ONE MAN TELENOVELA

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Cose di Vega e dintorni
Post n°441 pubblicato il 01 Ottobre 2008 da molinaro
Stamattina una delle ragazze che fanno le pulizie delle scale e dell’androne del condominio mi ha citofonato (chissà perché proprio a me! forse perché è il primo campanello in alto) per dire che doveva spostare fuori dall’androne, sulla strada, lo scatolone della carta da riciclare (uno scatolone giallo che una cooperativa mette nei condomìni – e passano ogni tanto con un furgoncino a ritirare la carta) perché qualcuno ci aveva pisciato dentro. E vabbè. Si vede che gli scappava tanto. Ho lavorato, ho fatto il bucato, ho steso i panni (nell’immagine, camicie appese ad asciugare nel pomeriggio), ho pranzato con insalatina e mozzarella, ho rilavorato, poi sono andato alla libreria Massena a sentire la presentazione di Aiutami, un romanzo di Paolo Grugni (Barbera Editore, Siena 2008). È un libro di animalismo vegano. Non l’ho comprato, perché non posso comprare proprio tutti i libri di tutte le presentazioni (anche se li compro quasi sempre), e poi forse perché sfogliandolo sono subito capitato su una frase che non mi è piaciuta, e che, citata a memoria, diceva più o meno così: «Come si fa a credere a Naomi Campbell, che si è fatta scopare da un ex sciatore...». Ora, a me non piace l’espressione «si è fatta scopare», né mi piace che si valutino le persone secondo i rapporti sessuali. Avrò i miei estremismi fanatici, ma anche i vegani hanno i loro. Di fatto la presentazione è stata più che altro una conferenza vegana. I vegani (per chi non lo sapesse, sono quelli che, oltre a non mangiare carne, non mangiano neanche latte né uova né ogni derivato da animali) hanno le loro ragioni. Per mangiar carne bisogna uccidere, e anche le mucche da latte e le galline ovaiole fanno una pessima vita, e poi vengono comunque uccise pure loro. Insomma, secondo i vegani andrebbe abolita ogni forma di allevamento (oltre che di caccia e di pesca). Una posizione certo estrema, dato che l’allevamento è, con l’agricoltura, la cosa che ha generato la civiltà umana come noi la conosciamo; però una posizione che ha un suo fondamento, ci si può ragionare. Ridurre il consumo di carne e derivati animali è ottima cosa dal punto di vista ambientale. Il consumo di massa di carne comporta allevamenti sterminati e mattatoi orribili, a catena: è «troppo». Trovo giusto ridurlo. In fondo quand’ero bambino il bollito si mangiava la domenica, la carne era un piatto speciale, non quotidiano. Trovo anch’io che mangiare quotidianamente carne sia una follìa. Una della tante follìe di questo mondo pieno di esagerazioni. Non ne farei invece una questione morale, di anima bella, di «non uccidere» gli animali. Tutta la vita animale si nutre di materia organica, cioè di materia viva. Il leone mangia la gazzella, il ragno mangia la mosca, la zanzara mangia me, la poiana mangia il leprotto ma anche il leprotto mangia l’erba e l’erba è viva. Solo i vegetali riescono a trasformare l’inorganico in organico (che cacofonia! inorganico in organico!); a «noi» animali ciò è precluso: tutto ciò che mangiamo è roba viva (a parte l’acqua e il sale, ma direi che non si vive di acqua e sale). Quindi non trovo che sia innaturale mangiare carne, trovo solo che sia inopportuno mangiarne molta nell’attuale situazione del pianeta. I vegani sono all’estremo virtuoso di una gradualità di posizioni utili, che procedono con il vegetariano semplice fino al carnivoro moderato. Personalmente, non mangio quasi mai carne quando mangio in casa; se sto fuori, invece, è più difficile, perché nelle trattorie accettabili (ossia sotto i dieci euro a pasto completo) i «secondi» sono tutti di carne. Ecco, bisognerebbe che qualche trattoria popolare (e non ristorante vegetariano fighetto da trenta euro: quelli non interessano) mettesse nel menù un po’ più di vegetale. Sarebbe buona cosa. Insomma, non ho niente contro i vegani. Anzi. Però Naomi Campbell, come tutte e tutti, può far l’amore con chi le pare, eh! Buona notte. |
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