Creato da myriamy74 il 02/11/2007

sbagliando

non ho imparato

 

 

Post N° 55

Post n°55 pubblicato il 04 Settembre 2008 da myriamy74

Mare calmo

Imprevedibile la mia stagione, ragione sabbiosa

Dune sinuose i tuoi rincorrermi, voce liquida

L'equilibro tra le tue braccia si insinua, mi perdo

La vita mi rende livida in volto, mi sciolgo come un laccio

Un capriccio diventa la mia musica, rido e piango

Urlo e divento tempesta, ridi e mi accarezzi il viso.

Sorge la marea sui miei fianchi, sorge il sole sulla mia pelle.

Antagonista ribelle, viaggiatore dei miei dissensi.

Protagonista sottomessa,eremita delle tue disillusioni.

Morgana sconfitta, non canto per attrarti.

Sei troppo giovane oggi,

vecchio nei tuoi intenti di domani per le mie spire.

 
 
 

L'infinito

Post n°54 pubblicato il 11 Agosto 2008 da myriamy74

Parole mute sul tuo viso, la mia linea

Il sole bacia i nostri corpi, avvolti

Volo e tremo, si libera il sangue

Nero il tuo sguardo, liquore il colore

mi sciolgo e tu mi rincorri, mi avvolgi

Banale il resto, il mondo si spegne

Si accende il nostro cerchio

Contemplo l'altare del tuo desiderio

Mi sfiori come il vento, mi libro come ali

Musica le tue attenzioni, le tue labbra

libertà ti donerei, ma tu stringi la mia mano.

 
 
 

Post N° 53

Post n°53 pubblicato il 06 Aprile 2008 da myriamy74

Memorie di un lavavetri

I miei occhi appesi ad un finestrino: i tuoi occhi.

Nessun rimorso sulle strade della mia città. Ho viaggiato.

Ho percorso centro chilometri in un fiato: mare e cemento.

Ho sperato e atteso: occhi sconosciuti e poi il vento.

L’acqua sul vetro era il mare o la speranza: chissà.

La notte una vecchia accattona con le calze strappate.

Correva la mia auto ed era come il velluto: il giorno moriva contento.

I colori ed i rumori callosi nelle auto in sosta al semaforo.

I tuoi occhi contavano monete e si sono imposti all’attenzione.

Un secondo, l’acqua, il tremare delle mani, il calore delle auto.

Il tempo come un pazzo in fuga: tutti noi fuggitivi.

Ti ho visto contare monete, cinque monete: cinque pezzi di pane.

Un sorriso come stretta di mano nel tuo vestito triste.

Un augurio in punta di labbra: “Buona strada!”.

 
 
 

Post N° 52

Post n°52 pubblicato il 08 Marzo 2008 da myriamy74

Riflesso

La giornata si muove come un soffio

L’albero è fermo e geme un alito di vento

I miei capelli persi  nel viavai, i passi decisi

Le voci sono dei rimproveri ed i sorrisi intensi

I vetri nascondono il vero, celano modi di vedere

Il cielo a singhiozzi, mi stupisce, la nuvole a pezzi

Vorrei un cuore più saggio, un’emozione selvaggia

Il laccio della ragione domato da un leone

La vita come un rotolo di carte da scartare

Ci sono cose che vorrei, musiche che vorrei toccare

Angoli da dimenticare, luoghi da visitare

La mia essenza di donna da conservare

La bellezza dura il tempo di una lacrima

Espiazione ai bordi delle strade

Rumori di silenzio, cocci rotti i discorsi

Tutto nel metro del mio passo

Tutto nel soffio del vento

Nulla alle porte del tempo: vento che batte.

 
 
 

Post N° 50

Post n°50 pubblicato il 21 Febbraio 2008 da myriamy74

Vorrei vivere mille anni solo per guardare il mare di oggi, per osservare le increspature del suo vestito al tramonto. Non ci sono colori più belli del suo azzurro che si tinge di rosso in una giornata propizia. E’ come se Il sangue della terra si riversasse tutto in quel pensiero che porterà alla notte, quel sentire acuto di salsedine, quel rapimento al cuore come un tuffo azzardato in qualcosa di impensabile: il domani. Mi ha rapita il colore del mare , anche se è durato un istante per i tempi di questa terra. Ha avuto la durata di una clessidra rotta nel mio sentire del momento: adesso. Che paesaggio da brivido quel quadro in estemporanea che è la mia immaginazione: adesso. Oggi la serenità mi passeggiava al fianco e non c’era nessun chiasso nei miei pensieri. Come capire il mormorio di un’onda, che ha innumerevoli parole, credo solo uno il senso: incanto. Ho gettato lo sguardo sulla riva, sulla linea di seta dell’orizzonte e non avevo paura di soffermarmi sull’inconoscibile: il domani. Mi sono ritrovata a sorridere con un fare sciocco e sgarbato: stupore l’effetto. Ti ho sognato stanotte, come tante notti. Eravamo così vicini da spaventarmi ed ingannarmi di nuovo: incredibile a dirsi. Solo l’intrigo del sogno può tradirti così, portarti con garbo lontano. Al risveglio mi sono sentita un vetro infranto per disattenzione umana, una corda tirata al di là della sua portata.  Sai, oggi ho visto il mare e mi sono sentita come una nave in porto: finalmente. Ho pensato non importa il domani: finalmente. Ho avuto la bellezza del mondo ad un passo: il presente, il mare. Il resto non ha più importanza: è già notte.

 
 
 

Post N° 49

Post n°49 pubblicato il 16 Febbraio 2008 da myriamy74
 

Il mio inverno

Goccia e battito, il tramonto che manca

Acqua che scorre, forse pioggia, forse pianto

Ritmico il senso, cammino sulle mie scarpe alte

Un disegno il mio movimento, i capelli un richiamo

E’ cambiata la scena del giorno passato

Un coro di vento alle mie spalle, spire di polvere

Il bicchiere vuoto non svela l’arcano, il vetro è muto

Partiamo per beffare l’inverno, per batterlo in ritirata

Sono più ferma di ieri, sorrido all’imprevisto

Faccio un inchino alla realtà di un battere e levare

Un coro di bambini che mi scalda il cuore

Il mio sorriso allo specchio, le lacrime asciutte

Lo specchio bugiardo e le serate in cui credevo

Il ritmo lo decido io, il battito lo decido io.

 
 
 

Post N° 47

Post n°47 pubblicato il 11 Febbraio 2008 da myriamy74

Il mio nome…chiedilo al tempo

Il tuo nome…eternità

Ho chiesto aiuto al mio crudele romanticismo per ridare vigore alla vita, alla voce di un cantante disilluso. Lo squarcio nel cielo, il mare infuso alla saggezza popolare, l’incredibile dire e ridire intorno all’amore eterno, perduto. L’amore è raro quanto la follia di un saggio, quanto il virtuosismo di un musicista alla sua prima  incoscienza. La saggezza non esiste tra le curve dell’abbraccio degli amanti. Occhi che penetrano occhi, ogni distacco come partorire un dolore. Che accattivante scena madre, due rari personaggi, due protagonisti in sordina, perché la passione si consuma in silenzio, in un soffio. Qualcosa che ti prende lo stomaco e la mente, che ti rende insofferente, mi ricorda il ricordo. L’urgenza che ti fa sonnecchiare in una scelta. La guerra delle stagioni, infatti la passione è la vera guerra che consumo nella mia sigaretta accesa. I versi lasciamoli al Poeta,qualunque possa essere, mentre il perdono di tutto ciò che è liso, lasciamolo al consumarsi delle candele…Per strada ho visto un fiore che cresceva a forza tra il cemento e non è amore questo, non amava mentre si costruiva un velluto per corazza? La passione è il suo colore del vino, in cui mi inebrio. E’ più bello del mattino tutto ciò che posso toccare con le mie mani, in una carezza che sembra calore.  Ti chiederei poche parole:” Parlami delle stelle che pungono la notte”. Risvegliandomi al tuo fianco il giorno sarebbe la mia vanità svelata,ma non darmi per cena l’ovvietà, così che col tempo non possa invecchiare prima del dovuto.

Il silenzio il sipario…Il solo sicuro di essere…possesso dell’impossibile.

 
 
 

Post N° 46

Post n°46 pubblicato il 04 Febbraio 2008 da myriamy74

Carnaval

Chicchi di coriandoli per la strada, colori come sassi

Sgargianti  le sensazioni, i suoni, movimento e onda

E’ un carnevale acerbo che si consuma, che mi consuma

La musica si muove sul mio corpo, sento il tonfo del ritmo

Libertà, vorrei urlare la libertà come un inno

Tra le cose più povere che ci sono, tra il senso profondo

Ho imparato a suonare, per stupirmi appena posso

Oggi il sole è caldo, intenso come una ferita

Le strade corrose di vento, la nebbia sfuma morbida

L’istinto cresce, l’arte dell’osservare maschere e mosche

Ronzio di parole, vocio di canzoni, irrisolte memorie

Il raso come un soffio rosso, un fuoco che non brucia

Incredibile inarcarsi di case e cose, terra che si muove.

 
 
 

Post N° 44

Post n°44 pubblicato il 30 Gennaio 2008 da myriamy74

Quando ero bambina adoravo il mare, la spiaggia, il sole che entrava dalle imposte nei pomeriggi. Sembrava tutto  un rituale antico, come il cicalio di voci in lontananza, dopo un pranzo consumato con i parenti. Ripensavo ai colori del vestito di mia madre, al suo viso, alla sua dolcezza come quella del pane appena cotto. I miei compagni d’ infanzia, le nostre corse sull’asfalto duro e nero, le cadute, le ferite, i ruzzoloni nella campagna verde e speranzosa. L’odore era incredibile, quella sensazione di libertà, di pienezza della vita, i sorrisi sul viso sporco di terra. Quella terra che non sporca le mani, ma che ti riempie il cuore di assoluta umiltà. Gli abbracci soffocati dopo una zuffa di pugni e calci alla cieca, mentre ci ricomponevamo dal nostro gioco degenerato. Le corse in soffitta a rubare, come delle gazze ladre, ciò che attirava la nostra fantasia e poi tutti  insieme in punizione davanti un muro grigio.  Tutto mi sembrava gigantesco, ma non avevo nessuna paura, perché eravamo inseparabili come i lacci di una corda. Il tempo ci ha concesso tanto, l’ansia del vivere, gli amori che ti regala la vita, amici di una stagione e poi di nuovo sconosciuti. Siamo cresciuti tutti, ma nel ricordo la nostra vecchia stagione dell’infanzia è rimasta intensa come l’odore dei melograni della mia isola.

 
 
 

Post N° 42

Post n°42 pubblicato il 28 Gennaio 2008 da myriamy74
 

Appunti distratti di viaggio

Oggi è un giorno imprecisato, di un mese imprecisato, di un anno qualunque. Ho la mia età da portare a spasso in questa città, in questo pezzo di mondo a forma di crocevia. I miei impegni segnano l’ora, le mie priorità vanno a zonzo come i pensieri e le scarpe che si affrettano. La gru è in mezzo alla mia vista, mi fermo, mi schermo gli occhi dal sole per vedere meglio ed esclamo: “ Ecco una nota stonata della giornata”. Ci vuole passione per rovinare così rovinosamente il paesaggio, la chiesa accanto dissente con i suoi marmi secolari. Gente che aspetta ed è spettatrice alla mia sinistra, poi mi volto e tutto si inverte. C’è il mare nella mia città ed un marinaio attende il mare e mi commuovo. Quante insegne e amori che nascono come fiori e stagioni. Un peccatore in attesa del perdono, una canzone in lontananza, mentre una radio langue e infrange il tempo. L’azzurro ha un mestiere impegnativo e feroce, coprire il suono di un’ambulanza stonata, mentre mi giro rapita dal suono sgraziato e dalla preoccupazione momentanea. Gli sguardi cadono come pioggia altrove, tutto passa e si ricompone il flusso. I cartelli e la mia ignoranza stesa ai balconi di un palazzo.  Ascoltare Puccini per dimenticarsi della sinfonia del traffico e sporgersi sul parapetto di un marciapiede come a cercare l’abisso. Il prato di mozziconi abbandonati da chissà quanto tempo, come un santuario di baci rubati. L’attesa è incredibile e vorrei ballare e non pensare al mio appuntamento delle tre spaccate. Vorrei fuggire dall’idea di un giudizio universale,essere sorda al rintocco della campana, alla pietà di un canto leggero, all’uomo nero che passa con le sue borse di plastica e i suoi denti rotti. Con le mani piene di fuliggine si muove uno straniero, mentre aspetta un numero ed una carrozza. Puccini sfuma nei tre minuti concessi e mi ricompongo da un pensiero elegante e velocissimo: la fuga come l’urlo di un matto.

 
 
 

Post N° 40

Post n°40 pubblicato il 26 Gennaio 2008 da myriamy74
 

Il  viaggio

La mia sigaretta e la cenere, l’intrusione

L’ossuta incapacità, forse l’incomprensione

Una stazione, l’attesa e di nuovo le nuvole

La panchina che si distende al tempo

I fili d’erba e le case, un girotondo ai miei occhi

I vicoli li sento nella mia memoria

Non lasciatevi sedurre dal vento

Meglio il fruscio di un violino

Fermate le nuvole e rubatele

Non importa come, rubatene il colore.

Un viaggio è come un amico

Ti attende, è la stessa distanza

Ti abbraccia, ti rapisce, ti stordisce

Il mondo in una pozzanghera, mi confonde

Fermatevi sul ciglio, ascoltate…la musica ha un corpo.

 
 
 

Post N° 39

Post n°39 pubblicato il 25 Gennaio 2008 da myriamy74
 

Piccole cose

Animale impazzito la mia ragione, emozione

Una riflessione, confusione, in un cuore in città

Ho le mani fredde, ma il sangue è vivo

Adoro questo riscendere le scale, ripensare

La vita come una ferita chiusa, un cascata

Il blu della notte sulle cose, un velo tenero

Il buio corroso dal vento, sussurro

Profumo di pioggia, sapore di lacrime

Rido, perché ho voglia di sentire questo sapore

Non ho paura del profumo intenso dell’amore

Così tenero l’errore, la distanza è un soffio

 La bellezza è una statua dalle forme intense

L’anima come specchio alla noia

Ho una voce da mostrare, un’armonia di cose

Un diamante tra la polvere, non perde luce

E’ un pensiero tra le pietre di un fiume.

 
 
 

Post N° 36

Post n°36 pubblicato il 20 Gennaio 2008 da myriamy74
 

 

...A un passo dal possibile
A un passo da te
Paura di decidere
Paura di me... (Elisa-Eppure sentire, un senso di te)

Ci sono giornate che mi sento confusa, inforco i miei occhiali e comincia il lavorio di pensieri . I mie impegni, l’ansia delle scadenze, la rabbia per le tante disattenzioni. I furtivi cambi di fronte del mio umore , la raffica di parole che scorrono sullo schermo, le immagini di un mondo che corre come un treno, un viavai di cose ad intermittenza. Ogni accenno come ad un passo, le paure come stagioni. La mia stanza come un tempio , lo specchio che tanto desideravo, la mia chitarra, i libri. La voce di un ricordo tra le case, le mie passeggiate silenziose, i vecchi addormentati sulle panchine, gli alberi in una posa fiacca, il mare in un angolo a riposo. I miei perché come una bussola che non funziona, i miei sorrisi come segni di una speranza che non vuole morire. I miei anni spesi ad accatastare preoccupazioni e dubbi, accanto ad un camino acceso, tra gli abbracci sentiti di mia madre, i rimproveri accesi di mio padre. Avrei bruciato ogni parola fuori posto, ma non sono mai stata molto coraggiosa. Ho messo i miei sogni in una scatola di latta, mi sono detta mille volte basta. Ho pianto tutto le volte che ne ho sentito il bisogno, non ho trattenuto nulla, ho urlato come un cane alla luna il mio rammarico di un tempo. Mi manca il mio mare, mi manca quella sensazione di sabbia sulla pelle, quelle giornate interminabili e folli. Sono cresciuta e non ho smesso di ridere delle cose sciocche, ho cercato bellezza in ogni anfratto invisibile, ho lasciato che un fiore crescesse e morisse sulla pianta. Ho amato i ricordi fissati in una foto lisa e dimenticata, tenuto fra le mani i momenti passati, gettato un ponte tra me ed il mai accaduto. Ho cantato con il cuore in gola, mentre mi dimenticavo il dolore di una perdita irrimediabile. Ho abbracciato tutte le distanze del mondo in un soffio di vento, ho sentito l’asfalto ai miei piedi, corso fino a cadere di sasso. Ho toccato il senso profondo di te, ho legato a me tutto il tempo che è stato, fino a che sbagliando…non ho imparato a dimenticarti.

 
 
 

Post N° 35

Post n°35 pubblicato il 18 Gennaio 2008 da myriamy74
 

 

...di colpo si fa notte
s'incunea crudo il freddo
la città trema
livida trema ...( Cupe Vampe-CSI)

La neve è una preghiera  in una stagione angusta che sa di piombo ad un filo dal tuo corpo. Armi come fiori in un campo incolto, mine e manti di fiori bigi. Grigi i muri, grigi i visi, scuri i pensieri in un viale troppo difficile da percorrere. La guerra non si può raccontare fino in fondo, perché è uno di quei ricordi che ti segnano la pelle come un marchio. Tutte le stagioni della terra in un oggetto senza più respiro, in un’auto dilaniata da una bomba, il soffio del vento tra le lamiere nere di fumo. Occhi contro occhi, in una speranza sospesa, in un chiedere tregua alla fame. I figli amati e persi, i figli perduti nelle terre di nessuno, vestiti da un burattinaio che fa il burocrate a tempo pieno. Una danza di ragioni avverse, un viavai di decisioni rimandate, un continuo respirare povertà e fango, polvere da sparo e memorie. La neve scende come un prodigio antico, si insinua nelle tue narici e ti ubriaca come una festa. Tutto il rumore si allontana, narcotizzato da un silenzio soffice, trasportato da un miracolo fragile. I miei occhi sono attenti, ogni istante non va perduto, ogni frammento conservato nella memoria come una moneta. Scende fra le cose il miracolo nuovo, inaspettato, quasi a suggellare l’inizio di qualcosa. La pace ha il colore della neve, ha il sottofondo del silenzio, senza il fragore di uno scoppio, senza pianto…negli occhi di un bambino.

 
 
 

Post N° 34

Post n°34 pubblicato il 17 Gennaio 2008 da myriamy74
 

Aspettandoti

Mi sento all’angolo, un pensiero la catena

L’istinto come vetro che si appanna

Prendo fiato, ho corso e perso

Liquore ogni assenza, una mano alla gola

La tua voce scivola , carezza e vento

Mi sento nuova alla vita fra le tue mani

Un fiore in un campo, una luna a falce

Tutta l’attenzione che ho, non perderla

Un viaggio, la distrazione dietro l’angolo

Nello spigolo più acuto ho perso la voce

Ho perso un filo e l’ emozione, ci ho cantato sopra

Le cicale estive inflessibili fati

Un graffio continuo all’ora più alta

L’autunno di foglie peste e mosto

L’inverno che vende il freddo

I fiori del tempo dei colori

L’universo una giostra nelle nostri mani.

Amati, amanti in un metro di vita.

 
 
 

Post N° 33

Post n°33 pubblicato il 15 Gennaio 2008 da myriamy74
 
Tag: fiaba

Fiaba

Una scatola di cartone, un petto da leone

I sogni si pagavano per poco, infinite monete

Eravamo bambini per tutte  le ore del giorno

La notte ci baciavano le fate in segreto

Gli arcobaleni, i casali dei folletti

I vestiti erano le armature, le spade non ferivano

Perdevamo il fiato a rincorrerci

Profondi erano gli abbracci, la malizia era del drago

 Ero una principessa scontrosa

Il principe giocava di timidezza

Il tempo, chi lo conosceva, pareva tutto lì

Chiedevamo la neve e la fantasia ci aiutava

Sconfiggevamo tutti e tornavamo a correre

Nello specchio eravamo il futuro

Una scatola di cartone, un' emozione.

 
 
 

Post N° 32

Post n°32 pubblicato il 13 Gennaio 2008 da myriamy74
 

Il Passo

Un passo incerto, una nuvola che si muove

Pensa che sciocca, mi vesto di una strana paura

Accendo una luce, ma tu non torni sui tuoi passi

Oggi il sole sembrava allegro, io distratta

Questi giorni mi sembrano anni

Neppure i mesi sembrano misura al tempo.

I vicoli li ho visto, erano vestiti di pioggia

Il giallo, due gatti che si azzuffavano

Ho riso nel voltarmi, il cappotto si è piegato

Le gambe salde, attaccate alla mie ragioni

Chi si attaccava ad una bottiglia, chi gettava cicche

Il mare incantato in un bacino, ubriaco di notte

I lampioni come soldati, gli alberi come spettatori

Tutto lo spazio del mondo ai miei piedi

Il cuore, un rumore a tratti, un  battito di ciglia

Resto qui, se vuoi raggiungimi tu.

 

 
 
 

Post N° 31

Post n°31 pubblicato il 10 Gennaio 2008 da myriamy74
 
Tag: pagine

Pagine

Due pagine bianche da riempiere, vorrei due matite

I miei pensieri una diga aperta, vagabondi

Può essere sacrificio, la giusta disposizione d’animo.

Mi sento gitana e la mia mano  è morbida

Vorrei firmare un accordo con dio

Rompere le barricate fra il cielo e noi

Vorrei che quel giorno piovesse

Le gocce sospese sul vetro ed il respiro

Le nuvole le maschere ideali  del sole

Momenti liberi di dire il peggio di se

Ma che importa alla fine,

Abbiamo visto mediocrità e guerra.

Sai chi sono ? Una bolla sospesa.

Oggi lo so da me…

 
 
 

Post N° 29

Post n°29 pubblicato il 06 Gennaio 2008 da myriamy74
 
Tag: ballo, tango

Tango

I  corpi e  la musica, esseri sospesi  in un accordo

Due schiene curve nell’aria ferma, due mani piene

Piedi veloci e tenere movenze di un vestito, soffici piume

Velluto che corre come un  ventaglio perfetto, il silenzio si consuma

Siamo due gambe che corrono in direzioni opposte, un corpo

Sento il tuo respiro corto ad un passo dal mio passo deciso

Mi distacco e prendo fiato, ma la musica si ribella

Siamo incastonati l’uno nell’altro e tu mi trascini

Sei forte, ma io ho paura di cadere per l’emozione

Sento la musica come una frusta , ritorno in me e mi distacco

Mi raggiungi e gli occhi sono un violino morbido

Sento il grigio del tuo vestito accanto, ferro rovente il cuore

Il tuo viso è una piena di stanchezza, ma non senti il vuoto

Corrono come vagoni i nostri piedi, un vortice vorace

Tutto è sinfonia, la stanza gira, felice mi perdo

Il moto incalza, il respiro tempesta in gola

Siamo al culmine dell’espressione vigile

Il sudore riga il tuo viso, la mia schiena come rugiada

Veloce, incredibile, irripetibile,

irraggiungibile come il passo del destino,

impagabile, impalpabile come un’ombra

una cascata su di noi, una giostra impazzita,

un vento veloce, uno scirocco rabbioso

il ritmo senza fiato…un , due,  tre, quattro…fine.

 
 
 

Post N° 28

Post n°28 pubblicato il 05 Gennaio 2008 da myriamy74
 

La festa

Il mal d’amore tra il rosso pesto

Porpora di un  vestito a festa

Eccolo lo sciabordio dei santi

Cartapesta colorata da voti antichi

Tutto è ancora alla follia

Il tempo che non si ferma

L’orrore che sembra il figlio di tutti

L’incoerenza come un’incudine che risuona

Il martello della giustizia sospeso

I fiori rubati alla zolla

E’ il primo fattore che li muove?

Ho perso due diademi, erano il tesoro della terra

Rubati alla terra, il primo fattore non vedeva

Era voltato di spalle.

Non piangere 

 non farti corrodere dalle nenie sorde

L’amore come  un foglio stropicciato e macero

Si perde e si perde ancora in nebbia di un rimpianto dannato.

 

 
 
 
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