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Lost In The Ozone

Mi sono perso nei miei pensieri. Era un territorio non familiare.

 
 
 
 
 
 

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PERDENTI Vs. VINCENTI

Post n°67 pubblicato il 31 Gennaio 2008 da GDTeo
 

A volte ci sono dei film che sono il ritratto di una generazione. A volte ci sono generazioni che sarebbe meglio non ritrarre.

Esatto, siamo arrivati al terzo film... Dopo tre metri sopra il cielo e ho voglia di te.


Parlo di film, non di libri, un pò perchè sono sicuro del maggiore successo e diffusione dei primi e un pò perchè più che di libri si dovrebbe parlare di sceneggiature, vista la semplicità della scrittura, che più che ricordare un classico alla portata di tutti (Cito ad esempio lo Zio King), ricorda quei dialoghi lenti e pieni di esempi, quelle parole che usa una nonna verso il nipotino... per dirgli cosa deve fare.

Tornando ai film, io sono cresciuto con i film adolescenziali e pre adolescenziali anni'80 e primi anni '90. La trama era più o meno sempre la stessa:

"Il nostro eroe è uno sfigato della cittadina degli USA. Il nostro eroe và a scuola su un Bus giallo. Guarda la ragazza più popolare della scuola. Lei non lo considera perchè stà con il capitano della squadra di football. Il capitano della squadra di football è bello, ricco e ovviamente lo pesta tutti i giorni. Il nostro eroe vive una serie di avventure fino al finale in cui lui riesce a conquistare la sua bella, ovviamente al ballo della scuola, buttando la caraffa del ponch in testa al bullo, che perde la dignità di fronte all'intero istituto."

Ok, erano delle minchiate... Ma c'era un filo conduttore.

Il messaggio era chairo, ogni film metteva in risalto la possibilità di migliorarsi, faceva capire come si può diventare dei "vincenti". Si faceva diceva alle persone che con un pò di buona volontà e con il coraggio di osare ci si poteva riscattare e migliorare, risalendo a galla, o affacciandosi al mondo per la prima volta.

Il messaggio era: NON SI NASCE PERDENTI.

Lo scopo del protagonista era sempre quello di diventare MIGLIORE, non il migliore di tutti (anche se spesso era il suo obiettivo dichiarato a inizio film), ma il migliore SE STESSO che poteva essere.

Si voleva dare l'idea di una scalata diversa da quelle che avvengono nel mondo reale, un'ascesa verso la felicità fatta restando sè stessi e magari portando i propri amici con sè, da contrapporre all'affermazione del singolo che si vede nel mondo reale, dove la ricchezza economica è l'unico parametro per definire una persona "di successo", e dove i valori come amore e amicizia sono degradati a semplici riempitivi.

In quest'ottica guardo la trama del "malefico trio" Mocciano:

"Lei gira con i migliori. Lei và a scuola, ma è secondario. Lei gira per feste ma si annoia ad avere tutto. Lei incontra lui. Lui è o un finto ribelle fancazzaro e pieno di ragazze, o EX finto ribelle fancazzaro ma sempre pieno di ragazze, oppure un single benestante e pieno di amici interessanti di sicuro venuti fuori da un passato da ex finto ribelle. Lei e lui si vedono, si odiano, si amano, si amano e si odiano e poi si apprezzano... Baci, abbracci e frasi scontate."

Notato la differenza?

Non esistono i PERDENTI. Neanche come comparse.

I protagonisti sono gli stessi che nei film della scorsa generazione erano gli ANTAGONISTI.

Hanno le stesse caratteristiche, sono belli, vincenti e tutti uguali, tutti IMMOBILI. Nel senso che non cambiano una virgola di loro nel corso della storia, semplicemente si plasmano un pò con la controparte, ma non cercano il miglioramento o una crescita interna profonda... Le storie non sono un mezzo per un messaggio, sono solo fini a sè stesse, rivolte ad un pubblico che non è più in grado di capire nessun genere di metafora.

Non c'è dolore, non c'è passione, non c'è speranza... Non c'è riscatto.

E sopratutto non c'è spessore. Di solito si cerca di dare ai protagonisti un parco di interessi un pò atipico, in modo da spiegare un personaggio sulla base di cosa fà. Il protagonista dovrebbe essere una persona a tutto tondo, che vive la sua vita con una certa completezza, e l'avventura dovrebbe scuotere una normalità che in sè non è vuota.

Nella "triade" non si vive davvero, si vivacchia nell'apatia, e una piccola storia d'amore basta per essere definita un'avventura indimenticabile... Ma non porta a niente, il messaggio non c'è.

Si dipinge un mondo magari più reale di quello dei film anni '80, ma con un'esteriorità che ormai è diventata l'essenza, la confezione è realtà... Ciò che sembra è.

Non si cerca di trasmettere niente, si fanno leva su emozioni base dell'adolescenza per aprire i cuori dei giovani e di conseguenza i loro portafogli.

Nei film e nei "libri" si dipinge una generazione di ragazzi il cui unico valore è "L'USCITA CON GLI AMICI". Una generazione dove il fine ultimo è il presente, dove non si pensa a costruire un futuro ma solo a curare la propria immagine , fissandola in un momento di gioia finta, stereotipata e senza consapevolezza.

Un ritratto che rappresenta la maggioranza dei ragazzi d'oggi.

Non so cosa abbia creato ciò, se la TV, i soldi facili o una precisa scelta di mercato... Ma questa generazione di giovane esiste di sicuro e, per favore, NON LODIAMOLA.

 
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MOTORHEAD - LOST IN THE OZONE

I am a drifter on a hungry empty sea
There is no one on earth to rescue me
The winter storms they freeze me
Summer burned alive
I can't remember when another soul passed by
Marooned and stranded, on the Islands of the Damned
There is no one on earth to take my hand
There is no voice to speak, no soul for company
The sun goes down like blood into the Western Sea

Alone and dying, and a thousand miles from home

I know I never was so broken and alone
I searched the sky for God, shivered to the bone
Drowned in sorrow, Lost in the Ozone

No hand for me, abandon me

Wash over me, watch over me, drowned forever
Alone and crying, and a thousand miles astray
Alone upon the cruel sea, forsworn and cast away
I turned my face to god, but his face was turned away

Lost in the Ozone, nothing left to say

Lost in the Ozone, nothing left to say
Nothing left to say, nothing left to say
Wash over me 
 
 
 
 
 
 
 
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