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Carlo Molinaro

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L'uomo senza borraccia

Post n°903 pubblicato il 24 Giugno 2010 da molinaro
Foto di molinaro

L'UOMO SENZA BORRACCIA


Tante volte quando non siamo insieme la notte
il suo ultimo messaggio prima di dormire
sul telefonino è «sei proprio un cretino»
o «sei uno stronzo» - a volte intuisco
il motivo e a volte no, ma in tutti i casi
mi viene l'ansia l'angoscia la preoccupazione
e non riesco a dormire mentre lei forse sì.

Ho pensato che forse gli altri uomini
(ho pensato: è un'ipotesi: non sono sicuro:
gli uomini danno così poca confidenza!)
se una donna dice loro «sei proprio un cretino»
o «sei uno stronzo» più che preoccuparsi
s'incazzano, s'infuriano, la mandano a cagare
o addirittura se ne disfidanzano.

Io invece mi ansio mi angoscio mi preoccupo
e ho paura che sia lei a disfidanzarmi
e allora mi viene il dubbio di essere troppo succube:
il fatto è che quando amo una donna
lei in un attimo diventa per me come un'acqua
in mezzo a un sahara, non so se rendo l'idea,
non è che uno dica «vabbè chi se ne frega».

Ed è strano perché questa cosa mi succede
anche se ne amo due o tre contemporaneamente:
ciascuna di loro diventa come l'unica acqua
in mezzo a un sahara, non so se rendo l'idea,
voi provate a immaginare di attraversare un sahara
e mezzi morti di sete trovare l'unica oasi
voglio vedere se la mandate a cagare.

Forse gli altri uomini hanno delle grosse borracce
e dicono «oasi vaffanculo, se non sei molto gentile
con me, se non sei sottomessa e servizievole
io passo oltre, ho un'enorme borracciona
e sono autonomo e mi rifornirò più avanti».
Io invece viaggio da sempre a mani vuote
e non so mai come berrò domani.

Forse questo mi rende troppo succube
di tutte quelle di cui m'innamoro:
le prendo come sono, a nessuna di loro
ho mai pensato di spostare un capello
e difficilmente le lascio, e se sono loro a lasciarmi
o a non volermi dall'inizio, difficilmente
mi rassegno, divento un gran rompicoglioni.

E va bene. Non pretendo di avere un buon carattere,
forse sono malfatto, probabilmente ho avuto
qualche trauma infantile, le carenze
affettive, le carenze vitaminiche,
altre carenze varie ed eventuali:
comunque nei rapporti d'amore mi fa orrore
che si mescolino cose di potere.

Che poi gli uomini che si portano dietro
cisterne d'acqua per essere autonomi
e mandare le oasi affanculo al primo screzio
saranno anche i veri uomini ma sono pesanti:
un metro cubo d'acqua pesa una tonnellata,
accumulare è una cosa pesante,
la sicurezza è una cosa pesante.

E quanto al vero amore, vecchia storia,
non si può mai sapere, ci sono schermaglie:
«tu non ami perché sei assetato
e bisognoso, berresti dappertutto»
«tu non ami perché hai la tua scorta
d'acqua e per te l'oasi è un di più e con nessuna
metti in gioco la tua sete e la tua vita».

È notevole come ci siano infiniti
ragionamenti per dire, di qualsiasi amore,
che in realtà non esiste: è un esercizio
che fanno un po' tutti, sembra quasi
che si divertano. Invece per dire
che un amore esiste non c'è ragionamento:
che esiste te ne accorgi e questo basta.

E basta sì. E io sono come sono
e se il suo ultimo messaggio prima di dormire
sul telefonino è «sei proprio un cretino»
o «sei uno stronzo», m'angoscio e mi preoccupo,
non m'incazzo, m'angoscio e mi preoccupo
e non dormo - però a una certa ora
ho troppo sonno e m'addormento anch'io.

 
 
 
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