Un blog creato da molinaro il 04/06/2007

Carlo Molinaro

Pensieri sparsi, poesie e qualsiasi cosa

 
 
 
 
 
 

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Attenzione! Chi volesse vedere le puntate della mia ONE MAN TELENOVELA, tutte in bell'ordine, una per una, in fila, può cliccare qui sulla giocalista di YouTube. Se poi qualcuno ritenesse che tanto lavoro merita un compenso, come gli artisti di strada quando fanno passare il cappello, può mettere le banconote in una busta e mandarmele: via Pinelli 34, 10144 Torino. Grazie!

 
 
 
 
 
 
 

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« Il quinto cantoVoce »

Scrivere alle sconosciute

Post n°233 pubblicato il 26 Gennaio 2008 da molinaro
Foto di molinaro

Ieri aprendo su YouTube il video di Benigni da inserire nel messaggio, fra i related videos è comparso quello di una ragazza, che ho pure inserito nello stesso messaggio. Che cosa ci trovi di related il meccanismo di YouTube fra Benigni e la ragazza che mostra l’autoreggente è misterioso: se il collegamento passa attraverso la lussuria dantesca, è davvero sofisticato! Poi aprendo il video della ragazza fra i related è apparso quello di una aspirante velina diciottenne studentessa di Chivasso, e qui forse un po’ più di nesso c’è (ma poi neanche tanto: una mostra l’autoreggente per gioco in casa – in cucina si direbbe – mentre l’altra tenta la fortuna su una tivù berlusconiana).

E allora in un soleggiato inconcludente mattino penso che davvero l’amore, il sesso, la bellezza e la passione sono l’argomento principe da sempre. Non per nulla il quinto canto dell’Inferno dantesco è uno dei più popolari, e non per nulla il Paradiso di Dante, pur con indubbi lampi d’alta poesia, è infinitamente più noioso dell’Inferno.

E vedere ragazze che mostrano l’autoreggente in cucina o che danzano tentando d’invelinarsi in tivù a noi maschi piacerà sempre (non sono tanto portato a credere a chi lo nega, benché certo tutto sia possibile). Io però ho un problema, se così lo si può chiamare. Il problema di non essere un voyeur. Non che non mi piaccia guardare, ho detto appena tre righe fa che mi piace. Ma, appena «vedo», le mie rotelline cominciano a ingranare trame dirette a conoscere le fanciulle viste (ovviamente se mi piacciono o m’incuriosiscono in qualche modo). Trame che normalmente reprimo subito, ma trame serie, concrete, progettuali! Il mio cervello raccoglie automaticamente indizi: della prima c’è ben poco, in un commento sotto il video c’è scritto che si chiama Lisa (ma il sonoro dice «sei un mito Cat» – forse Caterina è l’altra, che mostra il calzino). Direi che le possibilità di trovare Lisa (se davvero si chiama così) sono inconsistenti. Della seconda sappiamo, in sovrimpressione, che si chiama Chiara Calandra ed è di Chivasso, e qui un punto di partenza ci sarebbe: Chivasso, a 20 chilometri da Torino, non è una metropoli. Tranquilli, non cercherò questa diciottenne chivassina, non è il caso; ma era per dire che la fantasia di farlo c’è sempre: e in questo momento sto pensando che scrivendo Chiara Calandra nel blog creo la condizione perché lei trovi me, eventualmente: non so quanto il blog sia monitorato da Google, ma, ammesso che lo sia, se la Chiara mette il suo nome e cognome in Google (cosa che certamente ogni tanto farà: lo fanno tutti, e tantopiù una ragazza che aspira a carriere nello spettacolo), magari le salta fuori questo messaggio in questo blog; e, se lo legge, che cosa penserà? Mah, se è una ragazza intelligente non penserà nulla di male, credo.

Voi direte: ma anche se, per assurdo, con le mie trame una sconosciuta ragazza vista in televisione o su una rivista o su YouTube riuscissi a contattarla, poi che ci faccio? Beh, qui entra in gioco l’ottimismo della spes contra spem (lo stesso per cui penso che le prossime elezioni le vincerà una rinnovata e compatta sinistra che trasformerà l’Italia nel paese socialmente migliore del mondo, no?): ovviamente penso che ci sarà un colpo di fulmine e succederanno cose meravigliose!

Poi, ragazzi, normalmente stronco sul nascere le mie fantasie tramanti, ma non sempre. Se vedo una minima possibilità, io ci provo davvero. E non va sempre male. Vent’anni fa (ma è vero che avevo vent’anni di meno) vidi in televisione una splendida ragazza. Era un sabato sera, ero a casa dei miei suoceri e mi rompevo i coglioni in modo inverecondo, guardicchiando la tivù. C’era Fantastico, quella trasmissione presentata da Pippo Baudo che ci fu per un po’ di anni in quel periodo. Era incentrata su una specie di gara fra giovani artisti debuttanti. Lei era appunto una giovane artista debuttante e fece una specie di (ovviamente assai casto e ironico) spogliarello. Mi piacque da morire. Ne memorizzai il nome, e qualche giorno dopo ebbi la fortuna di ritrovarla su una rivista tipo Novella 2000 (sempre di origine suocerale: i suoceri a qualcosa servono) dove c’erano alcune sue foto e si diceva che stava esibendosi al Bagaglino di Roma. Nome, cognome e un teatro di cui non mi fu difficile trovare l’indirizzo. Tanto bastava per scriverle una lettera, e gliela scrissi, presso il teatro.

La sventurata rispose. No, via, sventurata no. Ci piacque corrispondere epistolarmente. Poi ci telefonammo anche. E poi io dovevo andare a Roma per il Premio Montale e ci demmo appuntamento, e lei venne a trovarmi nel mio albergo. Era un’aspirante attrice ventenne molto carina ma anche molto brava, diplomanda all’accademia, di buona cultura, appassionata di teatro. Napoletana trapiantata a Roma, una tipa calda e impetuosa, ma molto caparbia e precisa nel lavoro. La nostra corrispondenza e amicizia durò un bel po’ di anni, ci vedevamo a volte a Roma a volte a Torino; finché lei si sposò e la persi di vista. Ha fatto una bella carriera. Molto teatro con Luca De Filippo e altri, esibizioni di cabaret in vari locali, cinema con Klaus Kinsky, Ettore Scola, Nanni Loy, Carlo Vanzina, prima parti minori poi una parte da protagonista con Pieraccioni, e poi molta televisione, anche un po’ di spazzatura che se fossimo stati ancora amici glielo avrei detto senza problemi (ma come fai a recitare accanto a Panariello? ma per favore!), e insomma è diventata abbastanza famosa. Mi spiace che dopo il matrimonio abbia tagliato i ponti. Eh, il matrimonio!

Poi, solo tre anni fa mandai un libretto di poesie a un’altra ragazza, seconda classificata a Miss Italia. Questa non la vidi in televisione (avevo ormai abolito il televisore) ma sui giornali, e fui «mosso» anche dal fatto che abitava a un tiro di schioppo da casa mia. Qui non nacque... molto, però mi rispose con gentilezza, commentando le poesie in modo sufficientemente accurato per dimostrare di averle lette. E naturalmente mi mandò una sua bella foto con dedica. Sì, insomma, niente di che, però è stata gentile.

Questo per dire che non sempre è una follia scrivere a una ragazza sconosciuta «vista» da qualche parte. Ci vuole un po’ di fiducia e di audacia, e poi occorre scrivere delle belle lettere e non delle cazzate, si capisce, e allora qualche volta... Certo, probabilmente bisogna che siano un po’ debuttanti, concorrenti, aspiranti, insomma note ma non troppo, e geograficamente non agli antipodi: se scrivi a una superdiva di Holliwood è facile che la tua lettera non le arrivi nemmeno. Oddìo, io che sono pazzo ho provato a scrivere pure a Winona Ryder (mi fa un baffo a me Matt Damon, che ci stava insieme), ma sapevo che lì le possibilità erano scarse. In effetti non mi ha risposto. A tutt’oggi.

Insomma, a volte le giovani attrici, reginette di bellezza, aspiranti veline possono anche rispondere alle lettere, e non da sceme. Nella mia personale esperienza (e mo’ viene la frecciata: in cauda venenum) mi hanno risposto più loro che certi poeti famosi ma neppure famosissimi, magari anzi famosi un cazzo, che, all’invio di una mia lettera e magari del mio libro, non mi hanno cagato neanche di striscio. E si fottano, maledette presuntuose primedonne (i poeti, intendo).

 [Nota: nel frattempo il video della ragazza con autoreggenti è stato tolto da TuTubi, e allora l'ho sostituito con la sua copia che ho caricato nella videogalleria di Libero!]

 
 
 
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Era quasi nove anni fa. Qualcosa è cambiato e qualcosa no.
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Queste tortuose specie di poesie, questo appigliarmi a...
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