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POVEGLIA: Ovvero riguardo l'immagine horror dell'Italia nella cultura anglosassone.

Post n°75 pubblicato il 16 Giugno 2009 da Terpetrus
Foto di Terpetrus

Avete mai sentito parlare dell'isola di Poveglia? Se siete di Venezia o della Laguna, sicuramente sì. Se vivete appena fuori della Laguna, nel Veneto o nel resto d'Italia, scommetto di no.... ma se vivete negli Stati Uniti, scommetto di sì!

Poveglia è una piccola isola della parte sud della Laguna di Venezia, dalle parti di Malamocco.

Nella spiaggia antistante l'isola, a Malamocco appunto, Luchino Visconti girò il suo immortale "Morte a Venezia"... guarda caso.

L'isola di Poveglia un tempo era un centro fiorente, e anzi fu una delle prime isole di Venezia ad essere abitate, quando gli abitanti di Este e Padova vi si rifugiarono durante le invasioni barbariche.

Ora invece è un luogo spoglio e in rovina, deserto e decaduto da lungo tempo, con il territorio in parte eroso dalle acque, mentre un tempo era molto più grande e intensamente popolato.

Poveglia è un luogo di fantasmi.

Se digitate il suo nome in italiano, vi saranno dati alcuni cenni storici sul suo glorioso passato, e sul fatto che a suo tempo fu usata come centro di quarantena e come lazzaretto, e infine come tubercolosario e convalescenziario, prima di essere completamente abbandonata nel 1968, se non da un agricoltore che vi coltiva l'uva, ma che nemmeno ci abita.

Gli edifici, in condizioni pietose, sono in ristrutturazione, e il Comune di Venezia e la Regione Veneto (credo anche con la collaborazione dell'Unesco) vogliono costruirvi un vasto centro di ricreazione giovanile, per sottrarla al degrado.

Se invece ne digitate il nome in lingua inglese, ne vedrete di tutti i colori!

In pratica, per i siti di lingua anglosassone, specialmente americani, Poveglia è la porta dell'inferno!

Avete presente "L'isola dei morti" di Bocklin (scusate, lo so che si scrive con la dieresi, ma non so come attivare l'opzione sul blog)! Ecco, qualcosa del genere!

A Poveglia sarebbero morte 150.000 persone! Di notte si sentono le urla dei poveri moribondi che si lamentano! Nessuno osa mettervi piedi di notte (e perché dovrebbero? Non c'è niente! Per rubare l'uva, per caso???), nel 1922 c'era un manicomio con un dottore sadico che faceva esperimenti spaventosi sui pazienti, e che alla fine precipitò dalla torre campanaria dell'isola, dicono spinto dagli spiriti dei pazienti torturati e uccisi!

Una famiglia poi cercò di comprare un edificio là per farsi la casa, ma fuggì subito perchè la figlia fu sfregiata misteriosamente!

Se chiedete alla gente del posto riguardo l'isola, essi vi guarderanno come se foste matti a interessarvi a quel posto d'inferno!

Personalmente, penso che quel dottore sadico non sia mai neanche esistito, dato che nessuno sembra conoscerne il nome... ma cercherò di fare ricerche in proposito. Fatto sta che i siti italiani, anche se riferiscono la leggenda dei lamenti dei morti nell'antico lazzaretto, non parlano mai di questo psichiatra sadico.... se mai davvero ci fu un manicomio là.

Comunque l'episodio lo trovo indicativo, per ritornare a quello che dicevo riguardo i racconti di Machen.

Per gli anglosassoni, l'Italia è un regno di magia, di mistero, di orrori segreti. Per loro il Bel Paese è, da un lato, il regno della bellezza naturale e artistica, dall'altro il regno delle ombre, delle streghe, dei demoni.

Tenete sempre conto di questo, negli ulteriori sviluppi delle mie analisi letterarie.

 
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