Creato da LaDonnaCamel il 16/09/2006
Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla èl
 

 

La radio

Post n°956 pubblicato il 18 Dicembre 2014 da LaDonnaCamel
 

Sto leggendo i racconti degli altri. Uno dei vantaggi di non aver messo insieme la raccolta, son tutte sorprese e in molti casi, belle sorprese.

Mi ha colpito una cosa di quella volta, sembra che moltissimi abbiano saputo della bomba dalla radio. Pure io, per dire, ma anche tanti altri. Si vede che negli anni ottanta la radio era ancora protagonista dell'informazione. Poi non c'era internet, e questo è un fatto, e la televisione si accendeva dopo, si accendeva apposta per saprne di più, una volta che la notizia era stata data, dalla radio, appunto.

Dopo l'undici settembre si era creata la consuetudine di chiedere tu dov'eri in quel momento là, come l'hai saputo, cosa stavi facendo e cose così. Questo libro assomiglia un po' a questo tipo di ricordi, solo molto più in là nel tempo.

primi

Stamattina era bestseller su Ultima Book. Best di certo, seller per modo di dire, ovviamente, visto che è gratis.

 
 
 

Due agosto

Post n°955 pubblicato il 16 Dicembre 2014 da LaDonnaCamel
 

due agostoQuesta volta non sono io a spingere ma Luca Martini, scrittore e bolognese, che utilizzando solo facebook ha convinto una quarantina di persone, scrittori, scrittrici e non, a donare ciascuno un pezzo a ricordo della strage di Bologna del 2 agosto 1980 e sì, ho contribuito anche io e stavolta ringrazio, il lavoro l'ha fatto un altro e mi posso godere il risultato.

La raccolta si può scaricare gratis su Ultima Book in formato digitale. Ci sarà anche una piccola tiratura cartacea, regalo esclusivo per chi sarà presente alla prima presentazione pubblica che si terrà a gennaio nei pressi di Bologna, ti farò sapere.

L'elenco degli autori: Paolo Amici Giulia Antonelli Paolo Bassi Alessandro Berselli Sandra Biondo Cinzia Burzi Rita Cappelletti Claudio Capponi Bianca Maria Carchidio Marta Casarini Milvia Comastri Consuelo Corsini Cinzia Debiaggi Francesca Diano Daniela Di Martino Tiziana Frosali Barbara Garlaschelli Maria Genovese Ivo Tiberio Ginevra Mirella Giordani Marinella Lombardi MariaGiovanna Luini Lorena Lusetti Massimiliano Max Maestrello Davide Marchi Laura Mastrangelo Gianluca Morozzi Antonella Nardi Maria Grazia Negrini Donini Marzia Pasquariello Maurizio Paterlini Giorgia Pavani Annarita Piazza Psi Giuseppina Randi Stefano Samori Alessandra Sarchi Angelo Sarti Carla Sermasi Calvi Valerio Valentini Riccardo Venturi Vilma Veronesi Rita Zaghi

 
 
 

Gambe

Post n°954 pubblicato il 09 Dicembre 2014 da LaDonnaCamel
 
Foto di LaDonnaCamel

L'altro giorno ho visto un uomo senza gambe e questo non è un saggio sulla disabilità, casomai si parla di disagio e vorrei fosse fiction ma è altro, anche se non so ancora bene cosa.
Ero nella metro rossa, un caso strano perché non la frequento quasi mai, di solito viaggio in gialla. Potrebbe non essere pertinente ma invece lo è perché gli incontri in metropolitana sono spesso ricorrenti anche per chi, come me, non ne fa un uso strettamente pendolare. La gente abita in certi posti e ha l'amica del cuore, la mamma, la sorella in altri e ci va più spesso che altrove, è inutile star lì a spiegare le facilitazioni che si creano: si tende a privilegiare i percorsi abituali senza nemmeno rendersene conto, è rassicurante e fa risparmiare energie mentali, si va col pilota automatico senza doversi riprogrammare.
Insomma ero sulla rossa e l'ho visto arrivare da lontano, eravamo su uno di quei treni nuovi con i vagoni tutti comunicanti. Il convoglio era lunghissimo e nei rettilinei si poteva vedere fino in fondo.
L'uomo non aveva le gambe e nemmeno una carrozzella. Non aveva una tavola con le rotelle come quelle che disegnava Jacovitti, te lo ricordi Coccobill? In quei suoi complicatissimi disegni non mancava mai il mezzo salame con i piedi e l'uomo a rotelle, per adesso non ne ho trovato nemmeno uno da farti vedere ma se solo hai la metà dei miei anni te lo dovresti ricordare. (Nel frattempo l'ho trovato, ne ho messo solo un pezzetto per far vedere ma l'originale l'ho preso qui)
Se invece non lo sai te lo dico io chi era Jacovitti: il nonno di Zerocalcare, o un suo progenitore, un capostipite dei fumettisti che oggi sono tanto diffusi e una volta invece stavano sui giornali, quelli bravi o fortunati, sui giornalini gli altri. Ti dico questo perché i fumettisti mi interessano, sto seguendo sul blog di Mozzi le puntate della formazione dei fumettisti, non me ne perdo uno e mi sembra siano mediamente molto più belle delle formazioni degli scrittori e delle scrittrici. Gli insegnanti di lettere, passo.
Questo tizio senza gambe non aveva la tavoletta a rotelle sotto, niente cariola e nemmeno protesi o moncherini. Non aveva niente di niente e questo niente era tenuto insieme con una stoffa, come un sacco legato in vita e forse un po' imbottito sotto, dove appoggiava il busto con uno strano effetto barbapapà, ma in piccolo.
Questo uomo, non dico signore perché gli mancava tutto del signore, aveva anche una mano monca. Nell'altra mano teneva una tavoletta di legno che appoggiava a terra per aiutarsi a venire avanti, infatti muoveva le spalle e il busto in modo da imprimere una rotazione al sacco su cui stava, un po' da una parte e un po' dall'altra, proprio come farebbe chiunque stesse seduto a terra con le gambe sollevate e volesse spostarsi più in là. Probabilmente i glutei li aveva.
Gli altri passeggeri gli davano una moneta, qualcuno anche una banconota. Lui appoggiava la tavoletta e allungava la mano, la prendeva e se la metteva direttamente in tasca, poi ringraziava con una voce artificiale che gli usciva all'altezza dello stomaco da un qualche tipo di altoparlante o amplificatore nascosto sotto la camicia, probabilmente gli erano state asportate le corde vocali.
La testa era normale.
Mi sono domandata cosa poteva essergli capitato per diventare così, e come mai gli toccava strisciare lungo i vagoni della metropolitana per guadagnarsi da vivere e dove la trovava la voglia. Avrà anche raccolto più elemosine degli altri storpi che espongono i loro arti rattrappiti arrotolando la tuta per aumentare il raccapriccio, ma forse uno senza gambe, senza una mano e senza voce una piccola pensione di invalidità la potrebbe anche prendere, perfino se non è italiano o non è residente, non è profugo di guerra o non ha pagato i contributo previdenziali.
Siccome sono cinica ma impressionabile, non lo guardavo direttamente ma di riflesso sul vetro e mentre pensavo che avrei scritto di lui, sapevo che qualsiasi cosa sarebbe sembrata fiction perché lui stesso era così eccessivo da non sembrare vero. Non so perché mi è venuto in mente David Foster Wallace, ho pensato che avrebbe potuto scappar fuori da uno dei racconti della Ragazza dai capelli strani. E' vero che anche Carver comincia un racconto con un uomo che aveva due uncini al posto delle mani e voleva fotografare la casa del protagonista, chissà se era stato ispirato da un fatto vero, come in Cattedrale con la storia del cieco amico di sua moglie o se si trattava di una situazione puramente simbolica come la gamba di Flannery O'Connor. Certo è che nella scrittura non si può mica esagerare come ha fatto questo tizio, questo qui era era veramente troppo manchevole, quasi grottesco.
Mi sono immaginata la sua casa come poteva essere, ammesso che ne abbia una e che viva solo, avrà dovuto far segare le gambe al tavolo e invece delle sedie avrà dei cuscini e tutti i mobili bassi, il fornello appoggiato a terra come in campeggio e i piatti li avrà lavati nel bidet.
Qui mi sono fermata perché non ho voluto immaginare oltre.

 
 
 

Biancaneve e gli EDS

Post n°953 pubblicato il 02 Dicembre 2014 da LaDonnaCamel
 
Tag: EDS
Foto di LaDonnaCamel

La nostra Amica Effe, la mia amica Fulvia ma anche vostra amica di Milano con gli occhiali per chi ci sta, ha partecipato a un concorso letterario e pur non avendo vinto il primo premio è stata selezionata per la pubblicazione nell'antologia che verrà presentata a Roma durante la fiera della piccola editoria Più libri più liberi. La cosa bella è che il racconto è Biancaneve, quello dell'EDS rosso come il peccato.

Sapevatelo.

 
 
 

Come pioveva all'incontro con Paolo Cognetti e Christian Raimo a Bookcity in un giorno di novembre

Post n°952 pubblicato il 16 Novembre 2014 da LaDonnaCamel
 

C'era tanta gente ieri sera, con tutta quella pioggia. Le volontarie di Bookcity razionavano l'ingresso, per un lungo momento ho avuto paura di restare fuori, ero arrivata puntuale ma senza anticipo. Poi, per fortuna, sono riuscita a entrare e non avevano ancora cominciato.

 

Cognetti Raimo


Hanno parlato del libro, dei racconti, ovviamente, anche Christian Raimo ne scrive, dei maestri che tutti noi ci riconosciamo e di qualche maestro un po' meno scontato. Una cosa bella che è stata per me leggere questo libro - la stessa cosa bella che ho provato all'incontro - è che i maestri di cui si parla, i maestri del mio maestro, li avevo letti tutti. Non per lungimiranza e nemmeno per fortuna ma per il semplice fatto che sono le letture che Paolo ha consigliato durante i laboratori di scrittura, nelle presentazioni, durante le conferenze, nel suo blog. Gli scrittori americani di racconti, Carver, Munro, Cheever e così via, una generazione. E poi Esther stories di Peter Orner che è andato fuor catalogo e Paolo si è comprato tutte le copie avanzate per non mandarlo al macero, e anche Grace Paley è andata fuori catalogo e io ce li ho i suoi racconti, mi ricordo che non riuscivo a leggerli perché la mia copia puzzava di muffa, e poi la gamba di legno di Flannery O'Connor, che è stata la maestra dei maestri dei miei maestri, una specie di bisnonna di tutti noi a ben guardare. Non si tratta solo delle peculiarità del racconto come forma narrativa, del fatto che la maggior parte della storia resta fuori, o dei significati simbolici o metaforici che certi oggetti o certe situazioni possono avere, con piena o nulla consapevolezza per chi scrive, o delle ossessioni che certi autori possono rappresentare. Son tutte cose vere e l'hanno detto, siam tutti d'accordo su questo. Hanno detto anche che questo libro è una chiave di lettura per i testi citati e anche un piccolo manuale di scrittura e anche una confessione, il retrobottega di un artigiano (se non vogliamo dire artista) e Raimo ha detto che Paolo Cognetti è, per lui, uno degli autori più politici, anzi "politici" (non ha fatto le virgolette con le dita, meno male, ma ha calcato la voce sulla parola) pur non scrivendo di politica, non si intravede una ideologia o una tesi e chi l'ha letto lo sa, secondo me Raimo non ha avuto il fegato di usare la parola "morale" senza virgolette,  nel senso di etica e non di moralismo, per intenderci. Paolo a questo ci tiene, lo so, ci tiene che la storia sia onesta e la scrittura sia onesta. Ci tiene a non usare sporchi trucchi, come diceva Carver, e questo è difficile, è tremendamente difficile perché appena impari a farlo, e raccogli applausi e consensi dai lettori, la tentazione è forte. Anche lo scrittore è un uomo di carne e sangue, anche lo scrittore è un lettore che subisce a sua volta il fascino di un incastro ben congegnato ma soprattutto subisce il fascino dell'applauso dei lettori.

In quel momento lì ho pensato a tutte le volte che ho usato trucchetti durante i laboratori e a come Paolo non me li abbia mai fatti passare, adesso lo capisco: che bacchettate mi sono presa, certe volte. Coi lettori funzionavano eh, accidenti se funzionavano. Poi io sono rimasta una dilettante, il che non so bene cosa significa, forse cerco una scusante o forse invece ne ho ancora meno, visto che non devo pagarci le bollette. Ma la speranza è l'ultima a morire.

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