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Gran Torino
Post n°737 pubblicato il 22 Luglio 2009 da habral
Tag: eastwood, gran torino
Finalmente ho visto il film (ognuno ha i propri tempi). Bello, anche se in alcuni punti la vicenda della lotta contro la banda di giovani asiatici ha uno stile e un sapore un po’ troppo da Texas Ranger. Peraltro, un’amica americana ha anche trovato “strano” il fatto che i personaggi giovani si muovessero spesso a piedi nel quartiere, cosa che lei dice in America non fa più nessuno (muoversi a piedi). In ogni caso il personaggio di Walt è al solito ben costruito, segnato dalla guerra in Corea e dai propri eccessi caratteriali (mi pare che dica che le cose che non riesce a dimenticare e a perdonarsi sono quelle che non gli hanno ordinato, lasciando intendere qualche accanimento, non terapeutico, contro i coreani). Certamente è un uomo d’altri tempi,di tempi dei quali avremmo disperatamente bisogno, un uomo che quando si confessa dopo una vita racconta di un bacio ad una signora fuori dal matrimonio, di tasse non pagate sulla vendita di una barca per pochi migliai di dollari e di un rapporto con i figli che doveva essere migliore. Questi sono i peccati di una generazione? Fatto sta che alla fine Walt si redime non facendosi giustizia da sé come tutto sembrava indicare, ma sacrificandosi perché i cattivi paghino per le loro colpe. Il fatto poi che la casa dove abitava venga lasciata alla Chiesa e non ai figli, come loro si aspettavano, fa intendere che a volte i perdoni e le assoluzioni si chiedono senza crederci molto.
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