Creato da feliperun il 02/12/2011
Impressioni ed appunti attraverso scarpe diverse

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Tipi Podistici

Post n°15 pubblicato il 03 Gennaio 2012 da feliperun
 
Foto di feliperun

ripropongo un post di qualche tempo fa ormai inghiottito dal precedente blog...

quante sono le tipologie di podista? probabilmente infinite basta osservarli con un po' di attenzione. Ovviamente non mi riferisco ai risultati cronometrici, ma agli atteggiamenti proverò a tracciarne qualcuno,  se qualche lettore volesse aiutarmi nell'arricchire la raccolta dei tipi podistici... è benvenuto:
  
il competitivo
 è alla continua ricerca di uno da battere, ma non si tratta di un riferimento generico,
bensì specifico e quotidiano. Il competitivo, compete strenuamente fin dal primo metro dell'allenamento qualsiasi. Purtroppo quando vede il suo nemico sopravanzarlo in gara ... si ritira lamentando fantomatici infortuni.


lo sfardato
tipologia molto diffusa si distingue per l'abbigliamento particolarmente stracciato (sfardato), calzini strappati, pantaloncini recuperati, magliette lacere, scarpe deformi. Non sfoggia mai un completino nuovo, raramente viene segnalato per via delle scarpe nuove, sostituite per via del fatto che si erano aperte e non c'era stato verso di incollarle. Il suo stato lacero è indipendente dalle condizioni economiche, deve utilizzare tutto fino ai minimi termini (come le ultime stille di energia alla fine della maratona) quindi mai usare una cosa nuova prima che sia invecchiata un po' nei cassetti. 


cronometrista
 manifesta un  interesse esagerato per le velocità ed i tempi di percorrenza. E' particolarmente ferrato nelle trasformazioni dei tempi a kilometro (non si esprime mai in km/ora, neppure quando si parla di automobili) in prestazioni sulle diverse distanze, con predilezione per la maratona e la mezza maratona. In gara ricalcola continuamente la proiezione all'arrivo secondo il rilevamento di ogni chilometro. La sua domanda preferita è: a quanto cammini? 


fashion runner
 alter ego dello  sfardato, sfoggia unicamente completini coordinati dalle scarpe alla
fascia, frequentemente sfoggia ipod ma solo di ultima generazione, depilato alla perfezione, fa ricorso al massaggiatore spesso e volentieri. Non utilizzerà mai magliette in cotone di bassa qualità ricevute all'interno di un pacco gara, e veste con estrema ritrosia quelle tecniche delle gare meno prestigiose (in verità partecipa solo a gare prestigiose!).  


Il pitagorico
 Ripone fede cieca ed assoluta nell'ultima tabella di allenamento, salvo rinnegarla insieme all'autore non appena le cose non vanno come vorrebbe. Si racconta che una volta ne abbia seguita una alla lettera raggingendo vette di forma inarrivate, poi la perse... da allora è perennemente alla spasmodica ricerca della tabella d'allenamento perfetta, purtroppo è condannato a non trovarla mai (ma non diteglielo).

Il maestro
Tutti i podisti hanno  conosciuto il loro "maestro", si distingue dagli altri per i molti km
percorsi e per il modo di raccontarli. E' in grado di dare consigli e di suggerire programmazioni di allenamenti, sulla base dell'esperienza e di qualche lettura. In molti casi si sobbarca supporto psicologico, è ospite di qualche zecca, cerca di mitigare gli eccessi dei suoi affiliati. Il maestro non perdona chi lo tradisce.


l'enciclopedico
tipologia non molto  frequente, almeno nella sua accezione più pura, conosce tutte le gare ed  i percorsi, i record di ciascuna manifestazione anche a livello locale. Si nutre, se siciliano, di corrisicilia, sicilia podistica, forum podistici siciliani (come ospite non registrato).


il narratore
forbito dicitore  racconta tutte le sue "imprese" anche le più banali con contorni epici.
Ogni qual volta nel gruppo con cui sta correndo accenna a qualche gara,immediatamente interviene con due possibili varianti: a) l'ha corsa e quindi attacca con il racconto, b) ne ha corsa una meglio e quindi attacca con il racconto. Cosa veramente mirabile è che per raccontare impiega lo stesso tempo della gara corsa!

il tagghiarino
Uno dei tipi podistici più capace di suscitare discussioni ed alterchi. Il tagghiarino prende nome dal verme taglierino [il verme solitario (Tenia solium) nel vernacolo panormita] si spezzetta, si taglia, come il podista tagghiarino taglia i percorsi. Nei casi più irrecuperabili il tagghiarino studia meticolosamente il percorso di gara, così da evitare di essere beccato ai controlli, da sottrarsi agli sguardi indiscreti, ed è capace simulare la fatica di almeno il doppio se non il triplo dei km realmente percorsi. I mezzi per tagliare sono i più fantasiosi: passaggi in motorino, auto, bicicletta, furgone telonato, deltaplano, carrozza e chi più ne ha più ne metta. il tagghiarino doc si vanta della sua prestazione anche quando è stato sbugiardato in modo smaccato, continuerà a sostenere che non ha mai tagliato!

io non gareggio
tipo podistico che  evita accuratamente di cimentarsi in qualunque tipo di gara. Si allena con diligenza e costanza, il fatto che però non arriva mai primo in nessuna ripetuta pur possedendone le potenzialità fa nascere qualche dubbio sul suo spirito agonistico. Quando gli viene proposto di partecipare ad una gara rifiuta avanzando scuse fantasiose, messo alle strette si scopre che non è iscritto a nessuna società e che non ha neppure fatto la visita medica! corre per correre

l'asceta
Figura che si riscontra esclusivamente nelle ultramaratone e nel trail (specialmente nell'ultra trail). Dopo tanti anni di gare, ha deciso che l'asfalto va bene solo se tantissimo: non meno di 60 km e con escursioni altimetriche importanti. Ma è sempre un misero ripiego rispetto alle ultratrail ed alle gare a tappe in luoghi inospitali: quelle sono le sue gare d'elezione. Lo individuate facilmente se lo vedete correre per sentieri impervi sia nei giorni di pioggia torrenziale che di caldo torrido, se lo incontrate lungo una spiaggia con uno zaino sulle spalle, se emerge dalla boscaglia verso le nove del mattino e confessa, solo sotto tortura, di avere iniziato a correre alle 6. E' alla continua ricerca di nuovi luoghi di allenamento sempre più impervi, corre da solo ma sempre più spesso si accompagna a suoi simili.

il cacciatore
non torna mai senza bottino, senza preda. Le sue prede più ambite sono i premi, ovviamente è ai vertici della sua categoria ma competere non gli basta più, deve portare a casa qualche premio ogni volta che gareggia.
Studia meticolosamente il calendario delle gare in un raggio limitato di km da casa, realizza un quadro sinottico delle gare nazionali in modo tale da verificare (con indagini ad hoc) la possibile presenza di competitori nelle gare d'interesse. Si informa dei premi in natura o eventualmente in denaro disponibili, degli sponsor, e delle caratteristiche della gara nei minimi dettagli. Con affettata noncuranza, tale da non far trasparire minimamente la mole di informazioni in suo possesso, assume nel pregara (anche nei giorni precedenti alla gara) un habitus dimesso, sofferente, nel frattempo studia tutti i competitori della sua categoria, allo start è feroce fin dai primi appoggi, si impegna duramente e non molla fino all'ultimo metro, specie se la preda è alla sua portata... Se la preda non viene ghermita, si accontenta del pacco gara, ah dove c'è lui il pacco gara è sempre ricco!

il razzo
E' famoso per le sue partenze fulminanti, furibonde, tanto da piazzarsi fremente sulla
 linea di partenza (lo trovate sempre in prima fila in tutte le foto delle partenze) e prodursi in appoggi da centometrista anche quando affronta una 100 km. Chi lo conosce lo sa, e non da peso alla sua baldanzosità, ma chi non lo conosce può essere ingannato dai muscoli tonici, dalla attrezzatura perfetta, dalla cura dei dettagli e così avventurarsi nell'inseguimento. Il razzo classicamente finisce a CaZ20, riponendo le intenzioni bellicose dopo i primi km tra i passetti del più ferreo dei tapascioni.

l'esperto

podista sornione ed abituale che non si vanta delle sue
imprese, ascolta con attenzione le storie ed i racconti di chi ancora è in fase di piena esaltazione podistico-agonistica, sorride alle affermazioni più ardite. Poi di tanto in tanto, racconta di questa o di quella gara, corsa molti anni prima quando i maratoneti non erano di moda, di quando si cercava di carpire i segreti ed i piani di allenamento dei grandi campioni, ed allora i più rimangono a bocca aperta ad ascoltare...

Tecnorunner

caratterizzato dall'amore per la tecnologia applicata alla pratica podistica. discende dal cronometrista e dal fashion runner per svettare in ragguardevoli programmazioni informatiche: upload e download di prestazioni in allenamento e gara, di mappe tra googleheart e gps restituzioni grafiche degli allenamenti, altimetrie, previsioni meteo.
Vive in simbiosi con il cardiofrequenzimetro verificando le differenze di pulsazioni ogni due piani di scale. E'informatissimo su tutti gli ultimi modelli polar, suunto, garmin etc, potete avere informazioni su tutto: se non dovessere ricordare il peso di una scarpa visita il sito del produttore con connessione wireless. In gara è tanto preso dal controllare che gps, cardio, altimetro funzionino a dovere che non si accorgerebbe neppure di avere le scarpe slacciate se il palmare non glielo segnalasse.

Naturerunner
tipo podistico estremista, talvolta si unisce agli asceti, ma a differenza di questi non controlla mai il cronometro, a volte non porta neppure l'orologio.
Si nutre solo di cibi bio e non vuole neppure sentir parlare di integratori, soluzioni saline e bustine di aminoacidi eventualmente contenute nei pacchi gara se non vengono regalate finiscono nel cassonetto con ignominia. indossa orgogliosamente scarpe a cinque dita.

Chemrunner
è l'opposto del natural runner, infatti nutre fiducia cieca nei preparati specifici:
barrette, gel, aminoacidi a catena ramificata, estratto di ginseng, di guaranì e guaranà, di mate, di menta, multivitaminici, integratori salini, pauereid, gatoreid. Se una bustina di gel gli dovesse scivolare dalle mani al 35° della maratona e non potrà fruire del miracoloso contenuto lo intepreterà come un segno malevo del destino e i suoi sogni di gloria si infrangeranno.

 
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