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I programmi del nuovo anno

Post n°883 pubblicato il 17 Gennaio 2023 da feliperun
 


Fondamentalmente è una questione di prospettiva.
Potreste pure fare programmi ambiziosi e decidere di abbandonarvi completamente al divano.
Mangiare e bere qualsivoglia alimento o bevanda e vedere l'effetto che fa.
Ipotizzare l'aumento di una taglia al mese e cercare di mantenere questo tasso di crescita fino alle feste di fine anno. Se tutto va bene arriverete allenatissimi per svaligiare anche le dispense più munite!
Ci vorrà come detto una dedizione assoluta ad evitare ogni attività fisica ad esclusione della masticazione e deglutizione (e relative conseguenze)
Oppure decidere di partecipare ai mondiali master della vostra disciplina sportiva preferita con buone possibilità di salire sul podio. In questo caso programmerete sedute di allenamento bigiornaliere nei giorni di recupero, e nei giorni di carico non meno di tre allenamenti (però solo tre volte a settimana).
Alimentazione e allenamento verranno definiti nei minimi dettagli attraverso il summit allenatori, team medico e nutrizionista, mental coach, preparatore dei materiali, fisioterapista e marketing manager. Le riunioni di aggiornamento sono previste ogni tre settimane e prevedono la valutazione di 12 parametri fisiologici misurati quitidianamente e del questionario sulla efficacia/sforzo percepito costituito da 64 domande a fine di ogni allenamento. La base dati costituita dai test prestativi e dai parametri fisiologici e percettivi attraverso la elaborazione mediante polinomi ortogonali di Hermite, fornirà le indicazioni agli esperti del team sopra definito, per gli aggiornamenti del programma. Ovviamente la sveglia sarà sempre alle 6.00 e a dormire mai dopo le 22.00 e sono esclusi tassativamente alcool e grassi saturi.
Al di fuori dell'allenamento verrà escluso ogni sforzo fisico, dal sollevamento delle buste della spesa, alle scale, ed ovviamente anche quello. La concentrazione deve essere massima, non sono previste deroghe.
È evidente l'analogia con il precedente obiettivo in quanto sono escluse passeggiate con amici, feste, escursioni, serate danzanti, tali da pregiudicare gli obiettivi prestativi per quanto differenti.
Tra i due estremi sarete liberi di scegliere coscientemente la collocazione, in tal caso, state pur certi di non essere mai al top, e rimarrete in "medio stat virtus".
Posizione dopotutto non così disdicevole. #felipe

 

 
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Fuori dagli schemi

Post n°882 pubblicato il 23 Novembre 2022 da feliperun


In molti si avvicinano alla corsa dopo molti anni dedicati ad altri sport, oppure a nessuno sport.
Ai primi risultati vengono affascinati dalla voglia di migliorarsi, infatti non appena inizia ad allenarsi il corpo di adatta e le prestazioni migliorano, si sentono di poter raggiungere un nuovo traguardo.
Alcuni traguardi si misurano con il cronometro, altri con i chilometri percorsi, per altri traguardi non esistono unità di misura.
Alla Maratona di Palermo abbiamo conosciuto una persona che ha infranto molti schemi e tra questi il vezzo di stabilire unità di misura per quantificare una prestazione sportiva.
Come si possono misurare le capacità di affrontare le difficoltà e superarle?
Cosa accade se ci si accorge, un giorno, che nel proprio corpo, fino a quel momento una macchina in grado di spingersi oltre i limiti (ad esempio tre maratone in un mese una più svelta dell'altra) qualcosa non funziona.
La gamba sinistra non vuole fare quello che di solito fa e dovrebbe fare per il suo essere gamba, si rifiuta di avanzare, spingere e sostenere.
La diagnosi potrebbe abbattere chiunque, neppure i medici sanno bene cosa fare, e i rimedi? Tutti nelle mani della ricerca, ma ben poco di pronto. Quale è stata la reazione di Silvia? Andare avanti, gustarsi ogni passo anche se per avanzare ci vogliono i bastoncini, anno dopo anno chilometro dopo chilometro.
In una mattina di novembre con cielo grigio insieme a due podisti appena conosciuti affronta un altro viaggio di 21 km lasciando alle spalle teatro sormontato da una quadriga di cavalli rampanti, attraversa un boulevard che porta ad bosco, praticamente in città. Viene avvolta dal profumo del mirto e della nepitella (che crescono sul bordo della strada che conduce a Mondello), si sorprende a gusto acidulo dei mandarini piedi di semi.
C'è il penniseto che ondeggia al vento mentre viene incitata dai podisti che sopraggiungono.
Riceve i baci di un runner d'ebano sullo sfondo della Palazzina Cinese.
Raccoglie un germoglio di una pianta proveniente da latitudini lontane, che sarà ricordo vivente non appena tornata a casa.
La città la accoglie con sparuti suonatori di clacson (un tempo erano molti di più), con le chiese barocche, le fontane, i palazzi austeri. I leoni del Teatro Massimo rimangono immobili al suo passaggio, mentre l'aria si arricchisce degli aromi del curry, curcuma e coriandolo, palesando la attitudine multietnica di questa città. Alla Cattedrale viene colta da una pioggia sottile, forse è ancora più affascinante fermarsi ad osservare quel mix di stili di epoche diverse prima di affrontare la salita per il Palazzo reale, da attraversare con il naso all'insù.
I passi si intrecciano con i racconti delle esperienze passate e di quelle presenti. Irrilevante è la comunicazione di un ristoratore del guasto alla toilette delle donne, si può usare quello degli uomini.
Anche gli ultimi maratoneti che hanno quasi esaurito le energie condividono qualche tratto, ci si incita a vicenda.
Il traguardo è vicino, un giro intorno al teatro Politeamea (quello coi cavalli rampanti) e lo speaker annuncia il suo arrivo!
Un viaggio per la città "tutto porto" senza tralasciare di gustarsi ogni passo e salutarsi dandosi appuntamento per la prossima edizione visto che ci sono ancora tante esperienze che meritano di essere condivise. Possiamo misurare il tempo ma quanto valga quel tempo è tutt'altra storia!


 

 
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De arte gymnastica

Post n°881 pubblicato il 06 Giugno 2022 da feliperun


Può una grecista abituata ad ore di studio sui libri, e quindi alla immobilità, appassionarsi alla corsa almeno quanto agli studi classici?
Il fascino di ripercorrere il tragitto coperto da Filippide dalla piana di Maratona ad Atene per annunciare la vittoria sui Persiani potrebbe essere già una motivazione sufficiente?
Per conoscere la risposta è necessario leggere "De arte gymnastica" di Andrea Marcolongo edito da Laterza.
La autrice è conosciuta per un altro testo "la lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco", questa volta si spinge nel territorio della arte della corsa con un taglio estremamente personale.
Come tutti gli studiosi quando si appassionano approfondiscono le conoscenze sull'argomento e così il lettore viene trasportato non solo negli allenamenti sui lungo Senna e nei parchi parigini ma anche condotto a confrontarsi sul modo in cui gli antichi intendevano lo sport.
Le Olimpiadi, i campioni, le celebrazioni, l'etimo di parole che usiamo comunemente, tanti spunti e riflessioni che anche i runner usi a molte maratone troveranno interessanti proprio per interrogarsi sul proprio rapporto con la corsa.
E vi anche una opportunità in più: la autrice sabato 11 giugno sarà a Palermo per la presentazione del libro a villa Filippina alle ore 18.30 per l'evento "Una Marina di Libri", I runner curiosi sono avvertiti!! #felipe
de arte gymnastica

 

 
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Una corsa molto social

Post n°880 pubblicato il 30 Maggio 2022 da feliperun



Come facevano un tempo, prima dei social network, ad allenarsi senza dirlo a nessuno?
Al giorno d'oggi Twitter, Instagram e Facebook raccolgono l'andamento degli allenamenti di un numero rilevante di podisti e sportivi. 
C'è chi si limita all'essenziale ovvero dichiara chilometri e velocità media (ovviamente in minuti al km, unità di misura preferita dai podisti metricodecimali). Ma in molti sono molto più generosi e forniscono dettagli in gran copia: condizioni meteo, temperatura, vento, umidità relativa, stato psicologico, modello di scarpe, stato d'uso dei calzini e della biancheria intima, acconciatura, incontri,  esperienze mistiche, attività precedenti e future, inconvenienti fino a particolari di abrasioni, vesciche ed unghie nere.
Insomma viene dichiarata ogni evenienza ed ovviamente deve essere accompagnata da una foto!
Le applicazioni specifiche forniscono foto di sfondo di default, ma volete mettere sfoggiando il fuseaux nuovo in grado di valorizzare rotondità? Indubbiamente alcune corse sono davvero speciali e degne di essere menzionate: albe e tramonti che hanno unito endorfine podistiche e paesaggi mozzafiato non possono essere solo custodite  nella memoria personale ma vanno assolutamente condivise!
Ed allora possiamo concludere che fate bene a postare a più non posso, invogliate ancora di più amici e conoscenti nel mondo della corsa c'è moltissimo posto. #felipe

 

 
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Di cosa è fatto l'agonismo

Post n°879 pubblicato il 22 Maggio 2022 da feliperun

Questa volta mi sono impegnato e partirò dalla etimologia del termine
s. m. [der. di agone 1; cfr. gr. ἀγωνισμός «lotta»]. – Particolare impegno di un atleta o di una squadra durante lo svolgimento di una gara; spirito combattivo, di emulazione: una gara combattuta con grande agonismo. (Treccani)
L'agonista è quindi chi lotta, chi si impegna duramente, chi esplora il proprio limite.
Se osservate dei bambini giocare ad acchiapparello, oppure pensate a quando voi giocavate a rubabandiera (chissà come mai certi giochi non si praticano quasi più) è possibile vedere una forma di agonismo purissimo. Si gioca per vincere, ed anche se non si vince si è pronti a continuare a giocare, a confrontarsi.
Poi si cresce e iniziano mille pensieri: Sono scarso, non lo so fare, sono tutti più bravi di me, io arrivo di sicuro ultimo. E così si rinuncia per la voglia di risultato alla bellezza dell'agonismo che è la lotta stessa. Se tutti gli atleti di ogni disciplina conoscendo il risultato in anticipo, rinuciassero gareggerebbero solo i primi e non si divertirebbero neppure un po'.
Ed allora di cosa è fatto l'agonismo? Di impegno, di costanza, di sudore, di numerose cadute ed altrettante risalite, di emulazione di chi sembra essere più capace, di voglia di non tirarsi indietro anche quando sembra tutto perduto! #felipe
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone, persone che praticano sport e persone in piedi

 
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