
La bellezza della campagna elettorale ormai è ridotta al gusto goliardico di scovare chi dice per primo la più seria stronzata… un primario di tutto rispetto arriva da Daniela Santanché, la prima candidata premier della Repubblica italiana, che di originale non c’ha neanche il cognome (che è del primo marito, il chirurgo plastico). Lei si sa è “orgogliosa di essere fascista”, ma non disdegna neanche di dire minchiate, appena possibile. E così di tutto punto, a Uno Mattina, afferma convinta che magari qualcuno a quell’ora stia ancora dormendo e non sia perfettamente lucido e la butta lì: “Tutti gli immigrati malati devono essere curati nei nostri ospedali ma una volta guariti, una pattuglia della polizia deve aspettarli all’uscita con il foglio di rimpatrio per mandarli a casa loro. Sapete quanto risparmio ci sarebbe sull’assistenza sanitaria nazionale?”. Onorevole, se è per questo ad usare i forni crematori si risparmierebbe ancora e magari si produrrebbe pure energia… va bene che ci vuole chiarezza… verrebbe quasi di non farci caso, vedendo il personaggio… del resto, lei è una che gonfia un po’ tutto: dalle labbra in giù, il suo corpo è un busto gommoso, riempito di silicone (anche se all’altezza della vita, ha una protuberanza sospetta… magari, in uno dei suoi 300000 interventi estetici, il vecchio marito chirurgo ha sbagliato qualche manovra…). S’atteggia a fascista superstar, ma ha poco a che fare con la tradizione più nobile della destra sociale (come lo stesso padrone del suo partito); s’atteggia ad imprenditrice moderna nel campo del marketing, dopo aver lavorato per anni nella società del primo marito e aver fatto la portaborse di La Russa per una vita. Non proprio, insomma, una donna che godeva di stima. Giano Accame, uno degli intelettuali della destra italiana l’ha definita, nel 2004, una da “sguaiato esibizionismo mondano”. In effetti, la Santanchè è una da isola dei Famosi, tirata come l’elastico di una fionda e attillata come una porno star di film amatoriali. Uno che fa i calendari e mostra il dito medio, ma che soprattutto vuole fare l’alternativa ad ogni costo. Ora parla di giustizia, dimenticandosi che con Storacino di mezzo, c’è davvero poco da parlare. Ora attacca Berlusconi (oltre ovviamente a Veltroni), dimenticandosi di aver fatto parte del suo governo e di aver votato le leggi, che ora critica: è come rivendicare una verginità riacquisita. Una porno star non può dichiararsi vergine e contemporaneamente “maneggiare il manganello”…
Inviato da: Henry
il 01/01/2011 alle 00:02
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il 11/12/2010 alle 22:15
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il 12/09/2010 alle 20:35
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il 05/06/2009 alle 00:08
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il 13/04/2009 alle 16:44