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Il Sole di Stagno - Romanzo

 

Il Sole di Stagno - Vincenzo Aiello - con-fine ed. - Bologna, 2006

C'è qualcosa che accomuna questo racconto di Aiello al grandioso romanzo di Walter Siti, Troppi paradisi. Così lontani e tra di loro diversi, entrambi si sono proposti di tematizzare il tempo, fissandolo alla svolta del secolo e del millennio. Per narrare come storia la contemporaneità e la propria stessa esperienza, senza consegnarsi all'autobiografia, bisogna scegliere una lingua e giova inoltre (secondo me) una cornice esplicita di referenti cronologici. Che annunci subito il carattere del testo, di selettiva ricostruzione. Distante dal testo soggettivo della semplice memoria. È il problema che Aiello, nella sua prova d'esordio, ha in parte eluso, affidandosi ai soli dati interni. Quanto alla lingua invece, o meglio alla voce di scrittore, ha usato felicemente, la sua, che nella nuova generazione è una delle più personali.

Lidia De Federicis (L'Indice dei Libri) 

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La sinceritÓ non ha alternative

Post n°1149 pubblicato il 07 Marzo 2014 da VincenzoAiello68
 
Foto di VincenzoAiello68

E’ un libro fresco che si fa leggere questo “C’è posto per me? (pagg. 122, euro 14; Kimerik edizioni)” della 33enne scrittrice napoletana Ornella Ostieri, primo di una trilogia che sarà tra breve realtà edita.  Il titolo ed il paratesto richiamerebbero ad un tipo di letteratura di moda e giovanilistica di matrice televisiva, ma alla lettura il testo appare come il percorso interiore ed emotivo di una giovane donna, la 31enne Antonella, impegnata alla ricerca di un compagno per la vita. Lasciata da Giuseppe, fa l’amore con Alessio, l’avvocato dove lavora come segretaria. Mentre si confida con l’amica di sempre Angy, lascia Alessio e si ritrova fidanzato con lo squattrinato laureato in lettere Nico. Dopo varie vicissitudini scopre che Nico era in realtà ricco figlio di una schiatta di proprietari di alberghi e lo lascia in tralice perché si sente tradita. Scopre poi di essere incinta di lui, mentre si separa anche dall’amica di sempre Angy che scopre a braccetto del primo fidanzato. Avvicinatasi ad una nuova amica Rosaria, architetta l’intortamento di Gianluigi Puglia il notaio dove ora lavora e gli fa credere di essere il padre del bambino. Al di là di questo menage vitale da commedia menandrea alcuni passi della Ostieri non sono dozzinali ma rispecchiano il tentativo di senso di una generazione di trentenni chiusa tra fiction, network e voglia di un’autenticità da spendere nel futuro. Antonella scoprirà che “la sostanza di cui sono fatti i sogni è di materia precaria che si altera fino a scomparire al minimo urto”. La Ostieri se limitasse i troppi puntini sospensivi generazionali potrebbe puntare a narrazioni più solide.

Vincenzo Aiello

 
 
 
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