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TraMe e Me

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in culo al destino

Post n°18 pubblicato il 12 Marzo 2009 da Ahira28
 

una strada all'alba dopo una leggera nevicata

Quando esco dall'ospedale la mattina, mentre albeggia, di colpo mi sento addosso la fatica della notte.

Stamattina più che mai. Mi pesa il cielo.

Libero la macchina dalla nevicata, apro a fatica lo sportello, butto la borsa sul sedile, sento un peso addosso, quasi insopportabile.

Non ho voglia di mettere in moto, mi accendo una sigaretta, apro poco poco il vetro, butto la testa indietro e fuori il fumo tutto insieme, come sputassi fuori l’anima e i pensieri.

Penso.

Penso che ho fatto bene, che era la cosa migliore da fare, poi penso che è la cazzata più grande della mia vita, che mi costerà cara, che costerà cara ad un sacco di gente. Forse. Senza forse, di sicuro. O forse no.

Penso che sono una stronza.

Penso che ora non ci posso più fare niente. Niente e vada come vada.

Io sto al reparto maternità, tre giorni fa si ricovera una per partorire, carina, impaurita, grande, trentacinque anni, un parto a rischio, una gravidanza difficile. Un sacco di gente intorno, un marito tipo -il mio tesoro come sta oggi?- da farti venire il diabete solo a sentirlo. Amiche che arrivano con il cornetto caldo la mattina, a turno, per farle fare colazione che lei non mangia niente, televisore, telefonino con internet, fiori, nonne, zie, gente da cacciare via alla fine dell’ora di visita, insomma una rottura di balle che metà bastava.

Stanotte succede il casino, parti a raffica, camere operatorie, sotto sopra, l’ascensore bloccato, l’altra che fa il turno con me che non riesce ad arrivare per la neve, io da sola, due infermiere e un medico di meno. Poi in mezzo al casino che più casino non si può arriva dal pronto soccorso un’altra, una ragazzona sana, tosta, bionda, bella. Una ragazzona dell’est, moldava, con un cognome complicato, che abbiamo subito ribattezzato laslavadeltre. Tre è il numero del letto. Lo so, non si dovrebbe fare.

Le faccio firmare i documenti e Dusea, laslavadeltre, mi ha chiede come fare per lasciare il bambino.

- Come lasciare? Vuoi dire non riconoscere? Insomma abbandonarlo?-

- No abbandonarlo, darlo a istituto infantile. - Non mi guarda neanche in faccia, ha gli occhi lucidi ma l’aria decisa. Poi le sono prese le doglie a raffica e non c’è stato più verso di parlarle.

Neanche a dirlo si trovano nella stessa sala travaglio lei e l’altra, quella del parto a rischio. Da una a cacciare via le persone, l’altra sola come un cane, mi divido come posso e aiuto i colleghi, io che dovrei occuparmi solo dei bambini.

Insomma, senza giraci tanto intorno, partoriscono insieme e mi ritrovo in braccio due bambini, uno che non respira, cianotico, freddo, e l’altro bello e vitale che scalcia e urla. Sono sola con due bambini, so per esperienza che uno non passerà la notte, ma cazzo, quello bello e grosso finirà chissà dove in un fottuto istituto. Tra un attimo arriva il pediatra a portarsi via quello malandato. Ho due braccialetti in mano e decido, senza pensarci decido, le mani fanno da sole, prendo il braccialetto di Dusea e lo infilo al bambino malandato che non respira, prendo il braccialetto di Ludovica, e lo infilo al bambino di Dusea.

Poi mi pento, un frammento di secondo, e se il malandato si riprende? E se qualcuno che ha seguito i parti se li ricorda?

Giuro se si riprende domattina denuncio l’errore, con la carenza di gente che c’è non mi licenziano, mi beccherò il cazziatone e pure una denuncia, pace, ne vale la pena.

Mi accosto a quell’esserino cianotico, non respira, e in quel momento entra Alberto il pediatra. -Dottore questo è già morto, poi aggiungo - è il figlio della slavadetre, quello che deve essere abbandonato -.

Alberto rallenta, l’ho detto apposta, mi sento una grande stronza.

E poi il resto va come deve andare, ci metto un sacco di tempo a preparare il bambino da portare a Ludovica, poi telefono in pediatria e mi dicono che il malandatino è stato dichiarato morto.

Prendo su Filippo e lo porto alla madre, passo da Dusea e trovo Alberto che le sta dicendo che il bambino è morto. - E’ meglio…è meglio- ripete mentre le lacrime le scendono sul viso.

Il mio turno sarebbe finito già da un’ora ma il cambio non arriva e io non ho più tempo da dedicarmi ai pensieri.

Non so perché ma stamattina mi sono lavata le mani molte più volte del solito, non ho mangiato niente e non ho preso neanche un caffè.

Poi finalmente sono uscita, finalmente una sigaretta finalmente posso smettere di pensarci.

 

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Commenti al Post:
gioia58_r
gioia58_r il 12/03/09 alle 19:01 via WEB
io resto senza parole, perchè non so se è un racconto o è la verità... A caldo ti dico hai fatto bene,avrei pensato quello che hai pensato tu, non so se avrei avuto il coraggio poi di farlo. A freddo ti chiedo..e se come succede in questi casi..un domani..un analesi del sangue...un accusa del padre alla mamma di tradimento..una malattia in cui si ha bisogno degli stessi genitori? riaspondimi ti prego..non farmi restare cosi!
 
 
Ahira28
Ahira28 il 13/03/09 alle 16:57 via WEB
Mi piace l'idea che ti sia sembrata una cosa vera. In fondo i racconti non sono altro che un frullato di pezzi di vita propria, di pezzi di vite altrui, di storie sentite raccontare, di dicerie. Grazie per avermi letta :-) simo
 
gioia58_r
gioia58_r il 12/03/09 alle 19:08 via WEB
ma sono mini racconti!
 
LaDonnaCamel
LaDonnaCamel il 16/03/09 alle 12:38 via WEB
Bè, così è molto, molto meglio! Ne hai fatta di strada ;)
Brava.
 
 
Ahira28
Ahira28 il 16/03/09 alle 18:51 via WEB
donnaCamèl non dirmi che ti ricordi l'originale! Gesù... io non mi ricordo nemmeno che ho mangiato a pranzo. Che Invidia!!!! Grazie comunque per la lettura :-) e per il commento Simo
 
   
LaDonnaCamel
LaDonnaCamel il 16/03/09 alle 19:31 via WEB
Sono un archivio vivente, chiedi in giro: non solo me lo ricordo, ma cellò :)
 
excerptum
excerptum il 21/03/09 alle 09:58 via WEB
bravahira! sono d'accordo con la cammella sul tuo formidabile (ma prevedibile) progrès personnels e - qui lo dico e qui lo ribadisco - ti leggo sempre volentieri. salam aleikum.
 
 
Ahira28
Ahira28 il 22/03/09 alle 12:44 via WEB
E grazieatté per le puntuali visite al mio capezzale ;-) pensavo... mi sa che tra l'uomo Camìl e la donna Camèl c'e' una certa parentela. Salumi a lei
 
giupy46
giupy46 il 02/04/09 alle 21:07 via WEB
sono quasi un pò delusa ,avrei voluto fosse vero il tuto,ma non chiedermi se e cosa avri fatto io...buona serata giupy
 
 
Ahira28
Ahira28 il 03/04/09 alle 11:14 via WEB
Intanto grazie per avermi letta, benvenuta. E' un bel complimento sapere che avresti sperato fosse tutto vero, vuol dire che lo scopo "realistico" che sempre mi pongo quando scrivo è stato raggiunto. Grazie e alla prossima simo
 
wublock
wublock il 29/04/09 alle 19:19 via WEB
Hai una bella penna emozionante ... Una penna con l'anima. A quella non cambiarle mai il braccialetto. ciao ...
 
 
Ahira28
Ahira28 il 05/05/09 alle 19:53 via WEB
Grazie per avermi letta, e scusa per il ritardo con il quale rispondo. E' sempre un grande piacere ricevere complimenti. Spero di rivederti ancora. Simo
 
terrafuocoaria
terrafuocoaria il 27/11/09 alle 19:03 via WEB
b-r-a-v-i-s-s-i-m-a!!!! Rosalba
 
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Grazie Principe, è un piacere ospitarla ogni volta che...
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