« La famiglia... per non dimenticarsi »

L'accordo

Post n°8 pubblicato il 07 Ottobre 2005 da lungoilviale

Antonio era di statura normale ma leggermente più basso di sua figlia Teresa, capelli nerissimi, ancora giovane ed un aspetto gradevole. Veniva avanti camminando con calma. Vedendolo arrivare, Francesco si alzò dal tavolo e quando gli si avvicinò, gli porse istintivamente la mano, alla sua destra ma l'altro non poteva più, la manica della giacca era vuota e penzolava inanimata. Superato il piccolo imbarazzo, Antonio seriamente gli diede la sinistra e si presentò, nome e cognome, piacere di conoscerti.
Antonio salutò il parroco che si era seduto all'estremità del tavolo, in silenzio.
Non era molto usuale, per quei tempi, tra persone adulte, quasi sconosciute darsi del tu, ma i Ferrero erano fatti così, diretti e poco inclini ai preamboli, tutti, tanto i maschi, quanto le  femmine. Questo atteggiamento, quando si erano trasferiti dal Piemonte, pochi anni prima della guerra, era stata causa di qualche incomprensione, ma tutti finirono con l'apprezzarli e considerarli per la loro correttezza e buona educazione.
"Siediti Francesco, hai fatto buon viaggio?" (sorriso e cenno del capo di lui) "Mi dispiace accoglierti così, ma è inutile nascondere che che non siamo in condizioni peggiori di molte altre famiglie qui intorno. Noi ci siamo tutti,  vivi. Dopo l'ultimo bombardamento molti non avevano più nulla per cui disperarsi; ti sei guardato intorno arrivando qui? Pochi mesi fa questo era un posto tranquillo, si stava bene e la vicinanza della caserma ci permetteva di vivere, Maria accomodava uniformi ed abiti per gli ufficiali e mille altre cose, ed io avevo il mio tempo occupato in tutti i lavori più disparati, di falegnameria, di calzolaio e non avevo più nemmeno il tempo di curare questo pezzetto di terra..e Teresa lavorava, sai, come cuoca alla villa degli Zuccari.."(altra occasione per uno sguardo ed un sorriso)"..non ce n'era bisogno, ma ha sempre avuto questa passione e devo dire che è brava nel suo lavoro..Ma ora tutto è cambiato.." Si vedeva che si era rattristato, girando lo sguardo allo spazio intorno. "Adesso che vogliono ripristinare la pista di atterraggio, ci sarà da aspettarsi altri bombardamenti e dobbiamo andarcene, al più presto, lasciando tutto qui. Ora devo contare sui miei figli, posso ancora fare molte cose, certamente, ma questo posto è troppo pericoloso.."
Povero Francesco, quante cose nella testa! L'atteggiamento cordiale e sereno con cui era stato accolto, lo aveva immerso in una atmosfera che non ricordava più: sapore di famiglia, di casa, di appartenenza, Teresa con la sua bellezza e personalità.., il suo essere naturale, leggermente abbronzata, i capelli neri e lucidi.. Gli riusciva difficile staccarle gli occhi di dosso e si distraeva, recepiva una parola su due che gli venivano rivolte.. e rispondere a tono era un'impresa gravosa.
"Ma tu sei venuto qui per altre cose" (continuava Antonio) "..proporre un lavoro a Teresa, in questi tempi?"

 
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