Creato da: massimocoppa il 22/08/2006
"Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati"


"There is no dark side
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Matter of fact,
it's all dark"

Pink Floyd

 

 

 

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"And all this science,
I don't understand:
it's just my job,
five days a week...
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Un uomo può perdonare
a un altro uomo
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                     Winston
                        Churchill

 
 

Presto /
anche noi (…) saremo /
perduti in fondo a questo fresco /
pezzo di terra: ma non sarà una quiete /
la nostra, ché si mescola in essa /
troppo una vita che non ha avuto meta. /
Avremo un silenzio stento e povero, /
un sonno doloroso, che non reca /
dolcezza e pace,
ma nostalgia
e rimprovero
PIER PAOLO PASOLINI
 

 

 

 

 

Cazzarola!

 

 

Messaggi di Aprile 2022

 

Le ricchezze ucraine fanno gola alla Russia

Post n°2131 pubblicato il 21 Aprile 2022 da massimocoppa
 

LE RICCHEZZE UCRAINE FANNO GOLA
ALLA RUSSIA

La crisi derivata dall’aggressione russa all’Ucraina ci ha fatto scoprire che Kiev non è quel nano economico che avevamo sempre immaginato, e che le motivazioni di Putin non risiedono solamente nel nazionalismo esasperato panrusso e nella volontà di grandeur vetero-sovietica ma, più prosaicamente, hanno senz’altro a che fare con le ricchezze del territorio invaso, specie per quanto concerne la zona orientale.
Qualche giorno fa su “Repubblica” è apparso un articolo, mirabile per sintesi e completezza informativa, che ci ha reso edotti del fatto che dal Donbass proviene il 90 % del gas neon prodotto in tutto il mondo: poco male, si dirà, le lampade a neon non si usano quasi più. Errore: il neon serve (non lo sapevo!) alla produzione dei chip elettronici e questi ultimi, si sa, servono praticamente dovunque.
Le rocce del Donbass contengono litio della qualità più pregiata, perché non contaminato da altri metalli e quindi facilmente isolabile. Inoltre l’Ucraina produce le famigerate “terre rare”, indispensabili per l’industria dei computer e di difficile reperibilità.
Poi, nel territorio desiderato da Mosca giace il 10 % delle riserve mondiali di ferro, il 6 % di titanio, il 20 % di grafite.
Dalle miniere all’agricoltura. La zona occidentale dell’Ucraina ha giustamente meritato, nei secoli, l’appellativo di “granaio d’Europa”. Abbiamo scoperto che anche la gran parte dei cereali che importiamo in Italia viene dall’Ucraina. L’olio di semi di girasole è diventato introvabile, oltre a vedere un enorme aumento del prezzo, perché l’Ucraina è leader mondiale della sua produzione e, chiaramente, ora è tutto fermo anche nei trasporti. Kiev è anche il quinto produttore mondiale di mais, il settimo di grano, il terzo di patate, il sesto di barbabietole da zucchero.
Il proprietario di una famosa catena di pizzerie diffusa a Napoli e nel mondo mi ha detto che il costo della pizza è destinato ad aumentare, perché la farina per l’impasto ormai scarseggia ed è salita di prezzo. E questo giusto per fare un esempio pratico.
Ogni giorno scopriamo qualcosa di cui diventiamo improvvisamente privi e che arrivava dall’Ucraina: perfino l’argilla, base dell’industria ceramica.
Il tessuto industriale ucraino è di prim’ordine, anche se ormai probabilmente dobbiamo usare il verbo al passato a causa delle indiscriminate distruzioni che le forze armate russe stanno portando avanti sistematicamente.
Solo dopo che è stato attaccato dai russi si è menzionato un dato di cui non si parlava mai: il complesso Azovstal (nella foto, scattata in tempo di pace), nella città oramai martire di Mariupol, è la più grande acciaieria d’Europa. Si potrebbe pensare che, però, sia un kombinat obsoleto ed inefficiente: sbagliato! E' un gioiello di tecnologia. Un tempo sfornava la metà di tutto l’acciaio prodotto in Unione Sovietica.
I celeberrimi aerei Antonov, vanto dell’industria sovietica, sono in realtà ucraini, e l’Antonov è una delle poche aziende al mondo capaci di curare tutto il processo di produzione internamente, senza aver bisogno di nessuno: dal progetto al velivolo pronto a volare.
Con queste premesse è davvero incomprensibile come mai gli ucraini siano una delle comunità che più hanno avuto bisogno di emigrare all’estero per poter lavorare, accettando oltretutto mansioni quasi sempre umili. La spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che le ricchezze ucraine sono mal distribuite, in quanto appannaggio di pochi “oligarchi” (esistono anche lì, non solo in Russia), frutto avvelenato della svendita e della privatizzazione degli asset nazionali susseguita alla caduta del comunismo: lo stesso fenomeno accaduto a Mosca.
Con queste premesse, mi fanno amaramente ridere quei filorussi e quei complottisti che pensano di aver capito e di sapere tutto sulla guerra in corso, attribuendo all’Ucraina gravissime responsabilità e dimenticando chi è l’aggressore e chi è l’aggredito, parteggiando inspiegabilmente per una dittatura che si sta macchiando ogni giorno di crimini di guerra e detestando una democrazia, per quanto fragile. L’Ucraina, di cui non sappiamo niente, è in realtà un Paese EUROPEO, ricco di cultura, di qualità e di ottime persone laboriose e pacifiche.

 
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Il 67 % degli italiani dice “no” al condizionatore pur di aiutare l’Ucraina

Post n°2130 pubblicato il 14 Aprile 2022 da massimocoppa
 

IL 67 % DEGLI ITALIANI DICE “NO”
AL CONDIZIONATORE PUR DI AIUTARE L’UCRAINA

Da un sondaggio effettuato per “Repubblica” dalla Demos di Ilvo Diamanti emergono risultati sorprendenti.
Le persone che, sui mass media e sui social network, strillano sfacciatamente a favore della Russia nel conflitto ucraino, o fanno mille distinguo e premesse, si esercitano nell’odioso sport del benaltrismo, professano falsi pacifismi interessati a salvaguardare solo il proprio culo, ed ambiguamente distribuiscono uguali responsabilità a tutti, pur molto rumorose e vistose sono, in realtà, la minoranza degli italiani.
Una minoranza cospicua (20 per cento), ma pur sempre minoranza.
Il premier Draghi ha icasticamente chiesto agli italiani se preferiscono la pace, e quindi infliggere un danno gravissimo alla Russia bloccando le importazioni di gas e petrolio, o preferiscono tenere il condizionatore acceso d’estate, sacrificando l’Ucraina ed i suoi civili inermi, consentendo la prosecuzione dei crimini di guerra di cui Mosca si sta macchiando.
Ebbene, gli italiani sono stati chiarissimi.
Il 61 % dei nostri connazionali si dice “molto preoccupato” per la guerra.
Il 76 % afferma che l’invasione russa dell’Ucraina sia “grave e ingiustificata”; il 20 % la giudica “grave, ma la Russia ha delle ragioni”; solo il 3 % sostiene che “ha fatto bene”.
Per quanto concerne la reazione dell’Italia, il 70 % degli italiani è favorevole alle sanzioni economiche contro Mosca (25 % contrario), il 59 % è addirittura favorevole a rinunciare a tutte le importazioni energetiche dalla Russia (contrario il 37 %), il 57 % vorrebbe un boicottaggio dei prodotti russi (39 % contrario) ed il 51 % concorda con l’invio di aiuti militari all’Ucraina (47 % contrario).
Netta è la risposta ad un quesito espresso chiaramente: “Per rendere più efficaci le sanzioni contro la Russia e cercare di porre fine alla guerra in Ucraina gli italiani dovrebbero rinunciare ad alcuni consumi energetici, ad esempio per il riscaldamento o l’aria condizionata. Lei sarebbe disposto a farlo?”. Ebbene, il 67 % degli italiani ha risposto “sì”.
Segnali confortanti, dunque, per questo Paese: non siamo, o non siamo tutti, un branco di egoisti “cazzi miei”. Siamo scioccati da quanto sta accadendo, dai crimini di guerra contro i civili indifesi e dal campionario di orrori che giornalisti di tutto il mondo e civili con i social media stanno documentando da febbraio, e siamo disposti a stringere duramente la cinghia per far cessare questo stato di cose.
Sarebbe stato interessante sottoporre agli italiani un altro quesito, ma non è stato fatto: saremmo anche disposti ad intervenire militarmente e direttamente, ovviamente nell’ambito della cornice NATO, per fermare i russi?

 
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Gli orrori in Ucraina raccolti in un sito Internet

Post n°2129 pubblicato il 11 Aprile 2022 da massimocoppa
 

GLI ORRORI IN UCRAINA RACCOLTI IN UN SITO INTERNET

Quando gli Alleati scoprirono la mostruosità dei campi di sterminio nazisti, decisero di realizzare numerosi documentari filmati, comprendenti anche le immagini più crude come quelle, per capirci, delle montagne di cadaveri nudi, affinché nessuno, un giorno, potesse dire che non era mai successo nulla.
Decisione lungimirante, perché oggi ci sono i cosiddetti “negazionisti” i quali, infatti, “negano” che sia mai esistita una macchina diabolica, sistematicamente e scientificamente organizzata, rivolta allo sterminio di massa degli ebrei e di altre categorie ritenute subumane dai nazisti.
È perciò una decisione corretta ed in linea con il mondo contemporaneo, che sgrana le informazioni in tempo reale, quella del governo ucraino di creare un sito Internet, gratuitamente accessibile a chiunque, che raccoglie filmati, foto e testimonianze delle atrocità gratuite che i russi stanno commettendo in quel martoriato Paese.
Il sito è visitabile QUI.
Ogni guerra fa delle vittime civili, ma c’è una bella differenza tra l’incidente e la sistematica persecuzione di esseri umani non combattenti.
I bombardamenti indiscriminati di quartieri residenziali, le esecuzioni di prigionieri civili legati, i bambini stuprati ed uccisi, le donne violentate, torturate ed ammazzate, il carro armato che spara contro una bicicletta, le fosse comuni, l’orsacchiotto bruciacchiato, le dita smaltate che spuntano dalla terra, le razzie dei beni poi spediti alle famiglie in patria: il soldato russo sta gettando su di sé un’ombra di disumanità che non credevo potesse esistere e, soprattutto, non in un teatro di guerra europeo.

La Russia commette ogni giorno crimini di guerra e crimini contro l
umanità.
Peraltro, mi domando continuamente, che guadagno comporta, sulla bilancia di una guerra, assassinare a sangue freddo una famiglia di civili?
In altre parole, perché lo fanno? Odio etnico? Ordini da Putin? Sadismo?
Purtroppo per Mosca, in Ucraina girano liberamente centinaia di giornalisti, fotoreporter e cameraman da tutto il mondo, oltre al fatto che, con i telefonini, tutti possono documentare e diffondere immediatamente qualsiasi cosa. È difficile credere alle autorità russe, che parlano di messinscena: i testimoni sono migliaia, professionali e non, e non vengono censurati, marcati stretti o arrestati come in Russia.
Già il fatto che l’Ucraina sia una democrazia (per quanto imperfetta) e la Russia uno Stato totalitario fanno pesare diversamente le affermazioni delle parti, fermo restando che, logicamente, anche gli ucraini fanno propaganda e disinformazione.
Tuttavia, la propaganda di uno Stato debole ed aggredito da un vicino forte e protervo è un peccato veniale di fronte alla disinformazione sistematica e criminale che proviene da Mosca.
Il sito degli orrori perpetrati in Ucraina può essere un buon antidoto ed un ottimo promemoria per i negazionisti filorussi, per i pavidi in panciolle, per chi preferisce il condizionatore alla vita di un bambino innocente, per quelli che pensano che “anche gli ucraini hanno le loro responsabilità” (e quindi, pure fosse, è giusto sterminarli?!)  e per i benaltristi di casa nostra, per i quali c’è sempre “ben altro” a cui pensare: altri morti, altri problemi, altre responsabilità, e nel frattempo gli ucraini continuassero a morire, “chissenefrega”.

 
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Siamo pronti a tutto pur di difendere i diritti umani in Ucraina? Io sì

Post n°2128 pubblicato il 07 Aprile 2022 da massimocoppa
 

SIAMO PRONTI A TUTTO PUR DI DIFENDERE
I DIRITTI UMANI IN UCRAINA? IO SI’

Mi rendo conto che, probabilmente, mi ripeterò. Ma, davvero, non riesco a riprendermi dal restare, ogni giorno, sempre più scioccato dalle notizie che arrivano dall’Ucraina.
Davvero non credevo che, nel ventunesimo secolo, ed in Europa, tra popolazioni di antica civiltà, potessimo assistere ad una riedizione delle peggiori e più vergognose pagine di storia dell’umanità.
Intendiamoci, non sono così ingenuo e disinformato. So benissimo che sono successe molte atrocità, in tutto il mondo, anche dalla seconda guerra mondiale in poi, giusto per restare in un lasso di tempo più vicino a noi. So benissimo che ci sono state dittature sanguinarie. So quello che ha fatto Stalin in Russia. So quello che ha fatto Mao in Cina. So quello che ha fatto Pol Pot in Cambogia. So quello che ha fatto Menghistu in Etiopia. So quel che ha fatto Castro a Cuba.  Guarda caso, tutte dittature di sinistra. Ma so anche quel che ha fatto Pinochet in Cile o Somoza in Nicaragua e la “junta” militare in Argentina.
I diritti umani vengono violati da quando esistono gli esseri umani. “Amnesty International” potrebbe riempire enciclopedie di documentazioni in questo senso, ed in effetti lo fa.
Gli stessi Stati Uniti fondano la loro storia sullo sterminio dei pellerossa.
Forse, quel che mi sconvolge è, stavolta, la prossimità dei fatti: sono così vicini a noi che stentiamo a rendercene conto. In aereo l’Ucraina dista dall’Italia meno di tre ore! Ci vuole il doppio del tempo per andare in treno da Milano a Napoli!
È, in un certo senso, una specie di ritorno alle origini ancestrali della nazione europea, al cuore oscuro dell’heartland: noi europei abbiamo subito e creato massacri per motivi etnici e religiosi. Dall’Europa sono germinate, quali piante mostruose da semi malati, ben due guerre mondiali. Ed ancora una volta è l’Europa a scrivere pagine orrende.
Sgombriamo il campo da ogni ambiguità: è impossibile non parteggiare per l’Ucraina. Le accuse russe non stanno in piedi: Mosca dovrebbe vergognarsi anche solo di costruirle, figuriamoci di spacciarle. Se fosse pure vero che è esistito un battaglione di neonazisti (la Brigata Azov), poi inserito nell’esercito ucraino come se niente fosse; se fosse pure vero che le popolazioni filorusse dell’est sono state vessate dalle autorità di Kiev (ma si leggono assurdità tipo tredicimila morti: dove? Come? Uccisi da chi?), tutto questo giustificherebbe, eventualmente, azioni russe rivolte a proteggere la componente etnica locale, non autorizzerebbe, certamente, la Russia a tentare il colpo di Stato in Ucraina, a radere al suolo le città, a sparare sui civili inermi, a torturare i prigionieri, a violentare ed uccidere bambini e donne. Tutte cose che vengono documentate tutti i giorni, da centinaia di giornalisti di tutto il mondo.
Questo fa la differenza fra la verità e la propaganda.
In ogni guerra la prima vittima è la verità, si sa. E certamente Kiev sa fare propaganda. Ma la differenza tra l’Ucraina e la Russia sta nel fatto che la prima è una democrazia, per quanto imperfetta (come tutte, del resto), mentre la seconda è una dittatura.
In Ucraina la gente va a votare e sceglie il politico preferito. In Russia Putin ed i suoi prestanome comandano tutto, a tutti i livelli.
In Ucraina si può manifestare contro il governo, in Russia ti arrestano subito.
Per dire meglio, come specificato dalle categorizzazioni politologiche, la Russia è uno Stato totalitario, come lo era l’Unione Sovietica e, prima ancora, la Russia degli zar: cioè uno Stato che pretende di controllare “totalmente” la vita dell’individuo, non solo politicamente. Il popolo russo non ha mai conosciuto né la libertà, né la democrazia.
In Ucraina i giornalisti di tutti i media del pianeta sono liberi di andare dove vogliono: lo fanno, infatti, e raccolgono testimonianze, scattano foto e vedono con i loro occhi le fosse comuni, i morti con le mani legate, i cadaveri di bambini stuprati ed uccisi.
In Russia, invece, i giornalisti non sono liberi di andare dove vogliono: addirittura, adesso, anche i giornalisti occidentali non possono parlare di “guerra” perché sottoposti alle stesse norme liberticide varate recentemente riguardo alle notizie sull’Ucraina.
Già solo questo fa capire che non c’è equivalenza fra le parti. Non possiamo essere terzi equidistanti, perché abbiamo un aggressore ed un aggredito. Perché le motivazioni di Mosca sono pretestuose. Perché è una satrapia orientale, governata da Putin, un uomo solo che concentra su di sé tutto il potere, come Stalin. Perché nessuna motivazione autorizza uno Stato a sterminare un altro popolo e ad infrangerne i diritti umani.
Ha detto bene il capo del governo, Draghi: “Vogliamo la pace o vogliamo il condizionatore acceso?”, intendendo: siamo disposti a rinunciare al petrolio ed al gas russo?
Io soffro moltissimo il caldo, ma non posso esitare sulla risposta: voglio andare a piedi, morire di freddo d’inverno e di caldo d’estate, ma voglio che la Russia sia fermata.
Negli ultimi giorni, con la massa di atrocità che emerge, sono addirittura arrivato ad accettare l’idea di un intervento militare in difesa dell’Ucraina. Scoppierebbe la terza guerra mondiale? Sarebbe la catastrofe atomica? Forse. Non è detto. Non credo che i russi accetterebbero a loro volta di morire nell’inevitabile ritorsione atomica occidentale. E tuttavia, se anche così fosse, sono disposto a correre il rischio: tutto, tutto!, pur di non sentire più che un bambino sia stato sparato in testa solo perché è ucraino, pur di non vedere più una mano con le unghie smaltate uscire dalla terra di una fossa comune, pur di non vedere più un cadavere accasciato a terra a faccia in giù, povera cosa, con le mani legate dietro alla schiena.
La mia coscienza e la mia morale vincono su tutto: anche sulla paura della morte. È la differenza tra un uomo ed un vegetale.
Abbiamo appreso dei soldati russi che depredano le case degli ucraini, dopo aver violentato donne e bambini e poi ucciso tutti, e spediscono allegramente a casa la refurtiva con un corriere dalla Bielorussia. Abbiamo saputo della moglie che dice al marito militare di rapinare un computer portatile perché serve alla figlia. Mi sono chiesto: sono umani?
Trattano gli ucraini come subumani, come i nazisti consideravano gli ebrei. Anzi, peggio, perché molti bambini ebrei sono stati adottati da famiglie naziste senza figli, mentre questo è inammissibile per questi militari russi: il bambino ucraino buono è solo quello morto, naturalmente dopo essere stato violentato.
Putin parla di denazificare l’Ucraina, rivendica il ruolo sovietico nella sconfitta di Hitler. Ma i nazisti sono ora i russi, ed Hitler è proprio lui: redivivo, senza baffetti e biondo.

 
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