Creato da feliperun il 02/12/2011
Impressioni ed appunti attraverso scarpe diverse

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Nč cruda nč cotta

Post n°867 pubblicato il 25 Maggio 2019 da feliperun

 

era troppo caldo,

era troppo freddo,

c’era troppa pioggia,

c’era il vento, non c’era manco un alito di vento,

col sole a picco è stato un delirio,

troppo nuvoloso, manco un raggio di sole,

è troppo costosta per il pacco gara che danno (infatti si va a gareggiare per il pacco gara...)

nooo è una manifestazione troppo competitiva,

nooooo non è una manifestazione competitiva, allora pago per non avere neppure il tempo cronometrato?

Percorso troppo tortuoso, non si poteva correre tranquilli

percorso troppo rettilineo, una noia!

asfalto? Troppo duro, fa male.

pista? Troppo dura, troppo molle, troppo elastica, fa male.

trail? Troppo sconnesso, si scivola, fa male.

Troppa gente, troppa confusione,

Troppo poca gente, eravamo 4 gatti.

Ammettiamolo i podisti sono impossibili da accontentare #felipe

 
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Elogio della fatica

Post n°866 pubblicato il 25 Maggio 2019 da feliperun

Quando racconti che corri la maratona ti guardano come se fossi arrivato da un altro pianeta.
Quando ti vedono arrivare un po’ trafelato e incidentalmente viene fuori che fino a una manciata di minuti prima hai fatto un allenamento da cavallo, e di nuovo rimangono stupiti.
Cosa li sorprende? Forse il fatto che si riesca a ritagliare il tempo per allenarsi, forse la naturalezza con cui si riesce a lavorare anche dopo gli allenamenti, ma quello che suscita più perplessità è come mai ci si sottoponga a tali dosi di fatica gratuita.
Perché mai arrivare a sudare in quel modo? Perché mai giungere allo stremo delle forze? Perché alzarsi prima dell’alba, saltare pranzi, rinunciare all’aperitivo o alla serata per una gara dove andare a soffrire magari al freddo o al caldo estremo?
La “fatica non è mai sprecata, soffri ma sogni” diceva Pietro Mennea che di allenamenti impegnativi se ne intendeva.
Infatti è così, è pagare un tributo per migliorarsi, ed il premio è la soddisfazione di essere arrivati vicino ai propri limiti o di averli spostati un po’ più in lì (dopotutto è remota la possibilità che un master scali le classifiche mondiali). Ma la fatica fisica è anche una preziosa alleata per liberare le energie costrette nelle attività sedentarie o comunque ripetitive, per mettere in moto tutto il resto.
Che bello anche oggi si fatica! #felipe

 

 
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Cose che solo i podisti possono sapere

Post n°865 pubblicato il 25 Maggio 2019 da feliperun
 

 

va a 4 vs ?
va a 3 vs ?
fa i mille a 2’55 vs ?
lavoro vs attività retribuita
Oggi ripetute vs ci deve essere un errore si chiamano ripetizioni
recupero vs ha perso qualcosa
lattato vs ci deve essere un errore nella lista della spesa
neutre vs sicuramente è una crema
antipronazione vs sicuramente è un nuovo disturbo
oggi medio vs non era oggi cous cous, giovedì trippa?
VO2 vs no vabbè una sigla in inglese?
Aerobico vs il contrario di apnea?
Andature vs una volta si diceva darsi all’ippica
Oggi Lungo vs vabbè, al monopoli ci sono solo vicolo stretto e vicolo corto
Tapasciata vs ma che sia una cosa di cucina vegana?
Hai Vaselina? vs non è che esagerate?
Garmin scarico!!! Panico vs ho carica batterie di iphone, ma a casa
Fartlek vs non conosco la cucina turca

 
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incotri di corsa

Post n°864 pubblicato il 24 Aprile 2019 da feliperun
 

Durante i giorni di festa gli affezionati della corsa non si lasciano sfuggire l’occasione e così l’inizio della giornata è dedicato ad una corroborante corsetta.
Di solito con un rapido giro di telefonate, ormai di messaggini su una delle numerose chat, si organizza ora e luogo dell’appuntamento.
Mentre la città sonnecchia ancora i podisti in piccoli gruppi sciamano per le vie del centro storico.
I turisti mattinieri sono abituati a vedere gente che corre, magari qualcuno dei loro amici è uscito a correre ed esplorare la città. Ma pure la popolazione locale ormai si sta abituando ai podisti, pazienta all’incrocio per consentire di attraversare senza accompagnare con strombazzate.
Capita che gruppetti podisti si incrocino. Spesso ci si riconosce da lontano, il modo di correre, la sagoma, ed all’incontro sia una esplosione di saluti gioiosi, di cinque volanti.
Delle volte capita che i gruppetti si compattino e facciano strada insieme. Ci si aggiorna su quel che è accaduto, sulle novità, il tutto mentre si corre come se si fosse davati ad un caffè, ma invece si corre.

 
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400 misti(ci)

Post n°863 pubblicato il 12 Febbraio 2019 da feliperun

Ci sono gare che mettono timore solo a pronunciarle, una di queste è la maratona. Ma siccome ne hai corse più di venti ti sembra una cosa quasi "normale".
Ad un ciclista accennate al Mortirolo e cambierà espressione del volto.
Provate a chiedere ad un nuotatore cosa pensa dei 400 misti e ne sentirete delle belle.
Infatti da un capo all'altro della vasca ci sono vari modi per traslocarsi, ma una gara prevede di utilizzarli tutti uno dopo l'altro con un preciso ordine.
Farfalla dorso rana stile
Cento metri alla volta, in vasca da 50 metri si va e si torna indietro, poi si cambia stile e si continua. Prima le bracciate simultanee, poi si nuota con lo sguardo al soffitto (o al cielo), poi si scorre nel più subacqueo degli stili ed infine con l'energia che resta nello stile libero.
Ad ogni virata l'insidia di toccare la parete secondo la precisa norma adeguata allo stile.
Insomma non è una questione solo di forza bruta, ma anche di tecnica, di capacità di amministrare le energie e di far restare la mente sveglia, lucida e concentrata su tutti i principali aspetti, ovviamente il tutto mentre si nuota possibilmente al massimo delle proprie capacità.

 
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