Pensando a Fernanda Pivano mi è ritornato in mente un frammento del film "A Farewell To Beat" (di Luca Facchini) nel quale Valerio Mastrandrea legge "Marriage" di Gregory Corso.
Devo sposarmi? Devo essere buono? Far colpo vestito di velluto e cappuccio da Faust sulla ragazza che abita accanto? Portarla al cimitero invece che al cinema dirle tutto sui lupi mannari vasche da bagno e clarinetti biforcuti poi desiderarla e baciarla e tutti i preliminari e lei che arriva solo fino a un certo punto e io capisco perché e non mi arrabbio dicendo Devi sentire! E' bello sentire! Invece la prendo fra le braccia mi appoggio a una vecchia tomba contorta e corteggio lei la notte intera le costellazioni nel cielo -
Quando mi presenta i suoi genitori schiena diritta, capelli finalmente ravvivati, strangolato da una cravatta, devo sedere a ginocchia unite sul loro sofà da 3° grado e non domandare Dov'è il bagno? Come sentirmi se non come sono, pensando spesso al sapone Flash Gordon - O come deve essere orribile per un giovanotto seduto davanti a una famiglia e la famiglia che pensa Non l'abbiamo mai visto! Vuole la nostra Mary Lou! Dopo il tè e i dolci fatti in casa mi chiedono Come ti guadagni la vita? Devo dirglierlo? Gli sarei simpatico dopo? Direbbero Va bene sposatevi, perdiamo una figlia ma guadagnamo un figlio - E devo domandare allora Dov'è il bagno?
Dio, e il matrimonio! Tutta la sua famiglia e i suoi amici e sol un pugno dei miei, tutti scrocconi e barbuti che aspettano soltanto cibi e bevande - E il prete! Mi guarda quasi mi masturbassi nel chiedermi Vuoi questa donna come tua leggittima sposa? E io tremante che dire direi Torta Colla! Bacio la sposa tutti quegli arrapati giù manate sulla schiena E' tutta tua, ragazzo! Ah-ah-ah! E nei loro occhi si vede qualche oscena luna di miele in atto - Poi tutto quell'assurdo riso e lattine che sbattono e scarpe Cascate del Niagara! Orde di noi! Mariti! Mogli! Cioccolatini! Tutti che affollano alberghi accoglienti Tutti a fare la stessa cosa stanotte L'impiegato indifferente che sa cosa sta per succedere Gli idioti nella hall che lo sanno Il fattorino dell'ascensore che lo sa fischiettando Il portiere ammiccante che lo sa Tutti lo sanno! Mi vien quasi voglia di non far niente! Stare alzato tutta la notte! Fissare negli occhi quell'impiegato d'albergo! Gridando: Io nego la luna di miele! Io nego la luna di miele! correndo aggressivo in quegli appartamenti quasi eccitati urlando Pancia Radio! Zappa gatto! Oh vivrei a Niagara per sempre! in una buia caverna sotto le Cascate mi siederei il pazzo Lunatoredimiele e escogitar modi per rompere matrimoni, fustigatore di bigamia santo del divorzio -
Ma devo sposarmi essere buono Che bello sarebbe tornare a casa da lei e sedermi vicino al fuoco mentre lei in cucina col grembiule giovane e bella vuole un mio figlio e così felice per me da far bruciare il roast-beef e viene a piangere da me e io mi alzo dalla grande sedia di padre e dico Denti Natale! Cervelli radiosi! Mela sorda! Dio che marito sarei! Si, devo sposarmi! Tanto da fare! Per esempio entrare in casa di Mr. Jones a tarda notte e coprirgli le mazze da golf di libri norvegesi 1920 O appendere una foto di Rimbaud alla falciatrice o incollare francobolli di Tannu Tuva su tutto lo steccato di cinta o quando viene la Signora Kindhead per la colletta del Fondo della Comunità afferrarla e dirle Ci sono presagi sinistri nel cielo! E quando il sindaco viene a chiedermi il voto dirgli Quando li farai smettere di uccider balene! E quando viene il lattaio lasciargli un appunto nella bottiglia Polvere di pinguino, portami polvere di pinguino, voglio polvere di pinguino -
Eppure se dovessi sposarmi e fosse il Connecticut e la neve e lei partorisse un bambino e io non potessi dormire, esausto, in piedi la notte, il capo su una muta finestra, il passato alle spalle, trovadomi tremante nella situazione più solita consapevole di responsabilità non rametto sporco nè minestra di moneta Romana O cosa sarebbe! Certo gli darei per capezzolo un Tacito di gomma Per sonaglio un sacco di dischi rotti di Bach Attaccherei Della Francesca intorno alla culla Cucirei l'alfabeto greco sul suo bavaglino E per il suo passeggino costruirei un Partenone senza tetto
No, non credo che sarei quel tipo di padre niente campagna niente neve muta finestra ma rovente puzzolente isterica New York City sette piani di scale, scarafaggi e topi sui muri una grassa moglie reichina che strilla da sulle patate Trovati un posto! E cinque bambini mocciosi innamorati di Batman E i vicini sdentati e forforosi come quelle masse stracciate del 18° secolo tutti che vogliono entrare a guardare la TV Il padrone vuole l'affitto Drogheria Gas Blue Cross & Electric Knights of Columbus Impossibile sdraiarsi a sognare neve del Telefono, parcheggio fantasma - No! Non devo sposarmi non devo sposarmi mai! Ma - e Se fossi sposato a una bella donna sofisticata alta e pallida in un vestito nero elegante e lunghi guanti neri con un bocchino in una mano e un bicchiere nell'altra e vivessimo in una penthouse con un'enorme finestra da cui vedere tutta New York e anche oltre nelle giornate serene No, non riesco a immaginarmi sposato a quel piacevole sogno prigione -
Ma e l'amore? Dimentico l'amore non che sia incapace di amore è solo che l'amore per me è strano come portare scarpe - non ho mai voluto sposare una ragazza che somigliasse a mia madre E Ingrid Bergman mi è sempre stata impossibile E forse adesso c'è una ragazza ma è già sposata E non mi piacciono gli uomini e ... ma ci deve essere qualcuno! Perché se a 60 anni non sono sposato, tutto solo in una camera ammobiliata con macchie di piscio nelle mutande e tutti gli altri sposati! Tutto l'universo sposato all'infuori di me! Ah, eppure so bene che se ci fosse una donna possibile come sono io possibile allora il matrimonio sarebbe possibile - Come LEI nel suo solitario fasto esotico aspetta l'amante egiziano così aspetto io - privo di 2000 anni e del bagno della vita.
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