Creato da LaDonnaCamel il 16/09/2006
Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla èl
 

 

Come pioveva all'incontro con Paolo Cognetti e Christian Raimo a Bookcity in un giorno di novembre

Post n°952 pubblicato il 16 Novembre 2014 da LaDonnaCamel
 

C'era tanta gente ieri sera, con tutta quella pioggia. Le volontarie di Bookcity razionavano l'ingresso, per un lungo momento ho avuto paura di restare fuori, ero arrivata puntuale ma senza anticipo. Poi, per fortuna, sono riuscita a entrare e non avevano ancora cominciato.

 

Cognetti Raimo


Hanno parlato del libro, dei racconti, ovviamente, anche Christian Raimo ne scrive, dei maestri che tutti noi ci riconosciamo e di qualche maestro un po' meno scontato. Una cosa bella che è stata per me leggere questo libro - la stessa cosa bella che ho provato all'incontro - è che i maestri di cui si parla, i maestri del mio maestro, li avevo letti tutti. Non per lungimiranza e nemmeno per fortuna ma per il semplice fatto che sono le letture che Paolo ha consigliato durante i laboratori di scrittura, nelle presentazioni, durante le conferenze, nel suo blog. Gli scrittori americani di racconti, Carver, Munro, Cheever e così via, una generazione. E poi Esther stories di Peter Orner che è andato fuor catalogo e Paolo si è comprato tutte le copie avanzate per non mandarlo al macero, e anche Grace Paley è andata fuori catalogo e io ce li ho i suoi racconti, mi ricordo che non riuscivo a leggerli perché la mia copia puzzava di muffa, e poi la gamba di legno di Flannery O'Connor, che è stata la maestra dei maestri dei miei maestri, una specie di bisnonna di tutti noi a ben guardare. Non si tratta solo delle peculiarità del racconto come forma narrativa, del fatto che la maggior parte della storia resta fuori, o dei significati simbolici o metaforici che certi oggetti o certe situazioni possono avere, con piena o nulla consapevolezza per chi scrive, o delle ossessioni che certi autori possono rappresentare. Son tutte cose vere e l'hanno detto, siam tutti d'accordo su questo. Hanno detto anche che questo libro è una chiave di lettura per i testi citati e anche un piccolo manuale di scrittura e anche una confessione, il retrobottega di un artigiano (se non vogliamo dire artista) e Raimo ha detto che Paolo Cognetti è, per lui, uno degli autori più politici, anzi "politici" (non ha fatto le virgolette con le dita, meno male, ma ha calcato la voce sulla parola) pur non scrivendo di politica, non si intravede una ideologia o una tesi e chi l'ha letto lo sa, secondo me Raimo non ha avuto il fegato di usare la parola "morale" senza virgolette,  nel senso di etica e non di moralismo, per intenderci. Paolo a questo ci tiene, lo so, ci tiene che la storia sia onesta e la scrittura sia onesta. Ci tiene a non usare sporchi trucchi, come diceva Carver, e questo è difficile, è tremendamente difficile perché appena impari a farlo, e raccogli applausi e consensi dai lettori, la tentazione è forte. Anche lo scrittore è un uomo di carne e sangue, anche lo scrittore è un lettore che subisce a sua volta il fascino di un incastro ben congegnato ma soprattutto subisce il fascino dell'applauso dei lettori.

In quel momento lì ho pensato a tutte le volte che ho usato trucchetti durante i laboratori e a come Paolo non me li abbia mai fatti passare, adesso lo capisco: che bacchettate mi sono presa, certe volte. Coi lettori funzionavano eh, accidenti se funzionavano. Poi io sono rimasta una dilettante, il che non so bene cosa significa, forse cerco una scusante o forse invece ne ho ancora meno, visto che non devo pagarci le bollette. Ma la speranza è l'ultima a morire.

d

 
 
 

La città dei libri: Milano Bookcity 2014

Post n°951 pubblicato il 14 Novembre 2014 da LaDonnaCamel
 
Tag: BCM14
Foto di LaDonnaCamel

Novecento incontri in quattro giorni sembrano tantini anche a me che pure son capace di alzarmi presto alla mattina. È Milano Bookcity, una specie di fiera del libro sparpagliata un po' dappertutto, quest'anno dal 13 al 16 novembre.

Se vuoi vedere per curiosità vai sul sito e scaricati il programma, io invece domani pomeriggio vado a sentire Paolo Cognetti e Cristian Raimo che parlano del racconto come narrazione incompleta al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci, Sala Biancamano, Via Olona 6, Milano. Ore 15:45, cerchiamo di essere puntuali mi raccomando!

 
 
 

La giornata della doppia spunta su WhatsApp quando le oche piangono ho incontrato Antonio Koch in piazza del Duomo

Post n°950 pubblicato il 07 Novembre 2014 da LaDonnaCamel
 
Foto di LaDonnaCamel

Io forse sono mancante di uno o più ormoni deputati al funzionamento sociale perché non ho guardato Report la settimana scorsa e non solo non ho potuto indignarmi per le povere oche, ma nemmeno ho apprezzato le simpatiche battute a corollario. A mia discolpa posso dire che i possessori e/o acquirenti e/o indossatori della famosa marca di giacche a vento messa sulla graticola dalla Gabba mi stavano sul cazzo già da prima, molto prima di una settimana fa: si tratta di una rimembranza paninara dei bei tempi in cui quelli che avevano la giacca a vento nera e costosa di piumetta avevano anche le scarpe a punta mentre i meglio giovanotti portavano gli anfibi, quelli là avevano la sfumatura alta quando i meglio fustaccioni avevano i capelli lunghi, i fighetti portavano il coltello quando invece gli altri, i tosti, la spranga. Vabbè.
Insomma, io stavo dalla parte dell'eschimo, vuoi mettere. E nel frattempo ecco che la più famosa messaggeria tic-to-tac va a mette il secondo segno di spunta. Da che trasmissione di denuncia è partita questa notizia? Non lo so, me la sono persa perché nelle mie pause pranzo mi materializzo in piazza Duomo a prendere il caffè con Antonio Koch in carne e ossa. (Federico Platania che non c'era rosichi pure.)

 
 
 

Scherzavo :-P

Post n°949 pubblicato il 29 Ottobre 2014 da LaDonnaCamel
 

Paolo Cognetti

 
 
 

A pesca nelle pozze più profonde

Post n°948 pubblicato il 24 Ottobre 2014 da LaDonnaCamel
 

Ho scritto tanti pezzi sulla pesca e sui pesci, ne avevo una piccola collezione. Una ventina forse, anche se non tutti pubblici: alcuni li avevo tenuti per me, altri li avevo mandati a un amico, altri chi lo sa? persi. Le cose di pesca riguardavano mio padre, era lui il pescatore delle anguille con l'ombrello, delle seppie a Venezia, le arborelle sul Ticino, suo quel famoso trofeo incorniciato nel negozio in via Borsieri.

Paolo Cognetti Tutto quello che aveva a che fare coi pesci l'avevo imparato da mio padre e non avevo mai fatto tanto caso al fatto che la pesca potesse essere una metafora privilegiata della scrittura. Senza essere troppo pignoli, tutto può essere una metafora della scrittura, dalle nutrie alla manutenzione della motocicletta, s'è visto anche da queste parti. E adesso Paolo Cognetti se ne esce con queste meditazioni, A pesca nelle pozze più profonde. Oltre al blog ho già letto il pezzo che danno gratis su Minimum fax, è bellissimo, prenditelo che vale la pena. Domani me lo compro, mi prendo l'ebook perché mi trovo meglio, ha il vantaggio che lo posso portare sempre con me, riaprirlo quando mi serve, rileggerlo se ne ho voglia, tenermelo vicino. Eh, purtroppo così non posso metterlo insieme a tutti gli altri suoi libri sul mio scaffale, ciascuno con la sua bella dedica speciale.

Però la dedica me la farà lo stesso, sono sicura, me la scriverà col pennarello sul tovagliolo di carta di qualche osteria. La metterò vicino ai libri e me la terrò cara.

 
 
 
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