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Il diritto di soffrire

Post n°1160 pubblicato il 07 Novembre 2019 da fiumecheva
 
Tag: Diario

Due settimane con una fastidiosatosse, l’azienda in piena rivoluzione, periodo di cambi e grandi pulizie.
Tesa e stanca arrivo all’ultimo giorno felice, ogni cosa sta andando come devee ogni casella sta prendendo il suo posto.
Un ultimo sforzo nel pomeriggio e poi il giorno dopo mi sarei rilassata efinalmente avrei potuto pensare al mio primo viaggio, il viaggio della vita,regalatomi dai miei figli. La mia prima volta in aereo, e poi tre giorni a Valenciacon mia figlia.
Si sono felice e saltello come un capretto (Non per divertimento è il miolavoro che mi obbliga) mentre continuo le mie faccende. Purtroppo metto unpiede male e all’improvviso mi trovo a terra, pochi secondi di dolore lancinantee poi passa. Mi è andata bene, mi dico, e continuo come se niente fosse peraltre due ore.  Pausa pranzo, mi fermo eil piede inizia a farmi male, guido fino a casa ed è un crescendo, scendo dall’autoe non riesco ad appoggiarlo a terra, i miei figli decidono di portarmi alpronto soccorso. L’attesa è snervante, tra il dolore e la preoccupazione.Mancano solo 12 giorni al mio viaggio.
Spero.
Ma le lastre non dicono nulla di buono.
Mi riportano in ambulatorio e lì il dottore mi da una prognosi di 20 giorni,mentre l’infermiera mi chiede di scoprire la pancia.
La pancia?
L’infermiera mi spiega che deve farmi una puntura di eparina e che poi dovròcontinuare a farle da sola a casa. Mi illustra la tecnica, ma io tra le lacrimele dico che la conosco troppo bene. Era solo ieri che mia madre le faceva…
Sto diventando come mia madre?
Il viaggio sfumato.
Immobilizzata.
Ho voglia solo di piangere.
Poi il giorno dopo, mentre sto mangiando biscottini consolatori che mi haregalato mia figlia, sento qualcosa in bocca che non ha proprio la consistenzadel biscotto.
Cavolo! Mi si è spezzato un dente?
Io tengo tantissimo ai miei denti, non me ne manca uno.
Beh! Si può capire come è finita. Lacrime a profusione.
Tutto il mondo, l’universo intero, ce l’ha con me!
E ho bisogno di crogiolarmi nel mio dolore.
Ho diritto di soffrire!!!!
Perché diritto?
Si diritto, perché nel momento in cui tutto va male  (tu che sei sempre forte e positiva) e magari per un attimo, ma anche un giorno, tu vedi tutto nero c’è sempre qualcuno che pensa di consolarti proponendo soluzioni, facendoti notare che c’è di peggio,che il cielo è sempre azzurro.
LO SO! Sto cavolo di cielo è sempre azzurro e lo dico sempre anche io, ma oggi piove!
Lasciatemi soffrire.
Ora col senno di  poi non c’è nulla di irrisolvibile nel mio caso.
Passato il momento di sconforto ora posso ragionare, constatare quanta gente mi vuol bene e si preoccupa per me.
 Il viaggio è rimandato, il piede non mi fa più male e con l’aiuto della sedia da ufficio mi muovo per casa senzaappoggiarlo, le punture le faccio (ho superato la paura di farmele da sola econ orgoglio ho constatato che io non ho lasciato lividi, al contrario dell’infermiera),il dente si ricostruirà.
Nell'era del computer posso svolgere qualche pratica anche da casa.
Tutto andrà a posto.
E oggi è pure uscito il sole.

 
 
 
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