Creato da iandalak il 27/08/2011

UN BUON GIORNO...

Riporterò qui qualcosa di scritto nel mio primo tentativo di blog. Il titolo era: "Oggi è un Buon Giorno per Morire". Magari proseguirò qui a postare cose che non potrei postare altrimenti. E intanto i fili d'erba crescono. Anche adesso. Anche adesso...Anche adesso.

 

 

IL RECLUTATORE (DELLE SCHIERE DEL MALE)

Post n°40 pubblicato il 30 Giugno 2017 da iandalak

 

Tu forse (mi auguro) non l'hai mai conosciuto. Del resto neppure io fino ad oggi.

Certo, il male e la sofferenza sai cosa sono, come tutti. Ma io ti parlerò del Male, quello vero, che quando lo guardi in faccia è tardi, quello che non credi possa esistere fino a quando non lo conosci, quello che ti colpisce così forte da comprendere che non ha nulla di umano, se non l'aspetto esteriore.

Già, perché tu forse non ci credi, credi che sia una cosa da film, ma il Male si transfigura, si impersonifica, ha sembianze umane. E di solito sono molto belle, o almeno questo è il mio caso.
E ti prosciuga tutto fuorché le lacrime. Quelle scendono. Silenziose, su un volto oramai senza espressione. Non le asciughi perché non danno più fastidio, perché non ci pensi proprio. Loro scendono, scendono e basta.

Ti prosciuga le vene e ti squarcia il cuore, stando attento a non fermarlo, altrimenti si perde il "soggetto" e bisogna ricominciare tutto.

Il cuore! Già, non è davvero un organo qualsiasi. Quella cosa ti fa vivere, mi dice il medico, ma dentro secondo me c'è anche qualcos'altro. Perché quando il Male - quello vero - ti agguanta, è proprio nel petto che provi il tuo immenso dolore, è proprio in quel punto che senti quel peso indescrivibile che toglie il respiro e l'anima. Il Male - quello vero - lo sa. Sa che una ferita in altro luogo non sarebbe mai la stessa cosa.

Il Male ha sembianze umane, è un demone. Ed è molto, troppo furbo e potentissimo. E' assolutamente inutile contrastarlo. Lui ti cattura in modo subdolo, facendoti provare l'emozione di un amore che mai hai provato e che già sai mai più proverai.

Poi ti trasformi lentamente, fino al giorno in cui ti guardi allo specchio e non ti riconosci più. Fino al giorno in cui ti accorgi di quanto sei peggiorato, fino a diventare pessimo.

Solo quando avrai perso ogni energia vitale, egli colpirà. Colpirà senza ucciderti. Allo stremo delle forze gli tenderai la mano, ma lui ti guarderà sorridendo mentre scivoli nel pozzo. E sarà tutto inutile.

E allora capisci.

Capisci che la tua forza, importante in altre occasioni, vale poco. Anzi, nulla.

Che la tua voglia di combatterlo, di redimerlo è presunzione allo stato puro, come certi elementi chimici. Perché c'è qualcosa che va oltre l'umano nella tua profonda sofferenza.
Capisci che non ti vuole morto. Gli serve farti soffrire tenendoti in vita. Presumo quindi che scelga "soggetti" che non possano permettersi di abbracciare sorella Morte prima del tempo.

E allora capisci.

Capisci che non ti vuole morto perché il suo scopo ultimo non è certo quello, ma è quello di volerti far attraversare il fiume e portarti dalla sua parte. Evidentemente ti reputa un valido elemento da arruolare nelle sue immonde schiere. E la tentazione è fortissima.

Io non lo so perché sono stato scelto. Forse per una certa purezza rimasta inalterata dai primi anni di vita, che in età adulta si chiama purtroppo ingenuità. O forse per una mia cattiveria potenziale, nascosta dalla bontà apparente, io davvero non lo so.

Può essere che mi abbia scelto perché ha visto che il mio pozzo era tanto profondo, di quelli che se scendi ti sembra che non finiscano mai.

E allora capisci.

Capisci che non puoi far altro che provare a scappare, ma che quando sai tutto, è oramai troppo tardi.
Tu non fare il mio errore, davvero non farlo. Anch'io ho avuto questo sospetto prima, quando ero in tempo. Gli altri me lo dicevano tutti. Ma per gli altri era facile, guardando da distante. Mentre io lo buttavo via quel pensiero, mi giravo per non guardarlo, attanagliato da quell'amore che oggi si è addirittura amplificato.

Io non ti conosco, ma se dovesse succederti, tu pensa solo a scappare, senza mai voltarti indietro, fino a quando non ti scoppierà il cuore e anche oltre se puoi. Perché la sua potenza è grande e ciò che credevi brutto prima, ti sembrerà il nulla. Insomma, non provare mai a combatterlo, il Male.

Avrai una speranza solo se capirai che non devi mai attraversarlo quel il fiume. O almeno così spero, perché ancora non lo so, perché la tentazione è fortissima.

Il Male ha le sembianze di una donna, o almeno così è nel mio caso.

Chissà, forse anche lei tanto tempo fa era come me, forse anche lei è stata reclutata e ha guadato il fiume. Perché un bagliore nei suoi occhi è rimasto. Quel bagliore che mi ha fatto innamorare oltre l'umano, forse testimone dello splendore che era ed ora rimasto come la più terribile e luccicante delle esche.

 

 
 
 

Il Rifugio.

Post n°38 pubblicato il 17 Giugno 2017 da iandalak
Foto di iandalak

Ci sono luoghi che forse devo ancora scoprire. Pochi o tanti non posso dirlo: il mio mondo non può che essere il mio vissuto e non ciò che ancora mi rimane da vivere.

Sì, so bene che l'universo è vasto. Per logica geografica quindi, di luoghi da scoprire ne avrei ancora un'infinità. Ma io consideravo quelli dell'anima.

E come ce ne saranno di inesplorati, ce ne sono alcuni in cui sono destinato a tornare, prima o dopo.

Il mio destino ha scelto. Ha sentenziato. Ha voluto che oggi tornassi in questo.

Un blog, abbandonato tempo fa.

Come un rifugio nella foresta, il sentiero lo ricordavo ancora. L'erba e le piante sono cresciute, qualche ramo è caduto, ma il sentiero l'ho riconosciuto subito. E quando fra i rami ho scorto il mio rifugio mi son detto: "Ci sei ancora". Bello sapere che hai resistito alle intemperie e al tempo. 

Certo, qualche crollo c'è stato (alcune foto sono sparite, peccato), ma in linea di massima c'è tutto. Poco o tanto che fosse.

Ricordo che al tempo ricevevo qualche visita dagli abitanti di altri rifugi. Poche in realtà. Ma per me i numeri sono sempre stati molto relativi, prediligendo altro alla quantità.

Chissà se ancora ci vive qualcuno nel bosco. Chissà.

 
 
 

Lo so, è dura...

Post n°37 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da iandalak

 

 

Leonida è morto 2500 anni fa alle Termopili e l'attore che l'ha interpretato probabilmente è gay.

E se non lo fosse, facile che picchi la moglie.

 

Così, solo per non alimentare fase speranze.

 
 
 

Benvenuto nella Casa degli Uomini (la tavoletta è sempre alzata)

Post n°36 pubblicato il 16 Gennaio 2012 da iandalak

 

 

Mi ritrovo anch'io così.

C'era da aspettarselo ma forse non me l'aspettavo. O meglio, non ci pensavo.

Come gli altri.

Come gli altri io? Ma che scherziamo???

Sono un presuntoso, come quella volta che credevo di saper suonare la batteria.

I miei princìpi dove stanno finendo? Si certo, tu mi giustifichi, è certo colpa delle delusioni. Tutta colpa della vita... Hai capito che ti hanno dato meno soddisfazioni che dolori, i tuoi cazzosissimi princìpi.

Comodo.

"E' la vita che mi fa essere così (io sarei altro)" è il titolo di un libro che rimarrebbe invenduto, perché non dice nulla che già tutti non abbiano scritto nella loro mente, pur con dialetti differenti e trame adattate.

Il pulsante "giustificazione" è un accessorio che rientra nel prezzo quando ti regalano l'età della coscienza. Che fai, gli dici di toglierlo? Certo che no...

Ma io, io che sono io, ho capito forse che non porta a molto usarlo. E non mi giustificherò. Sono un maschio, e in quanto maschio, piuttosto disdicevole. E punto.

Perché è molto più bello amare una donna e averne 2 o 3. O magari amarle tutte, eh... Se loro non disdegnano e ti piacciono...

Questa cosa del "sano sesso",  per me è sempre stata una cazzata.

Perché se amo, anche per una notte, amo. Del sano sesso..., pfui! 

Ma lo dici tu donna, e allora ok. Mica sono io che l'ho detto...

E tu femminuccia che mi dici: "wow, ma che sani princìpi...", ma poi mi sembra ti faccia lo stesso anche se sono stronzo.

Beh, sembra proprio che lo sia.

Così egocentrico da credermi esente, per anni!

Ma i complimenti valgono se te li fanno gli altri, quelli del mio riflesso nel lago si dissolvono facile, basta che cada una foglia. Figuriamoci se cade l'albero.

"Ciao Ian, ti stavamo aspettando! E tira su quella testa, dai, non prendertela... Era il tuo destino, sei solo tornato a casa, uomo".

 
 
 

Un passo avanti (the Madness)

Post n°32 pubblicato il 01 Gennaio 2012 da iandalak

E oggi guardavo il muro, parlavo da solo. Si, si può sbagliare nella vita. Anche chi fa una certa difficoltà ad assolversi come me, qualche volta può farlo.

Un'assoluzione ogni tanto rende più credibili e condanne. Affiorate o sotto il pelo dell'acqua che rimangano.

 

 

Nel pomeriggio un mio amico ha pianto.

Lui sì che potrebbe pretendere, picchiare, menare, pestare. Lui sì che potrebbe forse uccidere. Ma ha deciso di buttarla in pazzia. Una vena di pazzia al posto della collera.

Spesso non si contiene, parla a voce alta. Sarebbe capace di zittire il prete mentre dice messa o di accendersi una sigaretta seduto su un barile di polvere da sparo.

Potrebbe uccidere per come è stato ucciso, ma ha preferito interrompere preti durante i matrimoni.

Non credo sia stato facile.

Anch'io forse arriverò a fare qualcosa di clamorosamente spiazzante. Qualcosa di diverso da ciò che faremmo tutti. La rivoluzione dell'inconsueto.

Non sarà facile.

 
 
 

LA REGOLA (dedicato a Cavalieri e Dame)

Post n°31 pubblicato il 01 Gennaio 2012 da iandalak

 

 

O cavaliere di saggia maestria
che sul cavallo ponesti l'ammanto
acchè il destriero, fugata la via
saltò né fossi fin oltre il recinto
che ci rifugge dal tetro sgomento

Tu che riuscisti in tal prodi gesta
e ti beasti del dolze canto
sappi ch'io, Dalak, celato nel viso,
servo di vizi, piegato al rimpianto,
so ormai discerner fin oltre la vesta

Se c'è una regola nel cavalierato
è quel dettame che in ultimo apprendi
arcigno e tenace come il ferro sguainato
ai più sfuggente quale dardo infuocato
ma alfin più insigne di pariglie o fendenti

E' la benefizia che a te rimando,
un requisito dal tempo dei giusti,
si suol chiamare nobiltà e riguardo

verso colui che portò, non per suo torto,

di mala sorte il tetro stendardo.

 

 
 
 

Aliens

Post n°29 pubblicato il 08 Dicembre 2011 da iandalak

Dovete saperlo. Gli alieni sono tra noi.

Gli alieni li riconosci, se ci stai attento. Anche se - si dice - che molti di loro non siano consapevoli di esserlo. Di essere figli di altri sistemi stellari.

Qualcuno di loro lo sospetta, ovviamente. Con il rischio di dare di matto.

Altri non capiscono, e passano la loro vita fra confusioni e insicurezze. Gli alieni umanizzati, quindi, spesso soffrono.

Non puoi legarli, non puoi fermarli, non potrai mai averli solo per te. Gli alieni passano e se sei furbo, ti ritieni fortunato ad averli incrociati, perché non puoi fare di più.

Ma se son qui, un motivo ci dev'essere. O forse tanti piccoli motivi.

Pensa ha chi hai conosciuto, a chi conosci. Forse hai incrociato anche tu un alieno.

 
 
 

LA PIU' BELLA DONNA DEL MONDO

Post n°28 pubblicato il 07 Dicembre 2011 da iandalak

 

Sì, lo so che non può essere. Ho un lavoro privilegiato, non fosse che da questo punto di vista: ho visto donne belissime. Certe che averle vicino ti uccide. Altre invece, che al sesso manco ci pensi tanto ti incanti a guardarle.

Ma lei, del mondo è la più bella. Un po' perché è bella davvero, il resto perché mi ha amato. Più di quanto lei sappia amare. Tanto da andare in confusione con se stessa perché non abituata ad amare, oltre l'infatuazione.

Sì certo, mi fa perdere la testa. Caratterialmente difficille ma assolutamente unica. Qualcosa di fantastico. Non dico bello, non per forza nell'accezione positiva del termine. Quella polvere di stelle privilegio unico delle donne. Nessun uomo al mondo può possederla. La polverina intendo.

Ma non sono qui a parlarti di carattere. Rimango sulla bellezza. E' la più bella del mondo. Mai avrei voluto altro, se non forse per curiosità.

E non importa perché, diciamo solo per la sua assurda mancanza di fiducia, diciamo solo perché sto male. Ma io da oggi la lascio. Ci rinuncio. E' che forse devo proprio farlo.

Ma tu lo puoi capire come mi sento? Io non lo so se puoi capirlo.

 
 
 

L'Uomo che nacque a colori e morì in bianco e nero.

Post n°27 pubblicato il 07 Ottobre 2011 da iandalak

 

 

Me lo ricordavo da giovane ma non abbinavo la faccia a quella da "vecchio".

Non avendo mai focalizzato, nella mia testa c'erano due Steve Jobs e non mi davano problemi.

Ieri sera, con tutti i "coccodrilli" che sono passati, i due volti si sono riuniti. E' vero è proprio lui, la stessa persona.

L'ultima genialata l'ha lasciata a quelli della mia generazione. Più giovani di lui, sì. Ma non abbastanza per non notare qualcosa mai notato prima.

Lui è il primo personaggio planetario che se ne va da fratello maggiore. Non da nonno, non da vecchio.

Non tanto per un discorso affettivo, quanto di immagine.

Le sue foto da ragazzo assomigliano alle mie. A colori, capelli lunghetti, modo di vestire che pressappoco... Niente bianco e nero. Niente foto sbiadite. Al massimo virate un po', a cambiare di tonalità. proprio come le nostre di famiglia, quando ero piccolo.

Jobs potrebbe starci benissimo in una di quelle foto. Non stonerebbe.

 

Il primo in assoluto a nascere a colori e morire in bianco e nero.

L'esatto contrario degli altri.

E forse qualcuno, in questo modo, ha iniziato a considerare Signora Morte come un fatto personale. O come diceva lui, la più grande invenzione della vita.

Che sia la sua ultima vera app?

 
 
 

Niente, è che le Donne...

Post n°26 pubblicato il 16 Settembre 2011 da iandalak

Mi sono notevolmente più interessanti.

In genere eh...

 

 
 
 

In caso di Recessione:

Post n°25 pubblicato il 15 Settembre 2011 da iandalak

Crollerebbero i consumi.

Niente televisori retroilluminati a led in 3D, niente ipad, l'auto nuova te la scordi. Certo, neanche i ricambi costerebbero come oggi. Ci sarebbe un abbattimento dei prezzi. Meglio vendere un treno di gomme a 60 euro che tenersene uno in magazzino da 600. Elementare legge di mercato.

Lo stesso vale per il cibo e i beni primari: drastiche riduzioni dei prezzi. Certo, dovrai rinunciare al sidro invecchiato della Cornovaglia, dovrai accontentarti del vino del contadino appena fuori città. Niente salmone canadese, ripiegherai sul pesce nostrano. Anche la frutta e la verdura dovranno essere per forza a "chilometro zero".

Rinuncerai a molto altro: al weekendshop ai magazzini Harrods di Londra, alle terme in Austria e alla settimana a Sharm. Ti toccherà in questo modo riscoprire la tua città, i tuoi musei, la tua cultura, i luoghi di vacanza vicino a casa e meno alla moda.

Per poter mantenere il tuo posto di lavoro dovrai decurtarti lo stipendio del 60% e quindi non potrai più addobbare l'albero di Natale con quelle splendide palline da 2,99 l'una. Così, non potendo più permetterti la palestra e per tuo figlio la scuola di danza, martedì pomeriggio andrete insieme al boschetto a raccogliere le pigne più belle da colorare per addobbare l'alberello.

A Pasqua la nonna scoverà la vecchia ricetta della focaccia e si coloreranno le uova sode.

Userai poco la macchina perché il costo della benzina è alle stelle ormai. Lo farai solo quando è indispensabile e per qualche gita, tutti insieme. Per fortuna, almeno, non troverai mai traffico. E anche l’aria sarà molto più pulita. Anche il cinema sarà un piccolo evento e sceglierai solo i film belli e i bambini aspetteranno sognanti quel piccolo momento di felicità. I popcorn li porterai da casa.

Internet esisterà ancora perché la rete non ha pressoché alcun costo di gestione e gli abbonamenti flat saranno gratuiti o costeranno pochissimi euro. Stessa cosa per i telefonini. Nessuno avrà mai intenzione di sospendere il servizio o l’interesse di renderlo fruibile a pochi privilegiati.

Si perderanno molti posti di lavoro purtroppo. Ma forse altri se ne creeranno: ci saranno nuovamente richieste per sarti, calzolai, meccanici, tuttofare…, e in molti torneranno a lavorare la terra.

Le babysitter purtroppo saranno in difficoltà. Ora le mamme avranno tempo per seguire i propri figli.

Sarai costretto a diminuire le tue frequentazioni nei locali alla moda ripiegando sulle serate in casa con gli amici, dove ognuno porta qualcosa.

D’estate dovrai adattarti: con la recessione spariranno le feste vip e torneranno quelle popolari e di piazza. Le raggiungerai a piedi e potrai bere anche due bicchieri senza che ti venga ritirata la patente.

Dovrai fare bene i tuoi conti e fare qualche sacrificio per arrivare alla fine del mese. Come oggi del resto.

E la lista può continuare all’infinito.                                  

Certo, questa è solo facile demagogia…Noi siamo felici così.

Non sia mai che qualcuno metta in dubbio che ce l’abbiano solo fatto credere.



 
 
 

Soluzione: la Chiave era la n.5 (e Tu non puoi farci Nulla)

Post n°24 pubblicato il 14 Settembre 2011 da iandalak

...perché lo sai. O almeno, io lo so.

Era un mazzo con sette chiavi simili. Per un buco di serratura di un garage, di un magazzino, vedi un po' tu. Probabilmente pioveva.

Tu, Murphy ed io li sapevamo bene che era la numero 5. Ma niente. Tutti e tre ci siamo comportati allo stesso modo, nel modo di sempre.

Si prova la prima, poi la seconda, la terza (ma tanto lo sai...), alla quarta sussurri pure un "lo sapevo..." e ti butti direttamente sull'ultima, illudendoti e conoscendone perfettamente l'esito.

Non era l'ultima, ovvio, lo sapevi. Per evitare il rischio di una clamorosa beffa, ben più grave della scontata umiliazione, a questo punto fai ciò che vogliono loro - le chiavi - e prosegui con la penultima. Niente, bene così. Era la quinta.

Perché gli oggetti ti prenderanno per il culo sempre e tu non puoi farci niente. Niente, quanto me.

 
 
 

Poket Coffee fatti in casa!!!

Post n°23 pubblicato il 11 Settembre 2011 da iandalak

I famosi cioccolatini della Ferrero

quelli con il ripieno di caffè che lasciano in bocca quel gusto delizioso...

Vuoi provare a a FARLI IN CASA?

 

 

 

MA CHE SEI SCEMO????

 

Ma dai..., ma come fai..., lo stampo, il ripieno liquido, sporchi tutto...pensa che casino. Dai, non ci riesci! Ma come cavolo ti è venuto in mente...

 

Ma dai...,

 

 

ma vai a lavorare...

 
 
 

Noi Colpiti dalla Bomba (la Casa è Bruciata)

Post n°22 pubblicato il 11 Settembre 2011 da iandalak

A noi non importa, dovete capirlo.
Non ci importa la verità, non ci interessa la riabilitazione.
Noi siamo, noi siamo quelli.

Dovete capirla questa cosa. Siamo stati colpiti, la bomba è caduta.

A te forse interessa per ricerca di giustizia e verità, forse per evitare che succeda di nuovo.
Oppure perché metti in dubbio da sempre la prima impressione o la verità prefabbricata.
Ma per noi, quelli colpiti, quelli a terra feriti e vibranti, la condizione è diversa.

Non m'importa, non importa.

Non affannarti che non importa.
Io non ho tempo per queste cose, non ho voglia di affannarmi, io sono stato colpito.
E come tutti i miei fratelli colpiti, sto lì, in compagnia del mio sangue.

Non mi da fastidio neanche il mio sangue, neppure la gente che mi guarda.
Perché ora sono una casa bruciata, immobile. Guardate pure, se volete.

Cosa vuoi che m'importi della verità adesso? Lo puoi capire?
Io spero di no, spero che tu non possa capirlo mai.
Sappi solo - così, dico in genere - che a noi colpiti non interessa chi è stato, non ci servono avvocati e verità.
Colpevoli o innocenti.
Sappi che la verità - così, dico in genere - la verità è di colui che la ostenta.

A noi basta il silenzio.

 

 
 
 

Le Regole della Strada

Post n°21 pubblicato il 09 Settembre 2011 da iandalak

 

Dopo alcuni giorni di intensa frequentazione stradale, alcune considerazioni:

 

Per me puoi anche telefonare fumando la pipa quando sei alla guida, basta che non ti incazzi se al semaforo mi inserisco nel buco che lasci prima di intivare la prima.

 

Anziano che mi fai cenno di passare dalla linea di mezzeria di un viale a scorrimento veloce: sappi che non sei tu a fare un favore a me.

 

Donna che ti spaventi e mi mandi affanculo perché esci dal parcheggio senza guardare mentre passo. Ma va' a cagare va'...

 

BMW che mi spari i fari attaccata al culo a 210 all'ora, sappi che l'ultima volta che un tuo compare l'ha fatto, con un colpetto di freni gli ho fatto smerigliare tanto di quel paracarro che l'ANAS mi ha mandato la bottiglia per Natale.

 

Automobilista che sbagli uscita in rotonda, chissà se un giorno, con sorpresa, ti accorgerai che se prosegui puoi rimediare più facilmente piuttosto che se fai retro...Si chiama rotonda Cristo! Vuol dire che gira!

 

Tu che suoni a una macchina in panne, devi avere proprio l'intelligenza di un tacchino in terapia intensiva.

 

Camionista che ti butti in sorpasso mentre sto arrivando da dietro, solo perché sai di essere più grosso, spero che in dogana ti sequestrino tutto meno la sfiga che ti ho tirato.

 

Proprietario della Punto bianca che sfili a 93 sulla seconda corsia con la prima vuota, spero tu non sia scaramantico.

 

Tamarro che mandi a cagare la signora di una certa età solo perché non ha i riflessi di Vettel, la vedi quella montagna con la chiave inglese in mano...? A occhio pare che sia suo figlio.

 
 
 

VII

Post n°19 pubblicato il 07 Settembre 2011 da iandalak

Non vedo la Luna da settimane.

So che è ancora in cielo perche certe volte illumina tutto quanto con luce azzurra, una luce che confonde le scritte sui muri e increspa le superfici.

Alla luce della Luna Bill l'insetto si fa notare, ha dignità e importanza.

Il suo passo è consapevole e maestoso.

Perchè la Luna toglie le maschere e ristabilisce l'ordine. Toglie ai più forti e restituisce ai più deboli.

Un mondo blu e viola.

Lo sanno tutti i cani che salutandola rinascono a nuova vita. Lo sa il gatto che per un attimo riflette il suo bagliore guardandoti dritto negli occhi, prima di fuggire ma ora sì senza paura.

Lo so anch'io che aspetto che un giorno torni a trovarmi.


Le Poesie del Carcere (trad. I.Dalak) - San Quintino, marzo '69

 

 
 
 

Batman è Pazzo

Post n°18 pubblicato il 06 Settembre 2011 da iandalak

 

 

 

C'era un tempo in cui volavo.

Ora sono un matto in carrozzina, ma io volavo.

Cioè, non volavo davvero, ma tutti lo credevano. Se talvolta penso di poterlo ancora fare, da questa carrozzina, è perché l'ho fatto. E chi non si sbaglia alla mia età ogni tanto?

Lo so, è Robin che mi spinge. Lo so..., lo so che è Robin che mi spinge....

Tu vedi un vecchio pazzo, e ridi. Continua pure ma non sai che forse non ti succederà mai ciò che è successo a me.

 
 
 

Fidarsi o no?

Post n°17 pubblicato il 04 Settembre 2011 da iandalak

Fatti il calcolo di cosa hai da perdere nel dare fiducia ad una persona disonesta.

Poi raffrontalo con cosa hai da perdere nel negare fiducia ad una persona onesta.

Vale sempre la pena correre qualche rischio in questa sporca vita.

 
 
 

Il Viaggio - risposta a un blog non commentabile.

Post n°16 pubblicato il 03 Settembre 2011 da iandalak

Il viaggio è cercare disperatamente qualcosa di nostro, scappare senza fuggire, da un mondo che non riconosciamo. Cercare, cercare. Il viaggio è cercare, ma non importa cosa. E' il motivo per cui non ha mete e non finisce quasi mai. E' una continua raccolta di schegge, esplose tempo fa, o chissà, ...vite fa.

Il viaggio è una raccolta di schegge.

Il viaggiatore sa quel che cerca solo nel momento in cui lo trova. In uno sguardo, un'espressione, una sensazione perduta chissà quando... O nel momento in cui le sue pupille si dilatano, perse nel fuoco di una festa messicana. Il viaggiatore non sa mai quale scheggia troverà.

E conserverà.

 

 
 
 

apparizioni, sparizioni, apparizioni...Et voilà!

Post n°15 pubblicato il 01 Settembre 2011 da iandalak

E' stato un esilio voluto.
Nell'isola.
Ogni tanto una capatina in continente ma più per sbirciare dietro i miei innumerevoli e precari occhiali da sole che altro. Oppure per lavoro.
Sia nell'una che nell'altra condizione il continente era visto come si vede national geographic channel, praticmente un documentario e spesso neanche troppo interessante.
Volute anche le frequentazioni parziali con un mondo parziale, poco di reale.
Davanti alla mia televisione, anzi al mio televisore che tanto so che io lo vedo ma quello che mi parla non lo sa che ci sono.
Poi, come in un film di genere degli anni '60, un giorno vengo risucchiato dallo schermo senza quasi accorgermi. Ci sono bello dentro!
Gli altri iniziano a vedermi e ad accorgersi di me. Non solo i quattro soliti amici, non solo i quattrocento colleghi più o meno del cazzo.
Mi suona strano. ma è una novità e nelle novità ci si butta di brutto, almeno da me.
Ancor meglio se ti tirano a sé, ti assorbono senza fatica. Come se fossero loro a chiamarmi.
Nella fantasmagoria delle tre dimensioni, del dolbysurround e del colore semprevivo mi rigro un po' e vedo che resto a galla. Capisco un sacco di cose che da castaway avevo sballato. Principalmente che sono normale e che faccio cose normali. Sì, capisco che sono un po' matto, ma non per i motivi che credevo. Per altri, per altri!
Lo dico perché mi piacciono delle cose che - vedo con stupore - possono piacere anche ad altri, insomma rientro nella normalità in molte, moltissime cose.
E per me, già un po' deviato, un po' piegato, un po' relegato, un po' autoplagiato di mio, è una bella soddisfazione. Da sospirone di sollievo dopo lo scampato pericolo.
Sono rimasto indietro. Oggi, nel mondo dove nulla è più uno scandalo, si dovrebbe parlare chiaro, penso. Ma non è così. Gli altri non parlano chiaro, sottintendono. Se parlo io, si scandalizzano.
Ora mi trovo benino dentro il mio televisore. Relaziono pure.
Ma ora vado che è meglio.

Ciao.

 
 
 
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