
Per la prima volta quest’oggi, Veltroni parla di lotta alla mafia in questa campagna elettorale. Lo ha fatto con una retorica trasudante populismo ed ipocrisia, un po’ come il candidato del centro destra alle regionali, Raffaele Lombardo, va facendo da quando è sceso in politica. Da qualche giorno, c’è una vera e propria guerra di mafia in atto: Crotone è una città che lo testimonia, nella tragedia di una bimba di solo quattro anni, che per una parentela di cui non ha colpa alcuna, giace in coma, colpita dai proiettili che hanno ucciso suo padre. Altri morti non si fanno attendere. La politica ignora. Per di più tace. E se parla, lo fa ribadendo stereotipi che non trovano conferma nella realtà delle cose: nel Pdl, ad esempio, tra i candidati alla camera c’è Gaetano Rao, nipote di Peppino Pesce, famigerato boss della cosca di Rosario; al senato c’è Franco Iona, cugino di Guirino Iona, arrestato qualche mese fa dopo molti anni di latitanza. Non che il Pd faccia meglio: dopo aver faticato a dare un posto legittimo a Lumia, vicepresidente della commissione antimafia, non hanno fatto fatica a candidare con lui il suo storico avversario, Mirello Crisafuli, noto per intercettazioni che lo vedono in stretti rapporti con Raffaele Bevilacqua, noto boss di Enna, in una discussione intensa a base di appalti e favori. Se poi si aggiunge un ex sindaco del messinese, deposto a causa di infiltrazioni della criminalità organizzata, il quadro è completo. A sentire Veltroni, la mafia sembra solo “una roba gelatinosa”… l’unica consolazione è che Berlusconi sul capitolo mafia non è neanche pervenuto. Del resto con Dell’Utri e Mangano come chierichetti cosa c’è da aggiungere?
Inviato da: Henry
il 01/01/2011 alle 00:02
Inviato da: michele
il 11/12/2010 alle 22:15
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il 12/09/2010 alle 20:35
Inviato da: Michele Nista
il 05/06/2009 alle 00:08
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il 13/04/2009 alle 16:44