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Teresa e Francesco

Post n°4 pubblicato il 07 Settembre 2005 da lungoilviale

Francesco aveva una trattoria (non si parlava molto di ristorante a quel tempo), in una buona posizione, e anche durante la guerra non mancavano i clienti. Cercava un cuoco che conoscesse bene il proprio mestiere, ma non se ne trovavano. Mancavano tanti uomini, in altre faccende più bellicose coinvolti, poche donne con valida esperienza...si era ormai quasi rassegnato. Lui, giudicato troppo gracile ed esile per combattere per conto del re (o del duce), combatteva la sua guerra tra la cucina, la sala, l'approvvigionamento di tutto quello che serviva (che a quei tempi, non impegnava poco tempo..). Nei momenti di tranquillità, quando ormai era rimasto l'ultimo cliente, di quelli che non avevano fretta, e neppure voleva andarsene via, si fermava a parlare e a riprendere fiato, prendeva una sedia e vi si appendeva,  chiedendo notizie di come le cose stavano andando in giro, e del più,  e del meno. Quel giorno l'uomo arrivava da Padova, da un paesino della provincia, anzi, e aveva voglia di parlare. Era proprio la persona cui bastava dare il La .. e lui partiva.  Inevitabilmente, di guerra non si parlava, di politica manco che manco, sport... quando mai? .."Ma lei, non conosce una brava.., ho bisogno di una mano, una persona onesta anche, quello di prima si intascava il conto..."  Quel qualcuno dei clienti gli parlò allora di una giovane brava e preparata, con esperienza, sicuramente avrebbe trovato un'altro lavoro,  la famiglia per cui lavorava, era riuscita a riparare all'estero e lei rimasta senza occupazione, in un piccolo paese, non se la sentiva di lasciare soli i genitori ed i fratelli più piccoli, ora che il padre aveva perso l'avambraccio nello scoppio di una bomba. ...E continuava a parlare di tante cose che lo interessavano sempre meno e Francesco ripeteva nella sua mente: "ma abita troppo lontano, ...se è così non abbandonerà mai la famiglia per venire qui,.. ho bisogno di una persona di fiducia per quando sono assente, in fin dei conti...ho resistito finora, resisterò ancora....".

Ormai ascoltava il soliloquio come se fosse stato un nido di vespe in subbuglio. Ma una parola magica lo riportò  all'attenzione: "....e poi è una donna onesta e di una bellezza come ce ne son poche, tutti la vogliono ma lei pensa soltanto alla sua famiglia, non s'è mai vista neppure con un amico...". Di colpo la cosa si era fatta più interessante, Francesco aveva deciso che sarebbe andato di persona per verificare quanto gli era stato detto e trattare i termini di una eventuale assunzione. La settimana prossima, come poche altre volte nella sua vita, avrebbe lasciato Venezia e si sarebbe avventurato fino a quel paesino in provincia di Padova.

 

 
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