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"ER GRILLO ZOPPO"   LA SUA PREFERITA
favola di Trilussa

Ormai me reggo su ‘na cianca sola.
- diceva un Grillo – Quella che me manca
m’arimase attaccata alla capriola.
Quanno m’accorsi d’esse prigioniero
col laccio ar piede, in mano a un ragazzino,
nun c’ebbi che un pensiero:
de rivolà in giardino.
Er dolore fu granne…,ma la stilla
de sangue che sortì dalla ferita
brillo ner sole come una favilla.
E forse un giorno Iddio benedirà
Ogni goccia di sangue ch’è servita
Pe’ scrive la parola libertà!

( favola di Trilussa )

 

io nun piango                                         CANZONE PREFERITA
franco califano

io nun piango pe' quarcuno che more
non l'ho fatto manco pe 'n genitore
che morenno m'ha 'nsegnato a pensare
non lo faccio per un altro che more
Io nun piango
quanno scoppia 'na guera
er coraggio de' l'eroi stesi a tera
io lo premio co' du' fiori de serra
ma nun piango
quanno scoppia 'na guera
lo piango quanno casco nello sguardo
de' 'nvagabondo perche'
ce somijamo in modo assurdo
semo due soli monno
Me perdo in quell'occhi senza nome
che cercano padrone
in quella faccia de malinconia
che chiede compagnia
Io nun piango quanno 'n omo s'ammazza
il suo sangue nun me fa tenerezza
manco se allagasse tutta 'na piazza
io non piango quanno 'n omo s'ammazza
Ma piango io piango sulle stre vite
due vite violentate
A risposte mai ne abbiamo date
ecco perche' la sete
lo piango so tutto
tempo che ce resta
e me ce sento male
Domani se non sbajo e' tua festa
la prima senza viole
la prima senza viole
la prima senza viole
la prima senza viole.

 

 

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IL SEGRETO DELL'ASTRONAUTA

Post n°798 pubblicato il 14 Giugno 2008 da IOXTEFOREVER
 


- Quante stelle, e tutte così curiose! Quando allungo un braccio si spostano d'un soffio e mi guardano scivolare via. Poi, con un guizzo, tornano alloro posto - raccontò Esterina, sprizzando felicità.
L'astronauta, che era uscito dalla navicella spaziale per fare una passeggiata fra le stelle, si girò lentamente. Osservò con tenerezza il frenetico zampettare della bimba che, da quando aveva imparato a
nuotare, non voleva saperne di ritornare sulla spiaggia.
E nuota nuota nuota nuota era arrivata fino all'orizzonte, laggiù dove il mare e il cielo si toccano e aveva continuato a nuotare nel cielo come se niente fosse.- Scommetto che hai un segreto, per nuotare così bene fra le stelle - disse la bimba. L'astronauta sorrise, senza riuscire a risponderle. - Se però avessi una tasca in cielo, diventèresti il più bravo di tutti - gli assicurò Esterina. - Una tasca in cielo? - chiese l'uomo. - Sì, proprio una tasca in cielo. Stai per caso diventando sordo? - sbuffò la bimba. - lo, sai... - tentennò l'astronauta.- Uffa, quante storie! Che cosa ci vuole a stringere forte forte gli occhi e a lanciare in cielo, con tutta la forza che hai, una tasca acchiappastelle?
Tuttavia bada che non sia una tasca bucata, altrimenti... - Altrimenti? - domandò l'astronauta. - Nessuna stella si accoccolerebbe in una tasca bucata. Neppure quelle tristanzuole e con il broncio perché non hanno neanche un amico che le chiami dalla Terra, si adatterebbero. Perciò guardala bene, la tua tasca,
prima di lanciarla in cielo - disse la bimba. Con gran fatica l'astronauta introdusse un guantone nella tasca della tuta da volo. Aveva solo quella e, prima di staccarla e lanciarla nel cielo, voleva essere sicuro che non ci fossero dei buchi, neppure dei buchetti piccoli così.
Spinse la mano e poi il braccio, con certe smorfie che fecero ridere tanto Esterina, ma non riuscì a raggiungere il fondo della tasca. - Tu sì che hai un segreto, il segreto della tasca in cielo - borbottò allora l'astronauta. - Chissà quanto tempo mi ci vorrà, per riuscire a conoscerlo. - Oh, mica tanto sai. Ti basterà diventare bambino, per saperlo. Ti basterà... tutta la vita - disse Esterina. E scivolò via, sulle onde del cielo.

 
 
 
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Data di creazione: 06/10/2007
 

 

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E NON COL CUORE.

E CHI PARLA D'AMORE

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