Creato da LaDonnaCamel il 16/09/2006
Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla èl
 

 

L'occhio del coniglio c'è anche in Giappone

Post n°989 pubblicato il 30 Luglio 2015 da LaDonnaCamel
 

Lo sapevi?

Nemmeno io! È stato Amazon che ha voluto farmi una sorpresa, che carino. L'ho scoperto per caso oggi facendo una ricerca per un'altra cosa. La copertina è uguale ma la scritta pubblicata è questa qui sotto: è bellissima, non trovi? (*)

 

occhio del coniglio

 

Son soddisfazioni.

(Se vuoi comprarlo c'è ancora anche in Italia eh)

(*) traduzione: Pagina dell'autore. Immagine non disponibile.

 

Dice il saggio AmicoMM:

非常に良いおめでとうございます。 あなたはこれらのグローバルな満足に値する ;-)

 
 
 

Che divertimento

Post n°988 pubblicato il 27 Luglio 2015 da LaDonnaCamel
 

Ho letto nei giorni scorsi che hanno festeggiato i 60 anni di disneyland, il parco dei divertimenti a tema creato Walt Disney, primo di una lunga serie che è stata riprodotta e poi copiata in tutto il mondo.
Io detesto i parchi dei divertimenti. Ecco. L'ho detto. Odio per primo il luna park e sono felice che alle Varesine al posto di quelle squallide baracche da quattro soldi abbiano messo elegantissimi grattacieli a forma di formaggino, camminate di legno di teak con pennacchi ornamentali, corrimano e tiranti in acciao inox e un polo alla moda della moda e per la moda, di cui nulla mi importa ma almeno è bello da vedere quando passo di lì.
Odio le montagne russe, gli otti volanti e tutte quelle attrazione che sollecitano in maniera abnorme il labirinto delle mie orecchie, provocandomi il vomito senza motivo.
Ma sto divagando. Volevo parlare di Disneyland. Quello di Parigi è stato fondato nell'aprile del 1992, sono passata di lì in agosto del 1994, è stata l'unica volta in cui sono entrata in un postaccio del genere: non sono mai stata nemmeno a Gardaland, pure lui 40 anni in questi giorni.

 

disneyland

 

Mi dicono che siano posti bellissimi, c'è gente che si sottopone a ore di coda per dieci minuti di paura. Un po' come all'Expo. Sì, lo so, non ci sono solo attrazioni spaventose, si possono vedere anche altre cose, tanti mondi artificiali, riproduzioni di città di fantasia, castelli, magie, tecnologia, tunnel dell'amore, spruzzi d'acqua e urla dei passeggeri. Un po' come in barca a vela. Ma io sono dieci anni che non ci metto piede, e in quel caso almeno si andava da qualche parte. Il tempo vola, signora mia, non mi ero accorta che ne fosse passato tanto da quella volta. Dopo la prima vertiginosa discesa avevo chiuso gli occhi, appesa al braccio del mio professore di matematica, un giovane laureando che assomigliava a quello che sarebbe stato poi Natalino Balasso, guance rubiconde, capelli già radi, pancetta incipiente, non mi ricordo più come si chiamasse del resto l'ho avuto solo per l'ultimo anno, quello del biennio nella scuola privata dove avrei dovuto studiare il doppio visto che portavo quarta e quinta e invece avevo studiato la metà ma questa è un'altra storia e sono stata promossa, comunque attaccata al professorino avevo pensato sì! ho capito, ho capito cos'è! va bene, tutti i gusti sono gusti e se a voi piace non discuto ma io non ci voglio stare un minuto di più, fatemi scendere!

 
 
 

La pizza perfetta

Post n°987 pubblicato il 16 Luglio 2015 da LaDonnaCamel
 

Condivido uno tra gli interventi più significativi del Joomla! Festival, ne vado molto fiera e non solo per aver contribuito alla organizzazione e per aver promosso, condotto e gestito la Conferenza per la Consapevoloezza digitale, compresa una mia presentazione di cui per fortuna purtroppo non esistono documenti filmati. Chi mi conosce troverà in questo video qualcosa di mio.

 
 
 

La ferocia, Lagioia

Post n°986 pubblicato il 11 Luglio 2015 da LaDonnaCamel
 
Foto di LaDonnaCamel

Prima di tutto, per sgombrare il campo dico che mi è piaciuto molto. È un testo non facilissimo da leggere, per certi versi innovativo, una struttura non lineare che procede per accumulo, si arriva solo alla fine ad abbracciarne il significato globale e non c'è mai un andamento cronologico dei fatti.

Ci sono due cose che mi hanno colpita, soprattutto: un espediente che non ho mai visto fare e mi ha dato un piacere di lettura immenso: si tratta di certe autocitazioni, come dei ripensamenti del testo che si ripete uguale identico, dieci, quindici righe che ritornano dopo capitoli o dopo pagine, non importa, tornano a confortare il lettore, a rimetterlo sulla strada, accendono una luce dove la storia si fa oscura, invece di spiegare, di "telefonare" l'aiutino, ritornano le stesse parole dette prima e io le riconosco, e mi piace e mi da piacere, è forse un trucco questo, non lo so, non l'avevo mai visto fare, non ne avevo sentito parlare ma non vuole dire. Poi è vero, non è il libro perfetto e qualche volta c'è un certo autocompiacimento nella scrittura, la solita storia di quello bravo, che sa di essere bravo e non c'è nessuno più bravo di lui a dirgli basta. Sono solo pochi peccati veniali, io, per me, lo perdono.

La seconda cosa che mi colpisce è la tragedia greca. Vabbè, tutte le tragedie sono greche e tutti i libri sono già scritti, ma in questo caso - e mi piacerebbe tanto sentire Lagioia per chiedergli se ci si riconosce, è una di quelle volte che diceva il giovane Holden, mi piacerebbe chiamarlo e magari lo farò, non al telefono ma posso scrivere una mail a Nicola Lagioia  @ Minimum Fax e può darsi che mi risponda anche, in questo caso gli direi che la sua storia mi ricorda le passioni espresse nell'Antigone, ma con uno scambio fratello-sorella che rende il tutto ancora più affascinante. L'hai fatto apposta Nicola?, gli chiederei, o ti è venuto da solo, a tua insaputa, come derivato di quelle tracce mnestiche della eredità arcaica che abbiamo in comune tu, io e Sofocle?

Ora, qui nel commento non vorrei rivelare troppo, si tratta non tanto della trama ma del significato ultimo di tutto il romanzo, dei rapporti più profondi tra i protagonisti e i simboli che rappresentano. Sarà forse per questo motivo che negli ultimi giorni mi pareva di vedere Clara qui da qualche parte, girato un angolo assolato o in un parcheggio polveroso. Poi no, non era lei.

Per mia fortuna ho letto l'ultima pagina mentre il treno entrava a passo d'uomo nel tunnel della Stazione Centrale di Milano.

 

 
 
 

Si è sempre quello che si è

Post n°985 pubblicato il 27 Giugno 2015 da LaDonnaCamel
 
Tag: nutria

Questa marzullata del titolo m'è venuta in mente oggi, tornando dalla pedalata.
Nell'ultimo anno confesso che non avevo più toccato la bici, e nell'ultimo mese a maggior ragione, visto che mi sto dando un gran da fare per il Joomla! Festival: a casa mia lo sanno anche i gatti, non sto lì a tediarti.

nutria e piedi

Ma stamattina ho finito di preparare le slide del mio intervento, che brava che sono stata. Non ho nemmeno perso troppo la calma per aver dovuto rifare metà del lavoro di ieri sera causa scompisciamento del template.

nutria e piedi

Dunque avevo diritto a un bonus, un coupon, un premio di produzione. Stai già cominciando a indovinare?
La bici era in perfetta forma, l'altra settimana l'aveva usata un amico che avevo qui come ospite e mi aveva gonfiato bene le gomme e perfino ingrassato la catena, filava via come se piovesse.

nutria e piedi

Ma invece non pioveva, c'era caldo ma non troppo, difatti s'è potuto pedalare alle due del pomerggio e poi essere qui a raccontarlo. Come ti dicevo, se tu mi conosci, o conosci questo blog da un po' di tempo, saprai che questo posto è sul naviglio Martesana, e quell'animaletto che ho tra i piedi è una nutra. La mia nutria? Forse.

nutria e piedi

Dunque la nutria c'è. È ancora là.
Non ci contavo. Avevo letto e sentito dire che le volevano sterminare. Al telegiornale della Lombardia dicevano che c'erano i cacciatori pronti a fare una carneficina, una strage. La mattanza della nutria, che è diventato il nemico numero uno dell'amministrazione regionale. Sarà Maroni?

nutria e piedi

Io poi non stavo nemmeno andando lì. Stavo andando per la verità al mercatino delle cose fatte a mano che c'è davanti all'anfiteatro, mi aveva chiamato apposta un mio amico. E ci sono andata, ma il mio amico si era allontanato un momento, succede. C'era la sua compagna, ci siamo salutate: fanno cose carine, magliette e borse dipinte a mano.

Prima di tornare a casa, per scaramanzia, sono passata a vedere. Non ci contavo. Mi son seduta sull'argine per guardare giù. L'acqua trasparente, il fondo bello pulito. Questa amministrazione per l'Expo ha valorizzato le vie d'acqua, han fatto bene: il comune è bravo, la regione è cattiva. Stasera metteranno giù i lumini, me l'ha detto la ragazza della bancarella, li faranno navigare come sulla darsena, ma più bello.

Ero così soprapensiero che non l'ho nemmeno vista arrivare. Ancora un po' e mi schizzava i piedi per chiamarmi, l'avresti detto?

Io no ma sono stata contenta. Vedi che avevo ragione? La nutria. E anche io. Si è sempre quello che si è.

 

 
 
 
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