Creato da frankcontinel il 14/03/2012

sognatore romano

un pò di tutto racconti ,musica ,immagini , ma sopratutto la storia di roma...

 

 

La Passeggiata di Campo Carleo un percorso tre volte millenario la strada più antica di Roma

Post n°247 pubblicato il 21 Aprile 2016 da frankcontinel

 

La Passeggiata di Campo Carleo
un percorso tre volte millenario
la strada più antica
di Roma

 La riapertura avvenuta nell’1990 della “ passarella “ che da via di campo carleo ( e piazza del’ grillo ) conduce a via Alessandrina ( e quindi a via dei Fori Imperiali ) non ebbe molta eco . E certamente la maggior parte dei romani non sa nemmeno di cosa stiamo parlando e dove si trovi la passarella .Siamo ai Fori imperiali giusto a ridosso della “terrazza domizianea “ quella costruzione curva in mattoni a più piani che parte dal foro di augusto e di traiano sovrastata dalla loggia dei cavalieri di rodi . la funzione dell’manufatto ci è ignota , anche se si suppone doveva essere in relazione con il foro di augusto e la grande aula loggiata poi trasformata in vista dai cavalieri , e databile con certezza all’epoca di Domiziano , raggiunse la sua forma definitiva con l’aggiunta di alcune tabernae ( locande)  durante i lavori per il foro e il mercato di Traiano . Fu dall’medioevo che la terrazza domizianea cominciò a fungere da punto di passaggio obbligato tra la zona alle pendici del’ quirinale e quella più a valle corrispondente ai fori imperiali ove s’andavano progressivamente istallando edifici su edifici , allo stesso tempo la zona divenne malsana tornando un pantano , proprio per questo all’epoca di pio v il cardinale Bonelli ordinò la bonifica ,ne prese il nome stiamo parlando , dell’punto finale del’ percorso in quell’arco ricavato nell’muraglione dell’foro di augusto sulla destra del’ tempio dei Giove ultore ( quello subito a ridosso della fine di via Cavour a fianco della torre dei conti ) che metteva in comunicazione la suburra colla valle dei fori e detto arco de’ pantani . Tutto rimase come era fino agli anni trenta con i sventramenti  dell’ventennio fascista  in cui , riscoperta liberata di tutte gli edifici che coll’tempo si erano sovrapposti l’uno sull’altro la “ terrazza “ venne risistemata con una struttura in legno ripristinando un antichissimo percorso a suo tempo deviato dal ’foro di Augusto , ma lo stesso per via del’ materiale con era fatto fù sistematicamente smantellato durante il terribile inverno 43/44 per usarlo come combustibile e riscaldamento , rifatta in cemento nel’ dopoguerra dovette essere ancora rimaneggiata per i cattivi incontri e la sporcizia vi vennero aggiunte due cancellate che venivano chiuse la sera e i laterizi e gli stucchi nella nicchia centrale  vennero lodevolmente puliti questo almeno fino agli inizi degli anni 80 in cui venne nuovamente chiusa .

la passeggiata di campo carleo , il percorso strategico dell’ sale , e l’ubliculus urbis

l’importanza sia storica di questo misconosciuto percorso  che strategico economica , ha origine addirittura epoche prima della fondazione di Roma sappiamo che già prima di essa esisteva un sentiero  che andava dai colli al’ tevere  che collegava le saline alla foce dell’biondo fiume fino alla sabina e all’ Abruzzo era insomma l’antesignano dell’’antichissimo percorso dell’sale sappiamo uno dei principali motivi della fondazione di Roma , all’epoca possedere il controllo di questa risorsa era come oggi averlo del’ petrolio , e in antichità causò guerre con i vicini specie con Veio . Di questo percorso e facile distinguere il tratto più urbano dapprima un semplice sentiero che scendendo dall’quirinale andava verso il Tevere costeggiando il campidoglio per evitare la valle sottostante quella dove si realizzerà il foro allora una palude malarica , poi vera e propria strada all’epoca in cui la città si cominciò ad espandere oltre i confini del’ palatino dando vita intorno all’vii secolo alla grande città dei Tarquini , e in coincidenza della bonifica della valle dell’foro e della sua trasformazione in piazza cittadina non è un caso che alcuni dei più venerandi , santuari quali quelli di saturno e vulcano erano lì assieme a quel ‘ singolare monumento alla fondazione che era il “ mundus “ poi verosimilmente identificato con il l’ubliculos urbis il centro di Roma mentre nella parte orientale si andavano a costruire centri di grande importanza come il comizio per le assemblee cittadine assieme alla curia che ospitava l’istituzione del’ senato. Che questa strada fosse importante lo testimonia pure il fatto che la zona rimase inalterata per circa dodici secoli , infatti si può affermare che questo angolo di Roma fosse un importantissima cerniera dell’ sistema viario romano infatti da qui si dipanavano tutta una serie di strade ( ora dovete avere pazienza dovrò per forza dilungarmi ) sul versante meridionale a ovest da una parte partiva vicus jugarius che andava al foro boario e al’’tevere  e poi a trastevere ( mentre dalla stessa parte il clivius capitolinus che saliva al’ tempio di giove ottimo massimo ) da l’altra parte (attraverso quel’ ramo impropriamente detto via sacra che passa davanti alla basilica giulia ) il vicus tuscus  che andava all’velabro e di conseguenza verso la valle del’ circo massimo passando per l’ Aventino e testaccio convergendo infine sul’ tevere  a est la via sacra che andava all’esquilino la valle del’ Colosseo e il celio dal’ quale si distaccava quasi subito il Clivus Argentarius  che scavalcava la sella naturale del’ campidoglio  e quirinale scendendo a campo marzio dando luogo alla comunicazione per il quirinale e il Pincio  mentre sul ‘lato sud ovest le scalae germoniae . Non solo ma da queste si poteva proseguire , raggiungendo tutte le ramificazioni fino alle principali consolari e da qui all’impero , non fu un caso che Augusto qui fece erigere il Milliarum Aureum la colonna miliaria che segna non soltanto quello ideale ma reale di convergenza di tutte le strade dell’impero. Come spesso accade il confronto tra epoca antica e quella moderna è inclemente se quella vecchia a posteriori poteva sembrare organizzata e efficiente tanto quanto , è apparsa approssimativa e sommaria quella moderna tanto da apparire paradossale ci riferiamo ai interventi dell’ventennio che troncarono il vecchio percorso per realizzare quella che venne chiamata viale dell’impero oggi fori imperiali , interventi nati magari con delle buone intenzioni , ma poi realizzati in modo pessimo , di recente la giunta Marino in cerca di un improbabile popolarità l’ ha riaperto nel’2015 dopo , la sostituzione della passarella c’era in progetto anche un museo delle tabernae ma non risulta che sia stato approvato in bilancio beh sia come sia l’importante è che la strada più antica di Roma sia oggi visitabile ai cultori della storia di Roma , grazie a Voi della pazienza un abbraccio a tutti e a presto.

tanti auguri ROMA SEI UNICA CON TANTO AMORE E RISPETTO

 

 
 
 

IL “ NASONE” LA TIPICA FONTANELLA ROMANA STORIA E PECULIARITA’

Post n°246 pubblicato il 25 Marzo 2016 da frankcontinel

IL “ NASONE” LA TIPICA FONTANELLA ROMANA 
STORIA E PECULIARITA’

 

 

Quando la temperatura cresce , e la sete si comincia a farsi sentire se vi trovate  a Roma avete due possibilità o comprate una bottiglia d’acqua in un qualsiasi esercizio , oppure se siete romani vi cercate la fontanella più vicina che oltre a darvi una acqua fresca e dissetante è pure gratis , il “ nasone “ come viene chiamata dialettalmente la tipica fontanella pubblica che si vede a Roma e in molti comuni laziali è un immagine onnipresente nella capitale con la sua forma famigliarmente rotonda si stima che ce né siano oltre 2000 in tutta la città , e limitrofe e fino a circa 10 anni fa erano 2500 infatti numerose  sono state chiuse , o per opera dei vandali danneggiate parzialmente funzionati , e non più in grado di dissetare i passanti , ma moltissime restano come un immagine tipica dell’ contesto capitolino , oggetti umili , amati per la utilissima funzione , a cui certamente i romani sono molto affezionati .La storia dei “ nasoni “ come sono chiamati per l’inconfondibile forma curva del cannello che costantemente getta acqua su un basamento di granito o marmo in una vasca ellissoidale con un foro per il deflusso della stessa forma che ricorda l’aspetto di un naso adunco, comincia nel 1874 quanto per iniziativa  del ’assessore Rainaldi sotto la giunta dell’primo sindaco della Roma monarchica dei Savoia Luigi Pianciani che realizzo un serie di fontanelle pubbliche ( oggi né restano circa 280 nel’ centro storico ) alte 120 cm e pesanti 100kg le prime si differenziavano per lo sbocco del’ prezioso liquido costituito da tre decorazioni  a forma di drago da cui si prolungavano delle brevi cannelle , nella parte alta che poi riversavano su una grata a livello stradale , ma presto questa soluzione rivelatasi poco pratica oltre a essere poco igienica  bagnavano spesso i piedi dell’bevitore venne sostituita con la famosissima forma curva che spunta a metà del’ corpo con il tipico forellino a metà che permette tappando la fine dell’bocchetto di bere dallo zampillo che fuoriesce in modo facile e pratico da allora il disegno rimase invariato con il cappello superiore a motivi di foglia d’acanto realizzate in fusione di lega ferro-carbonica ovvero ghisa cilindrica alte 110 cm , né esistono diverse varianti per il basamento ,la forma dell’cannello , e la presenza di interruttori o pulsanti per regolare il flusso d’acqua , esiste anche una versione molto rara con due rubinetti uno per gli umani più in alto e un'altra in basso lievemente disassato di lato che sgorga su un piattello per dissetare i cani , molte hanno al posto dell’cannello un rubinetto dotato di pulsante spesso modifiche artigianali tanto che le foggie  non si contano , ai primi anni ottanta comparve una variante , realizzata per contenere lo spreco d’acqua l’acea che gestisce questi impianti modificò molti “ nasoni “ dotandoli più spesso di una manopola in ghisa ottone o più raramente un pulsante in ottone , l’intenzione era buona tanto che almeno per un po’ ridusse drasticamente il consumo , ma questa modifica a quanto pare era inaffidabile e tendeva a rompersi che fosse opera di vandali che non la gradivano , o forse  per un intrinseca debolezza , alla fine ritornarono al’ tipico flusso continuo che vediamo nella gran parte delle fontanelle , per inciso qualcuno coniò ironicamente un soprannome per queste chiamandole “ er rubinetto maledetto “ oppure più brevemente “ er sola “ riferendosi allo spiacevole evento di doversi andare a cercare un altra perché quella era rotta ripristinando anche una delle funzioni di queste fontanelle , e cioè  regolare la pressione delle condutture principali  poste a determinate distanze evitavano che  sbalzi di pressione potessero danneggiare le tubazioni più grandi , ma la versione più estesamente diversa era quella chiamata “ della lupa imperiale “ istallate negli anni 20 e 30 durante il periodo fascista costruite in travertino invece della ghisa in cui l’acqua fuoriesce da una testa di lupa in ottone ne rimangono in funzione una sessantina localizzate più  che altro nel foro italico e in alcuni parchi . Al centro storico rimangono alcune delle più antiche uno di queste forse la più  vecchia  con la testa di drago è quella che sta vicino alla fontana della rotonda , mentre alcune simili sono in via san Teodoro , mentre via delle tre cannelle prende nome proprio per la presenza sulla via di una di queste a tre bocche . Recentemente la ditta Carnevali l’unica rimasta a realizzare queste fontane ha lamentato difficoltà di gestione per i ritardi enormi con cui il comune di Roma salda i pagamenti capendo le difficolta di amministrare una città enorme come Roma ci auguriamo che questo simbolo di della capitale non venga sacrificato , come è successo con i sampietrini importati dalla Cina , certo meno costosi ma fragili e che durano la metà di  quelli nostrani sperando che ci venga risparmiato almeno questo abomino vi auguro buona pasqua a tutti da Francesco.


il tipo originale di fontanella con le teszte di drago

il tipo a lupa imperiale

grazie atutti della visita a ptresto e buonas pasqua

 

 
 
 

Un orologio di oltre 2000 anni fa la storia della meridiana in campo marzio

Post n°245 pubblicato il 11 Marzo 2016 da frankcontinel
 
Foto di frankcontinel

ricostruzione del campo marzio settentrinale la Meridiana è a metà a destra

Un orologio di oltre 2000 anni fa la storia della meridiana in campo marzio
 Tra le innumerevoli  opere pubbliche che nell’antica Roma  furono realizzate durante quel’ periodo fecondo che fù l’epoca augustea vi era anche un colossale orologio solare . Se né occupò Mecenate che si avvalse della collaborazione del’ astronomo Fecondio Nomo , la zona prescelta Campo Marzio stava divenendo un quartiere d’elite in grande espansione in particolare nella sua parte settentrionale , ovvero quella che attualmente si trova tra il parlamento e di san lorenzo in lucina . L’Holorogium Solarium Augusti , come venne chiamato , ebbe la sua innagurazione nell’anno 10 a.C. a noi restano delle tracce significative che ci permettono di delineare una  narrazione precisa , parliamo di una meridiana orizzontale estesa su una vasta area di 160 metri per 60 pavimentata in travertino sulle quali erano inserite delle parti in bronzo dette liste facevano da riferimento all’quadrante solare con le linee delle ore dei giorni , mesi e la rosa dei venti con i nomi in greco . A fare da gnomone cioè in braccio indicatore che con la sua ombra segnava  le diverse ore dell’giorno era nientemeno , che un obelisco fatto venire apposta da augusto come preda bellica , quello dell’Faraone Psammetico ii eretto a Heliopolis agli inizi del’ vi secolo avanti cristo (quando a Roma regnava Tarquinio Prisco ) quello che oggi si trova a Montecitorio poco distante dall’luogo della meridiana , costituendone il principale resto superstite , elemento originariamente dedicato all’culto solare di cui la città egiziana era il principale centro , anche augusto né ribadì la vocazione con una dedica che si legge ancora nell’lato rivolto verso Montecitorio (soli donum dedit ) e ovviamente da quel’ grande propagandista che era in ricordo della conquista dell ‘Egitto (Avendo ridotto l’Egitto in potere dell’popolo romano ) quanto alla collocazione attuale risale al’1792 per volere di pio vi che né indicava correttamente la funzione chiamandolo horarium indicem  ma attribuendolo erroneamente a il faraone Sestori l’obelisco era stato riscoperto una quarantina di anni prima nello stesso posto dove lo avevano eretto e successivamente caduto non prima dell’ix secolo , fonte l’anonimo di Einsiedeln che verso la fine viii secolo lo indica ancora in piedi ignoriamo quando cadde secondo alcuni , lo indicano al seguito dell’incendio appiccato dalle soldatesche di Roberto il Guiscardo nel 1084 . Tornando a metri l’obelisco alto 22 metri  che diventano 30 se si conta il basamento moderno in marmo bianco curato da Giovanni Antinori architetto di pio vi e il globo sul vetrice con motivi araldici dell’papa , nello stesso globo vi è praticato un foro che nelle intenzioni avrebbe dovuto ripristinare la funzione di meridiana che però non lo fece correttamente a detta dei responsabili a causa dell’continuo transito di persone o carri ….!? .Destino avverso a quanto pare comune alle meridiane perlomeno quelle antiche che si edificarono a Roma, la prima preda bellica venne portata a Roma , da Catania nell’263 a.c. ,ma questa essendo tarata per un'altra latitudine non funzionò  correttamente ingenerando la facile ironia e i lazzi dei quiriti di allora .Dopo la novità e la delusione i romani tornarono a regolare le proprie giornate con l’osservazione del’ sole e ascoltando la voce del’ araldo dei consoli che annunciava il mezzogiorno tramite l’osservazione del’ sole rispetto a certi edifici del’ comizio perfettamente orientato questo fino a quando nel’164 a.c. venne approntata una meridiana fatta apposta per l’ora di Roma seguita cinque anni seguita da un orologio ad acqua per  i giorni coperti e la notte. Ma la naturale ritrosia e il conservatorismo dei antichi romani si scatenò sull’argomento e c’era anche chi osteggiava questi “ marchigegni “che invece di facilitarla complicavano la vita sentite questo brano di Plauto poi citato da Aulo Gellio “ Vada al’ diavolo l’uomo che ha insegnato a fare il conto delle e che ha portato qui la meridiana la giornata ora era divisa a pezzettini quando ero giovane io il mio orologio era lo stomaco molto piu preciso e giusto di queste meridiane , esso in qualunque luogo mi trovassi m0’avvertiva che dovevo saziarlo non si mangia se il sole non lo permette .la citta oramai è piena di meridiane ed è per questo che per la citta ‘ si vede gente dimagrita e esausta per la fame “ anche l’orologio di augusto non ebbe molta fortuna , sempre secondo Plinio funzionò solo per una trentina d’anni poi secondo lo storico attribuiva a uno spostamento del’sole o dell’asse terrestre ma che più realisticamente si deve a un cedimento dovuto a un terremoto o un inondazione le stesso venne ripristinato dopo l’inferno di fuoco che si scatenò nell’80d.c proprio a campo marzio . Oggi a parte l’obelisco ampie porzioni si trovano ancora sotto terra come dimostrato da sondaggi col geo-radar tra i 6 e i 8 metri ,ma almeno una piccola porzione è visibile a occhio nudo in un cortiletto di una casa in via campo Marzio in cui si vedono distintamente i segni e le scritte in bronzo con la menzione dei venti Eteseii .

l'obelisco come si vede oggi
unsaluto a tutti e grazie della visita

 
 
 

L’ACQUA DELLA FONTANA DI TREVI .

Post n°244 pubblicato il 15 Febbraio 2016 da frankcontinel
 

L’ACQUA DELLA FONTANA DI TREVI .

condotto sotteraneo sotto via dei " condotti "

La fontana di trevi sicuramente è uno dei simboli della nostra città , uno dei monumenti più apprezzati e fotografati dai turisti , la sua storia è arcinota , ma forse un suo aspetto è ancora poco dibattuto se non tra il ristretto ambito degli addetti ai lavori , l’acqua che la rifornisce  che di per sé , da sola è un argomento a parte che ora illustreremo. Infatti  la famosa fontana  come del’ resto la barcaccia a piazza di spagna e quella dei quattro fiumi a piazza Navona e in tempi moderni quella dell’Nicchione all’ Pincio è alimentata dall’acquedotto dell’acqua vergine ( acqua virgo ) fatto costruire da marco vispasio Agrippa per servire le sue terme in campo marzio , i cui resti visibili tra largo argentina e il pantheon e che ha dato il nome a via dell’arco della ciambella . la costruzione aveva origine nella attuale località di Salone all’ottavo miglio della vecchia via Collatina ( ossia al’ km 10.5 circa vicino all’Casale di lunghezza dove in tempi remoti si trovava l’antica città di Collatia)dove un grande bacino di calcestruzzo interrato nel’19 secolo  captava  il prezioso liquido da una miriade di polle e vene circostanti e la convogliava per una quantità giornaliera di 103.916 mc 1.202 al secondo durante il percorso riceveva anche apporti da altri bacini secondari in una condotta che a seconda delle caratteristiche orografiche dell’terreno passava da il semplice tufo a condotte in cemento rivestito in reticolato che correva per oltre venti chilometri descrivendo un ampia curva da est a nord passando per le attuali la rustica,  Tor Sapienza , Prenestina , Pietralata , valle di sant’Agnese nei pressi di via tripoli , villa Ada parioli , ed infine Villa borghese dove terminava la sua corsa sotterranea  in una grande vasca di decantazione presso i giardini di locullo da cui deriva il termine bottino che è il vicolo da cui si esce dalla metro A , qui il percorso diventava aereo con le caratteristiche arcate che hanno , reso celebri queste costruzioni (mentre una derivazione arrivava a Trastevere) dei resti parzialmente interrati sono ancora visibili a via dell’nazzareno mentre altri sono nei sotterranei di palazzo sciarra proprio in quell’punto la conduttura attraversava la via Flaminia ( ora via dell’corso ) che in seguito divenne arco trionfale sotto Claudio e dopo molto l’arco dell’portogallo il tratto finale dell’percorso “aereo”  lungo 1.85 km passava per via dei Caravita e dell’seminario dove apposite tubazioni rifornivano infine vicino all’pantheon le terme e un lago artificiale . Unico fra tutti gli acquedotti antichi ad arrivare fino a noi in sostanza intatto in virtù probabilmente del suo percorso quasi interamente sotterraneo, a non essere sabotato durante l’assedio di Vitige nel 537 e anzi fu sfruttato per un tentativo d’invasione che fu abilmente sventato dalle truppe di Belisario, dovette essere utilizzato almeno fino all’8° secolo in cui una guida, per visitare Roma ne descriveva il castello terminale dotato di tre vasche ,ma al di fuori delle terme cadute in disuso, poi segui l’ abbandono  anche se in qualche misura continuò ad essere usato seppur minimamente , fino al ripristino voluto da Niccolò v per opera di leon battista Alberti . Mentre a ricordare la presenza della struttura nel tratto urbano, c’è via dei condotti il cui canale sotterraneo corre proprio sotto la via , largo circa 1.60 metri e in gran parte navigabile , purtroppo l’acqua non è più potabile per via dell’inquinamento moderno delle fonti , mentre in antichità era rinomata per la leggerezza e la mancanza di calcare altro elemento che ha contribuito alla sua conservazione per cui può essere usata solo per giardini e fontane, sempre l’ Alberti fu alla base dell’progetto della prima fontana di trevi o dell’trejo come testimoniano le fonti una rozza conca , fatta in seguito ristrutturare da urbano viii , e poi come sappiamo ricostruita sotto clemente xii nell’capolavoro che vediamo oggi , in essa il ricordo della sua fonte è perpetrato dai due altorilievi collocati sopra le nicchie laterali dell’grande prospetto con le statue dell’abbondanza e della solidarietà a sinistra quello che rievoca l’approvazione del’ progetto da parte di Agrippa , mentre a destra c’è quella che ricorda l’origine del’ nome Vergine questione peraltro controversa , quella più accettata fa leva sulla leggenda che una fanciulla  tale avrebbe indicato le sorgenti ai legionari di Agrippa che invano assetati ne cercavano la fonte fino ad allora sconosciuta ( leggenda ricordata sull’Altorilevo ) lo studioso di acquedotti Marco Tullio Frontino ce né fornisce un'altra riguardante un edicola in pietra collocata nei pressi della sorgente e raffigurante una ninfa , altri ancora interpretano poeticamente quella precedente attribuendo all’immagine la qualifica di vergine , ma forse l’origine si deve all’sovrapposi progressivo di queste credenze che poi hanno formato la leggenda della vergine , come quasi sempre accade in mancanza di prove storiche certe , l’esigenza di capire tipicamente umana si sostituisce alla verità storica , e crea delle leggende pur di avere una giustificazione qualsiasi che riempia questo vuoto . Detto degli interventi moderni che hanno costruito le derivazioni odierne che riforniscono le fontane in particolare il prolungamento che arriva fino al Pincio iniziato nell’1840 e terminato definitivamente nel’1936 . Per ultimo dobbiamo elencare l’aneddoto gustoso riguardante la costruzione della fontana di trevi Urbano viii papa piuttosto impopolare per l’imposizione di tasse fu soprannominato papa gabella , ne fece una apposta per finanziare i lavori della fontana di Trevi , una sorta di una tantum sull’vino a riguardo pasquino colse l’occasione per commentare velenosamente “ Urban  poiché di tasse aggravò il vino , ricrea coll’acqua il popol di quirino “  il pungente commento della statua parlante crediamo
sia una degna conclusione .
Fine

                                                         un video di uno mattina perr capire meglio  il testo                                                                                                           



 
 
 

Quadrifogli d’ Irlanda e Gigli d’Italia una storia italo irlandese parte 4

Post n°243 pubblicato il 25 Gennaio 2016 da frankcontinel
 
Foto di frankcontinel


Quadrifogli d’ Irlanda e Gigli d’Italia una storia italo irlandese parte 4
Dopo quel’ magnifico pomeriggio  le occasioni per rivederci , e per provare ancora insieme quelle stupende sensazioni , si moltiplicarono durante la settimana staccavo dal ’Lavoro e in pratica mi cambiavo , e dopo una breve cena partivo per andare da lei , il viaggio da casa mia a via Panisperna durava meno di un ora , vissuta con un enorme attesa , solo con Eileen mi sentivo realizzato , mi sentivo vivo , e dover andare da lei , un impegno a qualunque costo quelle tre quattro ore passate con lei certo le migliori della giornata , anche se non poteva dedicarsi solo  a me , il sentimento tra noi era intenso , e s’ irrobustiva sempre più giorno dopo giorno facevamo assieme un passo avanti , la conoscenza di noi cresceva in misura eguale alla passione che istintivamente ci scambiavamo , bastava un gesto , una gentilezza , una parola gradita che il nostro amore si manifestasse nitido e lo capivano tutti il vederci per mano  diventò un abitudine , ritornavo assieme a lei con la sua piccola utilitaria una mini rossa e sotto casa mia , scattavano le effusioni , insomma eravamo felici senza alcun dubbio. Doveva essere passato poco più di un mese da quando stavamo insieme che rientrando trovai dentro la buca delle lettere una missiva , me la misi in tasca salito la posai sul mobile d’avorio  all’ingresso perdendola di vista , affaccendato  non ci pensai , poi spinto dalla curiosità mentre uscivo la presi in mano chi mai poteva scrivermi ? , appena la guardai ebbi una fitta al’ cuore era di Nunzia riconobbi la sua calligrafia svolazzante e minuta , non riuscii a aprirla subito incerto sull’da farsi  me la rimisi in una tasca dell’giaccone di pelle ,la sentivo come una cosa troppo preziosa , ma al ’tempo stesso desideravo leggerla , resistetti fino al’ secondo autobus qui complice un sedile libero , la tirai fuori e dopo averla aperta lessi Mio caro Francesco cucciolone adorato , ti scrivo questa lettera , perché non riesco a dimenticarti , sei ancora nei miei pensieri e quando posso non faccio altro che ricordare i bei momenti passati insieme , ti vorrò sempre bene per tutto quello che mi hai dato , e sei stato ora lo capisco il mio primo amore vero , quello sincero e puro che sognavo da bambina  , mi confortano le parole che mi hai detto quando ci siamo dovuti lasciare vedrai me lo sento ci rimetteremo insieme , vivo per quel’ momento ma la realtà è ben diversa , credo tu sai che con… Silvio così si chiama mi sono fidanzata , mia madre lo so la odi per quell’ che ci ha fatto  vuole farci sposare al più presto fra un anno forse , ma io non voglio prenderò tempo , non riesco a amarlo , devo fingere ogni volta che stiamo insieme , ma sai che non so farlo ogni volta che mi specchio vedo te , penso a te , sei l’unica cosa che mi fa andare avanti , Roberto mi dice lo devi dimenticare , ma si vede che non è convinto , e mi ha confessato che è dispiaciuto per noi, Giorgina l’ho vista piangere davanti a una nostra foto se solo tu non fossi dovuto partire per quel’ maledetto militare ora staremmo ancora insieme felici come meritavamo , mi hanno raccontato che ora stai insieme a un'altra ragazza straniera mi dicono sono contenta per voi due e spero che ti possa dare tutto quello che io non potrò prima o poi me la presenti ? va bene non voglio mettermi tra voi due lei sarà sicuramente una brava ragazza se sta con te , e credo come ti conosco che la farai felice ve lo meritate , ti chiedo solo se lei vorrà di tenerci in contatto per lettera ti prego anzi ti scongiuro non mi abbandonare dell’tutto , sarebbe troppo per me e penso anche per te , fammi sapere cosa farete te e lei a proposito come si chiama? le auguro un mondo di bene con immenso affetto Nunziaseguiva una casella postale a cui inviare le lettere , mentre leggevo le lacrime scaturirono copiose non riuscii a trattenerle , la commozione e l’affetto che traspariva da quelle parole sincere , era indubitabile colpendomi all’cuore , che ora era votato ad Eileen e quella lettera benché scritta con le migliori intenzioni mi creava un problema da risolvere , scesi come sempre davanti alla birreria Marconi e mi fermai qualche secondo a asciugarmi  le lacrime avrò avuto il volto arrossato , mi volevo presentare bene da lei , mentre camminavo verso lo Shamrock  fortune pensai cosa fare fui tentato di non dirglielo , ma capii subito che sarebbe stato un grave errore  , meglio farlo tanto più che la mia dolce metà  si era dimostrata comprensiva e gentile finora ed il cuore mi suggeriva , è una ragazza sensibile riuscirà a capirne  le ragioni tanto più che nunzia si rimetteva alla sua comprensione , glielo dirò appena sarà possibile decisi , ero arrivato innanzi a quella che oramai era stata eletta a mia seconda casa , e entrando mi raccomandai all’quadrifoglio scaramanticamente , come ogni volta all’mio arrivo lei accorse ad abbracciarmi indossava quel’ vestito blu della prima volta, ma vedendo il mio sorriso un po’ forzato mi chiese “ ciao fra amore cos’hai sembra che hai visto un fantasma ?” risposi “ quasi la mia ex mi ha scritto una lettera è giusto che tu la legga scusami ma non ho potuto fare a meno di aprirla  spero non ti dispiacerà “ e gliela detti  , lei la prese e trascinandomi per mano disse “ va bene andiamo sul’ retro a vederla “ arrivata al’ bancone rivolgendosi ad Annie le chiese “ Mi dovete sostituire tu e Peter abbiamo un piccolo problema da risolvere rivengo fra poco !” si ok a dopo “ le replicò incerta la cugina gettandomi uno sguardo sorpreso “ tutto bene ci rivediamo fra poco “ mi uniformai , dentro di me però ero un turbine d’incertezza , le mie sicurezze create faticosamente mi sembravano perse ,dipendevo totalmente dalla decisione di lei  entrati  ci mettemmo a sedere sul ’letto lei aprì la lettera e attenta la lesse ,  qualche lacrima le punteggiò il viso , che deterse con un fazzoletto, finito la ripiegò lentamente e ve la rimise dentro , socchiuse un attimo gli occhi e alzando la testa  mi disse “ ora so perché eri così triste è una ragazza piena di passione e sentimento le sue parole mi hanno commosso , ed è evidente il suo bisogno d’aiuto , sarebbe una cattiveria negarglielo , va bene le puoi rispondere , anzi lo faremo insieme domani è il mio giorno libero , ha bisogno di speranza e gliela daremo insieme ti va bene “ e vedendomi sorpreso “ allora ?” timoroso le risposi “ avevo paura di perderti e che mi dicessi di no “ lei mi tirò affettuosamente un orecchio e aggiunse “ questo lo fanno le italiane , non dimenticare mai che sono irlandese , sono diversa lo sai dentro di te giusto ?” “ si l’ho capito , e sono fortunato a stare al tuo fianco “ “ ed io con te questa è la dimostrazione che sei quello giusto , mi hai dato totale fiducia e me lo hai detto subito , questo mi dimostra che a me tieni tantissimo , ma forse per far si che tu veramente felice con me , devi sapere come sta lei , ma a due condizioni “ “ quali ? “ che se mai v’incontraste devo essere presente , mi sembra corretto l’altra e che mi fai vedere tutte le lettere che ti invierà , qualunque cosa ci sia scritto ok ?” Si non dubitare “ le risposi “ ora che stiamo meglio tutti e due possiamo pensare a noi vieni “ uscimmo  il frastuono dell’pub ci accolse , mai quel rumore ci sembrò più festoso e accogliente Annie e Peter si girarono ansiosi “ Ora va tutto bene , abbiamo risolto , anzi stiamo ancora più uniti “ gli disse Eileen superando il vociare dei clienti , vidi un espressione più sollevata da lei , Peter assentì con la testa “ però ora ci dovete aiutare siamo pieni di gente  “ e porgendomi la mano” c’è bisogno dell’tuo aiuto sei assunto in via definitiva “ che posso fare” mettiti davanti agli erogatori e dammi le birre che ti chiedo , se te la senti puoi andare a portarle ai tavoli “mi fece vedere come fare , dopo qualche tentavo mi riuscii ,facilmente dopo un poco cominciai anche a servire ai tavoli erano disposti secondo dei numeri presi anche diverse ordinazioni me le scrivevo e poi ritornavo poco dopo , sembrava che facessi quell’lavoro da anni , Eileen mi scrutava felice il suo sorriso radioso m’incoraggiava ,dandomi forza e convinzione sfacchinammo duro quasi tutta la serata e solo verso mezzanotte la folla di gente cominciò a dileguarsi rimasero solo due tavoli occupati da pochi ragazzi a un certo punto da uno ci fecero un gesto con le mani ,Eileen mi toccò delicatamente una spalla “ riposati un poco campione e vieni con me , ti presento delle persone “ si arrivo “ le dissi riprendendo fiato , sul bancone Annie mi si avvicinò sussurrandomi “ dai non farla aspettare è una cosa importante vai vai “ lei mi stava lì aprendomi lo sportello del’ bancone affiancati ci avvicinammo al’ tavolo due , occupato da quattro persone tre donne e un uomo una rassomigliava come una goccia d’acqua ad Eileen ma era molto più giovane , l’altra di mezza età rossa come la mia amata appariva la più attenta a fianco una ragazza mora  con un espressione gioiosa  l’uomo sembrava divertito e ci guardava con benevolenza mi parvero  italiani Eileen ci presentò “ Francesco ti presento alcune delle persone a cui voglio più bene dopo di te , lei è mia sorella Dierda Marie “allungai la mano per salutarla aggiunsi un ciao lei rispose sorridendo , ora era il turno della più anziana che si tolse gli occhiali alzandosi per darmi la mano , lei è la mia zia preferita Sharon  O ‘donnely  “ salve molto piacere “ il piacere è tutto mio “ mi rispose in perfetto italiano “ zia Sharon è la mamma di Annie “ ah ecco perché era importante “ ribattei Eileen  continuò “ lo avrai capito loro due sono i miei migliori amici qui Silvana e Giacomo Sertori “salve buona serata anche a voi “ ciao” mi risposero  prese la parola la zia “ Ragazzo abbiamo sentito dire cose lusinghiere sul tuo conto sia mia figlia che Eileen non fanno che incensarti , volevamo quindi capire se era vero,  mi hai sorpresa , non sembri italiano piuttosto un puro irlandese “ arrossi tutto seppi solo dirle “ Grazie lo prendo come un complimento “ lei annui , la sorella intervieni chiedendo qualcosa in inglese Eileen me la tradusse “ mia sorella chiede dove hai imparato a lavorare così bene in un pub “ ci scambiammo uno sguardo d’intesa e risposi “ veramente oggi è la prima volta ma grazie , sei molto gentile , mi sono ricordato come facevano i miei amici al’ nuovo cinema paradiso una birreria vicino casa “ a proposito ti ci devo portare prima o poi “ Eileen mi assentì e riportò alla sorella lessi un grande stupore nella risposta,  venne il turno di Silvana “ noi semplicemente volevamo vedere chi aveva rapito il cuore della nostra cara amica , e le ha ridato la felicità ve lo meritate “ grazie “ risposi “ infine prese la parola Giacomo “ ragazzo sei troppo modesto hai fatto grandi cose finora ,ma sai essere umile questa è una grande qualità , sappi che non è facile accontentare Eileen e se ci sei riuscito devi avere grandi doti continua così “ si grazie ancora ci proverò con tutte le mie forze ci conti “ Loro ospiteranno i miei parenti qui a Roma Giacomo era il mio insegnante d’italiano al’ trinity college “ ah ecco dove vi siete conosciuti ci sarà allora modo di conoscerci meglio “ senza dubbio ci incontreremo ancora Francesco “ concluse zia Sharon “ ora dobbiamo andare si è fatto tardi , abbi cura di lei “ come faccio tutti i giorni arrivederci” risposi si alzarono e se né andarono salutandoci ritornando all’banco chiesi “ che dici ho superato la prova ?” Eileen si girò  “ si a pieni voti secondo me “ le apri lo sportello seguendola “ allora che ne pensi di mia madre “ mi chiese  Annie ci pensai su “ mi pare molto autorevole , seria tutto il contrario di te “ si è vero “ confermò lei intervenne Eileen “ mia zia ha un debole per gli uomini operosi così ci siamo assicurati che gli piacessi di sicuro , e poi se piaci a lei , si tira dietro tutta la famiglia , in attesa che li conosci , a mia sorella piaci me lo ha detto sta tranquillo che lo racconterà a tutti a casa “ mossa lungimirante ma a che fatica !” vuoi il meglio te lo devi guadagnare “ terminò Eileen “ eh si  “ confermai  Peter mi tirò un braccio  “  benvenuto tra noi Francis “ “è ancora presto per dirlo “ beh io dico che è fatta , qui ci vuole una bevuta “ si va bene dopotutto me la sono guadagnata “ la birra o Eileen “ tutti è due se lei vuole “ si si ma te la scelgo io “ disse e tornò con una Kilkenny per me e una Guinness per lui “ La mia irlandese preferita eh “ Eileen arrossì  “ci siamo capiti fra noi “ dissi a Peter “ Allora a che brindiamo “ chiese Annie “ Alla Fortuna per tutti noi che non ci lasci mai “ proposi quattro boccali si scontrarono poi bevemmo , Eileen gli disse “ Oggi è stata una giornata molto faticosa per tutti se volete potete andare via prima , domani è domenica  Peter accompagni tu Annie “ si d’accordo capo “ Annie  mi si avvicinò “ ehi non fate nulla di strano “ si stai tranquilla “ risposi io “ non faremo niente che non si possa confessare in chiesa ciao “abbassammo la serranda Eileen mi riferì “ Oggi sei stato fantastico Cucciolone ti ci posso chiamare anche io ? “ si se ti fa piacere “ Me lo sono meritato dai  , non te la prendere se Annie talvolta  ti fa una battuta maliziosa , gli piace scherzare “ Non mi sono offeso stai serena , è fatta così è poi le debbo qualcosa “ lo hai capito….!? “ certo non sono mica tonto “ sbrighiamoci a chiudere oggi dose supplementare di coccole ci stai” “si come no “ replicai desideroso . Sotto casa mia vi era ancora il vecchio mercato coperto ma avevano messo fuori tutti i banchi  proprio davanti al’ ingresso di casa c’era una tettoia larga abbastanza per farci entrare la Rover era luogo d’elezione delle nostre tenerezze senza timore di brutte sorprese i vetri si erano appannati un po’ garantendoci  un poco di riservatezza dentro il riscaldamento andava a tutta forza noi ci protendevamo l’uno verso l’altro le labbra s’incontravano frementi mani gentilmente reggevano  avviluppando l’altro  la passione che spigionava Eileen mi stordiva quasi , per l’intensità  che mi  trasmetteva io ricambiavo con tutto lo slancio che avevo dentro eravamo due diversità che si univano perfettamente , dopo un tempo lunghissimo ci staccammo  lei domandò “ allora sei contento , cucciolone oggi abbiamo fatto un bel’ passo avanti fra noi due , e siamo più uniti di prima che ne pensi “ “ che sei una ragazza fantastica , mi hai dimostrato che possiedi una sensibilità e un cuore sterminato e sei capace di un amore senza eguali , sono estasiato dalle tue qualità honey “ “ grazie “ mi disse lei dandomi un altro bacio “ Good heavens  è davvero tardi “ erano le due passate , ebbi un idea “ e se stanotte dormi da me ?” “ ma non c’è tuo fratello su “ no oggi è il giorno che va a trovare Noelia e non torna prima di domani sera “ bene andiamo allora sono esausta “ salimmo  accesi la luce e dissi “ questa è casa mia “ gliela feci vedere rapidamente “ non molto grande ma accogliente “ fu la sua prima impressione “ ma se fossi da solo sarebbe un nido ideale “ si ma appartiene anche a lui “ risposi “ ora però dobbiamo avvertire Annie “ e vero sarà in pensiero “ riflettè lei  prese il telefono e chiamò telefonata breve adducendo la motivazione che era troppo stanca per guidare “ chissà che penserà “ lasciaglielo fare , tanto la verità la sappiamo solo noi  “ andammo alla camera da letto matrimoniale ci spogliammo e ci stendemmo sull’letto insieme lei cercò tra le coltri la mia mano e l’afferrò , stavo quasi per addormentarmi quando sottovoce mi chiese “ Francesco  qui ci  dormivano i tuoi “ si “ che pace non si sente un rumore , che beato silenzio “ uhmmm …” boforchiai “ mi desideri ? “ sii con i tuoi baci di fuoco , mi ecciti da morire  sei sensualissima ma me lo devi far capire tu “ sarà molto presto ma deve essere speciale , per me e te mi avrai “ mi passò un brivido per la schiena stringendole la mano per un attimo, per confermarle il mio desiderio  lei proseguì “ immagina come sarà dormi ora ti voglio bene “ ti amo Eileen O’ Brian “risposi
le mani erano ancora unite sotto le coperte .

FINE  

 
 
 
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VDO AUTOSTART SIMPLE MINDS BIG SLEEP REMIX VER

IMPORTANTE SE LA MUSICA DI SOTTOFONDO VI DISTURBA O INTERFERISCE CON UN ALTRO VIDEO PREMETE PAUSE / STOP SU QUESTO VIDEO versione alternativa e remixata
della nota canzone di new gold
dream pubblicata nel'2009 come
bonus track

 

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MUSE LUCE DI STELLA

Questa canzone la più famosa dei muse mi riconduce col 'pensiero , al'anno e mezzo passato accanto a nunzia al'suo capezzale , ascolto da qualche anno i muse e gliela feci sentire una volta da allora le l'ascolto  , una volta arrivando viddi mamma e figia quasi danzare sul letto al ritmo di queste note , uno dei tanti piccoli grandi miracoli che mi hai donato cucciolotta , anche se non ci sei più ,  il solo pensiero di te mi commuove , nel'mio cuore resterai per sempre bella e dolcissima sei e restrerai lì la mia luce di stella come amavo chiamarti ...

 

SIMPLE MINDS THEME FOR GREAT CITY LIVE 2003

Pezzo strummentale tratto da l'album

sister feeling call del'1981 suonato dal'vivo

a londra hammershmith club il 5 dicembre

2003 il migliore di quelli strumentali dei simple

buon ascolto

 

 

MIDGET URE RESPIRO - VERSIONE VIDEO CLIP

Vi ricordate la pubblicità della sector ? prima della cantante asiatica Anngun , breathe del'ex leader degli ultravox midget ure è un canzone gradevole e piacevole da sentire , ma sopratutto ha un testo molto positivo che rinfranca lo spirito e trasmette voglia di vivere ed è una metafora della stessa , qui tradotta si apprezza ancora meglio buon ascolto .

 

SPANDAU BALLET ROUND AND RUOND VIDEOCLIP

il primo gruppo straniero a cui mi sono affezionato furono gli spandau che allora aprezzavo per la loro musica straordinariamente melodica anche se poi erano una tipica band della prima metà degli anni 80 certamente merito di tony hadley e dei suoi dirimpettai martin e gary kemp in ricordo dei ruggenti anni 80 che in questo momento di danno tanta nostalgia come sempre buono ascolto

 

 

TEARS FOR FEARS SHOUT VIDECLIP 1985



Certamente il successo più conosciuto della band di mike orzabal e john hughes l'urlo è uno dei maggiori  successi tecno pop degli annoi 80 è una canzone con una grande forza e energia io la sentivo spesso prima di andare a scuola mi dava una fortissima carica ottima canzone che non sfigura neanche adesso se siete amanti mella musica anni 80 buon ascolto

 

JOHANN STRAUSS JR SUL'DANUBIO BLU

quando la musica classica sfiora il sublime io e nunzia abbiamo imparato il valzer per poterla danzare e ci eravamo promessi che se ci saremmo sposati la nostra musica di nozze sarebbe stata questa ricordi bellissimi

 

J.PACHABEL CANONE E GIGA IN DO MAGGIORE

certamente l'opera più famosa del'compositore austrieco qui suonata con i strumenti originari del'epoca pezzo usatissimo nei matrimoni  una musica che ispira un senso di grazia e armonia a chi l'ascolta ed è l'ammetto uno dei miei  brani perferiti mio padre me la faceva ascoltare da bambino quando facevo i capricci o piangevo così questa composizione mi è rimasta dentro spero vi piaccia buon ascolto