Un blog creato da molinaro il 04/06/2007

Carlo Molinaro

Pensieri sparsi, poesie e qualsiasi cosa

 
 
 
 
 
 

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Tematiche

Post n°475 pubblicato il 06 Novembre 2008 da molinaro
Foto di molinaro

La vittoria di Barak Hussein Obama alle presidenziali statunitensi mi rallegra. Forse è l’uomo nuovo. Ha detto che creerà cinque milioni di posti di lavoro nel campo delle energie rinnovabili: cioè metterà cinque milioni di persone in più a lavorare per salvare il pianeta. Da trent’anni almeno aspettavo che finalmente nel mondo qualcuno avviasse una cosa così: la cosa più semplice e indispensabile, la cosa più logica. Ma non la più facile, perché ci sono gli stronzi del petrolio e delle armi che credono di potersi arricchire ancora con la benzina e le guerre, e quando la benzina e le guerre inghiottiranno il pianeta e inghiottiranno anche loro, con tutto il genere umano, sarà una magra consolazione dire che erano proprio coglioni, i potenti della Terra. Bisogna fermarli prima.
Poi ho pensato che io su queste cose non scrivo mai poesie (tranne rarissime motivate eccezioni), e allora mi è venuta questa poesia sul perché non scrivo poesie sulle grandi tematiche mondiali. Buon giorno!



TEMATICHE

Quando avrò vomitato, strafatto, in un vicolo
di Harlem, ricadendo nel mio vomito
e nella merda, con dentro negli occhi
gli occhi di un nero calpestato a morte
da nemici o compagni, abbandonato
al terrore del viscido dei muri
senza una via d’uscita, allora scriverò
– se potrò ancora – di tutte queste cose:
il vomito, la merda, la violenza
nel vicolo, il terrore, gli occhi, il viscido.

Ora io no, non posso: ho vomitato,
sì certo, in qualche vicolo a Torino
venti o trent’anni fa ma la faccenda
non era interessante: un alcolista
presuntuoso e viziato, ingarbugliato
nei suoi pensieri sfatti e nella birra
che beve e vomita e si maledice.
A me non sembra roba interessante
da farci le poesie.
                             Non pretendo
di tutto conoscere o tutto sentire
con queste mie piccole antenne fallate:
di solito non scrivo poesie
sulle tragedie del giornale radio.
Perché, spenta la radio, m’addormento
e dormo anche se in Asia hanno ammazzato
centomila persone, anche bambini.

Ho visto che tutti gli stimati poeti
italiani hanno scritto qualche verso
sulle Twin Towers, l’11 settembre:
io no, nemmeno un rigo. E non ho scritto
sul Chiapas né sul Tibet, non ho scritto
del subcomandante Marcos e neanche
della Cecenia o dell’Iraq. No, niente.

Non ho scritto neppure di fucili:
ho imbracciato soltanto, da ragazzo,
una carabina per sparare alle tolle:
non sono competente. Non so scrivere
di quello che non provo di persona.

Certo è un mio limite. Però preferisco
questo mio limite al suono stonato
(stonato come chi non sa la musica)
dei poeti onniscienti universologi,
che versano in versi le preziose lacrime
sulle tragedie del giornale radio. Poi
dormono anche se in Asia hanno ammazzato
centomila persone, anche bambini.

(Ma sono contento che abbia vinto Obama:
non è che resto chiuso nel mio angolo:
Obama ha detto che vuole ridurre
dell’ottanta per cento le emissioni
di anidride carbonica e perciò
qualche speranza c’è. Io dico solo
che non ho competenza a poetarci.)

 
 
 
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Buona cosa...
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il 06/06/2017 alle 11:31
 
Queste tortuose specie di poesie, questo appigliarmi a...
Inviato da: molinaro
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