Creato da LaDonnaCamel il 16/09/2006
Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla èl
 

 

Un Limerick degno di Lewis Carroll

Post n°972 pubblicato il 19 Marzo 2015 da LaDonnaCamel
 
Tag: EDS

L'ha scritto Coniglio Mannaro per l'eds e lo riporto qui tutto, è bellissimo

L'eleganza non è tutto (o "della teutonica propensione per la qualità")

Un libraio in Bagutta, in Via Tobino,
offre Urania, Strega e dei saggi di Calvino.

Ma i tedeschidimostrando
idea chiaravan cercando

un "Campiello", o Flaiano, in via Tobino!

---

Ricopio qui il l'addendum al commento di Angela perché là sotto il codice non è ammesso:

😍😍😍😍

 
 
 

EDS di Ennio Flaiano

Post n°971 pubblicato il 10 Marzo 2015 da LaDonnaCamel
 

“Chi apre il periodo, lo chiuda. È pericoloso sporgersi dal capitolo. Cedete il condizionale alle persone anziane, alle donne e agli invalidi. Lasciate l’avverbio dove vorreste trovarlo. Chi tocca l’apostrofo muore. Abolito l’articolo, non si accettano reclami. La persona educata non sputa sul componimento. Non usare l’esclamativo dopo le 22. Non si risponde degli aggettivi incustoditi. Per gli anacoluti, servirsi del cestino. Tenere i soggetti al guinzaglio. Non calpestare le metafore. I punti di sospensione si pagano a parte. Non usare le sdrucciole se la strada è bagnata. Per le rime rivolgersi al portiere. L’uso del dialetto è vietato ai minori di 16 anni. È vietato servirsi del sonetto durante le fermate. È vietato aprire le parentesi durante la corsa. Nulla è dovuto al poeta per il recapito”.

Ho letto stamattina su l'Internazionale che già nel 1959 c'erano troppo premi letterari, difatti il pezzo citato sopra era una serie di "consigli a un giovane analfabeta che vuol darsi alla letteratura attratto dal numero dei premi letterari". Adesso, per dire, son più di 99.

Visto che anche oggi è pieno di giovani analfabeti e aspiranti tali, propongo un semplice esercizio come quelli che ci facevano divertire tanto tempo fa. Si scriva dunque un testo a piacere sul proprio blog, il testo contenga le seguenti parole, indeclinate: strega, campiello, bancarella, chiara, tedeschi, urania, tobino, calvino, bagutta e, per estremo sberleffo, flaiano. Chi ha scritto metta un link a questo blog e a tutti gli altri che abbian scritto o scriveranno, e questo è sempre stato il miglior premio letterario.

Consegna entro la dozzina dello Strega.

 

 

 

 
 
 

Oggi ho visto un uomo senza naso

Post n°970 pubblicato il 05 Marzo 2015 da LaDonnaCamel
 

Ero sul quattordici e stavo quasi per scendere a Duomo quando mi è passato davanti. Aveva un grosso cerotto sulla faccia, proprio lì dove avrebbe dovuto esserci il naso. Il cerotto era grande, l'ho già detto?, un po' più chiaro della pelle e aveva tanti buchini in fila a quadretti. L'uomo era biondo tendente al rosso, aveva un ciuffo di capelli lisci sulla fronte bassa, orecchie normali, due, occhi azzurri con ciglia trasparenti, due anche quelli e sopracciglia sottili. Portava una giacca piedipull o pied-de-poule marroncina verdina beigina in tinta con il suo colorito giallognolo. Aveva labbra sottili e mento sfuggente, pomo d'adamo notevole che sporgeva sopra il colletto della camicia, bianca.
Io stavo parlando al telefono quando mi è passato davanti e l'ho visto, prima di fronte e poi, man mano che procedeva verso l'uscita, di tre quarti. Quindi è arrivato alla mia altezza e mi ha mostrato il profilo. Il profilo di un uomo senza naso è piatto, anche se c'è un cerotto questa assenza salta all'occhio. Avrebbe potuto metterci un po' di garza per fare una montagnetta, una protesi, che so, una sella d'osso, una protuberanza vicaria per tenere il posto, un pezzo di legno o di plastica incollato col cerotto. E invece no, se ne andava in giro con quel buco invisibile a spargere orrore tra i passeggeri, tutti sveltissimi a guardare da un'altra pare, gli occhi a flipper su qualsiasi soggetto piuttosto che.

copie

Comunque ho letto che erano copie di gesso.

 
 
 

La grande fabbrica a fa' la cosa giusta

Post n°969 pubblicato il 03 Marzo 2015 da LaDonnaCamel
 

Fa la cosa giusta

La grande fabbrica delle parole è un'iniziativa di Terre di mezzo, è naturale che abbia un posto di rilievo nella fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che si tiene ogni anno a Milano in primavera. L'anno scorso ero lì per Joomla!Lombardia, in uno stand insieme a Informatica solidale, quest'anno non posso mancare: sabato pomeriggio e sera sarò insieme a Leo, Francesca e tutti gli altri nell'area dedicata ai bambini. Che si fa? Laboratori, scritture sospese, quadernini, letture divertenti, arte da guardare, disegni, pentoloni pieni di storie: chi lo sa? E' sempre una sorpresa.

Tieni d'occhio il programma oppure vieni a caso: sabato 14 marzo delle due alle dieci io ci sono: ci vediamo? (anche se adesso sei grande fa niente: metterò una buona parola e per questa volta ti faranno entrare, prometto!)

 
 
 

Lapis la matita

Post n°968 pubblicato il 19 Febbraio 2015 da LaDonnaCamel
 

lapisQuando faccio la volontaria alla Grande fabbrica delle parole, che mi sia affidato il ruolo di editore o di scrittore, i due importantissimi incarichi che ho ricoperto per ora, o quando mi capiterà di fare la manona o chissà che altro, ho poi un certo pudore che mi frena dal raccontare per filo e per segno l'esperienza che ho vissuto. Sarà perché si tratta pur sempre di minori, sarà perché quello è un luogo pieno di mistero e magia, sarà anche perché è impossibile restituire la complessità di questo lavoro, preparato con cura e affinato da esperti e volontari anno dopo anno. E così sto zitta qui sul blog o me la cavo con due righe e una foto.
Ma la volta in cui è stata raccontata la storia di Lapis la matita si può divulgare, almeno un po', visto che già l'ha fatto la Grande Fabbrica sul sito con il pezzo che riporto virgolettato. Ridacchiavo sotto i baffi, al sicuro nel mio nascondiglio, mentre sentivo le voci dei ragazzini di seconda media che si accordavano sui dettagli della trama, dei personaggi principali e dei comprimari e dei luoghi in cui avrebbero agito.
Si trattava di una matita che andava a scuola, non come strumento di qualcuno ma da protagonista, una matita che agiva, che aveva amici, nemici, desideri e ostacoli da superare. Una matita che andava al college ma che invece avrebbe voluto disegnare fumetti.

"Per riuscire nella sua impresa, dovrà fuggire dal college. Il che non è cosa semplice, visto che i guardiani sono tubetti di colla stick. Se ti acciuffano, ti incollano e ti riportano a scuola. Allora come può fare Lapis per filarsela e realizzare il suo sogno?
Dovrà chiedere aiuto a Stabilo l’Evidenziatore, suo amico e mentore. Già. Perché Stabilo, a furia di sottolineare le frasi importanti di tutti i libri, è intelligentissimo e di certo riuscirà ad aiutare Lapis nella sua fuga!
Tra mille difficoltà – tra cui notti passate all’addiaccio in astucci abbandonati e inseguimenti, punte consumate e improbabili amicizie con graffette e pinzatrici – riuscirà la nostra Lapis a disegnare per un famoso fumettista?
Questo è solo l’inizio, l’incipit della storia. I ragazzi l’hanno poi finita singolarmente, ognuno in modo bellissimo e originale.
C’è chi ha scritto che Lapis alla fine è riuscita a trovare il famoso fumettista, e a disegnare con lui fino a diventare corta corta di vecchiaia, ma felice.
Oppure chi ha trasformato l’intero racconto nel diario di Lapis, che si sentiva una matita inadeguata in un mondo di penne.
O ancora, chi ha deciso di renderla felice, e farla sposare con un bellissimo pastello rosso"

Quando poi ho portato fuori dal mio nascondiglio i manoscritti pronti e fascicolati, un ragazzino mi ha chiesto: "Ma li pubblicate così, con gli errori, le correzioni, le cancellature e tutto?"

"Aveccene!" avrei voluto rispondere...

http://www.grandefabbricadelleparole.it/le-avventure-di-lapis-la-matita/

 
 
 
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