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Creato da: LaDonnaCamel il 16/09/2006
Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla èl

Area personale

 

Ritorna ancora e prendimi

Ritorna ancora e prendimi
Questa è una raccolta magnifica curata dal mio amico Bartelio (e un pochino anche da me) con dentro trentadue racconti tutti scritti dai miei amici virtuali e anche reali, un libro vero di carta e inchiostro che potete ordinare cliccando qui: www.lulu.com/content/652524
 




 

 

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ma anche se non volete fare gli scrittori.
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Be', non è del tutto vero: ce ne sono poche, ce ne...
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E' vero. Ma non ci sono più le librerie di una volta....
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Ancora Sandrone

Post n°397 pubblicato il 08 Febbraio 2010 da LaDonnaCamel
 

“se volete fare gli scrittori, certe cose dovete impararle da sole frequentando le librerie, leggendo libri, imparando sul campo. La libreria deve essere la vostra seconda casa. Io ci vado tipo dieci volte alla settimana, anche solo per guardare le copertine.“

Dal blog "Nero"

 
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Questa sera

Post n°396 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da LaDonnaCamel
 

Questa sera a Milano, alle 19 Giulio Mozzi presenta (non) Un corso di scrittura e narrazione, ne ho parlato qualche post fa.

Le Banque, Via Bassano Porrone, 6 - Milano

Ieri sera una bella chiacchierata con Marco Cassini di Minimum Fax, alla Scighera, appena ho un attimo te la racconto per filo e per segno.

Proprio adesso un bel post sul blog di Sandrone Dazieri che comincia così:

"Ricevo spesso mail di aspiranti pubblicatori (non aspiranti scrittori, perché o si scrive o non si scrive) che mi chiedono come fare per mandare in visione un manoscritto. Ho raccolto in questo piccolo decalogo le risposte alle domande più comuni, sperando vi sia utile. Sia chiaro, questo è solo il mio punto di vista, non il vangelo."

Insomma: muoversi, muoversi, alzare il culo!

 
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Caccia grossa

Post n°395 pubblicato il 15 Gennaio 2010 da LaDonnaCamel
 
Foto di LaDonnaCamel

Succede a volte che gli scrittori, quando parlano di scrittura, dicano di osservare gli sconosciuti che incontrano nelle situazioni quotidiane per ricavarne ispirazione. Più volte mi è capitato di leggere di qualche scrittore che, facendo finta di niente, origliava le conversazioni dei vicini di tavolino al bar, o in coda alla posta, in tram e così via. Ho provato qualche volta anche io, quando mi ricordavo perché di solito  ho la testa tra le nuvole e penso ai fatti miei o più facilmente leggo un libro, ma non ho mai trovato niente di interessante, solo frasi banali trite e ritrite, il festival del luogo comune, la saga dello stereotipo da sfuggire come la peste, tanto per usare un'espressione originale.
Ma ieri mi è successa una cosa che mi costringe a rivalutare l'osservazione sul campo. Stavo tornando a casa da non so dove, camminavo nella mia via, quando ho sentito un tizio che gridava nel suo telefonino. Era una cinquantina di passi dietro a me, ma parlava a voce talmente alta che non ho potuto ignorarlo. Stava dicendo: "Prendere un leone costa sessantamila euro". Caspita, ho pensato. Una bella cifra. Ho rallentato un po' per sentire meglio "Sì, sì, uno vecchio. Uno già uscito dal branco. Uno isolato, ma ancora forte."  Ero curiosa di vedere in faccia il tipo, ma non mi pareva il caso di voltarmi. Per un po' è stato zitto, forse ascoltava il suo interlocutore: ne avrei avute anch'io di domande da fargli...  Nel frattempo sono arrivata davanti al portone e con la scusa di armeggiare con le chiavi ho girato un attimo la testa e l'ho visto. Era un uomo qualsiasi, leggermente sovrappeso, circa quarantacinque anni, capelli corti scuri, portava una giacca leggera e una sciarpa. Non aveva il phisique du role del cacciatore di leoni, questo va detto. Ho aspettato che mi raggiungesse e mi superasse ma non ha detto nient'altro di significativo.  Sarà stato un bracconiere o un emissario di uno zoo? O magari un incaricato di qualche parco naturale africano, che voleva vendere i capi più deboli per finanziarsi? Già pensavo ai quarantanove racconti di Heminguay e mi dicevo da sola, lo vedi come è ancora attuale la storia della sfida epica  contro la natura, pure in questa nostra società così ecologica. C'è gente che paga sessantamila euro per "prendere" un leone, qualsiasi cosa possa voler dire, visto che non ha mai pronunciato parole come sparare o abbattere, uccidere cacciare ammazzare sterminare. Mi sono anche detta che forse invece era tutto un codice segreto e si trattava di ben altro che leoni della savana: basta guardare Report per sapere che i faccendieri senza scrupoli usano le più colorite metafore per scambiarsi informazioni riservate.

Allora è vero, ho pensato dopo, a casa. E mi sono ripromessa di tenere occhi e orecchie ben aperti d'ora in avanti, che il mondo là fuori è pieno di storie e di personaggi. Così stamattina in tram mi sono inventata un giochetto, qualcosa che magari potrebbe venirmi utile. Si chiama "Dai un nome ai passeggeri" e funziona molto bene nei tram che hanno le due panche lungo le fiancate, o nella metropolitana. Si guarda la fila di persone sedute di fronte e si prova a indovinare come si chiamano. Stamattina ho visto un Guido (o Carlo), una Antonietta, un Piero, un Giovanni e un Luigi. Sul Guido (o Carlo) ho applicato un secondo giochetto, che ho inventato lì per lì, che si chiama "Chi è costui, Carneade?". Questo Guido (o Carlo) era un tipo massiccio di circa 35/38 anni, con la faccia quadrata, i capelli chiari, corti e tutti in piedi a ciuffetti per il gel. Indossava un bomber grigio-verde e dei jeans chiari. Aveva gli occhi cattivi, grigio ghiaccio, e una smorfia incazzata sulla bocca. Questo qui potrei tenermelo da parte per quando dovessi avere bisogno di un antagonista. Secondo me è un ex giocatore di rugby che di lavoro fa il magazziniere, perde tutta la paga alle macchinette del videopoker e vive con la madre, che lo mantiene. E' stato piantato dalla morosa e rischia il licenziamento perché di tanto in tanto picchia i colleghi di lavoro, spintoni e minacce per lo più. Ma una notte...

 

 
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I miei libri del 2009

Post n°394 pubblicato il 28 Dicembre 2009 da LaDonnaCamel
 

Ho copiato l'idea da Giorgio Fontana: tutti i miei libri del 2009. Piaciuti o non piaciuti, finiti o non finiti, alcuni ancora in lettura, altri appena accarezzati. Riviste e fumetti, racconti, poesie e romanzi. Riletture a macchia di leopardo, assaggi, stuzzichini. Con l'aiuto di Anobii dovrei averci messo più o meno tutto quello che mi è capitato in mano quest'anno. Escluso lo studio.

 

aa vv Eleanore Rigby - War Pigs
aa vv Eleanore Rigby - Uomini soli
Agus,Milena - Ali di babbo
Anfiboli, Sante - Il canto delle gru
Bajani, Andrea - Domani niente scuola
Baraldi, Barbara - La casa di Amelia
Barone, Adriano - Tipologie di un amore fantasma
Barone, Adriano - L'era dei titani
Barthes, Roland - Frammenti di un discorso amoroso
Beattie, Ann - Gelide scene d'inverno
Bianchi, Matteo B. - Generation of love
Bianchi, Matteo B. - Esperimenti di felicità provvisoria
Bissoli, Susanna - Caterina sulla soglia
Bravuomo, Arsenio - Piccolo bastardo racconta
Bukowski - Compagno di sbronze
Bukowski - Shakespeare non l'ha mai fatto
Cameron, Peter - Quella sera dorata
Cameron, Peter - Un giorno questo dolore ti sarà utile
Cameron, Peter - Paura della matematica
Canty - Tenersi la mano nel sonno
Carrino, L. R. - Acqua storta
Carrino, L. R. - Pozzoromolo
Carver, Raymond - Niente trucchi da quattro soldi
Carver, Raymond - Principianti
Carver, Raymond - Tutti i racconti
Castaldi, Paolo - Nuvole rapide
Cechov, Anton - Racconti
Cheever, John - Falconer
Chesterton - Come si scrive un giallo
Colitto, Alfredo - Il candidato
Denton, Derek - Le emozioni primordiali
Eugenides, Jeffrey - Middlesex
Fenoglio, Beppe - Il partigiano Johnny
Fontana, Giorgio - Buoni propositi per l'anno nuovo
Fontana, Giorgio - Babele 56
Garlaschelli, Barbara - Sirena mezzo pesante in movimento
Giulio Mozzi, S. Brugnolo - Ricettario di scrittura creativa
Lansdale, Joe - Sotto un cielo cremisi
Lindqvist, John Ajvide - Lasciami entrare
Lubrano, Fabio - Malinverno
Manzano, Manuel - Le incredibili avventure di un autentico cacasotto
Mishima,Yukio - Una virtù vacillante
Mozzi, Giulio - Sono l'ultimo a scendere
Mozzi, Giulio - (non) un corso di scrittura e narrazione
Mozzi, Giulio - Questo è il giardino
Munro, Alice - Segreti svelati
Munro, Alice - Il percorso dell'amore
Nothomb, Amelie - Antichrista
Nove, Aldo - Si parla troppo di silenzio
Orner, Peter - Esther Stories
Paley, Grace - Piccoli contrattempi del vivere
Parrella, Valeria - Lo spazio Bianco
Parrella, Valeria - Per grazia ricevuta
Parrella, Valeria - Mosca più balena
Petitot, Jean - Per un nuovo illuminismo
Piccolo, Francesco - Scrivere è un tic
Racca, Alessandra - Nostra signora dei calzini
Rampini, Federico - Il secolo cinese
Roth, Philiph - Lamento di Portnoy
Simenon - La finestra dei Rouet
Simpson, Mona - Intervista con Raymond Carver
Tyler, Ann - La bussola di Noè
Vajthò, Clara - Poesiole doppiosensuali
Veronesi, Sandro - Gli sfiorati
Vinci, Simona - In tutti i sensi come l'amore
Wallace, David Foster - Questa è l'acqua
Wallace, David Foster - Una cosa divertente che non farò mai più
West Nathanael - Signorina cuorinfranti
Wolfe, Tom - Il falò delle vanità
Yates, Richard - Revolutionary road

 
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Non è tutto perduto

Post n°393 pubblicato il 17 Dicembre 2009 da LaDonnaCamel
 
Tag: Tumblr

L'altro ieri:

"Oggi non riesco ad aprire un libro, troppo assordante il rumore di quello che accade intorno. Così, tanto vale dire la mia. Trovo indegni gli editoriali dei quotidiani d’opposizione, che seguono tutti lo stesso schema retorico: inorridiscono per l’attentato al capo del governo; denunciano il clima di violenza politica da cui tale attentato è scaturito; richiamano i partiti, i media e l’opinione pubblica a rientrare nelle regole, confrontandosi a colpi di idee e non di souvenir. Li trovo ipocriti perché scritti da gente che fino all’altro ieri ha provato a tirare giù il capo del governo con scandali sessuali, l’equivalente giornalistico di un sampietrino. Li trovo ciechi perché non guardano più in là del proprio naso, come se l’episodio in questione fosse figlio di una stagione e non di un’epoca."

http://paolocognetti.nova100.ilsole24ore.com/

Ieri:

"Ciao, pa'.

Ti scrivo, per la prima volta, una lettera aperta. Ti scrivo perché ogni volta che penso di essere allo stremo, al limite della sopportazione, trovo nuovi motivi di sopportazione e nuovi livelli di stremo - e vorrei tanto, in qualche modo, che questi livelli di colpo scompaiano. I fatti recenti mi hanno insegnato più che segnato: fatti politici, fatti privati, fatti, semplicemente fatti. Abito una città, Milano, nella quale è stato colpito Berlusconi e poco dopo è stato piazzato un ordigno alla Bocconi rivendicato dagli anarchici. Abito una città, Milano, che è lo specchio di un'Italia eternamente terminale, quel popolo di dannunziani di cui scriveva Gobetti quasi novant'anni fa e che in nulla sembra cambiato: abito una città che si proclama capitale del lavoro e consapevolmente riduce allo stremo chi ci lavora, veicola parole come "passione" o "gavetta" o "creatività" e con la mano libera ti accoltella. Abito una città dove quarant'anni fa ci fu un attentato neofascista."

http://www.giorgiofontana.com/

 
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