ONE MAN TELENOVELA

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sproloquio
Post n°634 pubblicato il 05 Giugno 2009 da molinaro
l'altro giorno uno dopo letto un mio pezzo sofferto mi ha scritto «lasciati comunque dire che hai imparato a scrivere da dio», bene un complimento, esagerato, però ho pensato, anche se non glielo ho scritto, che va bene, ma anche quella può diventare una schiavitù, rivendico il diritto di scrivere alla cazzo, quando voglio, alla cazzo, per esempio adesso, che mi viene uno sproloquio e lo faccio, magari me ne frego pure che sia comprensibile, io che sempre spasmodicamente spiego, mi preoccupo fin nel dettaglio e poi divento pedante, adesso me ne frego, allora voglio dire, mi sono accorto che dopo una pars construens faccio sempre una pars destruens, i filosofi forse facevano il contrario, prima la destruens, ma a me vengono in quest'ordine, basta. pensavo all'approfondire, per dire, approfondire i rapporti, va benissimo, poi dopo che li ho approfonditi mi domando, ma cosa ho approfondito, che ogni cosa che tiro fuori ne ha dietro altre dieci, è una roba da sisifo, arrivo stremato, hai presente quando cadi per terra per la fatica, scorato, tipo? allora forse non vale la pena, no non dico questo, la pena la vale, ma forse non sempre, non proprio tutte le volte, a volte si può parlare di cose più leggere, il toro in b, le aiuole di piazza statuto, non lo so, poi c'è la faccenda della verità, dell'autenticità, è vero che è bello cercare autenticità, credo di averlo scritto io stesso tante volte, ma poi dico, cos'è la verità, di obiettivo c'è solo la biologia, si nasce si mangia talvolta ci si riproduce ci si ammala si muore fine, tutto il resto, io dico proprio tutto il resto niente escluso, non è che abbia una verità oggettiva, è come noi lo facciamo essere, collettivamente o singolarmente, quindi è invenzione. poi la superficialità, sì, la superficialità è negativa, ma ci sono tante superfici, non lo so, ogni tanto anche giocare senza tanto scavare non è mica brutto, ecchecazzo, non si può fare una seduta di psicoanalisi psicodramma psicostudio psicononsochealtro tutte le volte, ci vogliono delle pause, cazzeggiare, fotografarla nuda, giocarci a biliardo, possibilmente all'italiana a stecca che con le boccette non mi trovo, e poi non è solo questo, va bene approfondire, ma sapendolo, sapendolo che è un percorso infinito, che più si sa meno si sa, mi ricordo che una volta, ormai più di dieci anni fa, dissi con tono autocritico a un amico «magari mi trovo bene con le ventenni perché sono maturo come loro», l'amico spietatissimo rispose «no, le ventenni sono già molto più mature di te, con te si prendono una vacanza», io allora non risposi niente ma adesso penso, adesso perché spesso la battuta pronta ce l'ho dieci anni dopo, penso che se si prendono una vacanza è perché ne hanno bisogno, no? se no è come essere tutto il giorno a scuola, spiegazione approfondimento verifica, sarà anche utile, anche se di cinque anni di liceo non ricordo una mazza quindi poi utile chi lo sa, ma non divaghiamo, insomma anche tirare due calci a un pallone no? ma non è nemmeno solo questo, non mi sto spiegando bene ma ho detto che per stavolta me ne frego, tante volte mi dicono che non sono attento, che non so mettermi nei panni degli altri, ed è vero, è molto spesso vero, ma anche gli altri si mettano adesso una volta nei panni miei e vedano di capire anche se mi spiego male, se gli interessa, se no chi se ne frega, non so neppure io cosa voglio dire, forse solo che sto facendo fatica, ma sarà il caldo, vorrei non perdere il meraviglioso amore di c. e neppure quello di r. che è diverso ma è pure bello e vorrei essere sempre buon amico di m. e mettermi nei panni di tutti e vorrei far l'amore con e. ma questo non è possibile e vorrei che i miei figli vivessero la loro vita sereni e vorrei anche spiegare delle cose con a. e così via mille altre cose e per queste cose che voglio o vorrei non è che sto fermo, mi muovo sempre, altro che torino sempre on the move, sono io on the move, poi c'è anche da lavorare ecco vorrei non lavorare perché il lavoro è tempo perso ma non è possibile, comunque fra cose possibili e impossibili io certe volte mi sento cadere, mi sento andare giù, e in questi anni faccio sempre l'ottimista e di base lo sono ma non vorrei che anche quella diventasse una maschera, a volte gira malissimo, non mi piace lamentarmi ma a volte mi sembra che tutto mi crolli addosso, lo capisco benissimo il quindicenne della locandina in alto a destra, ogni tanto tutto ti crolla addosso e gli altri stanno lì a scavare e approfondire come mai il ragazzo non studia mentre quello che manca porcatroia magari è un bacio, lo so che è impopolare dirlo ma tante volte continuo a pensare che gli adulti non capiscono un cazzo, poi qui lo dico e qui lo nego, maturare bisogna, ma c'è modo e modo, sono così stanco oggi, poi vado a vedere il saggio di canto della nipotina, domani ho anche un pranzo di famiglia, sapete sulla gente ho impressioni così contrastanti, a volte uno sguardo benevolo a volte la odio, a volte penso ma come cazzo fanno a vivere vite così cretine, altre volte penso che sono tutti più bravi di me perché si direbbe che amano, stanno, fanno, risolvono in modi semplici, non sono neanche sempre affranti, a parte qualcuno, che cazzo ne so, poi la gente è un modo stupido di dire, ma m'è venuto, insomma noi, in senso esteso, ma non so, non so che cazzo sto dicendo, io non ce la faccio tutti i giorni ad approfondire e a mettermi nei panni, io certe volte devo essere lo stronzo che sono se no impazzisco, ci vuole un po' di riposo dal far bene le cose, non ce la faccio più, e poi insomma, io ho amato, amato forte, ragazze stronze, ma mica pretendevo che non lo fossero, da me invece lo pretendono tutti, vabbè sarà perché sono più maturo o così si pensa, sì in fondo è giusto, devo essere non stronzo, ma con qualche tregua però, minchia che fatica, se la vita è tutta una fatica a cosa serve, poi si crepa appunto come dicevo nella poesia di ieri o dell'altro ieri, hai costruito tutta la tua bella autenticità e la porti nella tomba, e non solo, dato che l'autenticità è relativa, come dicevo, c'è il rischio che il giorno prima di crepare, a 88 anni poniamo, che è un bel numero, di colpo ti accorgi che era tutto sbagliato, il danno e la beffa, tanta fatica per nulla, vedi un'altra autenticità ma mica c'è più tempo, allora era meglio più baci e meno filosofia, più abbracci, più sentire che ci si abbraccia, stronzi o non stronzi ti voglio bene e non so spiegartelo, vaffanculo. basta, non tenete conto di quello che ho scritto, non serve, era solo uno sfogo personale dettato da stanchezza e tensione, adesso correggo un po' di bozze forse |
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