Creato da frankcontinel il 14/03/2012

sognatore romano

un pò di tutto racconti ,musica ,immagini , ma sopratutto la storia di roma...

 

 

« LE DIECI REGOLE D'ORO P...ROMA PERDUTA NEI ACQUARE... »

PIAZZA DEI MERCANTI UN LUOGO INCONTAMINATO

Post n°77 pubblicato il 08 Marzo 2013 da frankcontinel
 

A trastevere nel'luogo dove si trova il famoso ristorante meo patacca esiste uno dei pochi luoghi incontaminati di roma di posti speciali nella capitale ce nè sono tanti ma questo supera molti per la sua suggestione rimasta tale nei secoli qusto lposto molto speciale è piazza dei mercanti

Angolo del rione Trastevere, Piazza dei Mercanti, contornata da numerosi edifici storici, è uno scorcio notevole, dove ancora oggi è possibile respirare la storia antica della città. A vederla così tranquilla, sembra davvero impossibile che Piazza de' Mercanti, adiacente l'antico porto di Ripa Grande sul Tevere, sia stata una realtà di grandissima importanza per la vita della città attraverso i secoli. Qui si svolgeva infatti il traffico commerciale di Roma che, abbandonata la via delle campagne invase dalla malaria, raggiungeva dal mare la città con piccole imbarcazioni a vela o su scafi trainati dai bufali lungo gli argini fluviali. Piazza dei Mercanti era il luogo dove tradizionalmente i commercianti si incontravano gli armatori e i capitani marittimi delle imbarcazioni che approdavano al vicino porto di Ripa Grande, per trattare la vendita dei prodotti trasportati. Alla fine del Seicento, la costruzione del rifugio dei poveri "San Michele" cancellò sulla piazza la presenza di tanti piccoli edifici, chiesette e botteghe che avevano accolto pellegrini, marinai e mercanti. A ricordare quella Roma portuale e medioevale, rimangono alcun nomi delle vie circostanti, come "via del Canale", "via del Porto", "via de' Vascellari"

TORRE Del' FIERAMOSCA

La casa-torre nell'angolo tra piazza S. Cecilia e piazza dei Mercanti presenta al pianterreno colonne di spoglio coronate da capitelli ionici e collegate da archi di laterizio che denotano l'esistenza di un originario portico, successivamente tamponato, sostenuto da un pilastro d'angolo. Alla sommità del corpo in angolo, la parete in tufelli mostra una decorazione ad archetti ogivali ciechi, su beccatelli marmorei, che delimitavano forse una loggetta. La cortina è di colore variabile dal giallo al marrone. Il complesso, databile alla seconda metà del XIII secolo, sembra essere il risultato di una fusione di più edifici medianti passaggi e scale di collegamento, nonostante le differenze d'altezza e i dislivelli tra i piani. La casa-torre viene detta di Ettore Fieramosca, ovvero del nobile capuano protagonista della famosa disfida di Barletta. La fantasiosa attribuzione nasce da una scena dell'Ettore Fieramosca di D'Azeglio. In realtà noi sappiamo che l'edificio fu di proprietà dell'Ordine degli Umiliati, che nel Trecento si stanziò nel convento annesso a S. Cecilia, svolgendovi attività relative alla lavorazione della lana. Il movimento degli Umiliati, sorto in Lombardia verso la metà del sec. XII, si proponeva di vivere "a modo della Chiesa primitiva", perseguendo cioè l'ideale della povertà volontaria, mostrato da Cristo e dagli Apostoli, senza possedere nulla personalmente, traendo i mezzi di sussistenza dal proprio lavoro e costituendo comunità di uomini e donne che vivevano in continenza. Presto si chiarirono due tendenze: una che fu accusata di eresia per non aver riconosciuto l'autorità suprema della Chiesa di Roma, e che darà origine alla setta dei Poveri Lombardi, l'altra che si inserì invece pienamente nei ranghi della Chiesa costituendosi in Ordine religioso con una Regola che fu approvata da Innocenzo III nel 1201. Tale Regola prevedeva: il rifiuto del lusso, il lavoro manuale, l'astensione dall'usura, la donazione del superfluo ai poveri. L'Ordine decadde nel sec. XV."


il famoso ristorante prende il nome da una maschera carnevalesca  tipica di roma isirata all'poema in romanesco del'xvii secolo  scritto da giuseppe bernieri  la storia è ambientata all'epoca del'famoso assedio di vienna del'1683 da parte dei turchi  ottomani visto al'epoca come l'ultimo baluardo della cristianità contro l'inarrestabile avanzare dei musulmani . con questo spirito  uno spadaccino meo patacca appunto si dà da fare per organizzare una sua spedizione di come li chiama  " sgerri astuti e abili " per correre in soccorso alla città austrieca si organizza anche una raccolta fondi per finanziare l'impresa ma come sempre a roma c'è di mezzo una donna nuccia la fidanzata di meo che lo scongiura di non andare lasciandolo turbato e indeciso tutto il poema si svolge per intero nel'descrivere i preparativi poichè quando nonostante tutto ci si accinge a partire giunge la notizia che l'assedio è stato tolto , quindi i fondi racclti vengono spesi nei festeggiamenti vi è il lieto fine con lo sposalizio di meo con nuccia in ogni caso il poema viene considerato un importante documento dagli storici sugli usi e costumi romani del'epoca   ,meo che nel'dialetto romano è l'abbrievazione di bartolomeo assieme a rugantino è la più conosciuta e pooplare rappresenta idealmente  il coraggio la spavalderia di certi tipi di trastevere spiritoso e insolemte meo patacca è il classico bullo romano sfrontato e attaccabrighe esperto e abile tiratore di fionda , ma in fondo generoso e di animo aperto gli piace e vero fare lo spaccone e declamare in puro romanesco ma alla riprova dei fatti non fugge anzi la sua fama di amante delle risse è,famosa in tutta roma , a parte il suo carattere difficile caratterizzato dalla prerogativa di discutere prima con le mani e poi con le parole estremamente amato a roma divenne col tempo meno manesco e più serio ma sempre vanaglorioso sbruffone e provocatore  come idealmente si confà a un romano vero anche se bisogna ammetterlo oggi siamo molto diversi da questo modello di romano  è molto della romanità è andata ahimè perduta , però esercita ancora un grande fascino su tutti i romani autentici ,

                                                                                                                                          

PORTO DI RIPA GRANDE

stettamente collegato a piazza dei mercanti è il porto di Ripa Grande era l'approdo fluviale di Roma, appena a valle dell'antico ponte sublicio dove venivano movimentate le merci che risalivano e discendevano il tevere verso l'approdo di Fiumicino Già dal IX-X secolo scali fluviali si trasferirono su questa sponda, in quella che si chiamò Ripa romea dai pellegrini (ovvero i romei) in contrapposizione allo scalo commerciale della sponda opposta, la ripa graeca  Il porto di Ripa inizialmente era assai modesto, una piccola banchina ed una scaletta che la univa al piano stradale, ma a causa degli aumentati traffici, si andò pian piano estendendo fino ad assumere un aspetto più "pratico", con due scale poste una di fronte all'altra ed alcune casette, situate in prossimità del fiume, adibite ad Uffici della Dogana. Al porto potevano arrivare solo velieri di medio tonnellaggio; quelli di stazza maggiore dovevano scaricare le merci a Fiumicino, che venivano trasportate poi in città attraverso il fiume su piccoli bastimenti trainati da bufali lungo la riva destra del tevere o tirati mediante robusti funi da lunghe file di uomini detti "pilorciatori" (da cui il termine "spilorcio" nel significato traslato di "tirato", ovvero avaro) più avanti si preferì utilizzsare delle chiatte e piccole navi di modesto pescaggio bemchè la pratica del'traino con i bufali non venne mai abbandonata del'tutto  . Intorno all'850 papa Leone IV, preoccupato dalle minacce dei saraceni  fece costruire due torri su entrambe le rive, a valle del movimento portuale, per assicurarsi contro una risalita a sorpresa del fiume: di notte una catena veniva tirata fra le due torri per sbarrare il passaggio. L'incremento del traffico fluviale costrinse papa Innocenzo XII ad ampliare, nel 1693, il porto, riunendo gli Uffici della Dogana in un unico complesso ed affidandone l'incarico all'architetto Mattia De Rossi. Questi realizzò un grande fabbricato accanto alla porta portese allargò la banchina e sistemò il porto con muraglione e nuove rampe, che un'elegante cordonata raccordava ad un'ampia piazzola: fu da allora che si chiamò Porto di Ripa Grande. Situato di fronte all'antico emporium ma naturalmente collegato al porto di Ripa Grande, fu insediato l'Arsenale Pontificio un cantiere che serviva principalmente a riparare i barconi e le chiatte che discendevano e risalivano il fiume. costruito nel 1714,  ed è caratterizzato da due navate accessibili mediante una duplice arcata a sesto acuto e dal tetto a capanna,  L'arsenale svolse la sua funzione fino al 1880 circa, cioè fino a quando i nuovi argini del tevere lo privarono di ogni possibile contatto con il fiume. Lo scenario del complesso architettonico  Il porto scomparve sia perché fu costruita la ferrovia Roma-Civitavecchia, che portava più facilmente a Roma le merci, sia per i "muraglioni" del tevere Scomparvero anche le due torri: quella sulla sponda destra fu demolita per la costruzione dell'ospizio di san michele  quella sulla sponda opposta per la costruzione del relativo lungotevere. Oggi, a memoria di quest'altro grande "pezzo" della storia di Roma, rimane soltanto una doppia scala


ilvporto di ripa grande in una veduta di caspar van mittel

quel'che nè rimane oggi solamente una doppia scala vicino al'argine del'fiume

Chiesa di santa cecilia in trastevere

Posta nel'omonima piazza e direttamente adiacente a piazza dei mercanti è la basilica minore di santa cecilia, edificata su quella che la leggenda racconta la casa appunto di cecilia martirizzata intorno al'220 d.c. divenne presto luogo di culto cristiano pare che esistesse già una chiesa nel'v secolo ma bisognera aspettare papa pasquale 1°  nel'817 per cominciae a vedere le origini delì attuale edificio  classicamente romanica la prima basilica con una navata unica sostenuta da 12 colonne sofitto a carpriate e pavimento a mosaico abside semicircolare  sub' vari rimaneggiamenti  tra cui gli affreschi di pietro cavallini e arlorfo di cambio , nel'xii secolo assunse  l'apparenza attuale in due riprese  prima nel'rinascimento con degli estesi lavori al'pavimento le capriate del'soffitto  sostituite da un controsoffitto in legno munito di numerosi sticchi le finestre ridotte e sostituite da dei coretti in cui le monache di clausura francescane del'annesso convento da cui potevano assistere alla messa  l' altro inyervento consitente venne fatto nel'18 secolo è interessò sopratutto  la facciata che si vede adesso costruita su progetto di ferdinando fuga nel'1830 le originali colonne vennero rrinfasciate con mattoni per motivi di stabilità e i relativi archi abbasati  così la chiesa assunse definitivamente l'aspetto attuale infine c'è da segnalare nei sotteranei e più precisamente nella cripta la presenza di resti di una domus ( villa ) risalente al'periedo repubbilicano circa del'terzo secolo a.c. con annesso calidarium ( bagno caldo )  in seguito la costruzione venne parzialmente trasformata in insula durante l'epoca adrianea in seguito alla grande urbanizzazione venutasi a creare ,nella zona il bagno fù trasformato in un impianto termale privato utlizzato forse anche come ambiente per conservare le derrate alimentari , con l'imporsi del'cristianesimo divenne fonte battesimale assumendo una pianta esagomale  in questo luogo si ebbe secondo la leggenda relativa il definitivo martirio di cecilia e dove fino alla creazione della basilica fù sepolta

 

la basilica di santa cecilia con l'annessa facciata del'18 secolo

Il ristorante meo patacca

La più conosciuta atrrativa di piazza dei mercanti attualmente è il famoso ristorante di cucina tipica romana sorto nel'1957 per opera del'sor remy è la tipico ristorante romano in cui si è mantenuta l'atmosfera delle tavene del'19 secolo quando era un luogo di riunione per commercianti e marittimi di fatto è un ex cantina che si articola su due piani reminiscenza di questo passato è una botola da cui s'accede alla sala principale che lasciano in parte vedere le file di botti l'atmosfera è allietata da stornellatori che cantano tipiche canzoni romane  capitai quattro volte in questo locale sia con nunzia che con eileen ed infine con carmela le prime tre volte mi parve abbastanza buona benchè molto cara obbietivamente c'erano tutti i piatti tipici della cucina romana di buon valore l'ultima voilta che ci capitai nel'2006  ebbi però una grossa delusione la qualità dei piatti era grandemente dimunita e che non reggevano il confronto con quello che si servano anni prima purtroppo anche meo pattacca è diventato come del'resto la quasi totalità dei ristoranti di trastevere un luogo frequentato sopratutto dai turisti che dire scegliete voi ma certamente preparatevi a sborsare un cifra notevole che forse non è giustificata dalla qualità di quel'che si mangia in periferia esistono ristoranti che sono molto meglio in fatto di qualità a  costi decisamente più contenuti un luogo tipico però adatto purtroppo solo ai turisti



 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

VDO AUTOSTART SIMPLE MINDS BIG SLEEP REMIX VER

IMPORTANTE SE LA MUSICA DI SOTTOFONDO VI DISTURBA O INTERFERISCE CON UN ALTRO VIDEO PREMETE PAUSE / STOP SU QUESTO VIDEO versione alternativa e remixata
della nota canzone di new gold
dream pubblicata nel'2009 come
bonus track

 

ULTIMI COMMENTI

ULTIME VISITE AL BLOG

simona_77rmkkricassetta2manoscrittiebookstudio.stratiJeff960fiory.1955fontanafabiobattingheghy75viky45_2012dfrinofabiomandorinoeddie740maffeistoriadiritto
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

AREA PERSONALE

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

MUSE LUCE DI STELLA

Questa canzone la più famosa dei muse mi riconduce col 'pensiero , al'anno e mezzo passato accanto a nunzia al'suo capezzale , ascolto da qualche anno i muse e gliela feci sentire una volta da allora le l'ascolto  , una volta arrivando viddi mamma e figia quasi danzare sul letto al ritmo di queste note , uno dei tanti piccoli grandi miracoli che mi hai donato cucciolotta , anche se non ci sei più ,  il solo pensiero di te mi commuove , nel'mio cuore resterai per sempre bella e dolcissima sei e restrerai lì la mia luce di stella come amavo chiamarti ...

 

SIMPLE MINDS THEME FOR GREAT CITY LIVE 2003

Pezzo strummentale tratto da l'album

sister feeling call del'1981 suonato dal'vivo

a londra hammershmith club il 5 dicembre

2003 il migliore di quelli strumentali dei simple

buon ascolto

 

 

MIDGET URE RESPIRO - VERSIONE VIDEO CLIP

Vi ricordate la pubblicità della sector ? prima della cantante asiatica Anngun , breathe del'ex leader degli ultravox midget ure è un canzone gradevole e piacevole da sentire , ma sopratutto ha un testo molto positivo che rinfranca lo spirito e trasmette voglia di vivere ed è una metafora della stessa , qui tradotta si apprezza ancora meglio buon ascolto .

 

SPANDAU BALLET ROUND AND RUOND VIDEOCLIP

il primo gruppo straniero a cui mi sono affezionato furono gli spandau che allora aprezzavo per la loro musica straordinariamente melodica anche se poi erano una tipica band della prima metà degli anni 80 certamente merito di tony hadley e dei suoi dirimpettai martin e gary kemp in ricordo dei ruggenti anni 80 che in questo momento di danno tanta nostalgia come sempre buono ascolto

 

 

TEARS FOR FEARS SHOUT VIDECLIP 1985



Certamente il successo più conosciuto della band di mike orzabal e john hughes l'urlo è uno dei maggiori  successi tecno pop degli annoi 80 è una canzone con una grande forza e energia io la sentivo spesso prima di andare a scuola mi dava una fortissima carica ottima canzone che non sfigura neanche adesso se siete amanti mella musica anni 80 buon ascolto

 

JOHANN STRAUSS JR SUL'DANUBIO BLU

quando la musica classica sfiora il sublime io e nunzia abbiamo imparato il valzer per poterla danzare e ci eravamo promessi che se ci saremmo sposati la nostra musica di nozze sarebbe stata questa ricordi bellissimi

 

J.PACHABEL CANONE E GIGA IN DO MAGGIORE

certamente l'opera più famosa del'compositore austrieco qui suonata con i strumenti originari del'epoca pezzo usatissimo nei matrimoni  una musica che ispira un senso di grazia e armonia a chi l'ascolta ed è l'ammetto uno dei miei  brani perferiti mio padre me la faceva ascoltare da bambino quando facevo i capricci o piangevo così questa composizione mi è rimasta dentro spero vi piaccia buon ascolto

 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963