ONE MAN TELENOVELA

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Risaie, e voto per il PD
Post n°296 pubblicato il 11 Aprile 2008 da molinaro
Nell’ultimo giorno ufficiale di campagna elettorale, all’antivigilia delle consultazioni politiche, ho preso la mia decisione e mi sembra giusto dichiararla: voterò per il Partito democratico. In realtà, essendo in linea di principio contrario all’astensione (astenersi a me sembra come buttare un diritto alle ortiche: questa è la mia opinione) ed essendo un uomo con idee di sinistra, il mio dubbio era poi solo fra due possibilità: o la Sinistra arcobaleno o il Partito democratico. Alla fine ho scelto il secondo: perché mi sembra che offra più possibilità e che contenga, anche, qualche barlume di nuovo, qualche speranza. All’interno del sistema politico di una democrazia occidentale non si fa la rivoluzione: ma un partito compatto di «sinistra europea», quello almeno lo si potrebbe fare. E potrebbe governare, se vincesse. E sarebbe pur sempre meglio del governo della destra commercialcapitalista, finanziarborsista e neofascista. VERCELLI 2053 Se si diffondono le varietà di riso moderne, nuove, che vengono all’asciutto, qui fra una generazione o due i nonni racconteranno: «Tu soltanto pensa questa pianura coperta di quadri d’acqua limpida, specchi incorniciati fra gli argini sottili detti corde: specchi del cielo d’aprile e di maggio». Racconteranno, forse. Ma nessuno potrà davvero immaginare quella vetrata d’acqua posata sui lembi della campagna: sarà una fantasia astratta, un esercizio d’invenzione: una delle fiabe del passato che raccontano i vecchi svaniti. Nulla. Perché la risaia ha il colore sì del cielo ma più ancora degli occhi che la guardano: persi quegli occhi è cieca nel ricordo, è un disegnino, una foto in un libro, storia andata. «Chissà le zanzare, che palude sarà stata», diranno i più pensosi. Le cetonie e le libellule non ci sono già più da decenni: nelle stagioni ultime delle risaie l’acqua sembra limpida ma c’è disciolto il veleno invisibile: atrazina, oxadiazon, metosulam, pretilachlor, dalapon, cycloxidim. C’è la concorrenza della Cina. Ma poi, onestamente, chi vorrebbe mondare il riso coi piedi nel fango la schiena rotta, i vermi alle caviglie? |
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