Creato da LaDonnaCamel il 16/09/2006
Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla èl
 

 

Lacuna

Post n°944 pubblicato il 29 Settembre 2014 da LaDonnaCamel
 

“La lacunosità della formulazione, in definitiva, è preferibile, a livello sia stilistico sia argomentativo. Quel che si capisce subito non appaga. Molto meglio ciò il cui senso si compie con un qualche ritardo, perché solo così si arriva veramente ad apprendere.”

Questa è una citazione che viene dal blog del mestiere di scrivere che a sua volta cita il saggio sul non detto "Lacuna" - titolo delizioso tra l'altro - che in modo molto semplice descrive quello che Freud chiama piacere preliminare o premio di allettamento: con l'ausilio di un piccolo ammontare di piacere se ne ricava uno molto maggiore, altrimenti difficile da conseguire.

Io la lacuna la adoro, lo sanno tutti: Carrada, Gardini e Freud sfondano una porta aperta.

 

porta

 
 
 

La mia gatta e altri animali

Post n°943 pubblicato il 17 Settembre 2014 da LaDonnaCamel
 

Ieri pomeriggio stavo lavorando insieme a una persona quando ho sentito dei rumori atroci e delle grida venire dalla strada. Il mio studio è al primo piano, la finestra era aperta e mi sono affacciata. C'era una donna che cercava di staccare il suo cane ringhiante da un gatto grigio tigrato, a tratti riuscivo a vederne la coda. Il cane, non me ne intendo in verità, era di taglia media, sembrava un boxer o un pitbul nero e bianco. Non mollava. Lei, la padrona, urlava no no no. I due animali emettevano i loro versi. Lì vicino c'era un'altra donna con altri due cani al guinzaglio, faticava a tenerli, erano eccitati dalla lotta. Poco più in là c'era Strillo, il pelo gonfio come una palla, guardava la scena muovendosi circospetto, senza avvicinarsi troppo. Mi è venuto un dubbio. Finalmente la donna è riuscita a staccare il cane e il gatto è scappato sotto una macchina parcheggiata. È il mio gatto! credo di aver urlato. La donna ha guardato in su, mi ha minacciato col pugno. Lei e i suoi gatti, ha gridato, noi dobbiamo passare di qui coi cani.

Era davvero la Astrid. All'inizio non ero sicura, l'avevo solo intravista, ma poi sono scesa in strada, l'ho cercata sotto la macchina e dappertutto ma non c'era più. Non è tornata a casa. L'abbiamo cercata tanto, l'abbiamo chiamata. Avevo paura che fosse andata a morire in qualche angolino lontano.

astrid

Stamattina l'abbiamo cercata ancora. Mia figlia ha esaminato palmo a palmo il giardino incolto che abbiamo qui davanti, una vergogna di arbusti e spazzatura. Non c'era, per fortuna. Ho tanto ripensato a ieri, a quella donna che è venuta col suo cane nella mia via, una via privata tra l'altro, se pure aperta al passaggio pedonale, e mi ha gridato quello che secondo lei avrei dovuto fare, cioè tenere a casa il mio gatto perché doveva passare lei.

Poi stamattina abbiamo cercato ancora, abbiamo messo un po' di cartelli, sono andata anche dal veterinario e alla fine l'abbiamo trovata. Si era rifugiata nel giardino condominiale di un altro portone qui accanto e la custode, che a sua volta ha due gatti e due cani, ieri sera l'ha vista in un cespuglio, l'ha portata in casa e le ha curato la zampa ferita.

 
 
 

Otto anni e non sentirli

Post n°942 pubblicato il 16 Settembre 2014 da LaDonnaCamel
 
Foto di LaDonnaCamel

Per festeggiare il compleanno del blog gli ho regalato un vestito nuovo. Non sono sicura se mi piace, sono così abituata a quello vecchio che ha preso la forma delle mie ginocchia tanto mi stava comodo. Però è anche giusto mettersi in discussione, cambiare in qualche cosa o almeno provare.

I miei principii comunque restano solidi, non è la forma che conta ma il cuore che ci metti dentro e l'amore per la verità batte l'ipocrisia. Per questo non scriverò mai ca**o o ca££o o ca$$o o altri edulcorati grafici eufemismi: il cazzo è cazzo e dentro a un testo si tratta di una parola di cinque lettere.

Dei toni, francamente, me ne fotto.

 

 
 
 

Padova, le donne e la bellezza

Post n°941 pubblicato il 15 Settembre 2014 da LaDonnaCamel
 

 

Specchio

 

Che bella cosa è riuscita a fare Angela con i racconti e i vestiti e gli accessori: era molto più di una mostra, era una vera e propria installazione con happening estemporanei, letture e interpretazioni teatrali dei testi che coinvolgevano il pubblico presente, attrici professioniste, dilettanti, aspiranti, belle ragazze e signore di ogni età.

 

graz

E poi il tè e l'aperitivo, i vestiti di Cettina, le piazze di Padova, i fiori.

mercato

Ci sono cose che hanno senso solo se si vivono di persona. Ti posso far vedere le foto e te lo posso raccontare ma non sarà mai la stessa cosa.

Piazza de Frutti

E correre verso la stazione perchè il treno non aspetta e vorresti stare lì ancora e non andare mai via. E fermarsi sul ponte a guardare le barche e i fiori e chi se ne frega se ci sono solo ancora otto minuti, ce ne sarà pure un altro dopo, o stasera o domani, la bellezza se non la prendi quando c'è che cosa si vive a fare?

padova

 
 
 

Ma intanto Giorgio Fontana stravince al Campiello

Post n°940 pubblicato il 13 Settembre 2014 da LaDonnaCamel
 

Giorgio Fontana"Venezia, 13 settembre 2014 - Stravince a sorpresa con 'Morte di un uomo felice' (Sellerio) la 52esima edizione del Premio Campiello. E' il 33enne Giorgio Fontana. Lo scrittore, tra i più giovani ad aggiudicarsi il premio nella storia del Campiello, ha avuto 107 voti su 291 arrivati dalla Giuria Popolare dei Trecento Lettori Anonimi."

E' un bel libro, ne avevo già parlato e sono molto contenta: per me non è affatto una sorpresa.


[EDIT] aggiungo un pensiero che mi è venuto in mente oggi in treno, mentre andavo a Padova alla mostra di Angela. La vittoria al Campiello di Giorgio Fontana mi mette in pace con questo premio - non con tutti i premi letterari, si intende. Forse ti ricorderai che quando era uscito mi ero lamentata che non si trovava più una copia in nessuna libreria già dopo una settimana. Ne hanno stampate poche, mi aveva detto il commesso di Feltrinelli, e io ero rimasta male, le recensioni erano bellissime, il passaparola tra i lettori funziona, avevo pensato che se non ci crede il suo editore come può farsi valere un giovane scrittore?

Ecco come si fa valere un giovane scrittore.

Dal blog di Giorgio Fontana

Innanzitutto: mi scuso se non rispondo direttamente a tutti i messaggi che ho ricevuto su Facebook e Twitter, via email eccetera. Il rischio è quello di limitarsi a copiare e incollare dei "grazie mille", e mi sembrerebbe poco serio: del resto, tempo per fare bene tutto purtroppo non ne ho. Sono tornato a casa ora dall'avventura del Campiello, e scrivo subito questo post sperando che sia un buon sostituto collettivo: e un grande, enorme ringraziamento.

Solo poche righe, perché chi vince rischia sempre di sembrare un po' antipatico. L'altro ieri qualcuno mi diceva: "Ma se domani vinci il Campiello, a 33 anni, che ti resta?" Che modo sbagliato di porre le cose. Come se scrivere si riducesse a vincere una competizione, e come se l'età qui fosse un fattore determinante. Mi restano la volontà e la possibilità - accresciuta da un premio importante - di fare di più e meglio, di lavorare con maggiore calma e libertà: che è tutto ciò che chiedo. Nuove sfide, nuove storie.

Quanto al modo in cui penso alla letteratura, non cambia di una virgola: e lo stesso vale per il mio lavoro di militanza critica, i miei gusti musicali, la mia fede calcistica - 7 a 0, eh! - o le mie idee politiche. Franz Kafka rimane sempre il mio eroe. Continuo a leggere fumetti e studiare pensatori anarchici. I miei amici - che hanno contribuito a trasformare il teatro la Fenice in una curva da stadio - restano i miei amici.

E poi sì, davvero, grazie.

Dico spesso che i libri si fanno in due: senza l'affetto e la fiducia dei lettori - di voi - non sarei mai arrivato qui. Che è un buon punto da cui ripartire con pazienza: di storie da raccontare ce ne sono; non posso assicurare che lo farò sempre al meglio, ma posso assicurarvi che ce la metterò sempre tutta - e nella maniera più onesta possibile. Da questo punto non mi muovo. Il resto si vedrà.

E ora vado a dormire tantissimo.

(14/09/14)

 

 
 
 
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