Chiaraviola
"Ci sono persone che lottano tutta la vita è di loro che non si può fare a meno" B. Brecht
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Rivoluzione e funzione
Post n°107 pubblicato il 20 Settembre 2008 da lapassante0
Rivoluzione e funzione "Un progetto straordinariamente bello e affascinante". Sono parole di Cesare Prandelli, allenatore della Fiorentina. Pochi sanno che il mister è diplomato geometra, ma in realtà avrebbe voluto iscriversi al Liceo Artistico e proseguire la strada per laurearsi in Architettura. Cesare mancato architetto? Io direi che il mister, come i mitici componenti della band musicale migliore di sempre i Pink Floyd (che erano tutti studenti alla Facoltà di Architettura a Cambridge), abbia avuto il dono di progettare squadre di calcio e plasmare calciatori (anzi uomini, l’ultimo è il ritrovato e formidabile Alberto Gilardino), come i Pink Floyd si sono messi a realizzare magnifici suoni musicali e canzoni che sono rimaste nella storia. Il commento di Prandelli è il commento di una persona appassionata di arte e di architettura, e penso sia il sentimento comune di tutte le persone che hanno visto le immagini e il plastico del progetto che i fratelli Diego e Andrea Della Valle hanno appena presentato nella suggestiva sede dell'hotel Four Seasons di Firenze. Il nuovo progetto della cittadella dello sport e della cultura per la città di L'autore del progetto è il romano Massimiliano Fuksas, uno degli architetti italiani di maggior fama sulla scena internazionale, dalla personalità molto forte e scomoda (noto il suo intervento durante la trasmissione Anno Zero, su Rai Due, dove polemizzò con il Presidente del Consiglio Berlusconi e disse che gli italiani sono profondamente ignoranti al contrario dei tedeschi e dei francesi), titolare di un grosso studio a Roma e autore di numerosi progetti in Italia e all'estero, tra le sue opere più famose abbiamo per esempio il Centro Ricerca Ferrari a Maranello, Modena, la Nuova Fiera Rho Pero di Milano, il PalaFuksas di Torino, il Centro Congressi Italia Nuvola nel quartiere Eur a Roma (in corso di realizzazione) e il Padiglione “le Bolle” a Bassano del Grappa. L’area della nuova cittadella dello sport comprenderebbe circa 80 ettari, e si è pensato al Castello che sembra prestarsi al progetto di Fuksas, anche se molti aspetti vanno chiariti (è davvero di 80 ettari o di meno? Ligresti ci sta? Le infrastrutture a che punto sono? Chi si accolla i finanziamenti, la Fondazione Fiorentina? Ok, ma chi farebbe parte? Il ruolo da chiarire di Comune e di Provincia), e dal punto di vista tecnico è bene specificare che siamo appena allo stato embrionale, è stato infatti presentato una sorta di studio di fattibilità, che come noto tra gli addetti al lavoro, non è un vero e proprio progetto, e manca perfino al stima dei costi, di solito presente nello studio di fattibilità. Lo stesso architetto l’ha affermato in una recente intervista: la mancanza di un’area certa e di un via libera da parte delle amministrazioni non permettono un immediato procedimento per la stesura di un progetto definitivo, ma va specificata la forte motivazione dei committenti (Della Valle) e il loro buon rapporto con il progettista (Fuksas e forse anche altri architetti per la realizzazione delle altre opere, tra cui il museo di arte contemporanea), manca all’appello solo il proprietario dell’area e l’amministrazione politica. Il sodalizio tra committente e architetto, visto il periodo attuale del paese, non è certo poco: l’Italia, architettonicamente parlando, è molto brava a presentare progetti, fare pubblicità, convegni, conferenze stampa, ma è anche vero che c’è il vizio che quasi mai ciò che viene presentato poi ha la fortuna di essere realizzato, specie in tema stadio per il calcio, penso agli esempi della Sampdoria di Garrone con uno stadio realizzato dall’architetto milanese Stefano Boeri, della Lazio di Lotito (il discutibile Stadio delle Aquile), il Brescia di Corioni, l’Atalanta di Ruggeri (anzi del magnate di Orio Center nonché titolare di numerose catene di negozi come Zara, Percassi, ex presidente e ex giocatore dell’Atalanta), la Juventus prima di calciopoli e anche Milan e Inter hanno spesso manifestato (seppur solo a parole) l’intenzione di realizzare uno stadio nuovo. Il progetto dei Della Valle però ha qualcosa di diverso: perché è di respiro internazionale, si vede fin da subito che questi signori non stanno scherzando e si ha la sensazione che la conferenza stampa di presentazione sia stata fatta per dare una sterzata al comune di Firenze e comunque si tratta di un chiaro messaggio alla città per chiederle se vuole agire oppure rimanere, come ha sempre fatto, seduta cullandosi sugli allori del suo passato rinascimentale. Osservando le immagini, il rendering e il plastico dello stadio (mentre il resto non è stato approfondito se non a livello planimetrico e schematico) mi vengono in mente due parole: rivoluzionario e funzionale. Rivoluzionario perchè uno stadio così non è mai stato realizzato in Italia e mi ricorda da vicino quelli degli svizzeri Herzog & De Meuron (Allianz Arena di Monaco Baviera e il National Stadium di Pechino); funzionale perchè è stato concepito in maniera molto semplice e strettamente in funzione dell'utente e del contesto, Fuksas lo spiega anche bene: "Sono partito dal paesaggio, dagli alberi e dall’acqua. Soltanto dopo ho cominciato ad inserire gli elementi architettonici. Lo stadio prima di tutto, leggero come una nuvola". La copertura leggera garantirebbe visibilità e respiro per confortare il tifoso e dargli armonia (la stessa concezione utilizzata da Renzo Piano per lo stadio S. Nicola di Bari, che però ha avuto un effetto parziale e non di pieno successo). Per quanto riguarda gli utenti tifosi a mio avviso la cultura del popolo viola difficilmente cambierà (curioso e intelligente un sms di un amico che, preoccupato, mi chiedeva se la cultura del popolo viola con il nuovo stadio sarebbe cambiata), sperando che i prezzi del biglietti rimangano accessibili e non esclusiva di un'utenza d'elite (come accade in Inghilterra dove una curva costa sui 150 euro). Qui non vedo alternative se non di confidare nell'intelligenza della società. I tempi? Beh, basta fare dei paragoni: quanto tempo ci hanno messo a realizzare l’Auditorium di Roma di Renzo Piano? 10 anni. Il nuovo ponte di Venezia di Calatrava? 8 anni. L’Ara Pacis di Richard Meier? 7 anni. E il nuovo Maxxi di Roma, di Zaha Hadid, da tempo in corso non è ancora concluso. E degli stadi italiani abbiamo solo il pessimo esempio di Italia ’90 e qualche sporadica occasione come lo stadio Giglio di Reggio Emilia. Nella migliore delle ipotesi i lavori possono essere conclusi in 3-4 anni, ma è molto più facile prevedere che il tutto verrà realizzato in 5-6 anni, e sono ottimista.
Va detto anche che la moda del calcio in Italia non passerà mai (come diceva l’allora presidente del Milan Piero Pirelli già negli anni ’30 all’architetto dello Stadio di S. Siro Ulisse Stacchini) e resta il primo sport più amato, e proprio per questo lo stato di arretratezza degli stadi italiani è così grave che non si può nemmeno stare a guardare: si rischia la mancata partecipazione alle competizioni internazionali perché non si rispetta le norme FIFA e UEFA (lampante l’esempio del Franchi e della deroga concessa dalla UEFA), gli stadi sono diventati luoghi della paura dove i tifosi accoltellano, come a Roma, i tifosi avversari, le Commissioni decidono di chiudere gli stadi e di fare entrare solo abbonati (come nel caso di Fiorentina Bologna), comprare i biglietti il giorno stesso della partita è diventata una impresa: mettiamo insieme tutte queste cose, ci aggiungiamo le televisioni private come Sky e diventa inevitabile assistere a un forte calo degli spettatori. Per questo il progetto presentato dai fratelli Della Valle e da Massimiliano Fuksas (trovo intelligente la scelta dei Della Valle di puntare su un architetto italiano anzichè straniero, ma soprattutto di non cadere a conflitti di interessi magari affidandosi a studi di progettazione di scarsa qualità, legati al Comune o alle imprese, come accade spesso nel Bel Paese) è arrivato come un fulmine a ciel sereno: una occasione quasi imperdibile per la città di Firenze e non solo, perché se dovesse essere realizzato sarebbe un notevole spartiacque anche per le altre società calcistiche che si adeguerebbero e imiterebbero (seppur con invidia) l’esempio fiorentino, con forti benefici, si spera, per il calcio nostrano. Chi è Massimiliano Fuksas:
Le Opere: Museo dei graffiti, Niaux I progetti: Berna Hall, Brunnen La frase "Firenze è una città straordinaria, speciale. Qualche volta però, proprio per questo fatto, si mette un po' a sedere. E allora in una città così è più difficile parlare di innovazione e di cambiamento perché la tentazione prima di tutto è quella di dire conserviamo l'esistente. Ma il modo migliore per conservare l'esistente è anche cambiare quello che c'è da cambiare. Si conserva meglio l'esistente se si fa anche innovazione e cambiamento. Bisogna trovare l'equilibrio giusto, ma non stare fermi. Perché uno dei problemi di questo Paese oggi è che mentre gli altri corrono, noi camminiamo. Mentre gli altri camminano noi stiamo fermi. Bisogna invece ricominciare anche noi ricominciare a correre e camminare proprio perché l'obiettivo fondamentale è cercare sempre quello di costruire un futuro migliore, soprattutto per i nostri figli". Leonardo Domenici “…perché il calcio appartiene alla cultura e fa parte della storia di una città, in particolare a quella di Firenze che lo ha praticato per prima nella storia. Ho idea che l´evento calcio sia parte oggi di un senso di cultura allargata, perché cultura non è solo vedere le mostre o visitare gli Uffizi ma è anche costruire a Firenze un museo di arte contemporanea dedicato alla storia del calcio. Lo penso come soluzione liquida, una struttura fluida che permetta di passare dal fuori al dentro con estrema facilità”. Massimiliano Fuksas “Un progetto completo per creare un’area dove sport, commercio, vita sociale e cultura convivano, con un occhio di riguardo per i più giovani; un’idea per cercare di far restare Firenze e la Fiorentina al vertice del calcio italiano e in quello europeo, pur senza gli introiti televisivi delle ‘grandi’ del calcio”. Diego Della Valle
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AREA PERSONALE
AMO FIRENZE
La ragione l'è dei bischeri
Il fiorentino ama la rissa (verbale) , il dissenso aperto, la battuta pronta e diffida di chi gli dà facilmente ragione, perché ci tiene ad averla, ma quando si sente dire "L'ha ragione, l'ha ragione..." sospetta che lo si prenda in giro (per bischero) e che uno gli dia ragione per poter continuare a fare quello che gli pare.
In passato era ben vivo il gusto per le allusioni, la battuta con o senza doppio senso da cogliere al volo o dimenticare per sempre. Perché una battuta spiegata è un disastro. (Caterina)
Io con Caterina, la mia sorellina di cuore...
I Fiorentini sono dei passionali trattenuti e la fiorentinità è loro scudo. Prendono in giro gli altri soprattutto quando fanno cose che farebbero anche loro, in un festival perverso di autoironia. Questo scudo li rende spesso un po' chiusi, un po' orsi, tanto sono diffidenti, sospettosi, sempre pronti a pensare che gli altri li vogliano fregare. Ma è anche la loro salvezza: Firenze difficilmente si plasma, difficilmente si piega. Il loro terreno non è fertile per chi vuole piazzare le tende delle limitazioni alla libertà, e di questo i Fiorentini ne saranno sempre tremendamente orgogliosi e fieri! (Sandro)
I miei amici con i quali condivido la mia passione viola... Sandro, Caterina, Cristian, Simone e Salvatore, intelligenza e cuore: persone splendide.
E LA FIORENTINA
E’ tutto peggiorato nel mondo, non solo nel calcio, e allora bisogna partire da se stessi: in Italia si amano i riti, anche quelli falsi, evidenti, ridicoli… il calcio è un po’ tutto questo. Non so se siamo tifosi idioti, ma so che siamo veramente innamorati e che allo stadio andremo ancora. E sia chiaro: non vogliamo regali, anche perché sappiamo che così è più bello vincere e non ce ne frega niente se siamo gli unici a farlo (o forse qui mi illudo?). Siamo rimasti solo noi? E allora diamo il meglio di noi stessi, non ci pentiremo, ma soprattutto teniamoci ben stretta la nostra diversità.
... penso all’urlo collettivo di Firenze, a quel modo di gridare al mondo la propria voglia di esserci.
Non esistono tifoserie capaci di esplodere d’amore infinito come i fiorentini. Una parte dell’Italia se ne è accorta, ma sinceramente non ci interessa… in fondo quelli che ora ci fanno i complimenti, sono gli stessi che hanno cercato di distruggerci… ipocriti…Ci guardiamo in faccia e ci accorgiamo di avere negli occhi una luce nuova, intensa, brillante…quella luce è la Fiorentina. Hanno provato a portarcela via, non ci sono riusciti. E sapete perché? Immaginate di chiudere gli occhi, di riaprirli e accorgersi di vivere un sogno vero. Un sogno chiamato Fiorentina. Squilla il telefono, è un’amica, non tifosa, ma evidentemente contagiata…”Chiara, sono strafelice per te…un amore sincero non muore mai”.
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Essenso figlia privilegiata di due ex sessantottini il mio cuore è inevitabilmente ROSSO... Posso vantarmi di essere sempre rimasta fedele alle mie idee, anche se i tempi cambiano e la politica di oggi non è granchè. VORREI PIUTTOSTO AVERE LA STESSA DIGNITA' E FORZA MORALE DI QUESTI GRANDI UOMINI E DONNE, ALCUNI DI LORO VERI MARTIRI... SALVADOR ALLENDE, ERNESTO CHE GUEVARA, FIDEL CASTRO, JOSE' ZAPATERO, ENZO BIAGI, NILDE IOTTI, ENRICO BERLINGUER, PALMIRO TOGLIATTI, ALDO MORO. NELL'ATTUALITA', OLTRE A WALTER VELTRONI E ZAPATERO, ABBIAMO ROBERTO SAVIANO, UN RAGAZZO ECCEZIONALE E SONO ORGOGLIOSA CHE CI SIA UN ITALIANO, COETANEO CAPACE DI RIMANERE COSI' INTEGRO, LUCIDO, INTELLIGENTE E FORTE... LA SUA TRAGICITA' MI RICORDA PER CERTI VERSI QUELLA DI PASOLINI, LA SUA COERENZA INTELLETTUALE E' LA STESSA DI ENZO BIAGI, LA SUA PASSIONE PARI A QUELLA DI INDRO MONTANELLI... FINCHE' SCRIVERANNO PERSONE COME LUI, POTREMO ANCORA AVERE SPERANZA IN QUESTO MONDO.
«Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.» Enzo Biagi
"Le idee di sinistra una volta capite, le hai capite per sempre" (mia madre)




















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