ONE MAN TELENOVELA

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L'intervista
Post n°596 pubblicato il 04 Maggio 2009 da molinaro
Ci sono certe parole che proprio non sopporto. Ce ne sono in vari settori del linguaggio: quello della pubblicità, quello del commercio, quello dei giornali soprattutto; ma ce ne sono anche nel settore della cultura, della ricerca, della letteratura. A parte l'inutile selva delle parole inglesi usate per confondere le idee (in particolare nel mondo del lavoro), ci sono proprio alcune parole, anche nobili e latine, che non sopporto. Parole con la puzza al naso. Una che mi è venuta in mente stamattina è focus. Usata per indicare una trattazione, un approfondimento su un tema specifico, o anche un incontro per parlare di qualcosa: oggi pomeriggio per esempio in un circolo qui a Torino fanno un focus sul Caucaso. Forse, se non durerà troppo, si limiterà a un focherellus. Sarò troppo sensibile o irritabile io, ma al focus mi immagino tutte facce seriosine però ammiccanti, tutta gente che si fa cenni esoterici d'intesa e scuote il capo, una combriccola molto ammodo e molto chiusa, distante. Magari sbaglio, ma la sensazione è questa. Un focus sul Caucaso. Il Caucaso mi fa venire in mente un'altra inutilissima parola che ho trovato su pubblicazioni di sospiro internazionale e che mi pare voglia dire semplicemente «congresso, incontro», e che assomiglia appunto a Caucaso, a cuscus e a caucciù, ma adesso non mi viene in mente. E non posso cercarla con Google perché, se non mi viene in mente, cosa metto nella casellina di ricerca? Anche Google ha i suoi limiti (per fortuna). Quindi facciamo senza. Sono parole che mi fanno venire mal di testa, che mi fanno passare la voglia. Poi, per carità, al focus sul Caucaso magari diranno cose interessantissime. Ma potevano chiamarlo in un altro modo, più semplice, più popolare, che non desse l'impressione nauseosa e stanca di un'arcadia globale che gira e rigira in palazzi di vetro fingendo di preoccuparsi della fame e delle guerre. Che io a quegli asettici palazzi darei volentieri focus. E vabbè. Stamattina fra una cosa e l'altra ho scritto una specie di poesia che s'intitola L'intervista. Buon lunedì! |
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