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sara_1971
   
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Un blog creato da sara_1971 il 13/07/2007

S_CAROGNE

Avvertenze: questo è un blog, bipolare come i più comuni disturbi della personalità

 
 

SARA

 

CUOR DI CAROGNA

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DIARIO DI UNA GRAVIDA

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VECCHIO PAZ

Esistono persone al mondo, poche per fortuna, che credono di poter barattare una intera Via Crucis con una semplice stretta di mano, o una visita ad un museo, e che si approfittano della vostra confusione per passare un colpo di spugna su un milione di frasi, e miliardi di parole d'amore...

 

 

BARI DA BERE


 
 

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Mestolo d'oro - dessert

Post n°623 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da sara_1971

Se siete accoppiati ed è vostro desiderio rimanerlo lasciate perdere le velleità culinarie, mettete mano al portafoglio e andate a cena fuori. Questa ricetta è per la single che ciclicamente, e guarda caso in corrispondenza dell’ovulazione, viene turbata da una sottile irrequietezza gastronomica.  

Vi servono:

200 grammi di farina, una ventina di fichi secchi, due uova, miele, olio, una bustina di lievito, sale, latte quanto basta e margarina per imburrare la teglia. Buona fortuna.


Impastate 300 grammi di farina con acqua e lievito.

Lavatevi le mani: se il sapone è finito potete usare il detersivo per i piatti, in casi estremi, o lo shampoo per cani (Geghe lo ha adoperato al posto del bagnoschiuma con ottimi risultati). Sfrattate le formiche dal barattolo di farina ed impastate. L’idea è quella di ottenere una pagnottella umidiccia ma soda. Inizialmente sarà troppo umida. Allora aggiungerete altra farina. Quindi sarà troppo secca. E la inumidirete. E poi di nuovo troppo umida e troppo secca e così via in un loop che vi farà ritrovare con una massa da 500 grammi tra le mani. A questo punto lasciate riposare il cadavere in uno straccio umido, appoggiate il burro su una fonte di calore per farlo sciogliere con rapidità e copulate per una mezz’ora (sì, magari).

 

In una ciotola lavorate fino ad amalgamare farina, uova, fichi secchi, burro, miele:  

Sminuzzate i fichi su un apposito tagliere. Quel delizioso retrogusto transgenico è il risultato di vent’anni di campagne stampa ambientaliste: non fate l'errore di assaggiarli, perché, se già cotti fanno schifo, crudi potrebbero indurvi a un ragionato conato. A questo punto scivolate su una pozza lattiginosa che fa bella mostra di sé sul pavimento e che scoprirete con orrore essere il burro dimenticato sul termosifone.

Pulite il pavimento ed il calorifero salmodiando una incazzatura lunga quanto l’Antico Testamento.  Sbattete le uova con piglio sereno ma deciso (in questo periodo sbatterei volentieri qualsiasi cosa) ed unite il burro bestemmiato.

Imburrate e infarinate la teglia (avendocela): se soffrite di carenze affettive potete aggiungere anche uvetta, albicocche o prugne secche (no, forse le prugne è meglio di no) o rincarare la dose di miele. Tanto, come avrete modo di constatare, non saprà comunque di un cazzo.


Preriscaldare il forno a 180°.

Sembra facile ma non lo è. Nel momento in cui infilerete la presa un corto circuito vi farà ripiombare ai primi del Novecento. A tentoni individuate un moccolo di candela e come un monatto in processione aggiratevi per la casa in cerca del contatore. Inciampate nel cane più anziano riverso sul pavimento: la rissa che ne seguirà costringerà il marito della Vicina a scendere armato di pessime intenzioni. Socchiudete la porta dell’ingresso per far sì che i cani si uccidano a volontà ed impiegate il coniuge maschio dirimpettaio per risolvere il problema elettrico.

A questo punto addiverrete ad una importante scoperta scientifica e cioè che se l’impianto non è a norma, difficilmente potrete cucinare e contemporaneamente accendere la lavatrice.

Ricordate che essere Sara è una forma mentis, un modus vivendi, un de cuius e per consolarvi pensate anche che probabilmente esiste un mondo parallelo in cui tutte queste cose non succedono (e se qualcuno fosse così gentile da indicarmi la strada).

 

Infornare per 30 minuti. Lasciar raffreddare.

Verrà fuori un bel blocchetto di marmo di Carrara, che per quanto coreografico e utile nel caso si volesse scolpire un David, risulterà giusto un po’ indigesto. Servite il tutto con dell’ottimo cemento a presa rapida volgarmente denominato glassa. Tagliatelo a fette e invitate un amico a caso (L’Ipocondriaco) a prendere un the. Fatelo accomodare e date due giri completi di chiavistello. Quando lo vedrete invocare pietà come un chierico davanti ad una acquasantiera tumulate il dolce in una dimora di piombo - come si addice alle scorie radioattive - e andatevene a cinema. Chiudete il cerchio lassativo con un bel cinepanettone natalizio. I macrobiotici canteranno le lodi del vostro dessert. I non macrobiotici lo definiranno un alimento abortivo. Vedete un po’ voi. E ricordate che sulla terra siamo già in troppi.  

Nella foto Sara all’opera.

 
 
 

Illusioni perdute

Post n°622 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da erbavoglio_70

 

(Parte III, sempre in terza)

 

Frattanto arrivano i generosi antipasti della casa sì che si moltiplicano i commenti sulle scelte alimentari di ognuno. Erba alterna un gamberetto a un sorso di vino e scambia un carciofo per una creatura mitologica, con grave disappunto di vuelosbsoluto, ignaro del fatto che per lei gli spinaci sono dei cubetti. Sara è mansueta come Maria Goretti, cosa questa che irrita Erba oltre misura: in genere lei va a dormire con le galline, non è abituata alla civiltà, e poi sappiamo bene quanto sia in ansia. Teme l'insuccesso letterario ed è convinta di poter arginare il tonfo convincendo gli utenti del blog a vendere il libro porta a porta (Erba finge di condividere e rilancia:”Potremmo anche regalare un cucciolo con ogni copia”), ad andarlo a prenotare in libreria allo scopo di creare un caso (peccato che non abbia ancora un titolo)... Pazientemente gli altri, blusereno69 in testa, la assecondano.

Erba mangia nervosamente costringendo addirittura il mite aridipiu a rimproverare l'accostamento mozzarella di bufala/risotto, ma soprattutto beve. Approfitta di una parola qualunque di Sara per iniziare a rivangare vecchie contese risalenti per lo più all'estate 2008 e si esibisce in una scenata pari solo a quelle viste fare dalla madre alle cognate il giorno di Natale. Sara rifiuta con decisione ogni responsabilità, nega di ricordare, mente sapendo di mentire, distorce i fatti. Il suo essere sottotono era l'ennesima farsa.

L'ira causa in Erba l'ispessimento delle vene, una colorazione innaturale delle gote, un'improvvisa fame di nicotina. Intorno a lei un silenzio irreale: ipolipidico guarda dipiù come a dirgli “Te lo dicevo: queste sono matte davvero, non è finzione”, vueloabsoluto – in realtà un uomo mansueto – non riesce per una volta a trovare le parole da dire, blusereno69 avendo assistito a cose peggiori sa che è bene non contraddire la fiera imbestialita e confida in un residuo di buonsenso delle due. Solo in caso di vera emergenza telefonerà al marito di Erba: vedendolo Sara si rabbonisce.

[Il bello è che, interpellata successivamente, Erba non ricordava distintamente il motivo del contendere, a parte una presunta colpevolezza di Binxus, unico custode del blog da quando Sara ha deciso di rivelargli la password e di tacerla all'amica.]

Per la prima volta nella sua vita Erba riesce a imitare Sara: all'apice dell'incazzatura mangia nervosamente risotto agli asparagi, intima a aridipiu di ordinare un vino di qualunque colore, improvvisamente deforma le rughe in un caldo sorriso e le urla isteriche in un caloroso benvenuto: marconotturno fa il suo ingresso in sala, stanco come un pellegrino. Viene fatto accomodare in una delle estremità libere (l'altra potrebbe servire ad un casuale avventore incontrato in bagno) e gli sono concessi cinque minuti per le sue pacate rimostranze: “Chi cazzo ha avuto l'idea di dire andiamo in una pizzeria vicino al Petruzzelli? Non sapete che quello alle nostre spalle è il Piccinni? Che cazzo avete a fare i cellulari se non li sapete usare?”

Sara e Erba, docili, estraggono i loro telefonini e li trovano carichi di messaggini e di un numero indefinito di chiamate senza risposta, ma anche questa non è una novità. Per evitare di consentire il dilagare della sua autostima Erba gli dice sardonica: “Hai letto il post e hai deciso di venire? Vieni con me, ho bisogno di cambiare aria. E poi Bari non è Madrid”. E così va a fumare, mentre al tavolo si tenta di cambiare discorso e di virare su temi più consoni alla saggia del blog. Niente di culturale, ci mancherebbe. Seguono colorati discorsi sui temi: stiratura, risotto e lavoro. La tregua tra le proprietarie di s_carogne è solo apparente: Sara, intontita dal vino e dal tasso di testosterone aleggiante in sala, inizia un soliloquio con il duplice scopo di dare prova dello scarso uso della logica nel suo linguaggio e di denigrare il lavoro di Erba. Spavaldamente marconotturno esige spiegazioni dato che le affermazioni di Sara gli sembrano contraddittorie (“Constato che da un bel po' non ci leggi, avevi dimenticato certi vezzi della Serpe”, aggiunge premurosa Erba). Lei, ignorando le leggi di base della ars retorica gli mostra un vistoso tatuaggio di recente creazione.

Il discorso si fa più frammentario, si creano gruppetti di persone semi-ubriache e assonnate. Ricordo un'ipotesi di (rediviva) vueliana fattura: si è convinto che Erba e Sara siano legate da una amore saffico e che le ultime liti siano dovute alla crescente intimità fra Delilah e Sara. Erba lo liquida con un “Che cazzo dici, anche Delilah la sopporta solo perché è un cucciolo di mostro”.

Indomito, blusereno69 tenta di riportare la conversazione sull'editoria (ma intanto Erba urla incompresa “E certo! Lei ha studiato su manuali scritti dopo un corso di scrittura creativa seguito da un pc senza anima!”) e consiglia alle due di difendere strenuamente l'anonimato, perché potrebbe incrementare l'interesse intorno alla vostra opera. Forse, piuttosto, per generiche ragioni di incolumità lui vuole evitare di vederle sedute accanto per una conferenza stampa. Erba legge il labiale di aridipiu: queste si menano per davvero, non era finzione, non era finzione... Intanto ipolipidico, da saggio padre di famiglia, tenta di addolcire Erba invitandola a parlare dei suoi pargoli... Sfinito blusereno69 vaneggia parlando di Pulsatilla, contraddicendosi ad ogni frase: non si comprende se desideri o tema che s_carogne viva ancora...

Si paga alla romana dopo un dessert deludente.

Probabilmente gli amici non vorranno ripetere la serata, a meno che non lo consigli loro un buon analista. Tale tipo di incontro potrebbe infatti rivelarsi una sana terapia di gruppo.

 

 
 
 

Illusioni perdute

Post n°621 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da erbavoglio_70

 

(Parte II, in terza persona)

 

I saluti: tutti si sorridono e baciano (cordialmente e castamente), sciorinando complimenti: “Stai benissimo! Ingrassata tu? No, stai benissimo. Sei se possibile più bella dell'ultima volta in cui ci siamo incontrati, quella volta del Klondike...”. Tutti, tranne Sara e Erba, tra le quali vi è un unico quanto perentorio sguardo di intesa: proviamo a ignorarci cordialmente senza darlo a vedere a questi poveretti, cerchiamo di evitare l'ennesima imbarazzante scenata pubblica, se li deludiamo gli unici acquirenti certi si volatizzeranno, il prossimo incontro avverrà tra almeno un anno... che si solidifica nella salace uscita di Erba: “Quindi per una volta non mentivi: ti sei sfregiata con quella frangetta”. “Stronza: pensa piuttosto con maggiore intensità al tuo contorno occhi”. (Pur indossando gli occhiali dell'intellettuale di sinistra, è la vecchia stronza di sempre.)

Blusereno69, con il sorriso stampato proprio dei conduttori dei telequiz, invita tutti a salire sulla Bat-Blus: ci condurrà in pizzeria, mentre aridipiu telefona per accertarsi che il tavolo sia pronto: prima si inizia prima si finisce. Arriviamo.

Trascorrono pochi secondi e anche i camerieri realizzano che la serata sarà lunga: all'invito ripetuto almeno 4 volte di riporre i giubbotti nel guardaroba rispondo solo io, memore della mia disciplinata carriera scolastica (mai un ritardo, mai un compito non fatto, mai una contestazione). Gli altri cinque facinorosi (già: dov'è marconotturno?) si dichiarano piuttosto pronti, nonostante il clima tropicale del locale, a cenare belli bardati (forse temono di dover scappare per una delle catastrofi che potrebbero essere scatenate a causa di Sara?).

Erba prontamente manifesta una delle sue nevrosi: desidera cenare nell'angolo verso la parete per controllare eventuali attacchi nemici; con altrettanta puntualità vueloabsoluto imbastisce con prosopopea una arringa di dieci minuti sul ruolo di ciascuno in tale convivio e sull'opportunità che le tenutarie del blog siedano al centro, da lati opposti del tavolo. Erba, sfinita, acconsente. Così lo schieramento finale è: lato parete: aridipiu-sara_1971-blusereno69; lato corridoio: ipolipidico-erbavoglio_70, vueloabsoluto.

La serata può iniziare. Per dieci illusori minuti Sara e Erba spettegolano di persone conosciute venti anni prima, mentre gli altri quattro le fissano con lo stesso interesse con il quale assisterebbero a una conferenza di fisica quantistica. Erba coglie con la sua proverbiale sensibilità questo momento di impasse e, mentre inizia a stilare una virtuale lista degli argomenti che potrebbero coinvolgere queste anime all'unisono, decide di ordinare da bere. È l'inizio della fine.

Seguire le regole del galateo non è poi così difficile: presentare i commensali è, oltre che opportuno, indispensabile onde evitare gaffe; scatta il giochino: lui è xy, secondo te a quale nick corrisponde?

Le scene viste a Carramba erano leggermente più pacchiane, ma lo stupore – è indubitabile – inferiore, e anche se per qualche frazione di secondo scorgo in alcuni uno sguardo alla film di Sergio Leone, la innata semplicità del cervello maschile prevale, consentendo civili e spontanei scambi verbali. (Non oso immaginare una situazione analoga a sessi rovesciati. E voi?)

La serata promette bene, anche perché – non senza difficoltà – riusciamo a ordinare. La cosa non è banale se si pensa che vantiamo nel gruppo: due onnivori, una che non mangia carne, uno che non mangia pesce, uno che non mangia carne pesce uova latte e derivati, una che non mangia alcune carni e formaggi a parte la mozzarella.

Ad ogni modo, ispirati dalla sinistra italiana, troviamo un accordo (e su questo decidiamo di puntare per il prosieguo): adoriamo vino e birra. Possiamo finalmente chiacchierare circa l'imminente pubblicazione della Creatura, sui progressi dei nostri figli o dei nostri animali domestici, forti del fatto che non intercorre nessuna relazione sentimental- sessuale fra gli astanti: se queste strane amiche tre anni fa riuscivano a emanare mistero e simpatia, ora irradiano solo pochi fiochi ormoni e aggressività (Sara, a dire il vero, anche piercing e tatuaggi imbarazzanti).

Erba, sensibile già al primo bicchiere di vino bianco, pronuncia una frase strappalacrime: “Oggi è stata una giornata tremenda, ma il pensiero di rilassarmi con voi stasera mi ha fatto resistere. Vi considero dei veri amici”.

Palpabile l'imbarazzo di alcuni: siete certi che sia Erba? Sarà che ci stanno a prendere per il ****?

 

 
 
 

Illusioni perdute

Post n°620 pubblicato il 30 Gennaio 2010 da erbavoglio_70

 

(Parte I)

 

Come tutti i nostri lettori sanno, pur di vendere una copia in più del libro, Sara ed io siamo disposte a molto. E così, nonostante ci ripugni l'idea di trascorrere una sera insieme, talvolta ci illudiamo di poter accantonare per un paio d'ore la nostra acredine. D'altra parte, come potremmo declinare il gentile invito di quanti, da due anni e mezzo, dissipano gran parte del loro tempo sul nostro blog, eseguendo una metodica esegesi dei nostri testi? E poi: i lettori – prima di uscire con noi – si dichiarano certi del fatto che la nostra sia solo una messinscena; non so se sperino o temano di incontrare due pacate donne di 39 anni con il pallino della scrittura. Ad ogni modo la realtà crudele li pone dinanzi a due donne diversamente complesse, più deludenti di quanto non si potrebbe immaginare leggendo i loro scritti.

Tento, ancora una volta, di procedere con ordine.

L'utente aridipiu da circa 8 mesi tenta di organizzare una pizza, ma ora Erba ora Sara ora ipolipidico hanno una conflitto in atto, un impegno concomitante, un'unghia incarnita o un improvviso bisogno di solitudine. Tenacemente il nostro amico ha perseverato nel suo intento e non si è spaventato dinanzi all'imprudente rilancio di Erba e Sara, le quali – inconsapevolmente all'unisono – hanno proposto a due disertori tornati recentemente alla ribalta, vueloabsoluto e marconotturno, di unirsi all'allegra compagnia. Aumentando gli addendi accrescono anche le probabilità di un insuccesso, soprattutto se uno di tali addendi si chiama sara_1971, ma una congiunzione astrale favorevole è riuscita a condurre i succitati 6 avatar più uno, ivi comprese le loro amabili personcine, intorno ad uno stesso tavolo.

Certo, allo scopo sono occorsi approssimativamente 30 sms, 20 pvt, 10 mail e 4 telefonate; ovviamente, affinché l'incontro andasse a buon fine, nessuno di tali scambi è intercorso tra Erba e Sara (ad eccezione di qualcuno di commento sul blog).

Il giorno previsto per l'incontro è trascorso in un surreale silenzio mediatico, quasi si trattasse di una vigilia, di un ritiro o forse più prosaicamente di un pentimento trasversale lungo il tacco dello stivale.

A dire la verità, qualcuno ha osato parlare, via laconico sms: Sono desolato ma non potrò raggiungervi a causa di un impegno improvviso, cui la sottoscritta replica con un solo lapidario link: Lampada Osram

Prontamente l'impavido utente precisa: Non escludo di riuscire a raggiungervi. Sto lavorando per questo, sebbene sia consapevole che la circostanza e l'eventualità probabilmente non vi tengano con il fiato sospeso.

Ad ogni buon conto, pur di essere inattaccabile, mi esibisco in un doppio carpiato: ore 19,50 ufficio, ore 20,05 prelevo mia figlia dalla casa dell'amichetta, ore 20,15 divido equamente le mie forze tra la predisposizione di una cenetta fredda per i miei congiunti e quella della mia dolce persona per un'uscita infrasettimanale, per carità, ma comunque un'uscita. Alle 20,50 sono in auto e alle 21 sono pigramente accasciata sul sedile della mia auto, comodamente parcheggiata nelle immediate vicinanze del Petruzzelli, luogo convenuto per l'appuntamento, dato che la pizzeria Bari-Napoli è alle spalle del Piccinni (sic!).

Poiché, come puntualmente accade da 39 anni, sono la prima ad arrivare (non male per la Signora del blog, così non resisto alla tentazione di comunicarlo a vueloabsoluto via sms: Prima! *) mi balocco per qualche minuto con la scelta della suoneria: il mio umore è talmente altalenante che oscillo nel breve lasso di tempo tra Mina, Morrissey, Ben Harper e Rodrigo y Gabriela.

Alle 21,15 precise si dirigono verso di me, ridotta da una fastidiosa pioggerellina a Erba bagnata, due uomini dall'aria familiare: sono ipolipidico e aridipiu che, come confesseranno al secondo bicchiere, per evitare sabotaggi alla serata tanto meticolosamente preparata, erano appostati dietro una siepe di Corso Cavour dalle ore 15. Avrebbe dovuto fare altrettanto l'ansioso amico vueloabsoluto il quale per due giorni ha tentato di dirottare l'incontro nella zona stadio, non già a fini pomiciatori, ma per non avere difficoltà di parcheggio. Dicevo: 6 protagonisti e 7 avatar, perché uno dei nostri maggiori sostenitori, noto al pubblico con il nick bluesereno69, pur di trarre spunti per un libro sulle personalità multiple (e tutte disturbate) di prossima pubblicazione, non ha esitato ad auto-candidarsi come chauffeur nonché moderatore della serata. E così arriva, con un viso già provato dopo cinque minuti trascorsi con Sara e vueloabsoluto conviventi nella sua auto, e intuisce prontamente (non appena si staglia sul teatro restaurato la mia immagine apparentemente minuta) che quella sera avrà molto da fare.

 

*Solo per intenditori di s_carogne.

 

 
 
 

La seconda possibilità.

Post n°619 pubblicato il 28 Gennaio 2010 da delilah79

Li chiamano sistemi complessi. Sono quelli imprevedibili, incalcolabili, non banali. Quelli che riconoscono le loro operazioni e creano la loro differenza. Quelli che dato un input non elaborano uno specifico output, semmai, ogni irritazione può comportare infinite altre connessioni.
La politica, questo sistema così complesso, talvolta così banale!
Dato un candidato, Boccia, promosso da capoccioni illuminati (ufficialmente) per far convergere forze centrifughe e divergenti del PD, viene eletto a furor di popolo Vendola, il cui tentativo bieco di annientamento è stato tale da indurre un popolo non ancora del tutto narcotizzato ad alzare le natiche dalla poltrona e staccre gli occhi dalle tette finte della Ventura per andare a votare alle primarie.
Sciocco sottovalutare, da parte degli alti vertici in barca a vela, il carisma di un uomo “diverso” che rappresentava non solo se stesso come uomo politico, ma sé come progetto politico funzionante in una regione di un meridione sempre più “periferizzato”.
E adesso siamo qui, in corsa di nuovo. Di nuovo perché secondarie, di nuovo perché seconda tornate di regionali.
Caro Nichi, ti dirò, a me che tu sia gay, cattolico, comunista, che tu sia popolare, acclamato, un bell’uomo… interessa poco. Non sono sempre stata d’accordo con le tue mosse, né con la tua propagandata diversità. Se sono venuta a votarti alle primarie è stato principalmente perché ho ritenuto intollerabile atto di sciacallaggio quello che hanno provato a farti subire la settimana prima del voto, al solo mafioso scopo di gambizzare un uomo politicamente forte.
Per il resto, alla convention tenutasi in questa città, io c’ero e c’ero perché avevo voglia di respirare aria di cambiamento, forse irreale, forse tanto desiderata da credere che stia arrivando a mutare vento con una energica folata. Eppure, la mia voce è restata in gola, amareggiata, quando tra i tuoi sostenitori, sul pulpito della propaganda, sono comparse, “in pompa magna finto comunista”, i soliti volti noti di un sistema duro ad essere seppellito, perché, sai, i sistemi complessi hanno loro codici, le loro operazioni inoltre, talvolta purtroppo, sono autopoietici e rompere la catena crea più danni che benefici.
Mi sono chiesta perché su quel palco ci fosse una ricercatrice figlia (guarda il caso) di un Preside di Facoltà a difendere i miei diritti e non ci fosse qualcuno come me, più modesto, più umile, con meno santi, ma che, probabilmente, paga un conto più salato e non per demerito intellettuale. Mi sono chiesta cosa sarà di me, come dei precari che una signora ben più umile e con meno prosopopea e gioielli ha rappresentato su quel palco e che non è stata granchè considerata dal tuo discorso finale.
Vedi, Nichi, la farò breve. Tu adesso hai una seconda occasione. Alla prima non hai cannato, ma alcune incongruenze forti ci sono state, ammettilo.
Adesso hai una seconda possibilità. Quella di una corrispondenza pressocché completa tra l’uomo del palco (mirabile cantastorie più o meno vere e realizzabili) e uomo “di strada”, quello che cammina tra “il suo popolo”, come ami affermare.
A ‘sto giro, non perdere il treno, o, se ritieni di non averlo perso, cerca almeno di non arrivare in ritardo, perché la mia vita e quella di tanti come o peggio di me, passa e lo slancio e la passione lascia il posto alla frustrazione ed alla amarezza di un muro di gomma sempre più resistente rispetto alle mie spalle.

 
 
 
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Prima è tornato a casa Piazza delle Erbe, ma ci è rimasto male, e adesso se ne va definitivamente e di sua spontanea volontà; poi è tornato anche milionidieuro. Cinasky però rimane oscurato (sebbene si possa ancora leggere qui) e questo mi dispiace.