
La campagna elettorale è agli sgoccioli. Per fortuna. Fine delle promesse cotonate, delle accuse gratuite, delle mistificazioni, delle sviolinate a correnti alterne. Risulta insopportabile sentire gli sproloqui politici senza un minimo di memoria storica. Curiosando nel web, sul sito del trio terribile Corrias-Gomez-Travaglio e Gomez, ho beccato una notizia davvero interessante: su un blog della destra berlusconiana vengono pubblicati tranquillamente i sondaggi di tutti i maggiori istituti di ricerca, con vere e proprie proiezioni sui seggi di Camera e Senato. Naturalmente l’operazione sarebbe vietata, ma nel pieno disprezzo delle regole di chi ha nel codice genetico l’eversione, sul sito non se ne curano affatto e, affibbiando nomi fasulli da cavalli agli attori in campo, aggirano l’ostacolo. Basta fare un giro sul blog incriminato, per controllare, ma non lo cito, solo perché non ho alcun interesse a far pubblicità diretta a certi personaggi. Sul blog in questione, i “nobili” ideatori di questo artificio replicano all’accusa con strafottenza, chiosando con “meglio pistoleri che pistola”. In realtà, i sondaggi in questione potrebbe anche essere soltanto la “riproposizione” tout court di quelli di due settimane fa, quando non c’era nulla di “irregolare”. Non è dato saperlo e gli autori si sono guardati bene dal chiarirlo, ostentando con presunzione l’idea che, in fondo, a far i furbi si guadagna. Beati, loro. Eversivi e felici. Una cosa è certa: questo stile perverso è entrato nel gene della politica, soprattutto grazie all’uomo che delle regole ha sempre fatto volentieri a meno, partendo da quello del codice penale: quell’uomo probabilmente lunedì sera sarà nuovamente presidente del consiglio italiano. Il berlusconismo ancora una volta si afferma forte. Ed è una piccola tragedia che si consuma, perché il suo stile sopra le righe, privo di senso dello Stato e di accettazione di regole per il bene comune, si è riversato nello stile degli Italiani. Manca solo l’ennesima certificazione di un popolo che si appresta all’ennesimo declino. E se quello economico, in fondo, era già avviato, quello della dignità è ancora più doloroso e dannoso.
Inviato da: Henry
il 01/01/2011 alle 00:02
Inviato da: michele
il 11/12/2010 alle 22:15
Inviato da: Gianni
il 12/09/2010 alle 20:35
Inviato da: Michele Nista
il 05/06/2009 alle 00:08
Inviato da: Michele Nista
il 13/04/2009 alle 16:44