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LA MORTE DELL'ANIMA
Post n°361 pubblicato il 19 Luglio 2010 da ipostasideltempo
Ha sapore di ironia che proprio il periodo che vede il più straordinario progresso tecnologico registrato da quando si conserva memoria degli eventi umani possa definirsi anche come Era dell'Angoscia. Eppure, si sono scritte ormai pagine e pagine sull'uomo moderno alla disperata ricerca del proprio"IO", dubbioso invero di possederne realmente uno, tanto a lungo vagheggiato e vezzeggiato, scambiato erroneamente per verità, sta crollando rovinosamente,nella piu' totale e assonante solitudine umana.L'antico precetto “Conosci te stesso” è più che mai un imperativo. Il ritmo dell'evoluzione scientifica è divenuto a tal punto frenetico che le scoperte di oggi condannano spesso le equazioni di ieri all'obsolescenza quasi prima ancora che le si possa tracciare col gesso su una lavagna. Non vi e' stupore, allora, che buona metà dei letti d'ospedale ospiti un malato, in definitiva, di mente: la struttura psicofisica dell'uomo non è tale da reggere una vita costantemente al bivio fra l'ignoto e la minaccia dell'annientamento della specie.Al tal proposito Kant sosteneva:« L’Io penso deve poter accompagnare tutte le mie rappresentazioni…ogni molteplice... della intuizione ha una relazione necessaria con l’Io penso. Ma questa rappresentazione è un atto dellaspontaneità, cioè non può esser considerata come appartenente alla sensibilità. Io la chiamo appercezione pura… o anche appercezione originaria, poiché è appunto quella autocoscienza che, in quanto produce la rappresentazione Io penso, – che deve poter accompagnare tutte le altre, ed è in ogni coscienza una e identica, – non può più essere accompagnata da nessun’altra… le molteplici rappresentazioni che sono date in una certa intuizione, non sarebbero tutte insieme mie rappresentazioni, se tutte insieme non appartenessero ad una autocoscienza; cioè, in quanto mie rappresentazioni... debbono necessariamente sottostare alla condizione in cui soltanto possono coesistere in una universale autocoscienza ». La società si è evoluta sempre di più in una direzione di annullamento della personalità dell’individuo, anche se apparentemente sembrerebbe il contrario. Fino alla vecchiaia si può scegliere di essere chiunque in qualsiasi momento, ma si finisce perlopiù a diventare un anonimo nessuno. I giovani sono ogni giorno giovani fino al punto in cui si scoprono irrimediabilmente vecchi e, guardandosi alle spalle, trovano solo un enorme vuoto. Si può essere tentati dall’idea che all’unità originaria si arrivi a forza di intuizioni. Il fatto è che l’unità originaria non è un’intuizione e non è neppure una percezione. “Uno” non rimanda ad altro, è inutile cercare cosa sia – non è un oggetto. Tuttavia, è possibile intuire chiaramente, attraverso il pensiero, la necessità di una istanza unificatrice della conoscenza, senza la quale la conoscenza è impossibile .Il relativismo e la precarieta' ha accellerato di fatto la frattura,rendendo di fatto l'Uomo,una nave in balia della tempesta.
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Io sono Horus, il dio che dona luce per il tramite del suo corpo."











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