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L'INIZIO DELLA FINE

Post n°404 pubblicato il 18 Gennaio 2011 da ipostasideltempo
 

 

Vari scienziati nel corso della storia,hanno affermato che i primi esseri viventi sulla terra siano stati gli insetti e gli ultimi saranno ancora gli insetti.Un'insetto particolare sembra sia legato al destino della razza umana.Come profetizo'Albert Einsten;"Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra,all'uomo non rimarrebero che quattro anni di vita...niente api,niente impollinazione,niente piante:ne animali, erbivori,e quindi niente uomini".L'inquietante profezia del grande fisico è in realtà il frutto di un lucido ragionamento;sono infatti circa 22.000 le specie di piante che dipendono dalle api per l'impollinazione.La scomparsa di questo insetto creerebbe di fatto un crac all'ecosistema.Potrebbe sembrare una riflessione buttata li per caso,se non fosse che gli ultimi allarmanti dati emersi da rapporti provenienti da varie localita' del pianeta confermerebbero che si tratta di una possibilita' tuttaltro che fantasiosa.Negli ultimi anni,infatti,numerosi apicoltori hanno segnalato una riduzioni di api su scala mondiale di circa 67%.Il misterioso fenomeno della moria della api imperversa su scala mondiale, tanto che in Italia - fa luce la coldiretti - solo nel 2007 si è registrata la perdita di 200mila alveari, mentre negli Stati Uniti la situazione è ancora più drammatica: in alcuni territori gli alveari sono stati devastati, con mortalità del 60-70%, tanto che è stata coniata la sindrome del Colony Collapse Disorder, sindome dello spopolamento degli alveari.Interi sciami di insetti sono stati trovati morti sul suolo,in quantita' cosi elevate da poter essere raccolti a piene mani;molti sono letteralmente scomparsi nel giro di poche ore,lasciando l'alveare,come se improvvisamente avessero smarrito il senso dell'orientamento.Di fatto,la scomparsa improvvisa di cosi tanti insetti,non trova ancora una spiegazione plausibile,tantomeno  ci sono certezze che sia legato ad un'unica causa scatenante.Questo sta portando di fatto una pericolosissima alterazione dell'intero ecosistema,sposando di fatto la previsione di Albert Einstein.Peraltro il destino che lega gli uomini a questo insetto,possono essere trovati nell'eco del passato;il suo valore simbolico positivo e' riscontrato nelle tradizioni di molte culture;le api erano considerate messaggere divine e presso i greci erano consacrate alla dea Demetra, simbolo di morte e di resurrezione. Per i Maya l’ape rappresentava il Paradiso e sarebbe stata inviata sulla Terra dagli dei per favorire l’elevazione spirituale dell’Uomo. Per gli egizi era presa a riferimento sia come simbolo di ubbidienza e di valore che per i riti funebri, mummificazione compresa. Insomma,L’ape  un vero  “archetipo”per tutte le civiltà e tutte le religioni  elevandola al rango del “divino” o del “sacro”. Nel '900 il filosofo austriaco Rudolf Steiner nel suo libro “Le Api” descrisse  un alveare come il cervello umano,Steiner paragono' piu' volte,per identita' ed attivita',il corpo umano a un alveare in cui cellule nervose celebrali trovavano la loro controparte rispettivamente nei fuchi,nelle api "regine",nelle api operaie.Il sangue infatti circolerebbe nel corpo con le stesse identiche funzioni con la quale un'ape operaia si muove all'interno del suo alveare.E' proprio Steiner,fu autore di un'altra inquetante profezia che metteva in guardia l'uomo su i gravi pericoli che avrebbe prodotto lo sviluppo dell'apicultura artificiale.Di fronte a questi inquietanti presagi non posso ricollocare le parole di Einstein alla celebre "profezia" del 2012 come un puzzle in fase di completamento.

 
 
 
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