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Pensare troppo
Post n°5 pubblicato il 13 Settembre 2009 da blu_dada
pensare o non pensare?
Eccomi al secondo post. Non mi veniva in mente niente di cui non si sia già parlato. Insomma, una tortura. Mentre pensavo e ripensavo, mi sono detta: “Andiamo alla tastiera e vediamo cosa succede.” Ma si può scrivere, o meglio digitare, senza sapere quello che deve, scrivere? Ebbene sì! A me succede. Mi sono messa qui e ho liberato le dita. A briglie sciolte. Come mi viene. Sembra quasi che i pulsanti della mia tastiera siano collegati direttamente al mio cervello. Mi viene automatico. Boh! Ma adesso che sono arrivata fin qui, dopo 18 righe di scrittura in libertà…so di cosa voglio parlare! Oggi il mio nipotino di sette anni mi ha sbalordito con un ragionamento impeccabile. Stava giocando con i lego... e mi mostrava tutte le sue creazioni. Fra le tante spiccava una rana. Originalissima e buffa. Io gli ho detto: ”Bravissimo! Come ti vengono queste idee?” Mi ha risposto con testuali parole: “Zia, io non sapevo che mi veniva la rana. Non ho pensato di fare la rana! Ho cominciato a costruire e le idee mi sono venute mentre lavoravo. Da sole! Se ci avessi pensato troppo, non mi sarebbe venuta così bella! Quando io non penso le cose mi riescono bellissime.” Incredibile! Un bambino di sette anni è arrivato a questa grande verità. Perché allora noi, ci facciamo sempre tanti problemi? Non siamo più bambini... è certo. La nostra mente è inquinata, contaminata, contorta. È proprio vero che si pensa troppo a volte? Il pensare troppo, in qualche modo, ci condiziona, limitando la nostra spontaneità? Ci rende meno liberi? Meno vivi? Nella vita mi sono trovata spesso nella condizione di aver pensato troppo, di essere stata molto razionale. Se avessi pensato di meno, forse tutto sarebbe andato meglio. Per esempio, quante volte vi è successo di non fare il primo passo? Di prendere l’iniziativa? Non quella iniziativa particolare che ci induce verso l’altro sesso. Non parlo solo di quello. L’iniziativa che riguarda il tutto, la vita in generale. L’approcciarsi al mondo, fatto di persone e cose. Certo si deve pensare, è ovvio... Purtroppo non esiste una regola che ci dica precisamente quanto si debba pensare. O un pensarometro. O una tabella dove ti viene indicato per quanto tempo devi soffermarti a pensare. ;-) Il paradosso è che di fronte a decisioni importanti, talvolta, pensiamo poco. Sappiamo precisamente cosa dobbiamo fare? O facciamo la cosa sbagliata? Spesso, invece, di fronte a delle situazioni che dovrebbero indurre reazioni naturali e gesti spontanei, pensiamo troppo. Ci poniamo tanti perché, e finiamo per non fare assolutamente niente. Non agiamo, non viviamo. Ci perdiamo l’immediatezza del vivere. Le nostre intenzioni rimangono sospese. Io penso che si pensi troppo. O meglio pensando troppo ho capito che... penso troppo! ;-) Basta con i perché, con i dubbi. In molti contesti dobbiamo imparare a seguire semplicemente il nostro istinto... perché spesso non serve pensare, bisogna solo agire! Insomma, dobbiamo tentare... "buttarci." Quasi mi verrebbe da contraddire la tanto citata frase: “Cogito ergo sum!”
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