
L’ennesimo proiettile recapitato a politici desta preoccupazione, sconcerto. Ma quanto arrosto dietro la cortina di fumo che si solleva in queste situazioni diventate stranamente “puntuali”. Un tempo, i proiettili recapitati erano davvero avvertimenti di pericolo… e, infatti, finivano sulle scrivanie di uomini davvero scomodi. Da qualche tempo a questa parte, invece, sembra che ad orologeria i proiettili vengano recapitati secondo una turnazione illogicamente studiata a personaggi di vario tipo. Prendiamo i malcapitati di oggi: Altero Matteoli e Fabrizio Cicchitto. I due non rappresenterebbero nessun emblema di giustizia (tanto da “ingraziarsi” l’odio di associazioni a delinquere), né il bersaglio di un malessere sociale, visto che alla base del proprio operato c’è l’insignificanza politica. Matteoli, ad esempio, è il classico faccione buttato nella politica senza averne il merito, che ha fatto carriera per l’irrilevanza di argomentazioni e di presenza fisica, che lo ha reso uno scudiero comodo. Cicchitto, invece, è noto come uno degli storici lecchini berlusconiani, proni al capo fino ad annullarsi (senza peraltro dover faticare per questo). Personaggi, insomma, da voltastomaco, non certo, insomma, “meritevoli” di “messaggi intimidatori”. E ormai è fatto quotidiano scoprire che un politico ha ricevuto dei proiettili: una sorta di rituale di iniziazione. Se non ricevi un proiettile, non sei nessuno. Viene quasi il sospetto che nella politica asfittica, dove tutto è pilotato, anche i proiettili siano figli di operazioni a tavolino. Citare Andreotti, sarebbe persino banale… meglio evitare… non vorrei che venga recapitata anche al senatore una busta e che possa rientrare io tra i sospettati…
Inviato da: Henry
il 01/01/2011 alle 00:02
Inviato da: michele
il 11/12/2010 alle 22:15
Inviato da: Gianni
il 12/09/2010 alle 20:35
Inviato da: Michele Nista
il 05/06/2009 alle 00:08
Inviato da: Michele Nista
il 13/04/2009 alle 16:44