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Gli imprevisti

Post n°83 pubblicato il 06 Luglio 2017 da survivant

Stanno ormai finendo questi giorni di vacanza. E' ormai lo posso dire. Niente è andato come me lo sarei aspettato. In realtà avevo solo un aspettativa nello scegliere questa meta. Di poter fare ogni tanto delle passeggiate con la mia "amica" valdostana che avevo conosciuto su fb e con cui l'anno scorso avevo fatto un sacco di passeggiate. 
Ci siamo visti una volta in due settimane. E pure quella volta ci siamo scambiati due parole. Perchè lei ha camminato un chilometro avanti rispetto a noi e quando siamo arrivati alla meta lei doveva farsi i selfie e fotografare le montagne per metterle sul suo gruppo. Insomma non proprio quello che mi ero immaginato. Eppure.....
eppure ho passato delle giornate magiche. Sospeso nel tempo. Ho visto posti meravigliosi. Ho superato i miei limiti. Come diceva Baglioni cos'è che mi fa andare avanti e dire che non è finita? Sono stato tutto il giorno in compagnia della mia fedele compagna quadrupede. E soprattutto ho fatto un sacco di incontri in queste vacanze solitarie. Tante vite hanno incrociato la loro con la mia. Anche semplicemente per pochi minuti ma sempre incontri ricchi di umanità. Perchè si sa, per i sentieri di montagna si diventa tutti un po' compagni. Nella mia vita sono sempre stati gli imprevisti quelli che hanno trasformato una giornata normale in una giornata indimenticabile.
E riguardo a questo la giornata più mitica è stata certamente l'ascesa al lago Pietra Rossa. Avevo guardato il tracciato su internet, ma non avevo mappe. Durante la parte facile del percorso avevo incontrato due anziani con cui avevo amabilmente scambiato due parole mentre li superavo. Io ammiro sempre gli anziani che si fanno le camminate in montagna. Lui aveva uno zaino degli alpini con tutti gli adesivi. Chissà...magari lo era stato. Fatto sta che arrivo al primo lago e sbaglio incredibilmente strada. Ma di brutto. E sbagliando strada mi trovo proprio di fronte ai due anziani che avevano fatto un giro diverso da quello ordinario. Ci salutiamo di nuovo. Il mio cane gli fa le feste. E parlando parlando gli dico che non sono riuscito a trovare il sentiero. E lui senza esitazione tira fuori una cartina nuova di zecca e mi fa vedere il percorso giusto. Non avevo visto proprio il sentiero al bivio. E già qui sarebbe interessante. Ma lungo la via trovo un bambino e suo nonno. Un genovese che dopo la pensione si era trasferito in Valle. E mi dice di stare attento perchè sul sentiero c'è la neve e dunque di non aver paura ma semplicemente seguire le tracce sulla neve.
Così arrivo a quel punto. E' una distesa di neve a perdita d'occhio. Sembra di stare al Polo. Però vedo le tracce sulla neve e mi dico. Vabbè che sarà mai un po' di neve......
Peccato che la neve aveva coperto i segnali e che le tracce arrivavano in cima al ghiacciaio. Poi ho scoperto che erano tracce lasciate da sciatori fuori pista che settimane prima erano andati a piedi in cima al ghiacciaio. E dunque io e il mio cane ci troviamo alle prese con crepacci, rocce da scalare, dispersi sulla montagna. Con anche attimi di panico nel non sapere come proseguire nè tornare indietro....
Così mi rassegno. Non troverò il lago ma è stata lo stesso una splendida avventura. In qualche modo riesco a tornare indietro. Mi ritrovo di nuovo sulla terra asciutta e mi avvio verso la macchina.
Ma mentre scendo incrocio un ragazzo che sta venendo su spedito. Mi chiede affabile: ma quello laggiù è il monte bianco? E io gli dico non so......può essere. Iniziamo a parlare e io gli dico: ma stai andando al lago pietra rossa? Perchè guarda che è tutto pieno di neve e io mi sono perso perchè la neve ha sepolto i segnali. E lui mi dice: ma io so dov'è. Ci sono già stato. Vuoi venire con me? Che non è così lontano. Intanto Il mio cane inizia ad abbaiargli contro. Ha percepito la sua paura per i cani. E mi dico: adesso sono fottuto. Non mi accompagnerà più. E invece andiamo su insieme. Facciamo una parete quasi verticale nella neve puntando gli scarponi come dei novelli Messner, con la mia pastorina tedesca che sembra una scalatrice da neve provetta. E che addirittura arriva a fare le feste al ragazzo. Che si scopre essere di Praga trapiantato all'estero da anni. E che da piccolo veniva in Valle, motivo per cui aveva portato lì la moglie e il figlio. Piccoli frammenti delle vite altrui. Ma che mi fanno star bene. Perchè amo le persone. Amo le loro storie. E alla fne arriviamo al lago. Ed è uno spettacolo fuori dal comune. Una cosa che non succede mai in Estate. Il lago è per metà ghiacciato creando uno scenario da banchina polare. Con lastre di ghiaccio che galleggiano e zone totalmente ghiacciate. Uno spettacolo che non avrei mai gustato senza tutta quella serie di coincidenze assolutamente impreviste.
E ripensandoci so già che questa avventura rimarrà nella mia memoria e nel mio cuore per sempre. Proprio perchè le cose inaspettate alla fine sono quelle che ti danno sempre più emozione.

 
 
 
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