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MOSTRA GIO ROSS
Post n°114 pubblicato il 05 Settembre 2009 da La_izzy
Prima che l'artista mi tiri le orecchie per le sole e la mie cicliche latitanze... Vi annuncio con sommo piacere una sua personale di seguito tutte le informazioni: Gio Ross - LA CITTA' DIPINTA COMUNICATO STAMPA (a colori le mie evidenziazioni) "Da artista postmoderno Gio’ Ross non manca di recuperare i rimasugli del quotidiano, si riconoscono tessere di mosaico, frammenti di muro, vecchie banconote, frammenti di liste della spesa: le cose del tempo, appartenenti a registri diversi, accumulate nelle nostre case. Con particolare frequenza inserisce nell’impasto del colore vecchi floppy disk, dvd, trasfigurandoli in ruote di treno, onde del mare, attento a non privarli completamente del loro originario significato di contenitori di testi, immagini, musica, con specifico rinvio alla sfera della comunicazione e della memoria. Memoria di sé quasi perduta nella serie dei “fossili”, con i floppy ricoperti da spessi strati di colore, insieme ad altri prodotti dell’attività umana, come se l’autore rinunciasse a richiamare l’attenzione dello spettatore sulla morfologia dei singoli elementi e sulle proprietà che essi possedevano, orma del tutto inutili. Se le cose del tempo sono sempre più nascoste in favore di una rinnovata indagine sulle possibilità espressive ed emotive della materia, anche la presenza fisica dell’uomo tende a sparire nelle recenti “interferenze video”, immagini dello schermo televisivo rielaborate al computer e poi trasferite sulla tela, per essere trattate con i colori, dando forma a paesaggi urbani stranianti, spesso desolati e deserti, come dopo un bombardamento definitivo. Tutt’al più, su strade sconfinate, ricompaiono le mani dell’uomo al volante di una vecchia automobile, ferma (si spera) davanti ad un grande daino che blocca il percorso. Con effetti quasi iperrealisti l’autore gioca sull’illusionismo dell’immagine per mettere in evidenza il procedimento, denuncia l’apparenza per mostrare che la realtà coincide l’atto di conoscenza. Si tratta dunque di un’interrogazione sull’immagine e i suoi poteri, l’occasione per ribadire che l’unica realtà è quella del linguaggio. Coerente con questo pensiero è l’intervento su uno dei simboli della vita cittadina: il televisore, del quale la pittura prende possesso, sostituendosi alle tecnologie mediatiche, recuperando addirittura la figura umana, tratta però dalla lugubre serie dell’Isola dei morti di Böcklin. |



Inviato da: syhngrsy
il 14/02/2014 alle 10:25
Inviato da: Io_piccolo_infinito
il 29/03/2013 alle 20:53
Inviato da: sanguemisto84
il 09/01/2013 alle 22:46
Inviato da: RobdeiFollettiilRe
il 01/01/2013 alle 09:17
Inviato da: Io_piccolo_infinito
il 31/12/2012 alle 11:27