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Creato da stefano.caldiron il 07/03/2012
poesie, racconti, considerazioni
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| « Sandro | Athena II » |
Athena I
Athena giocava con la cenere del fuoco, ormai quasi spento. Le luci dell'alba s'erano trasformate, pur prima del sorgere del sole, nell'annuncio di una giornata lunga e serena.
“A che pensi?” disse Philos. “A niente” rispose Athena, “e a tutto. Ormai le guerre stanno terminando. Sono felice.” Volse lo sguardo verso il suo compagno, e sorrise.
“Come puoi dire una cosa simile, che le guerre stiano terminando? Proprio adesso? e dopo quello che è successo? l'esercito di Atl è ovunque, sparso in tutto il mondo, e anche qui, in Ellade, riempie le valli, e le fertili piane. Ha il controllo delle fonti alimentari, dei campi, degli armenti, tiene in pugno i contadini, possiede tutto il Mare con le rotte e i traffici”.
“Sì, mio fedele amico, quello che dici è vero. Come l'onda del mare prosegue e avanza, tutto ricopre e bagna, così l'esercito di Atl è penetrato ovunque, come tu dici. Ma, come l'onda del mare, è arrivato più in là del sostegno del mare stesso. Sarà il mare stesso a richiamare indietro le sue forze.”
Philos tacque. Pensò. Athena era sempre sorprendente. Raramente sbagliava. Avevano lottato per molti anni, prima in campo aperto, e poi ritirandosi sulle montagne. Scaramucce, più o meno importanti, e più o meno gravi per l'esercito di Atl, avevano corroso nel tempo la tracotanza degli invasori: ma, comunque, questi sembravano saldamente installati, e bene organizzati.
Ma, volle sperare Philos, Athena raramente sbagliava. Più volte l'aveva vista prepararsi per la guerra, senza motivo ed entusiasta, organizzare un attacco, una scaramuccia oppure un vero scontro, seguendo una sua idea, datale, a suo dire, dagli dèi. E ogni volta aveva dovuto sorprendersi. O nell'immediato, o per le conseguenze (un rifornimento mancato, una notizia non trasmessa, una spaccatura funzionale a un successivo attacco), quell'azione aveva sempre avuto un peso non indifferente per l'invasore.
Che però, nonostante tutto, sembrava più solido e radicato che mai...
La luce del mattino invadeva le valli, batteva il punto dove loro si trovavano. Il giorno illuminava le cime, verdi, dei monti che li circondavano.
Una sentinella fischiò. Ne guardarono i segnali. Qualcuno, amico, arrivava. Videro sulla costa del monte la sagoma di un uomo. Si fermò un attimo, poi prese a muoversi velocemente nella loro direzione.
Athena sorrise. Guardò il suo compagno. Non parlò. Entrambi attesero.
Quando l'uomo giunse da loro, era ormai mattino inoltrato, il sole era caldo. Arrivò a un tiro di sasso da loro, poi, finalmente, rallentò, ansimando. Si guardarono. Athena lo osservò attentamente, alzandosi in piedi. Ora l'uomo era giunto a pochi metri da lei. Philos dormiva, stanco.
Lei parlò per prima. “Salute, e pace”, disse. “Salute, e pace” rispose l'uomo. Si avvicinarono ancora. Si guardarono. Si abbracciarono. Poi l'uomo si sedette, riprese ancora fiato, e cominciò a parlare.
“O pregevole comandante, dal lungo braccio, e dalla mente pronta. Ho da portare una grande notizia. Venendo qui, ancora altre voci e fatti, visti coi miei occhi, l'hanno confermata. Una buona parte dell'esercito di Atl sta tornando a casa”.
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