Creato da namy0000 il 04/04/2010

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Rapida soluzione della crisi

2021, FC n. 6 del 7 febbr.

La crisi politica ci ricorda la necessità di curare le ferite profonde del nostro corpo sociale, di superare le enormi disuguaglianze di reddito, territoriali, di genere, di riconciliare i cittadini con le istituzioni, attraverso partiti veri e non puri comitati elettorali personali. Prevale invece il cinismo dei veti incrociati, delle rendite di posizione, dimenticando che l’Unione europea ha aperto una storica linea di aiuti a fondo perduto e di credito a tassi molto agevolati per salvare uno dei Paesi fondatori. Norberto Bobbio parlava di “follia italica”. È urgente allora una rapida soluzione della crisi con una maggioranza europeista per spendere subito e bene 220 miliardi di euro, vaccinare il 70 per cento della popolazione, eleggere un Presidente della Repubblica in sintonia con i valori della Costituzione e dell’Europa unita, approvare una legge elettorale con sbarramento per la governabilità, per poi tornare a votare nel 2023.

 

È ora di tornare a legittimare le forme e la sostanza della democrazia. Non possiamo scavalcare le istituzioni e permettere che decisioni strategiche, come il Piano nazionale di Ripresa e resilienza per le prossime generazioni siano prese da poteri indiretti, opachi o forti, non politicamente legittimati. Stiamo pagando il prezzo della debolezza dei partiti personali e post ideologici. Non può essere l’economia o la burocrazia a guidare la politica. Anche la crisi di governo in piena pandemia ci sorprende per il suo prescindere dalla considerazione della drammatica situazione degli italiani sul piano economico, sociale, psicologico. Il tasso di cinismo per piccoli vantaggi di partito ha superato la soglia di tollerabilità. Occorre restituire alla politica il suo ruolo di guida dell’economia per non mettere il bene comune in pericolo.

 

Tanti amministratori locali, cittadini attivi, politici in Parlamento e nei partiti vivono il loro servizio con motivazioni ideali e sacrificio personale. Tuttavia, la povertà del pensiero politico dei partiti attuali, la mancanza di collegialità, la riduzione del conflitto di idee e di interessi a duro scontro personale, non restituiscono ai cittadini la visione alta, che Chiara Lubich aveva della politica, come amore degli amori in un disegno unitario.

 

La situazione in cui viviamo ormai da un anno è caratterizzata da una gravissima emergenza sanitaria economica e sociale, tanto da prefigurare una drammatica crisi epocale con esiti imprevedibili, in particolare per le nuove generazioni. A fronte di ciò, riscontriamo un’azione politica e amministrativa debole, confusa, contraddittoria e del tutto insufficiente ad affrontare l’emergenza attuale, con scontri continui a livello nazionale, regionale e locale. A ciò contribuiscono anche le continue diatribe, il più delle volte incomprensibili e inutili, tra rapprensentanti istituzionali, tra governo nazionale e regioni, o tra queste e gli enti locali, o viceversa.

 

La situazione è difficilissima e richiede, in chi ci governa, nuova consapevolezza e maggiore responsabilità, ognuno nel ruolo che ricopre, in maggioranza o in minoranza, finalizzate a un dialogo e un confronto franco e aperto, una collaborazione e un coinvolgimento di tutte le forze ed energie in campo per costruire, con unità delle diversità di ruoli, il bene comune.

 

Assistiamo a una preoccupante mancanza di decisioni su argomenti che avrebbero dovuto essere definiti da mesi. Ne è un esempio il modo indegno con cui viene considerato il mondo della scuola, per il quale, nel periodo estivo si sarebbe dovuto realizzare un piano straordinario per l’edilizia scolastica e un’organizzazione mirata del trasporto per gli studenti, differenziandolo dal trasporto pubblico locale. Riteniamo che in questo difficile momento si debba superare rapidamente la crisi di governo con la fiducia a una maggioranza coesa su un articolato programma di fine legislatura, travagliata per mancanza di vincitori. Il protrarsi della crisi politica mette in forse l’efficace utilizzo dei 220 miliardi che l’Europa ci ha assegnato nel programma Next Generation Eu più altri per i quali è indispensabile la formulazione di un piano di spesa lungimirante e rivolto al futuro, sul quale stanno litigando le varie forze politiche e di cui non si hanno ancora linee strategiche chiare.

 

Come cittadini riteniamo di dover dire con forza che è indispensabile e urgentissimo un cambio di passo. Serve una politica nuova e solidale che, con serietà, competenza e spirito d’unità, fra maggioranza e minoranza, si impegni, con il coinvolgimento di tutte le forze politiche, delle parti sociali e delle tate energie positive, a realizzare azioni concrete e coordinate che possano portare il nostro Paese a superare la gravissima emergenza che stiamo vivendo, per il bene dell’intera comunità nazionale e soprattutto per la crescitadelle future generazioni. - Silvio Minnetti, Presidente Nazionale del Movimento Politico per l’Unità – Movimento dei Focolari

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