Creato da ElisaCordovani il 13/03/2012

poesie dall'ombra

poesie e racconti di ELISA CORDOVANI

 

 

SERENA E IL SUO BAMBINO

Post n°29 pubblicato il 05 Settembre 2012 da ElisaCordovani
 

 

Serena e' 5 giorni che non dorme e non mangia. Serena era incinta e 5 giorni fa ha perso il suo bambino.
Una coltellata al basso ventre e tutto e' finito in pochi istanti.
Giri per casa e io ti seguo silenziosa; dal

la cucina al salotto,poi sali piano le scale fino alla camera da letto;poi ricomincia questa danza della sofferenza e di nuovo scendi in cucina per poi passare di nuovo al salotto e su alla camera da letto: Trasciniamo i piedi tutt'e due,ognuna persa nei suoi pensieri e nelle sue angosce.
Mi ricordo la notte in cui mi hai telefonato per dirmi che eri incinta,ti tremava la voce e la tua gioia era una musica che rallegrava il buio.
Io ridendo ti avevo chiesto perche' avevi chiamato me, perche' non avevi aspettano giorno per telefonare,e tu:"sapevo di trovarti sveglia...se e' una bimba la chiamo come te....".
Invece era un bimbo e gia' avevi scelto il nome,gia' quasi avevi scelto il viso,il sorriso e le manine....
Tutti pazzi di felicita',quando qualcuno ci lascia,pensavamo,il cielo ci manda in dono una nuova vita da amare.
Vuoi il silenzio e la penombra, ci sono solo io...gli altri non riescono a sopportare il tuo dolore,semplicemente non ce la fanno.Quando ti hanno detto"ci dispiace..." hai urlato,pianto inveito contro tutti gli dei,hai distrutto tutto quanto ti sei trovata tra le mani,tu l'essere piu' adorabile di questa terra.
Non ci siamo dette ancora niente,ogni tanto ti prendo la mano,ma nemmeno te ne accorgi.
Non parli ne rispondi a chi cerca di consolarti con vecchie parole"ci saranno altri bambini"....io ti capisco,altri non sono questo figlio svanito improvvisamente dal tuo grembo di mamma.
Le ombre si allungano, si avvicina il tramonto,sei seduta su una sedia,immobile non so da quanto tempo,lo sguardo perso nel vuoto,intanto io appoggio la fronte sul vetro della finestra e chiudo gli occhi,
sperando ora come non mai che un sogno arrivi come un raggio di sole ad alleviare l'oppressione che ho al cuore. Giunge inattesa e come sorpresa la tua voce,roca e tremante:" dov'e' il mio bambino?".
Serena, non lo so dove s'e' andato,non lo so se esiste un luogo dove vanno i bambini desiderati che non nascono,non so se diventano angeli e ci restano accanto per il resto della vita,non so perche' ci viene promesso l'amore e senza motivo ci viene tolto,perche' la vita e' stupenda e un attimo dopo perde tutti i suoi colori e i suoi profumi.
Non so darti risposte e non so capire neanche io il senso stesso del dolore e a volte della vita.
So che ti voglio bene e che non ti lascio,so che lui ti ama e sara' sempre al tuo fianco, so che esiste il sole e tornaremo ad apprezzarne il calore, so che esiste il vento che accarezza i visi e trabocca dei profumi del mondo....Spero che il tuo piccolo sogno spezzato divenga nuova forza per continuare il nostro viaggio...e' vero la nostra strada e' piena di buche e i nostri zaini pesanti come macigni-come ridevi quando ci prendevi in giro delle nostre sventure,era dolce farsi deridere da te-ma siamo insieme,ancora nonostante tutto.......


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Per M. e tutti i dolori patiti per ascoltare il vagito del tuo bellissimo bimbo e per il dono della tua amicizia che non ha prezzo

 
 
 

VIVERE CON SORELLA NUVOLA

Post n°28 pubblicato il 14 Agosto 2012 da ElisaCordovani
 

Sono seduta accanto alla finestra,e' venerdi sera, in ufficio non c'e' piu' nessuno e mi piace il silenzio, io che ho imparato ad amarlo dopo anni di urla,di pianti strazianti,amo il silenzio invaso dal vento dell'autunno, dai passi lontani di qualcuno che passeggia godendosi questo autunno ancora tiepido. Guardo fuori dalla finestra il cielo e le sue nuvole, amo anche le nuvole perche' sono come mia sorella, io ho una sorella nuvola.....
Cerco di concentrarmi sugli ultimi documenti,ma le nuvole mi affascinano,mi perdo con loro nella loro corsa senza meta, fantastico sulle bellezze che vedono da lassu'.......e poi ricordo l'oggi e ieri, il dramma e la pace, la disperazione e la speranza, la forza che ti viene se hai una sorella come la mia,una sorella nuvola.
Ricordo io e Clelia, bambine

- Clelia,Clelia delle mie brame che e' la piu' bella del reame?-
-Tu sei la piu' bella del reame!-,

e tutti gli altri giochi,mamma e papa' e la nostra vita perfetta,la migliore per me.
A volte Clelia era strana,ma poi passava e nessuno ci faceva piu' caso;ma Clelia non era strana,era malata.
-Clelia,Clelia delle mie brame, chi e' la piu' bella del reame?-
-Tu sei la piu' bella del reame!-

era il nostro segreto,il nostro gioco e poi l'abbraccio e via di corsa verso altre avventure,altri sogni,altre novelle.
Clelia,e' bella,era bella,bionda,occhi scuri e risata squillante....a volte era rabbiosa,cosi' senza motivo e spaccava tutti i giocattoli, oppure era sfaticata,le maestre la sgridavano perche' era sempre distratta,ma poi tutto passava e noi guardavamo alla vita,alla nostra splendida fiaba.
La mia sorella nuvola,come una nuvola passa lenta e candida e un attimo dopo e' nera e tempestona,rabbiosa contro il cielo che le appare prigione, a volte grigia e triste,promette temporale e dolore...ma come' bella una nuvola quando rosseggia d'un tramonto, sembra indossare l'oro.
Clelia verso i tredici anni e' diventata strana,diversa,sempre, ogni giorno e ha cominciato a farmi paura.
-Clelia,Clelia delle mie brame, chi e' la piu' bella del reame?-
Ma Clelia non mi rispondeva piu',urlava e piangeva,poi diventava cattiva,improvvisamente, senza motivo e scatenava il temporale,scatenava il dolore.
Un giorno candida nuvola,un giorno nera e crudele,gonfia di pioggia e veleno.
Avevo paura di questa piccola estranea che girava per casa,che dormiva nel letto accanto al mio.

Non giocavo piu' e anche papa' e mamma avevano paura,eravamo alla fine della nostra fiaba,ma ancora non era arrivato per noi "e vissero felici e contenti."
Dopo qualche tempo ti portarono in ospedale perche' quelle reazioni di rabbia inspiegabili ad ogni sfumatura di vita non erano piu' solo stranezze,periodi no, la crisi da adolescenti.
Sei stata via un giorno intero,io ti aspettavo a casa e avevo paura,non la volevo quella sorella cattiva,quei temporali paurosi nella mia vita.
Siete tornati ed io preparavo cena.
La mamma piangeva,piangeva forte come non le avevo mai visto fare,neanche quando sono morti i nonni.
Il papa' era impietrito, ho avuto terrore in quel momento,terrore perche' papa'sfuggiva il mio sguardo e gli tremavano le mani,tanto,cosi tanto che gli son cadute sul pavimento le chiavi.
Solo tu Clelia mi sei corsa incontro e m'hai abbracciato; irrazionalmente avrei voluto sussurrarti piano
-Clelia,Clelia delle mie brame chi e' la piu' bella del reame?-, ma non l'ho fatto,mi son fatta stringere, al di sopra delle tue spalle,vedevo uno scorcio di cielo dalla porta aperta e tante nuvole,l'una diversa dall'altra solcare l'azzurro,ma ancora non sapevo,ancora non capivo la mia sorella nuvola.
Schizofrenia ad esordio precoce.

Questa la diagnosi repentina,senza appello.
E insieme tante parole senza senso,senza sostanza,senza aiuto......"estremamente rara nell'infanzia";"grave riduzione nell'esprimere emozioni".........

che significa quando parlano di Clelia? quando parlano di tua sorella,tua madre,tuo fratello?
Quella notizia come un'esplosione ha distrutto-io lo pensavo-la nostra fiaba,lasciando solo rovine,solo deserto intorno,perche' alle nuvole e' difficile arrivare,fa paura avvicinarle, soli noi quattro e soli tra noi quattro con le tue urla,i tuoi pianti, i deliri e quella terribile apatia che ti rendeva un guscio vuoto.
Ricordo una notte al buio, Clelia dormiva e poi si e' svegliata tutta agitata, respirava affannosa,sembrava aver aperto gli occhi su qualcosa di mostruoso-era Clelia forse la realta'? la tua solitudine?-
-Clelia che c'e'?-
-Le voci-
-Che voci?-
-Le voci. Mi sgridano continuamente e mi dicono che sono stupida, non mi fanno dormire.-
Spettatrice di sofferenza e dolore....io una sorella nuvola non la volevo,ancora non avevo capito e sono scappata.

Vent'anni e l'universita',Vent'anni e la spensieratezza, Vent'anni e l'incomprensione.
Me ne sono andata in un'altra citta',in un'altra vita,in un altra famiglia,quella di Lucio...speravo in un'altra fiaba.
Ma la mia Clelia mi mancava tanto,ero spezzata dai sensi di colpa per aver abbandonato la mia famiglia, mamma in lacrime e papa' impietrito,nonostante gli anni.
Cosi una mattina sono arrivata all'universita', Lucio mi aspettava nell'atrio, l'ho abbracciato il mio amore e gli ho detto-torno a casa-e lui che invece gia' sapeva e amava la mia sorella nuvola mi ha risposto-cerca un appartamento anche per noi.
Il viaggio in treno mi e' sembrato lungo e breve insieme,un'altalena di emozioni
paura e gioia
rabbia e desolazione
rimpianto, profondo un abisso per la mia fiaba.
Sono arrivata davanti al cancello di casa,nessuno sapeva che arrivavo.
Clelia era seduta sul dondolo di fronte a me, mi ha visto e mi e' corsa incontro-nuvola soffice candida serena ti stava per baciare il tramonto e l'oro avevi negli occhi-e mi ha abbracciato,la ragazza che si confondeva con l'immagine della bambina con la coda,ma era proprio mia sorella,la mia Clelia,questa volta ho sussurrato piano
-Clelia,Clelia delle mie brame chi e' la piu' bella del reame?-
-Tu, grazie di essere tornata.-
Abbiamo pianto e intanto guardavo il cielo,le nuvole.....ognuna diversa dall'altra,ognuna speciale e unica e ho capito che la mia fiaba,sarebbe stata " C'era una volta una bambina nuvola che poteva essere candida e serena oppure tempestosa e furente,ma mostrare rara bellezza se baciata dalla luce del sole".
Da li ho trovato la forza,il coraggio di amare la mia sorella nuvola,di ricostruire la mia fiaba,di aiutare me e Clelia.
La seguo nelle cure,quando sta' male non vuole prendere medicine e invece l'aiutano e deve farlo; ho trovato un centro diurno dove Clelia sta' bene....ha imparato a ricamare ed e' brava,dice che quando ricama le voci non la infastidiscono piu' come prima; guardo la mia sorella nuvola,candida,burrascosa,splendente e paurosa e adesso non ho piu' paura.

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Questo racconto l'ho scritto per te mamma e per le tue "bambine" del centro dove hai lavorato, per i tuoi racconti,per la tua pena e per l'affetto che hai avuto e hai ancora per le tue bimbe; sei stata fortunata a vivere questa esperienza e fortunate loro ad averti avuto accanto.

Per Tiziana, per il tuo sorriso e l'infaticabile dedizione che hai sempre avuto,nessuno si dimentichera' di te

 
 
 

IL PESCATORE DI SOGNI

Post n°27 pubblicato il 03 Agosto 2012 da ElisaCordovani
 
Foto di ElisaCordovani

 

In un villaggio lontano,viveva un pescatore molto speciale. Era un pescatore di sogni.
Ogni mattino, insieme agli altri pescatori,saliva sulla sua barca e prendeva il mare.
Alla sera,mentre gli altri pescatori tornavano con le reti piene di pesci, lui tornava apparentemente a mani vuote.

Appena saltava giu' dalla sua imbarcazione,correva svelto a donare i sogni che aveva trovato,a chi ne aveva piu' bisogno:a chi aveva perso l'amore e la speranza, ad un piccolo orfano,al lacero mendicante....La cosa strana e straordinaria era che donato il sogno,le persone stavano meglio,il viso si illuminava di un sorriso e le lacrime si asciugavano.
Il pescatore di sogni aveva una vita intera tracciata sul volto e una risposta ad ogni perche'.
La gente del villaggio lo osservava con curiosita? e molti se ne stavano lontani,per chissa' quale paura,disprezzo o sciocca illusione.
Io invece adoravo il pescatore di sogni e stavo ad ascoltarlo per ore e ore,mentre mi raccontava quanto a lungo cercava i sogni piu' belli da donare, i posti fatati che aveva visitato e come le cose del creato gli raccontassero i loro segreti.
Mi ripeteva: "voglio donare i sogni a chi ama il mondo e alla gente che lo abita".
Io ero desiderosa di scoprire cosa racchiude nelle mani il vento,di bere calici di verita' alla fonte della sua saggezza.
Lo aspettavo con le risate di bambina e poi con il sorriso della mia inesperta giovinezza,lo aspettavo al chiarore dell'estate correndo tra prari fioriti, lo aspettavo quando l'inchiostro della notte scrive piccole luci nel cielo.
Un giorno cominciai a chiedere insistentemente al pescatore di sogni quando, avrebbe donato anche a me un sogno e lui mi rispondeva
-"per te ci vuole un sogno speciale,non e' facile da trovare".-
Dopo qualche tempo, una sera,mentre l'inverno era ormai arrivato, il pescatore venne a bussare alla mia porta.
Aprii la porta e appena lo guardai, capii che sarebbe stata l'ultima volta che lo vedevo e che era venuto a donarmi il mio sogno.
Il pescatore mi disse:
-"Ragazza ho trovato il tuo sogno. Ho capito il tuo cuore. Il tuo cuore è l'enigma eterno del mare, si distrugge e rinasce diverso e sempre incompiuto.
Questa è la tua forza.
Il tuo sogno non e' facile da amare, ha in se' il seme della gioia,ma anche del dolore.
Il tuo sogno si chiama Liberta'.
Essere libera sara' bellissimo,ma faticoso e potra' portarti la solitudine,gli uomini hanno paura della liberta'.
Inoltre cercare e lottare per la liberta' degli altri ti vedra' sconfitta e sofferente. Ma questo e' il sogno che ho scelto di donarti."-
Non ebbi neanche il tempo di sussurrare un addio che gia' si era voltato e avviato verso il mare.
Da quel giorno non l'ho piu' visto,inseguo il mio sogno e nel coraggio dei suoi occhi amo la vita, nell'attimo dell'ultimo ricordo amo il mio sogno.



 

 
 
 

PERSONAGGI DA SUPERMERCATO

Post n°26 pubblicato il 29 Luglio 2012 da ElisaCordovani
 

Lavoro da piu' di 10 anni nella grande distribuzione, sono cassiera e mi piace il mio lavoro,non sono mai stata un'ambiziosa, una patita delle scalate sociali-di nessuna scala a dire il vero-,sono contenta del mio part time che mi lascia tanto tempo libero per dedicarmi alle cose che mi interessano davvero-e con cui si puo' campare d'aria se ci si dovesse sopravvivere-. In dieci anni credo di aver visto di tutto e di aver davvero una visione piuttosto ampia del panorama "clientela", dal briaco cronico che entra trenta volte in negozio per birra/vino/ alcool di qualsiasi natura basta puzzi e bruci a contatto col fuoco; un tipo spiccicato a Merigo, il personaggio di Panariello, solo che il mio cliente si chiama Ciro, elemento conosciuto in tutto il paese e che pure ti strapperebbe una risatina-piccola pero'- non fosse che tal Ciro una sera a chiusura sia entrato in negozio gonfio d'alcool come le mine e barcollando di qua e di la' sia venuto-guarda un po!- alla mia cassa e senza tanti rimorsi non ci abbia vomitato su.....lo so che e' uno schifo, io scappai inoridita e schifata e iniziò subito una disquisizione tra me e l'addetta alle pulizie su chi doveva pulire quel disastro....io dicevo che manco con tuta da palombaro mi sarei avvicinata e lei che toccava a me perche' la cassa e' mia competenza; gira e rifrulla, discuti e discuti l'ha obbligati munita di mascherina a sistemare il casino.

Oppure c'e' la solita cara vecchietta che non vuole,mai mai mai fare la fila,che sia le sette del mattino, primo pomeriggio o le sette di sera e scatena risse con chi invece rispetta il suo turno; escogitando trucchetti per fregare il prossimo, da " mi fa passare mi scongela il gelato?!-e magari siamo in novembre a" scusi c'ho il cane in macchina" e si vede benissimo che la patente questa qui e' dagli anni cinquanta che non ce l'ha piu'. Ma il piu' spregevole dei trucchi della furba vecchina e' iniziare a mettere la spesa sul nastro e poi scappare ogni due secondi a prendere altri prodotti; roba da far intasare la vena a chi furia ce l'ha veramente! -Signorina,ma non gli dice niente? ma non puo' chiudere la spesa e fare me? ma la levi la roba e faccia passare qualcun altro!-.

Ci sono poi i clienti/piloti che alla guida del carrello si posizionano di fronte alle porte scorrevoli del supermercato,all'alba praticamente-ma proprio a letto ci devono stare male-e aspettano con tutti i sensi all'erta e lanciando sguardi intorno per controllare la pole position,che apra il negozio e sfrecciaredentro per primi,sgomitando e combattendo a suon di carrellate per staccare alla forneria il numerino"uno"; augurati di non trovarti sulla via perche' in preda alla foga il cliente/pilota ti spezza una gamba col carrello,ma passa prima lui!

Esiste poi la cliente rintronata,rincoglionita e' una figura che puo' essere donna o uomo,di qualsiasi estrazione sociale e di qualsiasi eta', quella che non capisce niente tanto che ti domandi come faccia a stare in societa' e che dai dai ti rimbecillisce anche te....

-scusi signorina ma dove stanno gli assorbenti alati?-

-sono nella corsia 3, in alto a destra-

-non ci sono-

-appena entra in corsia sull'ultimo scaffale in alto,sono tutti li-

-signorina via ci son gia' stata,non ci sono!-

E allora vorra' dire che visto che sono assorbenti alati saranno andati a farsi un giretto!

-signorina mi mette quelle mozzarelle colle trecce in un sacchettino a parte?(in realta' sono due trecce di mozzarelle,non e' che abbiamo formaggi con la messa in piega) e poi mi saprebbe dire dov'e' il contenitore delle pile esauste?( vuoi sapere che avranno fatto mai per essere esauste......)

sempre la stessa cliente in gastronomia a un cliente che vuole essere servito senza numerino"di fronte a queste cose resto putrefatta( ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah la risata e della sottoscritta che quel giorno non ce l'ha fatta ed e' scoppiata a ridere in faccia alla rintronata)

Esiste poi il cliente/cassiere-di solito uomo-quello che nella vita svolge tutt'altra attivita' ma ha l'anima del cassiere o forse in un altra esistenza era un cassiere

-signorina ma e' sicura che m'ha fatto lo sconto sul salame?-

-lo sconto e' automatico,lo fa la cassa-

-ma e' sicura che lo sconto lo sa fare?( ma potrebbe essere un buono,una carta telefonica,un annullamento)??? perche' secondo me si fa in un altro modo

-si sono sicura non si preoccupi e' tutto fatto-

-no siccome lei mi pare nuova,lo sa fare?-

-si lo so fare,ma non sono nuova sono dieci anni che sono qui- e dentro di me" brutto pidocchioso ma che ti ci vuoi mettere te qui a sedere e far tutto da te??!!!

Poco tempo fa il cliente/cassiere mi fa :-ma domani siete aperti?-

-no signore domani e' il primo maggio e restiamo chiusi-

-io ho saputo che domani siete aperti....ma non se la prenda vedrai a lei non l'hanno voluto dire!-

......VABBE'

 
 
 

.....INCONTRI IMBARAZZANTI......

Post n°25 pubblicato il 14 Luglio 2012 da ElisaCordovani
 

Eccomi nuovamente a raccontare di me tra assenze e guai vari...come si dice le disgrazie non vengono mai da sole,non c'e' due senza tre e quattro vien da se.....insomma me ne stanno capitando di tutti i colori.

A parte l'allontanamento tra pianti disperati e urla imbelvite dalla mia casa-cioe' dalla casa del mio compagno,dove ero"ospite"- che comunque si sta' risolvendo....il mio compagno dopo aver smesso di piangere-urlare-smoccolare-minacciare-aver fatto il gioco del silenzio,ha finalmente iniziato ad aprire le orecchie ed ascoltarmi e forse-udite udite- a capire che ho avuto bisogno di allontanarmi un po,di prendermi uno spazio dove ci sono solo io e il mio sentire e quindi-testuali parole-"prenditi tutto il tempo che vuoi,fai cio' che ti senti io ti aspetto-. Quindi adesso ci sentiamo e ho ripreso a tornare ogni tanto nella casa del compagno,col risultato che oltre che esser qui ospite,sono ospite pure a casa dei miei genitori,che circa 2 anni fa s'erano ben strusciati le mani felici di vedermi lasciare il nido e godersi finalmente la loro pensione( povera gente c'e' da capirli, tra me e mia sorella di colpi al cuore gliene abbiamo dati diversi).

ma come dicevo i guai non vengono mai da soli......mentre io stavo male e ho leggermente perso lucidita',la mia adorata sorella( che secondo me e' stata adottata,anche se di questo non abbiamo prove ne' io ne' lei,ma entrambe abbiamo il medesimo sospetto" o hanno adottato te oppure me,non c'e' verso senno' di aver una sorella così stramba") ha nell'ordine 1) conosciuto un ragazzo in chat 2) se ne e' innamorata 3) e' saltata sul primo aereo disponibile-ovvio come nelle migliori love story il tipo in questione abita in America- per andare a incontrarlo 4) l'amore e' stato reciproco 5) in tre balletti ha preparato armi e bagagli ed ha esortito" mi trasferisco a Boston" ; non fraintendetemi....sono molto felice per lei,e' una stupenda esperienza.... ma porcopicche' PROPRIO ADESSO SE NE DEVE ANDARE??????

Il povero babbo aveva i lucciconi agli occhi e l'aria stravolta anche perche' lui manco sa dove si trova Boston,ma tant'e' non s'era finito di ascoltare la meravigliosa notizia,che l'adorata piccolina di casa gia' era saltata in aereo...... e che poteva andare tutto liscio?! mentre la sorella era gia' in fuso orario hanno ricoverato mio zio di 43 anni in ospedale col peggiore dei responsi e  mentre ti trema tutto intorno a te e non riesci a capacitarti di cosa succeda devi correre un momento si e l'altro pure in ospedale, in una girandola di visite,esami,dottori,reparti stracolmi e visi disperati.

Insomma non e' decisamente un'estate al mare e spensierata....quindi spesso e volentieri vengo a casa del mio compagno,per stare tranquilla e avere la compagnia del mio cane. Ed eccoci al punto-son stata un po' lunga,ma avevo voglia di raccontare queste settimane- del post:

Un pomeriggio me ne sto' tranquilla spaparazzata sul divano a leggere un libro quando improvvisamente il cane inizia ad abbaiare impazzito ed io sento aprire il cancellino di casa.....MA CHI CAVOLO E'???? esistono 3 mazzi di chiavi di questo appartamento...uno e' mio,uno e' del mio compagno....ma il terzo???? doveva essere nascosto in giardino.....mentre mi domando chi e' e chi non e', si apre l'uscio e chi entra bella tranquilla e rilassata???!!! la ex moglie del mio compagno che non mi ha mai accettato, ha sempre parlato malignamente di me...insomma non corre buon sangue,anzi direi che tra noi scorre sangue!

-o te che ci fai in questa casa?-

-questa e' anche casa mia- rispondo io anche se sono ospite ho piu' diritto io di gironzolare qui che lei

-che vuoi?-cerco di essere educata ma mica e' facile, gia' mi sento arrossire,non ci posso fare nulla, sono in imbarazzo anche se non dovrei.

-avevo le chiavi del cancellino per venire a sistemare il cane,poi ho cercato il mazzo fuori e l'ho trovato sotto il vaso e l'ho preso io,così se devo entrare entro, a te che te ne frega o non l'hai lasciato********???-

-ma le chiavi te le ha date *******?- gia' mi prudono le mani se il mio dolce angelo del focolare ha osato dare le chiavi a questa qua

-no le ho prese da sola- MA BRUTTA BEFANA MA COME TI PERMETTI??????

Ora si che mi prudono le mani e insieme mi frizzano pure gli occhi,ma guardate se con tutti questi casini mi devo mettere pure a discorrere CON LA EX MOGLIE del compagno che gira imperturbabile per CASA MIA!!!!

unoduetrequattrocinque......conto e ricorro a tutta la calma e l'autocontrollo dell'universo, sono un po' instabile emotivamente,se ti prendo a sberle sono anche giustificata! -GRAZIE adesso le chiavi me le puoi ridare ci sono io e ci penso io al cane-

-io le chiavi le consegno a *******mica a te se qui non ci stai piu'-

-oh te guarda il caso da oggi son tornata qua in pianta stabile-mentre dico cosi' mi alzo in tutto il mio metro e cinquanta di piccolezza e godo infinitamente e perfidamente di essere si senza tacchi,ma perfettamente truccata,profumata e d'unghia smaltata rosso lacca-si sa tra ex non mettere il dito perche' te lo mozzano-e indico colla mano il mio piccolo trollerino rosa appoggiato in un angolo-lei mica lo sa che e' vuoto da riempire e non pieno da svuotare.

Resta in silenzio e mi guarda con uno sguardo che se potesse uccidere adesso sarebbe il mio angelo a scrivere il post, in quel momento la apprezzo finalmente ha smesso di fare la carina e la gentile quando per caso mi incontra e smettera' se non vuole perdere tutti i denti di chiamarmi "nina"( in toscano gentile significa bimba, in toscano perfido....lasciamo fa).

-le chiavi grazie anche da parte di ********per essere venuta per il cane, e' uno sbadato a non averti detto che c'ero io,ti ha fatto venire per niente,il cane ha gia' la pancia piena,tra poco ha digerito- con ******* faro' i conti piu' tardi,il mio gentile consorte rischia di scatenare un conflitto atomico se non rinfurbisce un po.....

La conclusione della faccenda? terzo mazzo in mia custodia, scenata di gelosia della befana AL MIO compagno sul fatto che non ci eravamo lasciati, mia scenata di gelosia al GRULLO che tutto sornione-e pure masochista- era tutto contento della mia veemente reazione,indice a parer suo di un passionale amore e non di un gran giramento di palle!

 
 
 

SONO E NON SONO un po di discorsi sconclusionati...............

Post n°24 pubblicato il 26 Giugno 2012 da ElisaCordovani

Rieccomi a momenti alterni a umori alterni.......in questo momento-forse da tanto tempo-ho un sacco di pensieri che s'accavallano senza un filo conduttore,senza essere tra loro un racconto,una storia da narrare.....in questo momento ha vinto la mia paura ed e' molto doloroso dirlo e ammetterlo con se stesse,con la propria famiglia,con i propri amici. SONO SCAPPATA forse prima di tutto da una me stessa che non capisco o che non voglio capire.

Ho lasciato la casa dove vivevo col mio compagno e dove ultimamente s'aggirava il fantasma di un Elisa che sperava di essersi ricostruita come aveva sognato per lunghi mesi.

Con lui le cose non andavano o forse e' solo una mia impressione-come lo sguardo del mio amatissimo cane che sembra ancora dirmi" brutta cattiva ma cosa fai? ci lasci? ci abbandoni?"- c'e' una impercettibile ombra tra di noi,un'oscurita' che toglieva dolcezza alle carezze e ai baci, calore alle parole.

E' stato difficile spiegarmi,parlare cercare di farmi capire quando io per prima non capisco,non sento come se tutto fosse opaco e sbiadito e si socchiude gli occhi per vedere meglio einvece non si vede nulla,i contorni i colori si continuano a confondere.

Il mio compagno ha dato proprio fuori di testa,ha pianto,urlato minacciato,aveva paura perche' non capiva e non capiva perche' a volte puff un istante rovescia la tua vita di sempre,la tua quotidianita' e non riesci a trovare un appiglio per sorreggerti,per riprendere respiro, io certo non gliene ho lasciato il tempo.

-Ho bisogno di star sola,ho fatto le valigie,stasera vado via-

Ha tentato di farmi ragionare,ha supplicato,poi ha urlato che sono pazza,folle,cattiva,crudele,senza cuore,poi ha pianto scongiurandomi di non andare,di provare a farlo capire,di spiegarespiegarespiegare perche'perche'perche'

Ma come faccio se non riesco a parlare? se le parole appena le penso si svuotano del loro significato? come fargli capire che lo amo e che voglio stare con lui,ma allo stesso tempo mi vedo davanti una voragine talmente infinita e buia che non so capire,non so superare? che ho bisogno di una solitudine assoluta senza parole,senza baci senza carezze perche' questo mi urla il cuore talmente forte che non capisco come faccia il mondo a non sentirlo?

Mio babbo-poro babbo quanti dispiaceri- mi guardava senza saper che dire,ma per lui parlavano quei lucciconi che stavano fermi nello sguardo e che male babbo,quanto male quando mi giri le spalle e le incurvi scuotendo la testa,come se per l'ennesima volta ogni speranza sembra essersi spenta,come se fossi l'elefante tra i cristalli,che tenta di muoversi,piano e delicatamente,ma non puo' non e' nella sua natura e rompe tutto.....

Francesca ha fatto un lungo,triste sospiro. Non ha detto una parola, mi stringeva la mano,senza dire nulla,ma piangeva ed era,e' preoccupata...come se il passato fosse di nuovo qui tra noi......ieri e' diventato oggi, il bene e' tornato ad essere dolore, il significato si sgretola in schegge che da sole danno altra sofferenza,ancora e ancora.

In questi giorni sono e non sono, mi cerco,mi sogno,mi disprezzo e mi faccio paura. sono e non sono.

 
 
 

CATASTROFICA COLAZIONE-cereali e spine............

Post n°23 pubblicato il 07 Giugno 2012 da ElisaCordovani
 

E' un bel po' che non scrivo sul blog,una piccola-o grande o seria o profonda- catastrofe familiare mi ha tenuto lontana e ancora non so quanto e come essere sul blog.

La catastrofe,la bomba e' scoppiata una mattina come tante, durante la colazione: premetto alcune cose-insomma discorro a ruota libera anche perche' c'ho bisogno di fare ordine,chiarezza e forse pulizia-per meglio far capire la situazione. Io sono una persona che anche se mi alzo alle 4 del mattino-mi alzo,non mi sveglio- riesco a essere un "essere umano" pensante e comunicante solo dopo innumerevoli caffe' e sempre verso l'ora di pranzo; quindi la mattina non sono affatto ciarliera,allegra,socievole, mi piace fare una sostanziosa e lauta colazione(e' quasi un vero e proprio pasto a dirla tutta) in silenzio,al massimo col tg in sottofondo;sono assolutamente incapace di avviare il mio neurone su qualsiasi cosa non sia aprire bocca e inghiottire cibo.

Il mio compagno invece no....e' un super mega chiacchierone,apre gli occhi al mattino e insieme la bocca e non si cheta piu' un secondo fino a che non torna a dormire: lo sai stanotte cosa ho sognato?blablablabla.... oggi voglio fare....blablablabla....ho fatto questo blablablabla e via così via a che i miei timbani non si suicidano.

Dopo pochi mesi che ci conoscevamo siamo andati a vivere insieme trovando un compromesso: la mattina parla pure ma sai che io non ti ascolto e che non capisco niente di cio' che dici.

Ora la fatidica mattina di qualche settimana fa,mentre sfamavo il neurone e con gli occhi mezzi chiusi mi sgranocchiavo i miei cereali avevo accanto a me il mio compagno,stranamente silenzioso-in altra fascia oraria mi sarei preoccupata,mi sarei accorta che qualcosa stava per succedere,ma alle 7 del mattino no-che mi fissava insieme al cane-si pareva proprio che pure il cane si stessepreparando all'imminente catastrofe.....

-Sai una cosa? io desidererei un figlio....e' il momento giusto......-

Io li per li ho continuato a sgranocchiare cereali cercando altro yogurt, ma gia' un campanellino mi trillava nel capo e una parola lampeggiava nel mio cervello: pericolopericolopericolo.......

-hai capito cosa ti ho detto? Desidererei un bambino da te,credo sia il momento giusto che fai non dici nulla???-

Al che quei deliziosi cereali si son tramutati in spine che non andavano piu' giu',in un groviglio che m'ha quasi strozzato,anzi tossivo cosi' forte per i cereali-spine andati di traverso che mi son pure(che schifo) usciti dal naso......ripreso fiato e paonazza in viso le uniche parole che ho saputo dire con la mia solita grazia,delicatezza sono state

-Ma te sei pazzo,ma che stiamo scherzando??!!! Un bambino adesso e' una follia- nella foga neanche mi sono accorta di essermi alzata e aver rovesciato la seggiola-a ripensarci adesso sembrava la scena di una telenovella strappalacrime e cosi incasinata da volerci un ingegnere per capirne la trama.

-Pazzo? perche'? noi ci amiamo,stiamo bene insieme e desideriamo una famiglia,non ti capisco....- era sorpreso della mia reazione e assolutamente intenzionato a una chiacchierata di quelle che certe volte divengono la via per l'addio.

Io avrei potuto dirgli che non non e' ancora il momento per un bimbo per via del lavoro,per vari casini di soldi.....ma questa non sarebbe stata la verita' e il mio essere schietta e diretta mi impedisce di tirarla per le lunghe,di fare arzigogolati discorsi e girate di parole e con la brutalita' verbale che e' il mio bollino di riconoscimento gli ho detto che non volevo ancora un figlio perche' non sono sicura di lui,di noi e forse anche di me stessa.

Apriti cielo e spalancati terra e' divampato un litigio che ha fatto scappare pure il cane-non prima di avermi lanciato uno sguardo che ai miei occhi significava " cattiva, ma non ti vergogni di quello che dici,anzi ma che cavolo stai dicendo????-

il mio compagno l'ha buttata subito sui sentimenti,non sei davvero innamorata,ma cosa si sta' a fa insieme allora,sei immatura,sei vigliacca ecc ecc ecc

L'onesta' che mi contraddistingue mi fa dire che molte delle accuse e delle parole dette quella mattina corrispondono a verita',tranne una: io il mio compagno lo amo, non come prima,ma di piu',lo stra-amo, lo amo perhce' non sta' zitto un secondo,perche' e' capriccioso, disordinato,infantile,lavoratore,arrogante e insieme fragile; ma e' vero che non voglio assumermi responsabilita', e' vero, per adesso voglio essere responsabile solo di me e non di un altra vita, e' vero sto' sempre sulla difensiva, mi proteggo da me scioccamente perche' ho paura di soffrire,quindi adesso questo istante ti amo,ma domani non lo so e di questo non puo' pagarne le conseguenze un bambino.

Ho provato a spiegarmi, a spiegare che ho bisogno di un altro po' di tempo,in fondo sono appena due anni che ci conosciamo e viviamo insieme,che anch'io desidero un giorno avere dei bambini da lui,ma e' come se improvvisamente le nostre due vite che prima si tenevano abbracciate e guardavano nella stessa direzione,sbandassero e cadessero ognuno per proprio conto. Io vorrei poter dire che tutto si aggiustera',che l'amore supera tutti gli ostacoli e tutte le prove,ma sinceramente non so se davvero andra' cosi......e' scoppiata una crisi,s'e' creata una piccola crepa che ogni giorno diventa piu' profonda e buia. Non sono state settimane facili,lui patisce come un cane e io un po' mi sento in colpa e tanto sto' male del dispiacere che gli ho dato.

In questi giorni ho riflettuto molto sul mio passato che inevitabilmente mi ha segnato e forse io non ho saputo girare pagina davvero,chiudere un capitolo e aprirne un altro.

Il mio matrimonio e' durato pochi giorni ed e' finito nella tragedia,l'uomo che credevo sarebbe stato accanto a me per sempre si e' rivelato un estraneo violento e crudele che ha distrutto dentro di me delle cose che non torneranno piu'. Ho sofferto di una grave depressione che ancora adesso ha lasciato delle impronte invisibili,ma che sono ancora li, ce l'ho fatta e so che ce la faro' altre mille volte a sconfiggerla,ma sono terrorizzata dall'idea di stare male di nuovo,sto' concludendo adesso la terapia e davvero non credo di riuscire a fare niente altro che cercare di essere felice. Non me la sento di essere mamma adesso. Mi girano le palle perche' 4 anni di sofferenza atroce,di dolori buttati sulle spalle di chi era accanto a me di lotta e lacrime e sangue per vincere quando nessuno piu' credeva ci sarei riuscita e ancora ci sono questi filamenti vischiosi che te li senti appiccicati addosso e sono paure,vigliaccherie irresponsabilita', l'aver disimparato a sognare e vivere solo giorno per giorno: oggi ci sono, tu ci sei,ma domani chissa'...... Tornando alla "catastrofe" io e il mio compagno siamo insieme, un po' vicini e un po' lontani a leccarci le ferite e chissa' questa storia che finale avra'.

 
 
 

the versatile blogger award

Post n°22 pubblicato il 19 Aprile 2012 da ElisaCordovani
 

Questo premio richiede le seguenti regole:
a. nominare, ringraziare e "linkare" chi ha consegnato il premio
b. dire 7 cose, fatti e notizie su se stessi
c. assegnare a nostra volta l'award ai 15 blog che si ritengono interessanti e che si seguono, fornendo giuste motivazioni. Comunicare loro che hanno vinto.

Ringrazio Margherita88 autrice del blog ARTE_MIA che mi ha scelto in un momento particolarmente difficile, questo gioco mi permette di svagarmi un po', mi dispiace solo di non aver ringraziato a dovere Margherita,ma lo faccio adesso !

Vi racconto le 7 cose:

1- Amo moltissimo la poesia,soprattutto leggerla perche' mi trasmette profonde emozioni,mi permette una riflessione su me stessa,un introspezione che altrimenti non credo riuscirei a fare

2-Adoro in maniera viscerale i cani; ho invece il terrore dei gatti e dei conigli-un coniglio,vivo o morto che sia, mi mette in uno stato d'ansia incredibile,neanche dovessi essere fritta io al suo posto!!!!

3-I miei hobby sono la lettura,la scrittura,la fotografia,la cucina,la pittura; ho fatto un miserevole tentativo di creare un orticello,con esiti alquanto deludenti,ma non demordo!

4-Spesso scrivo delle bischerate e questi 7 punti mi pare di essere sulla via giusta

5-Sono mentalmente instabile,e' un dato di fatto,me la posso raccontare come voglio,ma certe volte non me la cavo dicendo che la stravaganza e' al confine con la follia

6-Le persone piu' importanti della mia vita sono la mia stupenda e ingombrante famiglia, i miei amici e Stefano che potrei ad oggi definire l'amore della mia vita-a oggi!

7- Il mio suddetto compagno mi rimprovera svariate piccole mancanze,sciocchezzuole: testa tra le nuvole, la memoria di un baco-cioe' assai poco precisa-, i pochi neuroni funzionanti-io gli rispondo che sono in possesso di un solo neurone ma grosso come un criceto che assolve a tutte le mie necessita'-la pericolosita' alla guida, la lentezza nel mangiare e soprattutto la mia ormai proverbiale brutalita' verbale: "io(me medesima) non ho ASSOLUTAMENTE intenzione di sposarmi se ti va bene possiamo continuare a vederci,senno' io ripiglio i miei ciottolini e me ne vado. Va bene?-

Adesso vi racconto i 15 blog a cui assegno il premio,precisando che si tratta di un gioco,che ne seguo molti e che quelli sotto citati sono quelli che visito piu' spesso e che li cito non in ordine di importanza.

-il blog di Mandorla Amara perche' allegro,ricco di spunti di riflessione, di esperienze di vita raccontate senza veli ne' ipocrisie ;

-il blog Sogni Digitali di Sagredo58 che segnalo per i post interessanti,mai scontati,per il diverso punto di vista sugli svariati argomenti;

-il blog Campi Elisi di Hugopoet per le liriche bellissime in esso contenute;

-il blog Raw Motion di Hugo_foto per le splendide fotografie;

-il blog di Cialtrone Straparla  -parola di cialtrone-perche avete presente dopo una giornata dove tutto va storto,ma proprio di brutto? ecco passare e leggere un suo post ti rimette al mondo....poi mi sa che pure lui e' un po instabile-in senso buono-;

-il blog In Memoria di Me di the  LastDayoftheWinter perche' ogni post e' un piccolo tesoro prezioso di emozioni e sensazioni;

-il blog Difrazioni Visive di PolvereRugiada perche' il blog e' bello visivamente e i post mi suscitano sempre commozione;

-il blog the Dark Side di Pauline Dumas per la bellezza del blog, le poesie proposte,le citazioni,le foto e i video;

-il blog Ricomincio da qui di LaScrivana perche' sia le poesie che le storie sono belle,ricche' di spunti di riflessioni e confronto;

-il blog Jamboree di pantouffle2011 per chi ama l'ironia e l'autoironia di guardare il mondo e la vita, per chi ama come me lo sproloquio;

-il blog Silk di PapaveriSparsi perche' leggerne le parole ti trasporta nell'emozione,nella fantasia,nella malinconia nella gioia;

-il blog InsonniaCreativa di Alice_insonne per la freschezza,l'innocenza,lo spessore dei post che devo essere onesta mi hanno commosso piu' di una volta;

-il blog Massimo Coppa Zenari di MassimoCoppa per i post sempre attuali e interessanti e il confronto che propongono;

-il blog Un posto per noi di LadyMarianna01 per la sensibilita' dell'autrice sia nei post che propone sia nei suoi commenti;

il blog Io ce l'ho profumato di giginosco che leggo da poco,ma che trovo divertentissimo e mi riprometto di rifarmi quanto prima!

Auguro a tutti voi una serena notte!

 
 
 

CIAO "NUVOLO"

Post n°21 pubblicato il 12 Aprile 2012 da ElisaCordovani
 

Renzo ha piu' di novant'anni,li ha festeggiati a gennaio insieme agli 11 figli,ai 12 nipoti e ai 3 bis nipoti, e' stata una bella festa,ripeteva- che bella armonia c'e' oggi,che bellezza ho davanti gli occhi!-,una vita lunga non scevra di dolori,perdite,sacrifici e sofferenti decisioni. Ha lavorato una vita per la sua famiglia,purtroppo non riuscendo sempre a provvedere ad essa, alcuni figli erano stati mandati in collegio perche' non aveva da sfamarli,ed era stata una sofferenza indicibile per lui e per i figli-nessuno amava parlare di quei giorni tristi; altri figli erano stati costretti a lavorare da piccolini nei campi e a non metter quasi piede a scuola. Aveva amato moltissimo sua moglie, da cui aveva avuto 15 figli- deh a quei tempi non c'era mica la televione,che vuoi...!- quattro dei quali morti da piccoli. Era sempre stato una forza della natura,allegro,simpatico,amorevole,ma con un gran brutto carattere: se si metteva in testa qualcosa non c'era verso di fargli cambiare idea,dispettoso fino all'esasperazione. Quando era rimasto vedovo aveva fatto acciucchire i figlioli per i cimitero,nessuno andava bene,alla fine riusci a trovare un cimitero in collina dove la tomba della moglie sarebbe stata illuminata dal sole per gran parte del giorno. Si era anche  intestardito di sposare la badante della moglie-aveva gia' ottant'anni- per restare nella sua casa,sistemare la signora che non aveva permesso di soggiorno e farsi tranquillamente i fatti suoi. I figli fecero il diavolo a quattro su questo fatto,qualcuno provo' a dire che la giovane signora era sinceramente affezionata al vecchietto e lo curava amorevolmente,che il pover'uomo non possedeva niente e che ella non aspirava certo al patrimonio;ma non ci fu nulla da fare :ne i pianti di Renzo,ne altro;la signora fu licenziata e Renzo dovette decidere con chi andare dei figli, e lui gli fece vedere a tutti quanti i cosidetti sorci verdi. -Vengo da te- si trasferiva dal figlio e dopo 15 giorni cominciava a lamentarsi che la nuora era disordinata,che i nipoti facevano troppo casino,che in casa toccava fare tutto a lui,che non era libero di fare i suoi comodi. Così facendo cambio casa e figli 5 volte in un anno.

Renzo non aveva mai preso la patente, guidava un'ape verde e l'ha guidata fino a 85 anni suonati,rappresentando sotto tutti gli aspetti il piu' classico dei pericoli pubblici: cieco,sordo,poco avvezzo al codice stradale che per i suoi gusti si ingarbugliava sempre di piu'.

La mattina si alzava,si metteva il vestito buono- per tutta la vita giuro non l'ho mai visto senza cravatta e senza occhiali da sole-e prendeva la sua ape per gironzolare tutto il giorno; prima tappa sempre il cimitero per salutare la moglie.

Un giorno chiama un figlio e sornione gli fa- sto' andando a trovare i parenti di Grosseto,mi annoiavo-,il figlio-babbo ma c'andate col treno?-

-ma che treno e treno,un ci capisco nulla di quei cosi,sto' andando giu' con l'ape!-

-Babbo!!!!! non potete fare 150 km ad andare e altri 150 km per tornare! non...- Click, il vecchietto aveva attaccato il cellulare e l'aveva pure spento per evitare i soliti battibecchi coi figli. - si vedrai ho fatto pure l'autostrada, c'erano certi grulli che mi sfrecciavano intorno,poi si brontola che succedono gli incidenti-

Un giorno aveva vinto una piccola somma al lotto e tutto convinto era andato da un suo amico-si racconta un po' losco e parecchio grullo a eseguire l'ordini di Renzo-per farsi truccare l'ape- che ti pare posso andare a due??!! mi ci vole una giornata per spostarmi!-. Il tipo oltre ad avergli modificato il motore,l'aveva condotto- gli sembrava di essere forse sulle piste di formula uno?!-a fare una prova per una stradina poco battuta e soprattutto poco praticabile. Il risultato? alla prima curva l'ape lanciata a tutta velocita' si era ribaltata piu' volte su se stessa col vecchietto dentro fino a diventare una bella scatoletta di latta! Renzo si era fratturato la spalla e sfracassato quella sua testaccia dura ma niente di piu'- E sono i figlioli che mi rompono i c******i,ma cosa volete che sia?! un piccolo imprevisto!- E giu' a litigare per fargli lasciare definitivamente l'ape in garage. esasperati i filgi escogitarono uno stratagemma: manomettere il motore e far dire al meccanico di fiducia che ormai era da buttar via. Certi che tutto si sarebbe risolto misero fuori uso il motore.

Il buon Renzo rimessosi dall'incidente si reco'dal meccanico e questo lesto gli disse che il motore,pace all'anima sua,l'aveva lasciato e che si doveva rassegnare a lasciar l'ape dentro il garage. Renzo non fece una piega,dopo qualche giorno torno' dal meccanico con un gran sorriso- Sono stato alla Piaggio ho comprato un altro motore,adesso ce l'ho metti nuovo,a me l'ape serve!!!-

Un altra passione di Renzo era la caccia: durante il periodo lo vedevi sempre per boschi col suo fucile e l'immancabile cravatta-mica devo essere scialbo solo perche' incontro solo cinghiali!- e i figlioli con il crepacuore che combinasse qualche disgrazia e invece d'ammazzare un cinghiale ammazzasse un cristiano-la vista quella si l'aveva abbandonato da un po....- . Alla fine i piccoli acciacchi l'avevano convinto a smettere con la caccia-appese al chiodo la carabina a 88 anni-; abbandonata l'ape,tolta la caccia Renzo trovo ben presto il sistema di impegnare la giornata: esisteva una stupenda invenzione,l'abbonamento del pulman per poter scorrazzare liberamente senza il controllo dei figli, la briscola con gli annessi trofei e la misericordia dove allegramente Renzo andava a trascorrere i pomeriggi insieme a "tutta quella bella gioventu'!"

Un giorno i figli ricevono una chiamata dai carabinieri: Renzo e' rimasto coinvolto in una rissa dentro a un circolo ed e' al pronto soccorso perche' l'hanno gonfiato come una zampogna. Come un tam tam i cellulari squillano per mezza Toscana tra i figli per avvisarsi e per capire come diavolo ci fosse finito in una rissa; la verita' era in bocca al barista,Renzo aveva scommesso un boero con un tizio un po strambo,chi vince tre briscole ha diritto a un boero. Renzo astutissimo giocatore l'aveva letteralmente stracciato,ma il tipo credendo d'aver davanti un innocuo e rimbambito vecchietto non gli voleva comprare sto' fottuto boero e Renzo offesissimo aveva alzato un polverone:lui aveva vinto le briscole e VOLEVA IL BOERO, il perdente non aveva onore,mancava alla parola data;per chetarlo il tizio l'aveva spintonato,il vecchietto era cascato offendendolo con tutte le parolacce possibili e spaccandosi la testa contro un tavolo. Proverbiale rimase la nipote attrice di Renzo,che avvisata dell'incidente, abbandono' il teatro dove provava lanciando il copione alla prima malcapitata urlandole-stasera vacci te in scena-e saltando in auto corse a tavoletta all'ospedale con bellicose intenzioni contro il mostro che aveva osato sfiorare il nonno.

Nell'invecchiare Renzo aveva maturato una paura terribile della malattia e della morte,ripeteva che se la morte fosse venuta lui si sarebbe nascosto per non farsi acchiappare,lui non voleva ancora morire- c'ho da fare ancora tante cose!-

Dieci giorni prima di pasqua Renzo si e' sentito male ed e' stato ricoverato in ospedale dove la piu' terribile delle risposte e' stata data ai figli:-e' un cancro dobbiamo operare subito- Alle obiezioni dei figli sull'eta' avanzata i dottori avevano risposto che Renzo aveva gia' deciso da solo essendo pienamente cosciente e soprattutto gli aveva chiesto di guarirlo perche' aveva da fare tante cose-che cosa avesse ancora da fare a novant'anni non era chiaro(...." cara mia c'ho da vivere,da assaporare il tepore del sole,il pungere delle gelate, da accarezzare ancora e ancora.....).

Ai medici aveva chiesto perentorio-dovete dire tutto a me,mica ai miei figli...!-

-Renzo avete un tumore grosso,lo dobbiamo togliere- Renzo aveva pianto dalla paura,aveva fatto giurare ai dottori che l'avrebbero guarito e rimandato a casa- Se vi comportate bene ci sara' cinghiale per tutti!-. L'avevano operato e tutto era andato bene, Renzo si era risvegliato meglio di un ventenne,con la sua solita voglia di scherzare- Appena esco di qui si fa una bella festa,si fa una scorpacciata!- ripeteva ai figli e nipoti che non l'avevano mai lasciato solo e giu' di battute e barzellette. Le preghiere di tutti che Renzo restasse ancora un po con noi erano state ascoltate.

I medici erano seri e parlando con i figli avevano rivelato che Renzo non stava bene come sembrava,ma anzi peggiorava di minuto in minuto,si dovevano preparare al peggio e inziare a salutarlo.

La mattina di Pasqua alle cinque Renzo si era svegliato e aveva chiamato l'infermiera- ho fame mi puo' portare la colazione?- Renzo non poteva mangiare niente,l'infermiera per tenerlo buono gli aveva risposto-dopo ti porto un po di the',ma dopo-

- Senta il the' lo prenda lei, a me andrebbe un panino con il salame,e' possibile?-.

Piu' tardi nella mattinata i figli furono chiamati con urgenza perche' Renzo aveva un'emoragia interna ,doveva essere operato di nuovo. Alla fine dell'intervento il chirurgo non pote' far altro che chinare il capo e dire sommessamente ai figli che Renzo era in coma,che non soffriva piu' ma che non si sarebbe piu' svegliato.

          *****************************************************

Renzo( nome di fantasia) era mio nonno. E' morto nel pomeriggio di Pasqua circondato dai figli e dai nipoti, avrei altre mille cose da raccontare di lui,ma voglio finire come lui voleva: "quando io muoio non voglio pianti,tragedie,torno a stare accanto all'amore e voi dovete fare una festa in mio onore e ridere e amarvi". CIAO NUVOLO

 
 
 

per un anniversario

Post n°20 pubblicato il 31 Marzo 2012 da ElisaCordovani
 

Ciao Rocky sei stato davvero un bravo cane,il migliore che mi poteva capitare. Adesso non ci sei piu',questo e' il mio saluto,spero che dove andrai ci siano prati belli grandi dove correre spensierato e tanti bocconcini da mangiare. Vorrei esistesse un paradiso dei cani e vorrei saperti gia' li' sereno e contento,so che poi un giorno ci ritroveremo e sarai di nuovo il mio cane. Sei stato il mio migliore amico,spesso l'unico che mi amava semplicemente perche' eravamo insieme,senza motivi o bisogni se non volersi bene. Mi rimangono tanto ricordi a tenermi compagnia al tuo posto:come ti piaceva correre e saltare, come amavi stenderti al sole a scaldarti, come ti piaceva stare vicino al camino acceso. Ti parlavo tanto,tutti ridevano di questo,ma noi lo sappiamo che davvero mi ascoltavi. Quante volte ti abbracciavo e piangevo per i dispiaceri piccoli e per i dolori grandi,quelli che ti schiacciano il petto e ti tengono svegli di notte. Quante notti passate cosi....quando le lacrime erano finite, ti accovacciavi in fondo al letto,sembrava aspettassi che mi addormentassi prima di farlo anche tu. Io oggi non vorrei piangere,perche' ho la stupida convinzione che mi puoi ancora vedere e dispiacerti per me.....adesso non posso piu'vedere la tua coda scodinzolare e capire che sei contento e stai bene.....nel dubbio non voglio piangere. Eri malato da tanto e ho sempre sperato di non doverti veder soffrire,speravo ti addormentassi sereno dopo una carezza e nella notte un sogno ti portasse via.Così non e' stato e spero che non tu abbia sentito troppo dolore. Mio piccolo amico so che hai perdonato le mie mancanze, noi esseri umani siamo così stupidi rispetto a voi cani....pero' te lo dico lo stesso: perdonami quando ti ho sgridato senza motivo perche' ero nervosa, perdonami per tutte le volte che ti ho dedicato poche attenzioni perche' ero impegnata in cose che mi parevano piu' importanti. Grazie della tua amicizia e del tuo amore, sono stata fortunata a scoprire quanto bene puo' portare nella vita un piccolo amico e lo auguro a tutti di poter conoscere l'amicizia speciale tra un uomo e un cane. Ti ho voluto tantissimo bene e mi mancherai, la mia preghiera e' un giorno ritrovarci in cielo e averti vicino per l'eternita'.

CIAO ROCKY

 
 
 

poesia su di noi

Post n°19 pubblicato il 29 Marzo 2012 da ElisaCordovani
 


Ci sei tu nelle parole
bacio la curva dei tuoi fianchi,
e' toccare l'animo senza farti male,
lascio li me stessa
mi perdo di te e delle tue mani.
Ci sei tu nelle parole
ho voluto il cielo per volare
sognavo te e la luce,
una notte per stare soli,
guardare i tuoi occhi
e vedere i miei sogni,
fuochi accesi e bicchieri vuoti.
Ci sei tu nelle parole
mentre mi domando
che senso ha l'orizzonte
-non m'importa piu'
le mie canzoni tristi
non servono,
e' venuto il tempo di
musica dolce,
cancellati destini sconosciuti
e chiusi vecchi libri
-li restano tutte le lacrime dell'amore
Ci sei tu nelle parole,
sara' polvere tutto il dolore passato
voglio dono del tuo domani,
baciami e non mi voltero'
piu' indietro,
quando sara' sera e la luce confusa
dissolvero' tutta la tua malinconia,
basta farsi male, basta stare lontani.
Ci sei tu nelle parole,
altri sogni da attraversare
e poesie da scrivere all'ombra dei giorni,
sguardi sedotti da sguardi,
baci stregati da baci,
e noi due

 
 
 

VOGLIO FARE LA COMUNIONE!

Post n°18 pubblicato il 28 Marzo 2012 da ElisaCordovani

Nella mia infanzia la mia famiglia mi ha insegnato molte cose, i miei mi regalavano moltissimi libri ma proprio sulla religione,la chiesa,la dottrina erano un po' scarsini,va detto...Sapevo giusto il minimo indispensabile: c'e' Dio che e' buono e ci ama e' come un nonno-io lo consideravo un amico di Babbo Natale tanto per intenderci-c'e' Gesu' bambino che e' come Dio e poi ci son gli angioletti e stanno tutti in cielo. Stop niente di piu',ne preghiere,ne' crocefissi ne tanto meno visite in chiesa; anzi a dirla tutta mio nonno comunista ed ex partigiano ogni tanto tirava fuori una bandierina colla falce e il martello e mi diceva-vieni qui e dagli un bacino!-

Nessuno in casa andava mai alla messa,neanche per Natale,io credo d'averci messo piede la prima volta solo verso i 6 anni,se si esclude il giorno del battesimo,ma quello non lo ricordo,ma ci son le foto che lo testimoniano-poi cosa m'avranno battezzato a fare proprio non lo so visto,ma non si puo' pretendere perfezione-.

Il vecchio prete del paese visto che nessuno si presentava mai aveva l'abitudine di venire ogni tanto la sera a trovare mio nonno e la famiglia per chiacchierare un po'-anche di Dio- e a bere un bicchiere di vino-se posso permettermi non so quale fosse la principale ragione!- Era un brav'uomo che parlava semplicemente ed era davvero interessato alla nostra famiglia e ai piccoli guai di tutti i giorni,era forse l'unico prete sulla faccia della terra che avesse l'onore di sedersi accanto a mio nonno.

Poi il prete invecchiando aveva smesso di venire e celebrare la messa-mio nonno allora,pure lui acciaccato,ma piu' in salute del prete,prese a farsi portare da lui e lo fece fino a quando pote'-e arrivo' un nuovo prete che faceva anche la dottrina ai bambini per fare la comunione. Dottrina a cui dovevo andare anch'io. Tutti i sabato pomeriggio c'era un ora di dottrina,mia mamma mi cambiava,mi metteva un vestito carino e mi spediva alla chiesa; io arrivavo davanti la chiesa,posavo il librino delle preghiere e mi defilavo per andare a giocare, per fantasticare per i fatti miei,insomma il prete se mai mi vedeva era da lontano mentre correvo nei campi o ruzzavo coi gatti; credo di essere andata forse una o due volte e gia' non mi tornava il discorso di mangiare il corpo di Cristo-che avevo capito era l'altro nome di Gesu' bambino,anzi era il suo nome da adulto-mi faceva sentire triste,mi pareva una cosa terribile e l'avevo anche detto al prete che io non lo volevo mangiare-vi lascio immaginare la sua reazione-

Ero poco piu' di una bestiolina selvatica-nel senso che in piu' avevo la parola e stavo su due gambe-dovevo correre,saltare,sentire il sole sulla pelle o il gelo pungere sulle gote,avere il fiatone a forza di correre; impossibile stare ferma e buona, gia' era una tortura la scuola,la dottrina era troppo.

Mia mamma era convinta frequentassi il catechismo,anche se non approfondiva mai i vestiti sporchi d'erba e terra, era impegnata a lavorare e non stava dietro a queste faccende,mi spediva a piedi in chiesa e per lei era tutto a posto.

Un sabato mentre giocavo-ovviamente anche quella volta niente lezione- alcune bambine della dottrina mi si erano avvicinate e avevano iniziato a prendermi in giro perche' parlavo coi gattini,perche' ero vestita da maschio-portavo anche i capelli cortissimi,niente orecchini,niente fiocchetti,sembravo a tutti gli effetti un bambino- perche' facevo collanine con le margherite(cose da poppanti)ero diversa,su questo non c'e' dubbio e come avrei piu' in la' capito il diverso non piace e spesso fa paura. Una di queste bambine con la crudelta' dei piccini mi disse-sei una contadina ignorante e te la comunione non la fai,l'ha detto il prete,noi ci vestiamo tutte da principesse e tu no! sei brutta e non capisci niente!-. Ero rimasta male di quelle prese in giro,non le capivo,mi era estraneo attaccare e dire cattiverie a chiunque,io facevo il mio e non mi interessavo degli altri; ma era gia' capitato,il mio amico del cuore era disabile e gli altri bimbi non ci facevano giocare a pallone con loro perche' lui non correva bene,quindi eravamo sempre io e lui a giocare assieme;non me ne era mai importato granche', io gli volevo bene e in realta' neanche mi accorgevo che non correva bene.

Tante volte quelle bambine mi avevano preso in giro,non mi invitavano mai a casa loro e ai compleanni,ma fino ad allora avevo liquidato il tutto con il fatto che gli ero antipatica; a me faceva schifo l'insalata e mica ci potevo fare qualcosa non la mangiavo e basta, a loro ero antipatica e cosa potevo farci? niente.

Quella volta invece restai malissimo,forse perche' un grande-il prete-avevo parlato di me,forse perche' sentirmi esclusa da qualcosa senza che io avessi fatto niente di male mi pareva una terribile ingiustizia-anche se in fondo io a dottrina non andavo,e' vero,ma non lo ritenevo una cosa cattiva-o forse semplicemente mi giravano le scatole perche' non avrei messo il vestito da principessa-a quell'eta' avevo il capo pieno di principesse,principi,fate e zucche- fatto sta' che tornai a casa e piansi come una disperata perche' non mi facevano fare la comunione;mia mamma povera donna non riusciva a capire,io continuavo a strepitare che anch'io volevo vestirmi da principessa e fare una festa come le altre bambine. Ero inviperita-erano i primi albori dei famosi "cinque minuti"o come dir si voglia "mi si chiude la vena-e dissi anche per la prima volta che quelle bambine mi prendevano in giro e io non capivo come mai perche' ero uguale a loro-oggi posso dire con assoluta tranquillita' che ero molto diversa e lo sono rimasta,che sia una fortuna non lo so,ma un dato di fatto si-.

La sera i grandi di casa fecero una riunione sulla faccenda-era strano che piangessi a lungo o facessi i capricci,non era da me e questa cosa li aveva molto colpiti-, mio nonno tanto per non sbagliare suggerì a mia mamma una punizione per me perche' avevo sbagliato per prima a non frequentare la dottrina( boia deh 2 settimane senza bici!!!!) e che i miei genitori andassero a parlare con il prete per vedere se ci fosse maniera di farmi fare la comunione.

Mia mamma chiese un appuntamento al prete e si incontrarono per discutere di questa situazione -no signora la bambina non puo' fare la comunione,non e' mai venuta a catechismo,non e' preparata,non conosce neanche una preghiera!!! non sa niente di Dio, di Gesu' ed e' anche vostra la colpa perche' in famiglia non vivete la Chiesa-. Mia mamma cercava di spiegare al prete che anche se non frequentavamo la chiesa questo non significava il completo ateismo da parte della famiglia,difatti ero stata battezzata e che ero solo una bambina e non era giusto escludermi e farmi soffrire solo perche' non conoscevo un Ave Maria -mi impegno io a insegnarle tutte le preghiere e se lei ci da una mano puo' insegnargli quello che deve sapere per poter affrontare il sacramento-

-Signora lo sa che cosa ha detto la bambina a dottrina???!!!! spiegavo che Dio ha creato l'universo e la piccola ha alzato la mano e ha iniziato a dire che in televisione aveva visto un documentario e che l'universo e' nato da un BIG BANG e non si parlava di Dio!!!! lo sa che un giorno mi ha chiesto cosa nascondo sotto la tonaca??!!! rideva e diceva che mi portavo appresso gnomi di non so che mondo...signora la bimba e' molto infantile per la sua eta' e non credo sia opportuno chiudere un occhio,non si puo' fare la comunione per mettersi un vestito-. Mia mamma gia' scocciata per la poca comprensione ribatte'- mi pare che tutte le bimbe vogliano fare la comunione per il vestito,tutte sono piccole e infantili,non prendevano in giro Elisa perche' non conosce l'Ave Maria,ma per lo stupido vestito,quindi nessunadi loro la dovrebbe fare! Poi mi pare poco umano e caritatevole prendere come cattivo esempio per i bambini un'altra bambina,non si doveva permettere e soprattutto doveva parlarne con me se le risultava che mia figlia non fosse idonea...poi mi sembra ridicolo parlare di idoneita' o meno,sono tutti bimbi che imparano a conoscere la religione,così facendo crede di avvicinarci alla Chiesa?, comunque parlero' con il vescovo della faccenda e vedremo-.

Mia mamma si era inviperita anche lei con questo sacerdote che le sembrava capisse ben poco dei bambini,dei loro pensieri e oggi lo credo anch'io.....senza saperlo io incontavo Dio nei miei giochi e nelle mie storie,nella mia amicizia con il mio sfortunato amico,nei miei discorsi agli animaletti,o almeno incontravo il Dio che desidero da adulta pregare, a cui affidare il mio dolore e le mie angosce, il Dio da ringraziare tutte le volte-son parecchie-che mi sono rialzata.......

Fatto sta' che mia mamma mi carico in macchina e mi porto' dal vescovo in persona. Prima ci parlo' lei e poi il religioso chiese di potermi parlare da solo: la ricordo quella conversazione, il vescovo mi chiese se secondo me esisteva Dio e io gli risposi di si e per fare bella figura-mi piaceva impressionare i grandi-gli raccontai di Gesu' bambino che per me era come un amico anche se non lo vedevo e che la mia mamma mi aveva parlato sempre bene di Dio,di Gesu' e pure degli angioletti. Avevo attaccato bottone e vedendo che il vescovo mi ascoltava gli raccontai moltissime altre cose,che niente c'entravano-o tutto a seconda dei casi-sulla mia vita e su come trascorrevo le mie giornate.delle storie che inventavo,dei mondi che credevo esistessero; gli parlai anche del famoso documentario,scusandomi se non avevo capito che l'universo l'aveva inventato Dio,ma ancora ero piccola e non capivo tutto. Ricordo che era entrato un altro prete dicendo che s'era fatto tardi e il vescolo doveva uscire; l'uomo mi bacio latesta e mi fece promettere di imparare qualche preghiera e dirle la sera,di pregare per chi amavo e anche per lui,se volevo. Io gli risposi che qualche preghiera se andava bene la potevo inventare anch'io e che certo avrei pregato. Il vescovo lascio' la stanza e disse a mia mamma" non ci sono problemi,la piccina e' rponta e puo' fare la comunione- . E così fu. Devo dire che il vestito da principessa era dimorto scomodo e tempo poco gia' me l'ero tolto a favore di abiti piu' consoni,ma la messa fu emozionante e io ero felice di dire le preghiere imparate-con grossissima fatica-e di dirne una inventata da me al momento di dedicare un pensiero a Dio e alla propria famiglia.

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Ho poi incontrato la fede da adulta,trovandoci conforto,ma ancora oggi io i preti mal li sopporto,non ci posso far niente,sono con loro in totale disaccordo su quasi tutto,il Dio che io prego non condanna,ma perdona e ama, la fede che io vorrei vedere in OGNI SACERDOTE e' quella che animava Madre Teresa e tanti-ma pochi per me- preti sconosciuti che si sono completamente dedicati a chi soffre.....non lo trovo caritatevole non entrare in casa mia e non benedirla perche' sono separata e adesso convivo.....che colpa dovrei espiare se in viaggio di nozze ho trovato mio marito a letto con la sua amante-per giunta mia parente e testimone di nozze-???!!!! dovevo praticare il perdono??!!! certo,ma cosa avrei dovuto fare se il mio consorte aveva ben altra intenzione? vivere in casa in tre??!! io lui e lei???!!! perche' il mio tra poco ex marito ha portato nella casa coniugale l'altra e me e i miei ciottoli li ha buttati in mezzo alla strada. Forse il convento sarebbe stata la scelta giusta,io invece scelgo l'amore,come ho sempre scelto e vedo nell'amore una grande benedizione...ma questo la chiesa non lo concede....insomma tra me e i preti e' quasi sempre buriana( conflitto grosso) e proprio non c'e' scampo!

 
 
 

SOGNI DI ROSE

Post n°17 pubblicato il 28 Marzo 2012 da ElisaCordovani
 

Anch'esse si abbracciano
cieche e mute,
si perdono senza incontrarsi mai,
 -smettendo d'amarsi.
Si frantuma il cielo
tra gli artigli dei ricordi,
squarciando nuvole e carne,
svanisce il vento in ritagli di parole
-nessuna ha il sapore dell'amore,
mi manca il silenzio che fa la felicita',
il riso innocente dei nostri baci.
Anch'esse nascondono
fragilita' tra le pieghe della vita,
tradiscono cieli scuri senza piu'
stelle,sconosciute
tra gigli e orchidee,
vicini senza sfiorarsi mai,
perse di sogni senza volto,
senza nome
-senza sapere di vivere
Cosa ne' sara' di questi acquerelli dolorosi
con cui coloro i miei giorni
e le mie notti,
se di buio restano i mei passi,
la tempesta abbandona infine
il suo furore per lasciare
la dolcezza dell'arcobaleno,
anch'esse sognarono
rugiade e soli e piogge,
tornarono a fiorire nella
stessa polvere e io
con esse

 
 
 

....SCHIAFFEGGIATRICE FOLLE......conclusione di una pessima giornata

Post n°16 pubblicato il 26 Marzo 2012 da ElisaCordovani

(....) Siamo davanti al responsabile del negozio,la ramanzina va avanti da una mezz'ora abbondante, nell'aria aleggia la catastrofe:RICHIAMO DISCIPLINARE....mi borbotta la pancia,anzi il mio stomaco urla disperato che ha fame! Lo so e' il momento meno adatto,mi dovrei preoccupare della lettera che potrebbe rovinarmi un po',ma sono in piedi dalle 4 e boia l'ora della colazione e' passata da un bel po'!

- Ragazzi dovro' parlare con ************ e poi vi farò sapere-

Ahia deve consultarsi con il supermegacapogalattico; Dario e' bianco come un cencio, biascica non so che cosa-o forse sta' per svenire pure lui dalla fame....Dovrei stare zitta,chinare gli occhi e aver l'aria pentita,ma non ce la faccio,sono preda dei miei famosi-e pericolosi- "cinque minuti"

- Senti parlaci pure,ma mi garberebbe parlarci anche a me e dirgli che siamo organizzati un po da schifo,perche' se mi rubano mezzo reparto e li vedo,io non mi posso girare da un'altra parte,non ce la faccio e qui non c'e' ne' l'antitaccheggio ne' una guardia,ne' un omo grosso a cui rivolgersi in questi casi!!!!- Ecco,ho aperto bocca e dato fiato alle trombe,potevo evitare,ma i miei cinque minuti son proverbiali,mi si chiude la vena e addio logica e razionalita'.

Dario e il capo negozio mi guardano come fossi impazzita,forse potrei dire che ho sbattuto la testa e mi sento molto confusa,anzi piu' confusa del mio solito!

-scendete giu' e tornate a lavoro- la voce e' piu' gelida della brina di dicembre, quindi non dico come vorrei- mi dovresti dare una nuova divisa,questa e' imbrattata di sangue e mi pare brutto presentarmi cosi'-; nessuno pensa al mio orecchio,sento che mi sto' trasformando in Dumbo tanto lo sento gonfiare e dolere,mi sento un catorcio pronto alla rottamazione. Mentre mi compiango ecco arrivare i carabinieri...... gia' c'e' da fare la denuncia,il negozio e' pieno di gente il direttore non si puo' muovere,il vice neppure, insomma dai e dai dobbiamo andare io e Dario.

Seguiamo i carabinieri mesti mesti, i clienti ci guardano,non capiscono se siamo reduci da una rissa e io ho avuto la peggio,se ci stanno arrestando,se mi hanno investito con un muletto....Arriviamo in caserma,c'e' pieno di gente e ci tocca aspettare il nostro turno e i carabinieri non paiono aver fretta.

-Deh sei contenta???!!! Chissa' quanto ci si sta',se si deve poi tornare in negozio a finire il turno,perche' mica crederai che c'abbonino le ore vero???!!! io oggi pomeriggio c'avevo i calcetto.....- Non continua perche' sto' letteralmente ringhiandogli contro

-Oh Dario  che m'importa del tuo calcetto del piffero( non e' stata questa la parola usata,ma rende uguale) mi dole un orecchio,mi dole le costole su cui c'hai ballato sopra il tip tap,ho fame e ho sonno; secondo te m'interessa del calcetto?!-

Si avvicina un  carabiniere,pare un bambino tanto e' giovane e ci chiede se abbiamo bisogno di qualcosa,di un caffe' o dell'acqua; gli domando se posso andare in bagno,mi voglio guardare l'orecchio,che di minuto in minuto mi fa male sempre di piu' ed ha ricominciato a sanguinare. Il carabiniere si offre di medicarmi-tanto non e' niente,solo un graffio-. Lo seguo e il giovane che secondo me non ha mai visto neppure un cerotto da lontano,mi rovescia in testa un boccetto intero di acqua ossigenata......mi armo di innumerevoli parolacce( silenziose e mentali,sono una signora non uno scaricatore di porto,quindi niente parolacce ad alta voce)perche' mi fa un gran male,ha la delicatezza di un ippopotamo con le garze; l'acqua ossigenata mi sta' aggrovigliando i capelli( una stupida frivolezza da femmina,lo so,ma li ho piastrati a dovere e ed è un' operazione alquanto lunga e noiosa,poi via sembra una criniera frise'!!!!) Lo ringrazio della gentilezza e torno da Dario- sembra tu abbia un covo di rospi in testa!!!!! non ti si puo' guardare oggi,c'hai pure il trucco colato!- Ecco quello che mi ci voleva caro solidale collega!!!!! Sono passate le 14, se niente fosse capitato saremmo a timbrare il fineturno e invece questa odissea da bischeri non finisce!

Finalmente tocca a noi e si comincia il benedetto verbale e si comincia con le comiche....il carabiniere non capisce nulla; sbaglia subito il supermercato,c'ha preso per i dipendenti di un altro negozio,ha pure il coraggio di domandarci come mai abbiamo le divise sbagliate;no le divise sono giuste,lei ha capito male noi si lavora al posto giusto,ha scritto male il nome. Poi non riesce a capire come mai il fatto si sia verificato nel parcheggio,che ci facevamo fuori,se lavoravamo?! Gli descrivo tutto,la signora,le sberle, i prodotti recuperati....-bella donna,elegante e alta? ce ne sono centinaia così,non mi serve granche' questa descrizione- Gli domando ingenuamente se ha delle foto segnaletiche per vedere se ci sta' la schiaffeggiatrice.....lui si sta' sganasciando dalle risate,ride senza ritegno e anche lo svergognato di Dario ride,di che poi???? - no signora per queste cose non ce le abbiamo,poi se la merce l'avete recuperata non ce n'e' bisogno- il fatto che mi abbia riempito il viso di sberle e' un fattore secondario!!!!!! data,luogo e firma mia e di dario,NON CI POSSO CREDERE! abbiamo finito!!!! sto' per piangere di gioia,sono le quattro del pomeriggio e noi dobbiamo ancora tornare in negozio!!!

Usciamo dalla caserma....siamo venuti con la volante e siamo a piedi,senza cellulari,senza soldi....dobbiamo tornare dentro! Suoniamo il campanello e nessuno ci risponde, suono ancora,niente,in lontananza un carabiniere fuma beato una sigaretta,ci sbracciamo,ma il maledetto fa finta di non vederci! avra' timbrato il fineturno anche lui!!!!!! niente non ci aprono. Ci incamminiamo, stanchi ancora in divisa da lavoro e io  con una gigantesca fasciatura all'orecchio,chi mi vede pensera' ad una amputazione,verso una pasticceria; entriamo e alla fine riusciamo a spigare che abbiamo bisogno di telefonare per farci venire a recuperare e che no non abbiamo soldi e pagheremo all'arrivo di un collega.......eccolo e' venuto in persona il Direttore a prenderci, ci stara' maledicendo in diverse lingue,ma non me ne frega nulla, finalmente s'e' finito!!!!

 

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Tutto questo capitava diversi anni fa,devo dire a onore del mio Direttore che -1 impietosito dal nostro aspetto derelitto ci pago' una sostanziosa merenda-e pure lui mangio come se fosse digiuno da giorni-2 nessun richiamo ne' per me ne' per Dario,quindi nessuna strada per una futura carriere preclusa; di fronte al supermegacapo ci aveva difeso e si era assunto ogni responsabilita'-3 aveva assicurato alla sottoscritta che in caso di problemi con la folle demoniaca signora si sarebbe attivato il legale del supermercato a mio favore-4 potevo recarmi al pronto soccorso e usufruire dell'infortunio sul lavoro per  prendere alcuni giorni di riposo,cosa che non feci perche' avevo un orecchio malmesso non una gamba rotta.......

Le cose oggi sono cambiate: nel supermercato adesso c'e' un sorvegliante che su nostra indicazione provvede a gestire clienti molesti/ladri/aggressivi visti altri casi di aggressione nei confronti degli addetti;

Dario sta' facendo il corso per diventare capo negozio,io faccio le stesse mansioni perche' ho la stessa ambizione di una lumaca di partecipare ad una maratona

 
 
 

....SCHIAFFEGGIATRICE FOLLE......

Post n°15 pubblicato il 20 Marzo 2012 da ElisaCordovani
 

Fu una lunga mattinata di lavoro:sveglia alle ore 4.30,in auto alle 5, sul posto di lavoro-supermercato-alle 5.30, ho il tempo di trangugiare un caffe' cogli occhi ancora chiusi, fa una tristezza mettersi in moto che ancora e' buio pesto.....

Tutto tranquillo,sembra una mattinata come tante; sto' riordinando quando la noto: bella donna,alta, elegante.....ma cosa sta' facendo?!

prende dallo scaffale una crema e se la infila in borsa,poi ne prende un altra che va a finire sempre nella borsa! mi irrito subito,non giustifico mai chi ruba,ma cerco di comprendere chi lo fa perche' ha fame,ma rubare il superfluo,proprio mi fa uscire dai gangheri!

La controllo da lontano: un prodotto nel carrello, due infilati nella borsa-tutte cose inutili ma costose,creme,fluidi,un rossetto; si mette in fila ad una cassa, si toglie la borsa,la getta nel carrello e sopra ci appoggia la giacca; impossibile per il cassiere accorgersi di qualcosa e certo non si chiede mai ad una cliente di mostrare il contenuto della propria borsa.

Ora sono proprio partita per la tangente,ma che si crede questa qui di venir a fare rifornimento di trucchi e creme a sbaffo?????!!!!

Si avvicina la mia responsabile cassa,s'e' accorta che c'e' qualcosa che non va,le riferisco tutto cio' che ho visto e gli indico la serafica signora che ha gia' in mano la carta fedelta'.

La responsabile, Romina , e' indecisa,non sa che fare e io invece scalpito per fermare in qualche maniera la signora e impedire il furto; ho visto e mi e' impossibile lasciar correre,far finta di nulla.

-Ma come si fa? noi non potremmo fermare e controllare i clienti,rischiamo un pasticcio,

e poi te sei sicura? hai proprio visto bene? Non possiamo rischiare una figuraccia,forse e' meglio lasciar correre....-

La signora sta' imbustando la spesa,non c'e' tanto tempo,pochi minuti e esce fuori

-Romina ha preso troppa roba,me ne assumo io la responsabilita',la fermo e senza far casino cerco di convincerla a pagare le creme o a fargliele lasciare-

Romina tentenna,ma sa cosa significa avere la borsa piena di creme,non si tratta di pochi euro,-ok ma usa modi gentili,fai da scema e digli che probabilmente la cassa ha erogato uno scontrino sbagliato e vedi che fa-

La signora intanto,ha finito e si avvia verso l'uscita e io la seguo, dietro mi viene il mio collega Dario per supporto morale-almeno cosi credevo,e qui mi sbagliavo di grosso....

-Signora,buongiorno,mi scusi ma forse si e' dimenticata di passare delle cose alla cassa?-

Siamo ormai nel parcheggio,la signora si gira e io sfodero un sorriso grande come il mio disappunto, non mi garbano per niente queste situazioni e mio malgrado mi ci sono infilata

-No io ho passato tutto,il carrello era vuoto- devo fare in modo di farle aprire la borsa,sono li' le creme! Dario se ne sta' muto come un pesce,anzi guarda direttamente da un'altra parte e forse s'e' gia' pentito di essermi venuto dietro.

-Signora mi mostra per cortesia la scontrino? devo fare una verifica-

Dario sposta il peso da una gamba all'altra; non spetta a noi fare questo tipo di controlli,rischiamo un richiamo disciplinare e altri guai,ma ormai mi son lanciata.

La signora mostra disappunto,inizia a dire che non trova lo scontrino,che non ricorda dove l'ha messo,ma non lo cerca neppure

-Signora se non lo trova deve rientrare con noi per verificare che tutto sia a posto,non posso farla andar via senza guardare lo scontrino,provi nella borsa,forse l'ha messo dentro insieme ai soldi-

La signora abbocca e apre la borsa,si vedono bene le creme,adesso le ha notate anche Dario

-Signora quelle creme lei non le ha consegnate al mio collega,non c'erano sul nastro,le metta nel carrello-

Parlo con voce calma e bassa,non voglio metterla inutilmente in imbarazzo,voglio solo che paghi o mi restituisca la roba,la signora con l'odio dipinto tra ombretto celeste e matita nera svuota la borsa.

Finalmente Dario apre bocca

- Signora venga dentro si fa un altro scontr....

La donna non lo lascia finire e inizia ad urlare- come vi permettete? cafona, maleducata,cretina, sgualdrina.....( parentesi mi dovrebbe spiegare che cavolo c'entra

sgualdrina,mi sembrerebbe piu' appropriato ficcanaso,guastafeste,rompiballe...); la donna tira forte il carrello,io l'afferro stretto,a costo di saltarci dentro non lo mollo; lei tira,cerca di strapparmelo dalle mani,urla parolacce a piu' non posso e grida pure aiuto,la gente si ferma a bocca aperta,Romina da dentro si mette le mani nei capelli....

Dario prova a calmare la signora,ma niente,adesso mi spinge addosso il carrello,forse mi vuole investire con quello,ma io non lo mollo.

Improvvisamente la donna mi si avventa contro,Dario dietro di me m'afferra stretto il braccio libero e ripete-no stiamo calmi,sistemiamo le cose...-,ma la donna sembra posseduta,c'ha gli occhi fuori dalle orbite e senza pensarci due volte mi molla uno schiaffone in pieno viso,mi lascia le impronte digitali impresse sulla guancia!

-no signora,ma che fa?! cerchiamo di non perdere la testa,e te(cioe' la sottoscritta malmenata) stai calma!!!- Con una mano continuo a tirare a me il carrello,l'altra me l'ha afferrata in una morsa Dario,anzi me la sta' stritolando,teme che reagisca; benedetto figliolo,sei tanto belloccio,ma non capisci proprio nulla: sono alta appena un metro e cinquantacinque,sono vestita quaranta chili,anche se reagissi non provocherei certo danni fisici irreparabili!!!!!!! La signora ormai s'e' immedesimata nella parte del provetto pugile e lascia andare un 'altra sberla sull'altra guancia; dentro il supermercato s'e' fermato,alla vetrata ci son tutti,clienti e colleghi;in diversi hanno il telefonino in mano spero stiano telefonando ai carabinieri,all'esercito,alla protezione animali....

Intorno a noi c'e' una piccola folla,al secondo schiaffo un anziano signore si avvicina,forse si mette tra me e la pazza,no vuole spostare me e Dario da questa furia vestita Dolce e Gabbana,ma sbatte addosso a Dario,Dario perde l'equilibrio e pure io; casco io,Dario e il vecchietto sopra a me,mi tiro addosso anche il carrello ed e' uno sparpaglio di arance,finocchi,latte e si fa pure una frittata d'uova; e' il caos,tutti urlano,siamo finiti nel mezzo del parcheggio,le auto non passano piu'. Finalmente Dario e l'anziano si alzano dalle mie costole -signorina lei sanguina!- Mi brucia l'orecchio sinistro,l'ho grattugiato sull'asfalto; Intanto la schiaffeggiatrice folle s'e' dileguata nella confusione.

Arriva il direttore,il vicedirettore, Romina e Attilio,il macellaio, e' una visione insieme rassicurante e spaventosa: ha la veste coperta di sangue e brandisce un matterello(!); mi racconteranno poi che allo spargersi della voce che avevamo fermato un ladro aveva impugnato la mannaia e solo lo sguardo fulminante del caponegozio l'avesse indotto a conficcarla in un cosciotto di maiale e a correre in forneria per dotarsi di matterello. In men che non si dica, hanno raccolto tutta la merce,la gente borbotta su"dove andremo a finire?!",si torna dentro e il Direttore abbaia a tutti di riprendere a lavorare,poi si gira verso di noi e ci sibila-filate tutti e due in ufficio-

Ora non mi aspettavo certo una medaglia d'onore,un applauso,un premio,ma neanche tutto il seguito di quella terrificante giornata-che ahime' era appena iniziata......

-Siete due deficienti,sciagurati,disgraziati,ma cosa vi e' saltato in mente???!!! TU( si rivolge alla sottoscritta, gli esce fumo dal naso,non e' un bel segno,e' proprio incazz...o nero;) ti rendi conto che non  puoi,NON PUOI-urla cosi' tanto che mi spettina la messa in piega- agire in questa maniera scellerata e pericolosa,ma se quella tirava fuori un coltello,una pistola?! cosa sarebbe successo?! se fuori c'erano dei complici??!! se per caso ti eri sbagliata che figura ci facevi fare?? provo a dire che abbiamo recuperato cento euro di refurtiva,ma mi ringhia contro- siete due disgraziati ma che mi volete far arrestare?! e TU ( Dario n.b.) cosa facevi? mandi avanti sto scricciolo e te stai dietro?! cosa stavi facendo??!! Lui prova a dire che voleva evitare il peggio, che voleva evitare una piazzata e aspettava l'intervento della polizia-e certo intanto fammi sorbare di botte!. Non mi sembra si metta bene,stai a vedere che invece di un ringraziamento ci rifilano un bel richiamo disciplinare.......(contina)

 

 
 
 

BUONA FESTA DEL PAPA'

Post n°14 pubblicato il 19 Marzo 2012 da ElisaCordovani
 

Stessa luce stesso buio,
viviamo un tramonto
che schiude la notte,
... una malinconia che brucia l'eterno
momento di te e me.
Il mio sorriso quando dici
-sei la mia conca d'amore,
la vita e' un perdersi e ritrovarsi-
Il tuo sorriso quando parlo
di quella tenebra che mi nasconde
e mi svela a chi coglie
l'inafferrabile.
Stessa luce stesso buio,
il sogno amato e irrangiungibile
di essere e svanire,
guardare il mare senza domande
e abbandonarsi alla vita.
Stessa luce stesso buio,
e la dolcezza senza tempo
di amarci

 

TANTI AUGURI BABBO

 
 
 

IL PESCATORE DI SOGNI

Post n°13 pubblicato il 18 Marzo 2012 da ElisaCordovani
 



In un villaggio lontano,viveva un pescatore molto speciale. Era un pescatore di sogni.
Ogni mattino, insieme agli altri pescatori,saliva sulla sua barca e prendeva il mare.
Alla sera,mentre gli altri pescatori tornavano con le reti piene di pesci, lui tornava apparentemente a mani vuote.
... Appena saltava giu' dalla sua imbarcazione,correva svelto a donare i sogni che aveva trovato,a chi ne aveva piu' bisogno:a chi aveva perso l'amore e la speranza, ad un piccolo orfano,al lacero mendicante....La cosa strana e straordinaria era che donato il sogno,le persone stavano meglio,il viso si illuminava di un sorriso e le lacrime si asciugavano.
Il pescatore di sogni aveva una vita intera tracciata sul volto e una risposta ad ogni perche'.
La gente del villaggio lo osservava con curiosita e molti se ne stavano lontani,per chissa' quale paura,disprezzo o sciocca illusione.
Io invece adoravo il pescatore di sogni e stavo ad ascoltarlo per ore e ore,mentre mi raccontava quanto a lungo cercava i sogni piu' belli da donare, i posti fatati che aveva visitato e come le cose del creato gli raccontassero i loro segreti.
Mi ripeteva: "voglio donare i sogni a chi ama il mondo e la gente che lo abita".
Io ero desiderosa di scoprire cosa racchiude nelle mani il vento,di bere calici di verita' alla fonte della sua saggezza.
Lo aspettavo con le risate di bambina e poi con il sorriso della mia inesperta giovinezza,lo aspettavo al chiarore dell'estate correndo tra prari fioriti, lo aspettavo quando l'inchiostro della notte scrive piccole luci nel cielo.
Un giorno cominciai a chiedere insistentemente al pescatore di sogni quando, avrebbe donato anche a me un sogno e lui mi rispondeva:"per te ci vuole un sogno speciale,non e' facile da trovare".
Dopo qualche tempo, una sera,mentre l'inverno era ormai arrivato, il pescatore venne a bussare alla mia porta. Aprii la porta e appena lo guardai, capii che sarebbe stata l'ultima volta che lo vedevo e che era venuto a donarmi il mio sogno.
Il pescatore mi disse:"Ragazza ho trovato il tuo sogno.Ho capito il tuo cuore. Il tuo cuore è l'enigma eterno del mare, si distrugge e rinasce diverso e sempre incompiuto.Questa è la tua forza. Il tuo sogno non e' facile da amare, ha in se il seme della gioia,ma anche del dolore.
Il tuo sogno si chiama Liberta'. Essere libera sara' bellissimo,ma faticoso e potra' portarti la solitudine,gli uomini hanno paura della liberta'.Inoltre cercare e lottare per la liberta' degli altri ti vedra' sconfitta e sofferente. Ma questo e' il sogno che ho scelto di donarti."
Non ebbi neanche il tempo di sussurrare un addio che gia' si era voltato e avviato verso il mare.
Da quel giorno non l'ho piu' visto,inseguo il mio sogno e nel coraggio dei suoi occhi amo la vita, nell'attimo dell'ultimo ricordo amo il mio sogno.

 
 
 

L'ULTIMO PENSIERO

Post n°12 pubblicato il 17 Marzo 2012 da ElisaCordovani
 



Questo e' il mio pensiero,l'ultimo alla vita...questa notte nessuno a fermarmi,nessuno a stringermi forte e a raccogliere il mio pianto.
Questo,e' un saluto per voi,papa' e mamma....sono figlia svergnognata che sputa sul vostro amore,che se ne va a cercare quello che in questa vita non trova. Domani mi odierete....ma in fondo al vostro cuore avete sempre saputo che cosi' sarebbe finita,come lo sapevo io. Lo leggevo nei vostri occhi,quando,credendo che non guardassi,si affacciavano le lacrime......non so se capirete,se crederete a quello che dico.... siete stati speciali,come sono state speciali le persone che hanno attraversato la mia vita.
Ma non e' bastato a salvarmi...non l'amore,non il coraggio,non le parole...sono perduta,sono sempre stata dannata,maledetta,senza mai riuscire a espiare la colpa che mi sento marchiata a fuoco nell'animo...non sono mai riuscita neanche a dare un nome a questa colpa, a questo fardello che mi grava sulle spalle.
Non e' bastato l'amore,non e' bastato le mille passioni degli uomini,non e' servita l'amicizia,i baci e le carezze.....E' tanto che dentro di me si e' spezzato qualcosa....ho tentato,tentato,tentato con tutta me stessa di sistemare le crepe,le piaghe, i vuoti bui che ho dentro,ma non ci sono riuscita.
Domani i miei amici piangeranno e poi proveranno una rabbia sorda verso di me....non vorrei la colpa,i rimorsi,i pentimenti...sono creatura strana...la vita e' stata dolorosa,sofferta,faticosa...io voglio solo la pace.
Cammino lungo i binari e piango...ho un po di paura...non dell'attimo...no,non di quello. Penso a dopo,se trovero' quello che cerco, se riabbracciero' quelli che ho perso e se finalmente saro' insieme ai miei amori...il vento gioca coi rami degli alberi...intona un canto triste e piango un po' di piu'....
Invece la luna e le stelle illuminano i miei passi, mi sembra che loro lassu',si,hanno capito,compreso e forse perdonato quello che sto' per fare....
l'ultimo pensiero e' per me, e' una carezza affettuosa che mi regalo,un perdono che prima non e' mai arrivato, per quello che sono stata e per quello che forse diventero'.
Ho sempre sognato di volare...e gia mi sento vento, soffio leggero,libera finalmente.

                            -2009-

 

Questo racconto l'ho scritto dopo che un mio amico mi aveva raccontato del suicidio della sua mamma.

M. aveva 8 anni e da quel giorno mai ha smesso di domandarsi-perche'?-; me lo ripeteva perche'perche'perche' guardandomi con una disperazione che gli anni-quasi trenta-avevano dilatato a renderla una creatura mostruosa che non gli dava pace.

Questa non e' e non puo' essere una risposta,anzi non e' niente.

E' solo la mia catarsi,il mio espellere l'angoscia che mi si era attaccata alla pelle,le sensazioni che quel racconto aveva suscitato in me.......

e' forse anche il mio allontanare il timore che una tale follia possa attraversare la mia mente,come altre follie l'hanno in passato attraversata.

Mi scuso se con questo post ho offeso qualcuno, se disturbo in qualche modo la sensibilita' di qualcuno non ne era assolutamente mia intenzione

 
 
 

LA COMUNICATIVA DI UNA VONGOLA

Post n°11 pubblicato il 17 Marzo 2012 da ElisaCordovani
 

Sono una persona un po' timida,anzi per dirla tutta sono parecchio timida,ho grande difficolta' a rapportarmi in  modo sereno con chi non conosco ,figuriamoci a parlare; se lo devo fare-e direi che nella vita di una persona normale questo accade di frequente-ho la stessa comunicativa di una vongola:ZERO ASSOLUTO, da essere mediamente capace di intendere e volere mi tramuto di una deficiente quasi totale. Sono stata dall'infanzia a tutt'oggi la classica bimba/ragazza/donna -tappezzeria,quella che in classe,ad una festa si piazza accanto ad una parete e diviene parte di essa,trasparente;posso cambiare parete tanto per cambiare la visuale,ma la sostanza non cambia; anzi se qualcuno prova a scambiar due parole con me reagisce di solito in due maniere: scappa in pochi attimi credendo che il mio monosillabare sia indice di demenza oppure ugualmente scappa,perche' per tentare di reagire alla mia mediocre comunicativa,per vincere la mia timidezza-boia ho quasi 40 anni e una seppur minima svegliata me la dovrei dare-apro bocca dicendo irrimedibilmente uno sproposito. La mia amica francesca nonche' collega conosce questo mio problema e cruccio perche' le mie figuracce sono diventate patrimonio di storielle da riproporre ogni volta da familiari,amici e colleghi e cerca di rincuorarmi.....-vabbe' sei un po', tanto timida, ti vergogni ok,ma tu comunichi scrivendo,no? lo dici te che ti viene meglio scrivere le tue emozioni,quindi puoi rimediare così....-e certo io vado in banca e allo sportello presento un foglietto con le mie richieste scritte, vado a cena con un uomo e mi porto dietro una bella lettera dove racconto cosa faccio nella vita.....!!!!

E tanto tanto se devo sbrigare una commissione,ma immaginate un appuntamento,una festa o un altra occasione dove conversare la fa da padrone....si sono una buona ascoltatrice,ma ogni tanto mi piacerebbe che non dovessero usare le pinze per cavarmi di bocca un'opinione!

Ricordo che da ragazza ogni appuntamento restava il primo e anche l'unico perche' ero di una noia mostruosa; mi ci vuole un po per tovarmi a mio agio, figuriamoci da adolescenti quanti aspiravano a portarmi fuori piu' volte per farmi mettere in fila un discorso piu' lungo di -ciao come va?-

Il primo ragazzo serio che ho avuto-che guarda caso sarebbe poi diventato mio marito,ma questa e' un'altra storia-e che ha avuto il fegato di invitarmi ad uscire una seconda volta,dopo un penosissimo aperitivo,dove il poveretto sudava freddo a trovare un argomento di conversazione,anzi di monologo per tutta la sera,mi creo' un serio dilemma,che fu analizzato e discusso a fondo tra me e le mie amiche.

Il mio cruccio era come dire al coraggioso giovanotto che io oltre ad un caffe',ad una passeggiata silenziosa con un aspirante pretendente,non ero andata, che in fatto di uomini e annessi e connessi potevo competere con una novizia.

le mie amiche piu' sveglie di me e soprattutto di gran lunga meno problematiche si prodigarono in svariati consigli,dal meno opportuno per una come me della serie stai tranquilla che tutto succede con naturalezza,parola a me sconosciuta che di naturale conosco solo il respirare, a  vere e proprie prove di dialogo,dove l'amica di turno si spacciava per il povero malcapitato,ignaro di cio' che l'attendeva e me medesima tramutata in vongola; in quei pomeriggi demoralizzanti, ad un certo punto,mia sorella-che oggi e' un'attrice teatrale e mai s'e' vergognata di alcunche'-che assisteva impotente ai miei penosissimi tentativi di fare un discorso di senso logico,prendeva addirittura il mio posto allo stremo della sopportazione,per mostrarmi la semplicita'-per lei-di colloquiare con un UOMO e non con un alieno o una mostruosa creatura come faceva sembrare la mia imbranataggine.

-Eli un esse imbranata,dai,si chiacchiera e le cose vengon da se, te fai si col capo e ridi poi se gli garbi e ti continua a invita,dai dai ti sgelerai no,???!!!!!!!-

Faccio si col capo? e rido? cosi' pero' la deficiente la faccio davvero,non solo lo sembro...... Non convinta della bonta' dei consigli di amiche/ sorella,decisi-di scrivere un biglietto al mio innamorato-perche' poi alla fine tutto lì stava il problema,ero belle che cotta e la mia comunicativa di vongola diventava mutismo senza appello- se ci penso adesso, mi scappa da ridere....proclamare su un bigliettino la propria "innocenza illibata"e' assolutamente ridicolo,anzi ridicolo solo porsi il problema,ma i quasi quarant'anni per fortuna a qualcosa servono!

Fatto sta' che tale bigliettino lo scrissi veramente e nella mia testolina bacata m'ero gia' fatta il film di come al termine del secondo appuntamento-imminente perche' il coraggioso mi aveva invitato a una cena; oggi la si potrebbe definire "cena con commedia tragicomica-ai saluti sarei scivolata fuori dall'auto lasciando sul sedile il foglietto informativo.

Ma come ama dire il mio babbo "mai fare i conti prima dell'oste che ne sortan sempre conticini" le cose andarono in tutt'altro modo.....

Salto tutti quanti i preparativi sull'abbigliamento,trucco e parrucco,durati diversi giorni,con il supporto di amiche/sorella/mamma che a quel punto ritenne opportuno dispensare i consigli di madre su comportamenti adeguati e non,tra le risate delle mie amiche che sull'appuntamenti e dopo appuntamenti c'avevano da insegnar loro a noi.

Arriva la fatidica sera e come ogni timida imbranata che si rispetti sono stata sul punto di mandare a monte l'appuntamento,ho desistito sotto la minaccia della sorella,snervata e alquanto innervosita da tutta la preparazione messa in atto che sarebbe andata sprecata dalla mia inettitudine.

Arriva il coraggioso con un sorriso piu' luminoso del sole d'agosto,salgo in macchina e il sottoscritto attacca a chiacchierare,memore del mio passato mutismo, su ogni argomento possibile e immaginabile,non si chetava un secondo,giuro faticavo da ascoltatrice con anni alle spalle di pratica a stargli dietro.

Salto anche la cena tragicomica perche' ci vorrebbe un altro post solo per raccontare le mie figuracce con il solerte cameriere,che proprio in quella serata desiderava che la sottoscritta  scegliesse lo stramaledetto vino,mezz'ora di sorrisi ebeti miei e "faccia lei"e il cameriere-"lo sceglie la signorina vero?"-,al che presa da indomito coraggio pur di toglierlo di mezzo dissi-acqua naturale e gassata,grazie-

Arriviamo così al fatidico momento di tornare verso casa e io gia' dall'inizio della cena studiavo il modo migliore di salutare,scendere dall'auto-magari senza inciampare-e poggiare in bella vista il mio bigliettino-inciso:fogliettino bianco semplicissimo,scelto davvero senza cura,oggi lo sceglierei molto piu' bello,un cartoncino magari e color crema.......-ma certe volte non si inciampa da soli,ma gli e' proprio la vita a metterti gambetto......

ABBIAMO BUCATO LA GOMMA.

Quindi tutto il mio filmino mentale saltava-tra l'altro m'immaginavo un scendere dall'auto regale,principesco ed emozionante,eh si mi sentivo Rossella O'Hara degli imbranati-perhe' la macchina l'abbiamo lasciata li dov'era e lui mi ha accompagnato a piedi a casa-oltre alla comunicativa di una vongola,avevo anche il fardello dell'orario di ritorno a casa,quindi il poveraccio dovette tornare poi indietro a cambiare la gomma solo come un cane-.

Devo dire che quella camminata mi calmo' notevolmente gli angustianti dilemmi che mi vorticavano nel capo e mi godetti semplicemente la fine della serata.....e il bigliettino????

Quando racconto questo aneddoto,arrivati a questo punto, tutti sospirano e mi dicono-ah meno male quel patetico e ridicolo bigliettino non glielo hai dato,vero???-

........eh no, il ridicolo bigliettino glielo ho dato eccome,e quanto mi son sentita soddisfatta di me,chissa cosa mi pareva di aver portato a termine! Comunque quel bigliettino che poteva avere conseguenze terrificanti-un uomo sano di mente si sarebbe amputato una mano prima di telefonarmi di nuovo-fortunatamente non ha creato tragedie e ci sono stati altri appuntamenti!!!!

 
 
 

L'INFANZIA DI UNA BESTIOLINA SELVATICA

Post n°10 pubblicato il 15 Marzo 2012 da ElisaCordovani
 


Ho avuto un'infanzia bellissima di cui ho tanti ricordi di immensa dolcezza, un'infanzia particolare ma molto felice. Ricordo che ho sempre scritto e anche quando ancora non sapevo farlo,gia' me ne uscivo con dei pensieri che devo dire la verita',preoccupavano chi mi stava intorno!!!!
Nella mia famiglia mi hanno educato alla liberta' e alla curiosita' per il mondo e la scoperta, quindi gia' molto piccola mi lasciavano sperimentare quello che volevo: pittura, creta, fango,acqua e farina e ogni troiaio(= ogni pasticcio immaginabile). Un giorno chiesi le tempere per dipingere,mia mamma ricorda che ero piccina e dipinsi completamente un foglio di blu,che era allora il mio colore preferito.Poi rimasi un bel po' a contemplare il mio disegno e alla fine le domandai" mamma,ma quando io non ci saro' piu' dove va il mio blu?". Mi ha poi raccontato che da allora spesso me ne uscivo con simili domande "poetiche" I miei facevano poco caso a questi episodi...ma spesso si sentivano dire che ero una bimbina un po' stranina.... Quando avevo 4 anni iniziai la battaglia per farmi comprare"il libro grande delle parole",cioe' il vocabolario,perche' dicevo di essermi innamorata delle parole e lo volevo a tutti i costi! Ovvio che l'ho ottenuto anche se era ridicolo,perche' neanche sapevo scrivere il mio nome...ma a me piacevano gia' molto i libri,il loro odore e la consistenza delle pagine,il rumore che fanno quando si girano...quando ho imparato a leggere-molto dopo perche' ero un'allieva molto indisciplinata e contestatrice-gia' avevo la mia piccola bibblioteca perche' i miei avevano assecondato questo vezzo dei libri e me ne avevano comprati molti.
Vivo in campagna, in una famiglia di contadini, ho trascorso la mia infanzia tra fieno,vigne e animali: al mattino mi buttavano fuori di casa e scorrazzavo dalla mattina alla sera nei campi, sempre sporca,sempre scarmigliata,sempre spettinata....le altre bambine non mi potevano vedere e d'altronde anch'io avevo poco da spartire con i loro fiocchi e mollettine. Ero una bestiolina selvatica che parlava coi fiori,con le farfalle e gli alberi,che quasi non conosceva le scarpe,perche' ero sempre scalza...quando fu il momento di mettere il grembiulino cominciarono i problemi,perche' io mi sentivo soffocare con quell'affare addosso e ferma proprio non ci sapevo stare....una bestiolina non la puoi rinchiudere,non la puoi allontanare dal vento,dal sole,dai prati.
Nella mia infanzia ho avuto dei grandissimi amici che mi hanno insegnato cos'e' l'amore e il rispetto per il mondo che ci circonda e tutto cio' che lo abita.
Il primo e' stato il cane del mio vicino. Ho un'adorazione per i cani, gia' a due anni lo chiedevo fino allo sfinimento ai miei genitori...ovviamente me lo hanno preso molto piu' tardi. Quindi io feci amicizia con questo grosso e vecchio cane e passavo tutto il mio tempo con lui, che pazientemente sopportava tutti i miei giochi e soprattutto i miei discorsi strampalati,perche' da bimba non stavo zitta trenta secondi( adesso piu' silenziosa....ma i discorsi son sempre strampalati ihihihih).
Tanto desideravo che quel cane fosse mio....che un giorno l'ho rapito. Si, immaginando con l'ingenuita' di bimba che nessuno mi avrebbe scoperto e soprattutto che il cane sarebbe stato mio.
Quindi di buon mattino prendo un filo sottilissimo che per me era una corda robusta, lo lego alla belle e meglio  al collo del cane e scappiamo insieme....ovviamente dove? nel mio garage, il posto dove MAI nessuno ci avrebbe cercato!!!!! Al posto del cane e del riscatto,visto che non sapevo scrivere,avevo lasciato un biscotto, a me era sembrato uno scambio piu' che equo. Ce ne volle delle buone a convincermi che il cane non era mio e lo dovevo restituire e soprattutto che non potevo improvvisarmi rapitore e portar via le cose a mio piacimento. Ricordo con grande amore quel cane che camminava a fatica,tanto era vecchio, ma non tanto da non giocare con me e dormire insieme sdraiati nel fieno, con lui ho imparato quanto amore ti da' un animale e quante cose ti puo' insegnare,spesso di piu' di molti essere umani.
Un altro amico speciale e' stato mio nonno....che mi raccontava della natura,degli animali, delle stagioni e soprattutto delle storie fantastiche....sono cresciuta nel mezzo di storie meravigliose di fate,principesse, cavalieri......era bello la sera mentre lui faceva dei lavoretti stargli accanto,seduta dentro ad un camino immenso e ascoltarlo parlare, parlava lentamente con una bella voce profonda e spesso mi addormentavo seduta sulla pietra calda. Mio nonno mi parlava del mondo, degli uomini e di come si deve ascoltare sempre tutti e non giudicare mai cio' che ci dicono,perche' tutti hanno il diritto di avere idee diverse dalle nostre. Diceva:- " e' importante che anche chi ha un'idea diversa dalla tua,anche sbagliata,deve avere la possibilita' di averla e di poterla dire"-.
Un altro amico a cui ho voluto moltissimo bene era il postino del paese. Tutte le mattine lo aspettavo sull'uscio di casa perche' dopo avermi consegnato la posta si fermava sempre a chiacchierare un po,con calma e prendeva anche un caffe' insieme a noi. Inevitabilmente prima di andarsene mi faceva salire sul motorino e mi faceva fare un giretto. Ricordo che era un uomo buono e gentile e arriva ogni giorno con qualcosa per me :una caramella, un fiorellino, un giochino, dentro di me ho sempre l'immagine della sua bonta' e della sua gentilezza. Una volta siccome non arrivava,ho avuto la splendida idea di incamminarmi e andargli incontro. Ovviamente sola e senza dire niente a nessuno ( avevo ed ho tutt'ora il pessimo impulso di agire senza riflettere troppo e quindi di infilarmi nei guai).
Cosi sparisco improvvisamente e vado incontro al postino,senza aver minimamente idea da dove arrivi.....il risultato della mia "passeggiatina" fu che la mia famiglia mi cercava pensando alle piu' terrificanti ipotesi ( la piu' gettonata era il rapimento da parte degli zingari,al che mio nonno fece notare-senza ironia- che se mi avevano portato via,lesti lesti m'avrebbero anche riportato),cheil postino quando mi vide da lontano  corrergli incontro-nel mezzo della strada,senza curarmi delle auto-ebbe un  malore e caccio un urlo altissimo-cosi' tutto quanto il paesetto seppe della mia bravata- e quando mi accompagno' a casa io ne buscai bene bene....anzi come si dice dalle mie parti "riscoto anche se non e' giorno di paga!"

 
 
 
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