Creato da calipso81 il 08/03/2005

Arte...e dintorni

Pensieri sparsi di chi sta provando ad occuparsi di arte.

 

I cibi di una volta

Post n°600 pubblicato il 16 Giugno 2013 da calipso81

Ancora indietro, ma ho ospiti a casa...

1- Pesce e minestrone di verdura.

Il minestrone e le verdure in genere mi piacciono molto e adoro la ribollita toscana. Mi sono anche "inventata" una torta salata di verdure che oggi ho trovato in vendita alla coop tra i surgelati alla cifra (per me blu) di 7 euri! Molto buona e saporita, reinventando la ricetta di una collega di Firenze: faccio andare in padella peperoni, zucchine e melenzane, prendo la pasta sfoglia ci metto un po' di pangrattato sul fondo per far "asciugare" un po' del sughino delle verdure, se voglio un po' di formaggio o pancetta. Mescolo nelle verdure un uovo e verso tutto nella pasta sfoglia..Chiudo i bordi e spolvero col pangrattato perché mi piace quell'effetto crosticina crocchiosa.

Il pesce è la nota dolente...pur essendo napoletana non ne mangio in grosse quantità e non mi piace tutto. Come i bimbi mangio il tonno, ma mangio anche vongole (le cozze no che hanno un sapore "forte"), i polipi, calamari, cannolicchi e seppie (questi ultimi due gratinati)...insomma sotto quest'aspetto sono una con i "vizi".

 

2- Fegato

Mi piace proprio un sacco alla veneziana. Forse perché adoro le cipolle. E mi piacciono un sacco i fegatini toscani sulla bruschetta...uhmmmm da leccarsi i baffi (che non ho, sia ben chiaro!)

 

3- Pollo e patate

Beh, le patate sono buone in ogni modo di cucinano: fritte, al forno, bollite con un pizzico di sale, crocchiose col rosmarino, sale e pepe, insomma 'comm so' so''

Il pollo è fantastico al forno e allo spiedo. Preferisco il petto o il sovraccoscia disossato (Così mangi senza pensare alle ossicina). Mi piace da matti al forno: sovraccoscia con un po' d'olio, vino bianco, tanti aromi per carni e rosmarino. Mezz'ora, dopo averlo girato, e il gioco è fatto. Buono, saporito e profumoso.

 
 
 

I cibi di una volta - Gnocchi (forse trippa)

Post n°599 pubblicato il 13 Giugno 2013 da calipso81

La trippa non mi è mai piaciuta...odio il puzzo che fa, non riesco a mangiare quelle robe tipo trippa, per' e muss', e affini.

Mentre gli gnocchi sono un piatto che mi piace molto. Ricordo queste tavolate di gnocchi ad asciugare...distese infinite. Io ero quella che faceva su e giu dalla cucina alla sala e li "spanneva" sulla tovaglia, ovviamente li portavo anche verso la cucina quando l'acqua bolliva e bisognava essere pronti a guardare che venissero a galla per fare i piatti.

Gli gnocchi sono il piatto preferito di mio padre che ogni tanto fa la sua richiesta.

Mamma ha provato a spiegarmi mille volte come si fanno (la teoria la so tutta), ma poi dimentico le quantità se non scrivo e quindi non li ho mai sperimentati direttamente.

Eppure mi attrezzerò, presto o tardi, per fare i miei primi esperimenti. 

Come direbbe mia nonna: "ce vonn e patan vecchie, che chell nove fanno venì a rrobba molla".

 
 
 

I cibi di una volta - Avanzi

Post n°598 pubblicato il 12 Giugno 2013 da calipso81

Il tipico "avanzo" partenopeo è la braciola di carne, detta anche involtino.

Si fa un pentolone gigante di ragù dove la carne rilascia tutto il suo sapore e in genere, la carne resta per la sera, e devo dire che riscaldata è ancora più buona.

Anche ieri sera, qui a Firenze, c'è stato un "avanzo".

E' ritornata la coinquilina traditrice che ha cambiato casa e ci ha illuminato sulle ultime disavventure. E siccome si sa, gli ospiti si trattano bene, l'abbiamo fatta cucinare :D

Dopo le confidenze fatte prima a terra accanto al mio letto, e poi in giardino mentre si guardava la fine penosa del nostro giardino a confronto con quello del proprietario, s'è pensato bene di cuocere 500 gr di riso basmati e fare un bella cantonese.

Ovviamente è avanzato un ciotolone prontamente messo in salvo in frigo e tenuto per oggi.

L'avanzo credo sia anche un gesto d'amore. Quando hai tempo cucini quintalate di roba che poi conservi in frigo o in congelatore per quelli che saranno i giorni frenetici che uno dovrà passare poi.

 
 
 

I cibi di una volta - Lesso e Fritto

Post n°597 pubblicato il 12 Giugno 2013 da calipso81

Tra i due preferisco il secondo, anche se il primo ha un suo fascino.

Come giustamente ha fatto notare Vi_Di per noi conterronei, 'e llesse sono le castagne bollite, il lesso inteso in senso ampio è per noi "a carne e bror".

Beh, devo dire che sia da piccola che adesso, adoro quella ciccia morbida e sfilacciata. Mi piace il brodo che se ne fa e mi piace mangiare quella carne "esamine" condita col limone.

Ricordo la cura con cui la nonna, quando la cucinava, sceglieva per me i pezzi più grossi e morbidi. E' incredibile i ricordi nitidi che ho, nonostante avessi poco più di 5 anni. Ricordo i profumi, ricordo i colori, i luoghi precisi, i gesti, banali per carità. 

Mentre fritto è buono tutto. Il pesce in particolar modo, ma anche la carne fatta impanata, la zucca, i panzarotti...

Uff...sto ingrassando solo a pensarci!

 
 
 

Casalinghitudini antiche - Riposo

Post n°596 pubblicato il 09 Giugno 2013 da calipso81

Quando mi fermo, riposo ma penso anche...pure troppo.

E così lunedì passato, nelle 3 ore buche a scuola (sissignore, avevo la prima e l'ultima ora) m'è capitato di pensare e di scrivere.

Siccome il post è dedicato al riposo, copio qui il frutto del mio "riposo".

Cosa mi sta accadendo ultimamente? Tanto, forse troppo.

Nel primo lavoro, quello fiorentino, procede tutto alacremente. I problemi non mancano, ma si affrontano bene. Adoro i miei “colleghi”: multiocchialuti, tossici logorroici, donne fatali e mistificatrici. Ognuno a modo suo è meraviglioso e sono molto serena. Per me è una boccata d’aria buona.

Nel secondo lavoro, che è poi diventato il principale per ragioni logistiche e d’orario in questi ultimi mesi, va tutto bene. I ragazzi sono fantastici e ogni piccolo progresso è una grande gioia. Impari a rivedere i tuoi orizzonti, ti scontri, per quanto uno ne sia consapevole, con una realtà ben più complessa. L’affronti, ti confronti e ne prendi atto. Ti convinci che sei fortunato, ti arrovelli perché sai che si è impotenti davanti a tanta gravità. Il problema non sono mai i ragazzi, semmai qualche collega che usa e strumentalizza quanto detto per raggiungere i propri obiettivi, a me celati. Tonta io a non averlo capito, a non aver colto le reali intenzioni.

Quello che ho imparato dalle esperienze compiute sul sostegno, è quanto sia bello non avere filtri: amare allo stremo, divertirsi, essere tristi fino alle lacrime. Mettersi in gioco, senza rimpianti e senza paure. Ho imparato che è un bene. Ho lentamente messo a parte il mio orgoglio, il mio timore di mostrarmi fragile e “nuda”: io con i miei sentimenti, con i mille difetti. Dopo i tanti “bidoni” adolescenziali (e non), avevo costruito una corazza. Sono passata dall’essere quella che abbracciava e diceva “ti voglio bene”, a quella che sta al suo posto che non dà a vedere, tanto si sa la presa in giro è dietro l’angolo, malfidata per principio.

A Firenze ho incontrato persone meravigliose che mi hanno mostrato che non è sbagliato essere se stessi, comunque vada, persone che mi hanno ridato smalto e sorriso.

Eppure c’è chi mi affossa e attacca di continuo. La colpa è sempre mia. Ti rovina pranzi e cene e intere giornate. Ti mette davanti a dei veri e propri ultimatum con tutta la rabbia che ha in corpo. Nel giro di qualche ora gli passa ma a me resta la ferita che non rimargina. Sono quella che è sempre a leggere o studiare, quella che pensa a riordinare, quella che va a Firenze, quella a cui piace vedere posti nuovi, a cui piace la roba vecchia, i Cristi e le Madonne, quella che lavora troppo, che non dovrebbe mai “lamentarsi” perché gli insegnanti, si sa, non fanno nulla e lavorano per la metà delle ore di qualsiasi altro lavoratore.

Se prima tendevo a giustificare e a dare un’altra chance, perché ha solo me, ora sono stufa.

Credo sia arrivato il momento di volermi bene, forse.

 

Modena resta per la scuola, Firenze finché dura per l’arte. 

 
 
 

Casalinghitudini antiche - Visite

Post n°595 pubblicato il 08 Giugno 2013 da calipso81

Le visite a casa non sono mai mancate. C'erano i colleghi dei miei e la mia amichetta del piano di sopra. Ore e ore di chiacchiere, di caffè, di risate.

In età adolescenziale non mi piacevano granché, volevo i miei spazi e che fossero miei soprattutto, senza troppi "grandi" in giro.

Ora le visite mi piacciono, ma non le improvvisate. Mi piace che mi avvisino così da poter preparare un dolce per esempio, ma per alcune persone, che conosco da una vita, mi basta una scampanellata e una passeggiata per prendersi un caffè.

Insomma, la visita è strettamente dipendente dal visitatore. 

Tra chi ti fa piacere vedere e chi invece ti sta sulle scatole o sai che viene in casa per verificare se è tutto in ordine (tipico di tante donne).

Nel secondo caso....Jatevenn!!! Nel primo: venghino signori, venghino

 
 
 

Indietrissimo!!! Casalinghitudini antiche

Post n°594 pubblicato il 06 Giugno 2013 da calipso81

Perdonate il ritardo....impegni a scuola!

1. Stirare e rammendare.

E' quello che ultimamente faccio di più, stirare, con la bella stagione. Più camicie, più maglie, più pantaloni di lino che non sono come quelli sintetici ma DEVONO essere stirati.

Il rammendo è sempre un problema...faccio delle robe che sono un ricamo punto IN croce! Insomma io, l'ago e il filo non andiamo d'accordo! Siamo lontani anni luce e non so se faremo mai pace.

2. Mercato

Per me mercato è MONTAGNOLA. Posto magico e fatato scoperto con Ody, Margy, Renata, Fernanda. Luogo fantastico perché non è solo bancarelle, compere, "affari", ma è fatto di confidenze, chiacchiere, risate, abbuffate cino-giappo. Insomma una pausa dalle solite noie quotidiane. Un momento di relax

3. Pulizie di fondo

Le faccio in genere d'estate e sudo come un agnello al forno con le patate! Mi si vede scaravoltare armadi, spolverarli dentro, lavare mattonelle e persiane, lavare dentro i mobili della cucina...insomma altro che palestra!

4. Cucina

Eh, croce e delizia. Mi piace cucinare i dolci, mi piace preparare alcuni piatti e la pizza. Eppure se qualcuno cucina per me mi fa proprio assai piacere!

 
 
 

Bucato

Post n°593 pubblicato il 02 Giugno 2013 da calipso81

Partecipando all’iniziativa di Ody, ecco il primo post relativo al BUCATO.

Il mio è essenzialmente un ricordo di quando ero bambina.

Ricordo queste estati assolate nella prima casa della mia vita.

Avevamo un lungo balcone che dalla sala arrivava fino alla cucina. Giù, si sa, le uniche finestre ammesse sono solo quelle dei bagni.

In quei lunghi pomeriggi, mi divertivo a osservare: c'era il canarino della signora che abitava al piano di sotto, il coetaneo che faceva cyclette fuori al balcone. E poi c'erano le lunghe chiacchiere con la mia compagna di giochi del piano di sopra.

Mamma stendeva il bucato sullo stendino proprio in quel balcone.

Per refrigerarmi io e la mia gatta andavamo a nasconderci lì sotto. Io l’accarezzavo e lei ricambiava con mille fusa. Guardavo il sole filtrato dai panni stesi e mi rilassavo, mi rinfrescavo e ridevo di tutti i giochi con la gattona.

Ma BUCATO può significare anche altro nella vita. Non solo panni da stendere o ritirare. Anche gomme, nel senso di pneumatici, bucati! Si dice "ho bucato" e mi è successo proprio poco fa. Una gomma squarciata all’arrivo di scuola…anche quelle sono soddisfazioni

 

 
 
 

Ancora sogni

Post n°592 pubblicato il 08 Maggio 2013 da calipso81

 

Ho fatto un sogno.

Una persona mi dice che mi porterebbe in vacanza dove voglio: Ti rapisco e ti porto via.

Bisogna dare fiducia al destino, sono un ultrà delle sliding doors. Ci sarà un senso al mio passato, all’arte che ho intorno.

Stravedo per te, ma non lo do a vedere. Stravedo artisticamente e dialettalmente, ma non so ancora cosa vuol dire.

Le cose facili non mi sono mai piaciute.

Non metterti mai con uno come me. Mi remo contro lo so.

Aspettami sul bordo di una tazzina di caffè.

 

 

Psicanalizzatemi.

 
 
 

Tipologia MiBAC (su richiesta di Ody)

Post n°591 pubblicato il 29 Aprile 2013 da calipso81

 

1. Passavo di qua

Prima tipologia di donna MiBAC, che potrebbe anche essere uomo. Quello/a che si trovava per caso, di passaggio e ora magari è C3 superfantasmagoricoroboanteechipiùnehapiùnemetta.

Uno/a che magari è entrato come custode (concorso, se lo ha fatto, per 5 elementare sisssignore), magari da un ente che ormai è stato dismesso, un riciclo insomma, o facendo una banale domanda al collocamento ai tempi della 285/78. C’è poi anche il raro esemplare, ancora operativo, di dipendete che dalla vecchia Pubblica Istruzione, magari autista, transitato al MiBAC che ora è restauratore per miracolo e grazia ricevuta.

Tipologia diversa e in cui bisogna operare un distinguo. C’è infatti chi si è dato da fare, perché curioso, perché per indole non riesce ad essere scansafatiche o perché appassionato dell’arte. Insomma uno che guarda i quadri e dice “uhhhhh che belli”. Insomma è il meno peggio.

Il guaio grosso dei “passavo di qua” riguarda essenzialmente gli inetti, incapaci o meglio capaci di mandare in malora le opere e che sono convinti di essere i migliori della situazione. Loro sì che possono definirsi storici dell’arte e restauratori. Loro non hanno nulla da invidiare a chi ha studiato arte, ha specializzazione e dottorato; o a chi s’è fatto il cervello grosso all’ICR o OPD. Loro hanno un decreto che li definisce così, uno stipendio, un ruolo e che si sono presi un diploma alle scuole serali che conta? Che non sono laureati in lettere o conservazione dei beni culturali o privi di qualsiasi titolo cosa importa? Loro hanno il pezzo di carta  e tu sei solo fuffa!

Il guaio della storia dell’arte è che tutti possono dire di occuparsene. Non esiste un albo, non c’è uno sbarramento. Tutti possono scrivere  e parlare di tutto. Quindi: diamo fiato alla bocca!

 

2. Sono la figlia di famiglia bene

Ci sono poi quelle/quelli che avevano già i genitori storici dell’arte o professori universitari. Una scelta naturale quella di lavorare al MiBAC. Ovviamente l’età è elevata, sono entrati  in tempi di numeri elevati di posti messi a concorso, sono totalmente scollati dalla realtà attuale.

Spesso ragionano in termini di bello e brutto e pensano solo all’estetica.

 

3. Scusate: Ho studiato per quello!

Tipologia che adoro. Per me i veri pezzi da novanta. Quelli che si sono fatti il cervello grosso, quelli che hanno passato un concorso infame senza essere “figli di”, senza raccomandazione in tempi dove la politica faceva da padrona (come oggi in effetti). Quelli che hanno davvero passione da vendere per quello che fanno, che hanno lottato e lottano con le unghie e con i denti. Quelli da cui c’è da imparare.

La verità è che ingoiata dall’amministrazione non sei più uno storico dell’arte, non sei quello che fa ricerca come tutti credono. Dimentichi talvolta come si fa, perché il tempo è tiranno, perché hai solo pochi giorni, perché ci sono mille palle burocratiche quotidiane a cui devi stare dietro e non riesci a fare lo storico dell’arte. Stai male, fai i salti mortali, ma ti brillano comunque gli occhi e sorridi come un bambino davanti a un vasetto di nutella.

Chist è o maestro!

Io però ho la consapevolezza di non poter rientrare in quest’ultima categoria. La mia unica chance concreta (forse) è quella dell’insegnamento. 

 

 
 
 

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