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e le parole che non dici mai ricadranno su di te come pioggia sulla bocca a pungere le tue labbra
Ed io che non so innaginare
parole da dire per te
so solo che ti guardo e non vorrei mai smettere..
Vedrai ci sara' anche per noi il momento esatto in cui ti stancherai
e le parole che non dici mai peseranno su di te come impronte di giganti a chiudere le labbra
Ed io che non so immaginare
parole da dire per te
so solo che ti guardo e non vorrei mai smettere
Ci proverò a modo mio, facendo finta che non sono io...
Ci proverò...
Ci proverò..
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la dama di Shalott
Post n°294 pubblicato il 15 Settembre 2006 da babby.79
Ieri ho postato un testo, testo di una canzone di Loreena McKennitt per precisione, cantante irlandese dalle sonorità celtiche e molto meoldiche. Looreena in realtà si ispira nelle sue canzoni ad episodi biografici o ad episodi tratti dalla letterature e dal repertorio medievale-cavalleresco, quella letteratura che con il ciclo arturiano, bretone...fece splendere personaggi e luoghi mistici come Artù, Merlino, Lancillotto, dame e paggi, re, Camelot....La canzone in questione si ispira ad un autore,Alfred Tennyson, che a sua volta trasse ispirazione dalle fonti medievali..... ed aappunto Alfred Tennyson fu autore intorno al 1850 di diversi poemi di impronta cavalleresca, tra cui Sir Lancelot and Queen Guinevere" e "Galahad", racconti particolarmente conosciuti, soprattutto il primo, ed oggi rivisitati n più chiavi, da quella teatrale a quella cinematografica. Ovviamente anche Sir Alfred a sua volta rivisitò tali poemi cavallereschi, di epoca medievale, e tra questi il poema basato probabilmente su una storia di Thomas Malory: "La Morte d'Arthur", riguardante Elaine di Astolat, una donna che si innamora di Lancillotto, e che muore di dolore non potendo essere corrisposta. Tennyson affermò che il poema era basato su una novella italiana del tredicesimo secolo intitolata "Donna di Scalotta", incentrata sulla morte della ragazza e sulla sua accettazione a Camelot piuttosto che sul suo isolamento nella torre e sulla sua decisione di partecipare al mondo esterno, due elementi non menzionati nella "Donna di Scalotta". La donna del poema di Tennyson vive in una torre sull'isola di Shalott, in un fiume vicino a Camelot. E' vittima di una maledizione: è destinata a morire non appena avrà guardato verso Camelot. Così guarda all'esterno attraverso uno specchio, e tesse ciò che vede in una tela magica. Sebbene sia tentata dall'osservare la vita reale che c'è fuori dalla sua finestra, sa che se lo facesse andrebbe incontro alla fine della propria vita. Un giorno, tuttavia, vedendo Lancillotto attraverso il suo specchio, capisce come non era mai successo prima quanto è stanca della sua esistenza, destinata com'è a guardare il mondo solamente attraverso ombre e riflessi.La Dama di Shalott soccombe così alla tentazione e guarda direttamente fuori mentre Lancillotto cavalca sotto la torre cantando, e i suoi occhi si appoggiano su Camelot. A questo punto lascia la torre, trova una barca sopra la quale scrive il suo nome, e si lascia trasportare verso Camelot lungo il fiume, cantando una canzone triste e spegnendosi cantando. Arriva raggelata dalla morte, e tra i cavalieri e le dame che la vedono c'è Lancillotto |








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