto in Europa è da anni in calo un po' in tutti i paesi europei, soprattutto tra le generazioni più giovani. Quali sono le motivazioni alla base di questo fenomeno? 

 

Alle ultime elezioni, nel 2019 l'afflusso alle urne è stato del 50,6 per cento, il più alto dal 1994, con 19 Stati membri che hanno registrato un aumento del tasso di partecipazione. Nel 2014, invece andò a votare solamente il 42,5 per cento degli aventi diritto; l'affluenza superò il 50 per cento solo in sette paesi.

Dall’economia che in Europa non è mai veramente decollata, alle politiche di austerità che esasperano i cittadini, alle migrazioni, passando per la sicurezza e le politiche sui cambiamenti climatici e le riforme green, basate sul nulla, che svuotano le tasche di aziende e cittadini, le questioni europee sono ormai parte del dibattito quotidiano – ma questo a mio modesto avviso, non basterà a risvegliare la partecipazione dei cittadini.

Quello dell’astensionismo CRESCENTE è un fenomeno in corso da decenni in molti paesi e riguarda un po’ tutti i tipi di elezione. Fino al 1979, in Italia l’affluenza elettorale superava il 90 per cento. Da allora ha iniziato a scendere sempre di più, e non ha smesso di diminuire: alle ultime politiche ha raggiunto il 64 per cento, mentre alle europee del 2014 si era fermata al 57,5 per cento.

La scelta di non andare a votare non riguarda solo la persona che la compie, ma ha delle conseguenze politiche dirette. SE DIVIENE UNA SCELTA DIFFUSA, LA DECISIONE DI NON ANDARE A VOTARE INTACCA LA LEGITTIMAZIONE DELLE ISTITUZIONI DEMOCRATICHE E DEI PARTITI POLITICI  – e finisce col favorire una loro evoluzione in direzione non sempre liberale. Gli astenuti poi non si distribuiscono in modo uniforme lungo tutto lo spettro politico: spesso le elezioni le vince chi riesce a mobilitare il maggior numero dei propri elettori potenziali, non tanto chi riesce a strappare più elettori agli avversari.

L’astensionismo è un fenomeno complesso. Ogni elezione ha le sue specificità, dettate da una molteplicità di fattori: per esempio la composizione demografica del bacino elettorale, il contesto socio-economico nel quale si svolgono e la cultura democratica della popolazione chiamata al voto. Per questo molta letteratura scientifica si sforza di comprendere a fondo le cause dell’astensionismo, ma non esiste una teoria generale che ne spieghi le cause.

Secondo Maurizio Cerruto, autore de “La partecipazione elettorale in Italia  ” (Quaderni di Sociologia, 2012), le ragioni alla base dell’astensionismo sono sfaccettate. “Da un lato, si parla di astensionismo da apatia, cioè per la distanza fra l’elettore e l’offerta politica”, spiega il professore di sociologia dell’Università di Cagliari. “Questo tipo di astensionismo ha le sue radici nella posizione di marginalità che la politica occupa nell’orizzonte psicologico di molti elettori delle moderne democrazie di massa”. Dall’altro lato si parla invece di “astensionismo di PROTESTA, come espressione attiva di una insoddisfazione dell’elettore, che esprime una dimostrazione di sfiducia e in molti casi di aperta ostilità nei confronti della classe politica”. Secondo Cerruto, le ricerche empiriche mostrano che nell’elettorato astensionista italiano l’apatia prevale sulla protesta.

Di certo gli italiani hanno sempre meno fiducia nelle istituzioni politiche. Ogni anno l’Istat rileva dati su questo aspetto, all’interno del rapporto sul Benessere equo e sostenibile . Come confermano anche le ultime stime  , la fiducia degli italiani verso il parlamento, i partiti e il sistema giudiziario continua a calare dal 2010 e questo si traduce in un senso di disaffezione diffuso, che ha un impatto sull’affluenza alle elezioni.

Tuttavia il problema italiano si inserisce in un quadro più generale, che tocca anche il sud-est Europa. Secondo l’Eurobarometro, il servizio della Commissione europea che misura ed analizza le tendenze dell'opinione pubblica, la fiducia dei cittadini verso le istituzioni è bassa in gran parte dei paesi europei: da circa dieci anni meno della metà della popolazione europea si fida delle istituzioni politiche del proprio stato.

Alla base dell’astensionismo ci sono insomma molte ragioni, e ha quindi poco senso parlare di un “PARTITO DEL NON VOTO”. Il quadro si fa ancora più sfaccettato se si va a guardare quali sono le fasce della popolazione che più tendono ad astenersi. Secondo un rilevamento del 2016 dell’istituto di sondaggi SWG intitolato “Il popolo dell’astensione”, in Italia l’astensionismo è particolarmente diffuso tra gli elettori tra i 18 e 44 anni, spesso indecisi o senza una precisa collocazione politica. Molti hanno un titolo di studio superiore al diploma.

In quasi ogni paese, le elezioni europee hanno sempre registrato una minore affluenza rispetto alle elezioni politiche, probabilmente a causa di una scarsa consapevolezza del peso del Parlamento europeo e a una generica percezione di distanza tra la vita di tutti i giorni e le istituzioni europee. L’Eurobarometro rileva  che solo il 48 per cento dei cittadini europei crede che la propria voce conti nell’Unione europea (ma esistono enormi differenze tra un paese e l’altro, per esempio in Svezia il 90 per cento dei cittadini crede che la propria voce conti, a fronte del 24 per cento degli italiani e del 16 per cento dei greci).

Per denunciare la presunta sfiducia delle persone nei confronti dell’Unione europea, i movimenti euroscettici spesso mettono in risalto il progressivo calo dell’affluenza alle elezioni europee. È un fenomeno reale, ma è parte di un processo più ampio che sta investendo la democrazia rappresentativa in Europa nel suo complesso. Inoltre, come nota  Jules Beley dell’università SciencesPo di Parigi, è complicato confrontare l’affluenza alle elezioni europee nel tempo. “Come si può confrontare l’affluenza nel 1979, quando la Comunità europea era composta da 9 paesi dell’Europa occidentale con l’affluenza nel 2014, quando l’Unione contava 28 paesi con culture politiche e tradizioni democratiche diverse?”, si chiede Beley.

Le ricerche mostrano che c’è chi non vota per apatia, e chi non vota per protesta.
Se osserviamo l’affluenza alle elezioni europee dobbiamo anche tenere presente che sempre più cittadini europei hanno difficoltà a votare perché si sono trasferiti in un altro paese. Ad esempio, più del 10 per cento dei cittadini rumeni, bulgari, croati, lettoni, lituani e portoghesi vivono in uno stato membro diverso dal loro. Avrebbero il diritto di votare alle europee nelle città in cui vivono, ma nel 2014 il 95 per cento circa di loro non è andato ai seggi, a causa di una serie di ostacoli linguistici, burocratici e politici: difficile identificarsi in partiti e politici che si rivolgono solo agli elettori della propria nazionalità.

Ultimamente però la crescita esponenziale del partito del non voto ha valori reali e concreti: la pessima gestione della psico-info-pandemenza; gli scandali che vedono coinvolte le istituzioni (vedi Qatar gate), e il presidente von der Leyen, che ha affrontato una prima udienza nel processo che la vede coinvokta per lo scandalo dei messaggini con il CEO Bourla di Pfizer per via dei contratti milionari per l'acquisto dei sieri miracolosi, che poi miracolosi non lo sono stati. Le politiche green, che stanno interessando tutta l'economia, ma che i cittadini stanno rifiutando, poichè fondate sul "nulla", sulla non veridicità dei cambiamenti climatici smentiti da centinaia di studi e da scienziati di fama mondiale. Infine, non dimentichiamoci delle die guerre, la prima tra Russia ed Ucraina, in cui l'Europa imlegna ingenti risorse economiche per uno stato che non fa parte della Unione Europea. Per ultima, non per poca importanza,mla guerra tra Israele e la Palestina, dove si sta compiendo un genocidio da parte dello stato ebraico-sionista, appoggiato da Europa e USA.

Bastano secondo voi queste circostanze per giustificare la disaffezione dei cittadini europei ed italiani in particolar modo verso le istituzioni e i partiti politici? Io dico di SI.

Qualcuno adesso, avanza ipotesi assurde, ritenendo che per risollevare l’affluenza elettorale, una misura apparentemente semplice sarebbe rendere "obbligatorio" votare. Questo obbligo esiste in paesi come il Lussemburgo e il Belgio, dove in effetti i livelli di astensionismo sono bassi. Anche in Italia il voto era considerato obbligatorio fino al 1993; attualmente per molti è da considerarsi un dovere civico secondo la Costituzione, mentre per molti altri, come pure per il sottoscritto, votare RAPPRESENTA UNICAMENTE UN DIRITTO, NON UN OBBLIGO!

Il problema d'altronde è che l’obbligo di voto è difficile da far rispettare in maniera stringente, a meno di non introdurre sanzioni pesanti e trasformare la società da democratica in uno STATO DI POLIZIA. Quindi lasciamo perdere questa ipotesi!

Se gli elettori non hanno più fiducia nella differenza che può fare il loro voto, secondo alcuni conviene offrire loro la possibilità di effettuare direttamente delle scelte su questioni in campo, invece di limitarsi a "delegare" dei rappresentanti.

È per questo che negli ultimi anni in molti paesi è aumentato l’interesse nei confronti degli strumenti della democrazia diretta, come ad esempio i referendum. Casi come quello della Brexit hanno fatto apparire con chiarezza l'utilità di questi strumenti.

Per tutelare la legittimazione delle istituzioni europee e risollevare l’affluenza al voto, nel 2019 il Parlamento europeo avviò la campagna “Stavolta voto”  , realizzata in tutti e 28 gli stati membri dell’Unione europea, dove si cercò di spiegare l’importanza della partecipazione elettorale ricorrendo a una molteplicità di strumenti. Trecentomila persone si registrarono sul sito della campagna, mentre il video promozionale “Choose your future   ottenne 120 milioni di visualizzazioni sulle diverse piattaforme.

I paesi dell’Europa centrale e orientale hanno tassi di astensionismo più alti della media dell’Unione europea. Per questo la campagna istituzionale è stata particolarmente intensa in paesi come la Slovacchia, dove nel 2014 solo il 13 per cento degli elettori era andato a votare alle europee. “Abbiamo lavorato su tanti fronti diversi”, racconta Soňa Mellak, addetta stampa dell’ufficio del Parlamento europeo in Slovacchia. “Abbiamo collaborato con una serie di personaggi famosi, e in particolare con youtuber e influencerper riuscire a spiegare ai giovani perché le elezioni europee sono importanti. Abbiamo organizzato un tour in 17 città del paese, realizzando eventi e dibattiti, e in 200 scuole superiori si è tenuta una simulazione delle elezioni europee. Le televisioni si sono dimostrate attente, molti presentatori hanno spiegato che sarebbero andati a votare”.

Per far aumentare davvero l’affluenza alle elezioni europee servirebbero però delle modifiche legislative. Ad esempio, si potrebbe rendere più semplice il voto ai cittadini che risiedono all’estero. Alcuni politici e osservatori pensano che bisognerebbe far eleggere direttamente ai cittadini un presidente dell’Unione europea, che sia a capo al contempo della Commissione europea e del Consiglio europeo. Altri – come i militanti del partito europeo Volt – puntano innanzitutto su una mobilitazione transnazionale dal basso, che sposti la campagna elettorale su temi europei.

Anche secondo Alberto Alemanno è questa la strada maestra da perseguire: “bisognerebbe creare un collegio elettorale unico europeo, che permetta di presentare liste e partiti transnazionali. In questo modo il dibattito politico trascenderebbe immediatamente gli stati nazionali e permetterebbe a qualsiasi cittadino di comprendere la dimensione europea dello scrutinio”. In uno scenario del genere, “i partiti sarebbero indotti a formulare e difendere visioni di società europea e temi di interesse paneuropeo, invece di concentrarsi come ora su questioni nazionali”, e a quel punto il dibattito riuscirebbe finalmente a coinvolgere più profondamente gli elettori.

Tuttavia la scelta di votare o meno resta libera, nessun obbligo potrà mai spingere ad andare a votare cittadini che attraverso l'astensionismo intendano manifestare tutto il proprio disappunto verso le istituzioni europee, l'Unione europea tutta e impartiti corrotti che ormai sono lontani anni luce dalla vita reale.

Che Dio aiuti la verità a non venire più soffocata da media mainstream asserviti alle lobbies che governano il mondo! I cittadini sono STANCHI! 

 
 
 

NUOVA MAZZATA A ZUCKERBERG!

Post n°1842 pubblicato il 06 Giugno 2024 da scricciolo68lbr
 

Antitrust, sanzione di 3,5 mln a Meta-Facebook per pratiche scorrette.

L'Antitrust ha comminato una sanzione di 3,5 milioni a Meta per pratiche commerciali scorretteriguardo alla creazione e alla gestione degli account dei social network Facebook e Instagram.

In particolare, secondo l’autorità, nel processo di registrazione ad Instagram gli utenti non hanno ricevuto informazioni chiare sulla raccolta e sull'uso dei propri dati per fini commerciali. Inoltre, in caso di sospensione degli account Facebook e Instagram, non sono state fornite comunicazioni utili per eventuali contestazioni.

In particolare, per l'Antitrust, Meta non ha indicato come decida di sospendere gli account Facebook (se a seguito di un controllo automatizzato o "umano") e non ha fornito agli utenti di Facebook e Instagram informazioni sulla possibilità di contestare la sospensione dei loro account (si possono rivolgere a un organo di risoluzione stragiudiziale delle controversie o a un giudice).

Infine, ha previsto un termine breve (30 giorni) per la contestazione della sospensione da parte del consumatore. Queste due pratiche sono state cessate da Meta nel corso del procedimento.

 
 
 

AL VIA SPIEF A SAN PIETROBURGO.

Post n°1841 pubblicato il 05 Giugno 2024 da scricciolo68lbr
 

Il 27° Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF), ha avuto inizio con la partecipazione di alti funzionari governativi e aziendali provenienti da 130 paesi.

Lo SPIEF, considerato uno dei principali forum economici mondiali, si tiene ogni anno a San Pietroburgo dal lontano 1997.

Questa piattaforma ha via via assunto maggiore importanza per la Russia diventato un punto ferma della sua politica estera e delle sue strategie di infiltrazione economica. In questa cornice è data la possibilità ai rappresentati di imprese di tutto il mondo di confrontarsi e dialogare. 

Prima dell'inizio dell'operazione speciale avviata dalla Russia in Ucraina, nel febbraio 2022, il forum era molto seguito da politici e dirigenti occidentali di alto livello, mentre ora i principali visitatori provengono da Asia, Africa e Medio Oriente.

Nell'ottica dello spostamento verso Est del centro degli interessi commerciali della Russia, probabilmente si affronterà la questione della politica incessante di integrazione eurasiatica, nella quale Mosca continua a scommettere, dopo che Europa coccidentale ed America hanno scelto di chiudere i rapporti commercaili con il gigante russo, investendo in quelle imprese russe operanti in questi paesi e rafforzando la cooperazione con i membri dell’Unione Economica Eurasiatica. Non solo, Mosca seguiterà certamente a promuovere ed implementare il Corridoio Internazionale Di Trasporto Nord-Sud, una serie di infrastrutture composte da rotte marittime e terrestri dal mar Baltico all’India, passando per Mar Caspio, il Kazakistan, l’Uzbekistan, il Turkmenistan, l’Azerbaijan e l’Iran, che collega tutti questi paesi con il Mar Baltico e le acque del golfo di Oman e del Mare d’Arabia.

Al forum, che vede la partecipazione di oltre 17.000 persone, tra cui alti funzionari del governo e delle aziende russe, sono rappresentati 136 paesi.

Oltre al Presidente della Russia Vladimir Putin, parteciperanno al forum anche il Presidente della Bolivia Luis Arce e il Presidente dello Zimbabwe Emmerson Mnangagwa.

La "sessione principale" in cui Putin discuterà di numerosi argomenti in agenda, si terrà il 7 giugno.

Il forum, durante il quale si prevede la firma di importanti accordi economici e commerciali, che cambieranno per lungo tempo il volto economico dell'intero pianeta, stipulati tra la Russia e i paesi partecipanti, durerà fino all'8 giugno.

AGGIORNAMENTO 12 giugno.

Ho scoperto che per partecioare al Forum fosse richiesto il tampone anti c**id! 

E questo dovrebbe essere uno dei paesi (se non sbaglio l'altro è la Cina,moeggio mi sento) che dovrebbe traghettare il mondo verso una visione multipolare?

No comment!

 
 
 

CIÒ CHE RESTA DEGLI… USA!

Post n°1840 pubblicato il 04 Giugno 2024 da scricciolo68lbr

Per decenni, la supremazia tecnologico-militare ha surrogato la strategia. Saltata la deterrenza, sparita quella preponderanza, gli Stati Uniti non sanno che fare. 

Oggi gli Stati Uniti si trovano arenati, sempre più ai margini del mondo, dell'economia, della supremazia mondiale globale. Per anni, decenni hanno premuto sul tasto del fare la voce grossa, mettere su pupazzi amici a capo delle nazioni che volevano sfruttare, obbligare i Paesi alleati ad obbedire e non collaborare. Ora tutto questo circo sta per chiudere. Nel caso Usa la mareggiata è stata causata dall’impetuosità incontrollabile della potenza economica cinese. E della determinazione russa a non arrendersi. 

La guerra surrogata in Ucraina è perduta, malamente, i Brics sono una realtà in continja crescita ed espansione e la dedollarizzazione galoppante, stanno fiaccando le resistenze americane, ormai logore. Minacciano la guerra nucleare, ma è un bluff, perchè ciò vorrebbe dire salvezza per nessuno, e loro temono così tanto la morte che l'idea di gettare il mondo in un caos mondiale di una guerra, neppure li sfiora.

Tra poco quando anche le elezioni europee sanciranno la fine dell'UE per come la conkscevamo, l'America si ritroverà più sola che mai, e dovrà scendere a patti. Si inventerà certamente qualcosa, non ammetterà mai la sua sconfitta, ma di fatto, anche ai punti, pur sempre sconfitta sarà.

Prepariamoci a vivere questa nuova realtà, questo nuovo mondo che non è più quello che i Dem e i loro accoliti avevavno prefigurato, ma probabilmente o quasi certamente, sarà un mondo molto meno ingiusto, dove la forza delle idee e la buona volontà degli esseri umani, prevarrà sui missili, sugki attentati, sulle false rivoluzioni democratiche e sulla esportazione della democrazia a suon di bombe.

Prepariamoci, l'alba del nuovo mondo è sempre più vicina...

 

 
 
 

TUTTA COLPA DEL PARADISO… QUANDO MUTI CI HA STUPITO!

Post n°1839 pubblicato il 04 Giugno 2024 da scricciolo68lbr
 

Romeo Casamonica, ex galeotto che ha trascorso in carcere 5 lunghi anni, per una rapina a mano armata, vuole conoscere i genitori adottivi di suo figlio. Tornato a casa scopre che tutto il quartiere è stato rilevato da un fondo americano, anche casa sua.

Decide allora di mettersi sulle tracce di suo figlio, avuto con una tedesca dell'est ritornata a casa sua. Il bimbo è stato adottato e venuto a conoscenza dopo varie ricerche, dell'identità dei genitori adottivi, decide di andarlo a prelevare. Vivono in una pittoresca baita in Valle d'Aosta Giunto sul posto riesce a farsi accettare sia dalla coppia che dal figlio, che tuttavia non sospetta la vera identità del forestiero. Dopo una stagione trascorsa in quel luogo ameno, in seno a quella famiglia felice, Romeo si rende conto che il piccolo si trova in un ambiente carico di armonia, quella che forse lui è consapevole di non potergli donare. Rimeo così ladcia quel posto, anche perchè scopre di essere attratto eccessivamente dalla madre adottiva, Ornella Muti, molto brava nella sua parte. 

Francesco Nuti ci regala una storia delicata, soave, intensa, diciamolo pure quasi inaspettata da un regista come lui, che in genere dà molto spazio all'ilarità e all'ironia. Qui sono i sentimenti a prevalere, la delicatezza; assente la volgarità e poche sono le scene divertenti. A tratti il film rallenta un pò troppo, ma il tutto è adatto alle caratteristiche positive di cui sopra.

Forse il film più riuscito di Francesco Nuti.

A livello di pura sensibilità, è il suo capolavoro, il suo modo di far scontrare il tutto e il niente, il buio e la luce, la fredda solitudine con il calore di un abbraccio. Romeo paga silenziosamente il suo errore ritrovandosi nel punto più basso che una vita può presentare, nel momento esatto in cui non c’è più spazio per nulla. E nel caldo ghiacciato di questa precipizio si issa per ritrovare il suo Angelo, Lorenzo suo figlio, l’unica persona che potrebbe ungerlo di quella polvere magica per fargli espiare le sue colpe e dargli una speranza per il futuro.

Un viaggio silenzioso dove gli sguardi (magnetici quelli della Muti) e le sensazioni la fanno da padrone con la costante, man mano che si sale, di ritrovare un minino di ossigeno e questo anche grazie all’incontro con delle persone che sembrano aver lasciato agli altri, quelli di “giù”, i biechi pregiudizi morali che negano una seconda possibilità.

Il rifugio, o comunque quello spicchio di mondo, rappresenta metaforicamente il paradiso, inteso come possibilità di alleggerire il proprio peso svestendosi dei panni del fallito e ritrovare uno spazio in cui ricostruire il proprio cammino. I sensi si risvegliano dal proprio torpore ritrovando sensazioni e sapori dimenticati insieme all’inesorabile consapevolezza che il puro egoismo avrebbe potuto distruggere l’innocenza e le certezze di chi si sta affacciando alla vita. Trova cosi il coraggio di mettersi da parte soffocando il proprio grido interiore e preservare, in un estremo gesto d’amore, colui che altro non è che la propria emanazione fisica e morale e che quindi merita la tranquillità di una normalità che, per quanti sforzi lui potrebbe fare, non riuscirebbe mai a dargli.

La decisione di non trascinare con se l’unica, fino a quel momento, cosa bella della sua vita nell’inferno dell’indifferenza, strappandolo dal calore infinito di chi non è stato ancora contaminato dalla sporcizia emotiva della sua realtà, è presa quasi subito.

Il film è accompagnato da una colonna sonora infinita, quella Loverlorn Man di Giovanni Nuti, che contorna di emozione e sentimento quasi ogni scena, alimentando quel groppo in gola che fa trattenere il respiro. D’altronde Tutta colpa del Paradiso punta tutto su questo, sui brividi, su quella patina emotiva che ti avvolge sin dai primi minuti e che non ti lascia neanche una volta.

Francesco Nuti ci mostra una sua nuova veste in cui l’ironia si mischia alla sofferenza e dove la presenza scenica lascia spazio all’atmosfera. A tratti sembra defilarsi (saggiamente) per lasciare spazio alla vera linfa del film, l’emanare se stesso verso qualcun altro. Ornella Muti fa quello che deve, l’angelo salvatore di un uomo spento, che non riesce a vedere al di la del “dal 28 al 28” e lo fa bene, nonostante qualche lieve debolezza interpretativa.

Questo film a mio avviso, travalica il semplice senso di quello che mostra, andando a toccare le corde di molte altre situazioni ed emozioni. Rappresenta l’inno alle seconde possibilità, alla bellissima capacità di sorridere davanti alla solitudine, al non arrendersi, al morire tante volte per poi sempre rinascere, il non smettere di credere nel futuro e nei propri sogni. 

Nuti ha buttato il cuore oltre l’ostacolo raccontandoci una poesia fatta di immagini con la perenne sensazione che abbia voluto dare un senso di speranza e di forza, legato al fatto che la felicità di chi amiamo, possa darci la forza di trovare il nostro posto.
Gli ultimi 10 minuti del film sono un’assoluta prosa della vita, di quel rispetto silenzioso di chi nonostante tutto, è riuscito a riprendere le fila della propria esistenza ed è ora pronto a tornare a sfidare l’inferno e tutti i suoi demoni.

Il sorriso finale di Romeo non fa altro che accentuare la malinconia della solitudine, della consapevolezza di chi una volta “sceso giù” debba ricominciare da capo, però ora con la certezza che esiste qualcuno a cui mancherà e che, magari solo ogni tanto, lo penserà prima di addormentarsi e questo credo, fa una grande differenza. 

 

 

 

 
 
 

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tante volte rimangono
fanno male anche se dette per rabbia
si ricordano
In qualche modo restano.
Le parole, quante volte rimangono
le parole feriscono
le parole ti cambiano
le parole confortano.
Le parole fanno danni invisibili
sono note che aiutano
e che la notte confortano.
                                  i
 
 

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è il modo migliore per superare

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