Creato da ParticuLaura il 15/06/2008

Una vita a caso

brandelli d'identita'

 

 

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Post n°44 pubblicato il 28 Giugno 2009 da ParticuLaura

Sono passata di qui, quasi per caso.

Nella fretta e nichilismo che caratterizzano la mia vita mi ero quasi dimenticata di questo blog. E sono convinta che anche voi, giorno dopo giorno, vi siate dimenticati di me.

Avevo pensato di eliminare questa pagina: ma poi non ce l'ho fatta. In fondo ciò che ho scritto rimane parte di me, anche se adesso sono molto cambiata.

Magari tra qualche tempo troverò il coraggio di cliccare su "elimina blog", ma per ora va bene così.

Un saluto a tutti coloro che per caso passano di qui.

 
 
 

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Post n°43 pubblicato il 24 Gennaio 2009 da ParticuLaura
 

Era troppo tardi per ricominciare. Cassandra era cosciente che niente sarebbe tornato come prima. Da quel momento in poi, avrebbe potuto soltanto andare avanti. Portando con sè gli errori e l'afflizione che l'avevano accompagnata per anni.
Si alzò la manica del pesante golf di lana che l'avvolgeva.
Sul braccio, cicatrici.
Ripensò per un istante alla lametta, al macabro sibilo che quella provocava a contatto con la pelle morbida. Voltò di scatto la testa: troppo doloroso, addentrarsi negli spinosi sentieri dei ricordi.

Ma la mente è una lama affilata, una pesante sciabola che non conosce pietà. Ancora ricordi affioravano, immortali nel tempo.

 Dolce, salato, cremoso, croccante, tutto sembrava avere la stessa consistenza; le mani veloci spingevano il cibo giù per la gola. Tutto perdeva la sua connotazione, tutto scivolava nell’esofago, appena masticato dalle mandibole doloranti. E quell’odore, l’aroma di cibo sulle mani, si spandeva nell’aria, mescolandosi al profumo del bosco. Cassandra, in ginocchio sul pavimento umido; respirava a fatica, tra un boccone e l’altro, chiudeva gli occhi, come per non assistere a quello scempio del suo corpo. Poi, il bagno. Correva per il corridoio, indistinti sapori si spargevano nella bocca. Nessuna emozione. Mi fai schifo, si diceva a volte. Incapace di fermarsi. Due dita in fondo alla gola; raschiavano la morbida pelle, stimolavano lo stomaco a svuotare il suo contenuto. E poi, quella sensazione. Gli occhi gonfi, pieni di lacrime. Almeno così riesci a piangere, stronza; diceva a sé. La schiena piegata in due, il vomito grumoso inondava l’acqua del cesso. Il respiro irregolare. Tachicardia. Di nuovo tachicardia, il cuore che sembrava sbalzare fuori dal petto. Maledizione. Ancora, pensava. In ginocchio a terra, il volto paonazzo, le dita che raschiavano, ancora, cibo ripercorreva l’esofago. Fino a che lo stomaco non era completamente vuoto.

FontE: L'AltrA mE...

 
 
 

Post N° 42

Post n°42 pubblicato il 03 Gennaio 2009 da ParticuLaura
 

Va bene, è arrivato. E' sceso su di noi, quasi in punta di piedi, prima che ce ne accorgessimo.
In effetti, tutti avvertivamo il bisogno di questo nuovo anno, ancora pulito, splendente, un libro con pagine bianche da scrivere-o meglio, da imbrattare.
Troppo sangue aveva macchiato la terra, la sabbia arida e secca del medioriente, ma anche l'asfalto umido di molte città occidentali.
Troppe lacrime avevano bagnato volti di persone innocenti.
E adesso, con flebili raggi del sole che tingono i contorni delle nubi invernali, la malata ed inquieta razza umana si prepara ad accogliere questo 2009. Una data puramente convenzionale, ideata dall'uomo stesso per porre un inizio ed una fine, per riportare il verosimile ordine del Mondo nelle vicende quotidiane. Tuttavia, una data importante.

E' giorno. I raggi del sole penetrano leggeri nella stanza, accarezzano dolcemente i contorni, rimbalzando sulle superfici. Un vento tagliente avvolge i secchi rami che fuoriescono spigolosi dalla terra.
Attorno, voci di città accompagnano il lento brusìo della vita.
La natura fa il suo corso; si schiude languida dinanzi agli occhi, mentre -troppo spesso- inutili bramosìe distolgono l'attenzione da quest'eterne magie trasudanti verità.

Apro la finestra. Soffi di vento, di vita, mi accarezzano il volto.
Sono pronta. Un altro anno sta iniziando il suo cammino.

Il mio augurio si estende a tutti. E si conclude con una citazione, attinente alle piccole o grandi sfide che quotidianamente dobbiamo affrontare, e che talvolta sottraggono gioia e speranza al nostro animo.

"Se c'è un peccato contro la vita, è forse non tanto disperarne, quanto sperare in un'altra vita e sottrarsi all'implacabile grandezza di questa."

La vita è nostra. Di nessun altro. E, nonostante tutto, incredibilmente meravigliosa.

 
 
 

Post N° 41

Post n°41 pubblicato il 21 Dicembre 2008 da ParticuLaura
 

"Se togliamo la parola "Dio" dal Medioevo, quando l'arte era arte sacra, la letteratura era inferno, purgatorio e paradiso, persino la donna era donna-angelo, non capiamo nulla di quell'epoca, mentre tolta la parola "Dio", la nostra epoca si lascia comprendere benissimo, meno forse se togliamo la parola "denaro" o la parola "tecnica". Quindi Dio non fa più mondo, non lo crea più. Dio è morto." (Umberto Galimberti)

Bella riflessione, certo.
Conclusione affrettata. Forse.
In ogni caso, è una frase che fa pensare.

Da qualche tempo ho smesso di credere che Dio sia davvero morto.
Dio esiste, in ognuno di noi, qualsiasi sia il modo in cui lo concepiamo.
Personalmente, non penso che abbia un aspetto simile all'uomo. Mi piace immaginarlo come qualcosa d'illimitato e grandioso, qualcosa che può essere costituito da materia, ma magari da una materia che non ha determinazione. Un intelletto universale che dà ordine al Mondo.
Perchè, in fondo, qualcos'altro deve esistere. Per forza. Non possiamo essere soltanto miliardi di esseri che nascono e muoiono così per caso. 

Scusate per la banalità del linguaggio.

In ogni caso, pensateci.

g

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Auguro a tutti buone feste...

 
 
 

Post N° 40

Post n°40 pubblicato il 30 Novembre 2008 da ParticuLaura
 

Comincio a sentire quell’atmosfera del Natale; quel freddo che ti entra nelle narici mentre passeggi per il centro, negozi con canzoni lente e familiari, strade illuminate, catene di luci appese alle finestre.

Guardo il calendario. E’ già Dicembre. Mi sembrava ieri, quando sono tornata da Londra, quando ho salutato l’Estate con un cenno ed ho accettato che le ferie fossero finite. Mi sembrava ieri, quando assaporavamo il dolce aroma del cocco fresco sulla spiaggia.

Non sento nostalgia dell’Estate.

Penso soltanto che, in fondo, il tempo è maligno.
Un tempo ladro, che divora istante dopo istante, lasciando soltanto briciole di ricordi.

E’ già Dicembre, con il suo cielo bianco di nuvole, i colori spenti della natura che muore, le scritte dei bambini sui finestrini appannati delle auto.
Ed ecco ancora quella sensazione: mi sembra di essermi persa qualcosa. Mi sembra di non aver assaporato appieno questi istanti, affogata nella monotona quotidianità della vita.

No. Troppo doloroso pensarci, forse.
MI alzo dalla scrivania.
M'infilo gli stivali e il cappotto, scendo le scale.
Per la strada, aria fresca; persone; sguardi; natura; sorrisi.

Com'è affascinante, la vita.

 
 
 

Post N° 39

Post n°39 pubblicato il 06 Novembre 2008 da ParticuLaura
 

Suicidio.

Una sola parola, che racchiude un orrore immenso.

L'ho saputo due giorni fa.

 

Lorenzo.

Tu, che hai preferito dire no alla vita.

Che hai toccato il fondo.
E invece di risalire, sei rimasto disteso, immobile. Non trovando la forza di reagire.

Tu, che hai visto dinanzi a te la disperazione. 

Che hai asciugato le tue lacrime nella buia solitudine di una stanza.

Tu, che hai imparato a fare del silenzio il tuo più caro amico.

Lorenzo.

Quante volte avresti voluto urlare.

Quante volte avresti voluto una carezza, e due occhi grandi pronti a decifrare il tuo malessere.

Per quanto tempo ti sarai chiesto quale fosse il senso di questa dannata esistenza. Non trovando risposta.


Allora hai preferito fuggire. Fuggire da te stesso. E dalla vita.

Hai schiacciato la speranza sotto il peso di un corpo che odiavi.

E tutto quello che ti era rimasto, era. Niente.

Hai voltato le spalle dinanzi all'immenso affetto di chi ti ha generato.
Perchè troppo grande era il tuo dolore. Tanto da non lasciare spazio a nessun altro sentimento.

Tu. Che un pomeriggio di Ottobre
                                     hai voluto provare il brivido di volare.

Sei salito sul cornicione dell'ampia finestra del salotto.
Era bella, quella finestra. La ricordo bene.
Ricordo anche i tetri quadri alle pareti, ed il buio che si rintanava negli angoli della stanza.

Hai assaporato per un ultimo istante il dolce vento d'Autunno. Il sapore dell'aria.
La magia nascosta in ogni singolo raggio di sole.
Tutto. Per l'ultima volta.

Hai spostato il peso in avanti.
Gettato il tuo corpo nelle spire del vento.
Sentito le tue lacrime che si asciugavano a contatto con l'aria.
E magari, in quell'istante in cui hai visto l'asfalto della strada avvicinarsi sempre di più.
Magari, per non pensare che forse quella non era la scelta giusta, hai chiuso gli occhi.

Lorenzo.

Con la morte non si trova libertà.
Forse te ne sei accorto anche tu, in quell'istante in cui aspettavi che il tuo corpo si scaraventasse sul suolo.
Ma era troppo tardi. Troppo tardi.

Un dolore immenso mi stringe il cuore.
La consapevolezza che quella morte si sarebbe potuta evitare.
Il pensiero che tu avevi solo 17 anni. Una vita davanti.
Un'esistenza meravigliosa da assaporare.
Ma la tua depressione ti ha logorato dall'interno, giorno dopo giorno.

Ed ancora mi chiedo come sia possibile.
Come sia possibile che un adolescente possa preferire la morte alla vita.
Come si possa decidere di porre fine alla propria esistenza.
A 17 anni.

Allora penso che qui c'è un problema di fondo. 
Forse radicato nella nostra società, dove l'unica cosa che conta è il consumo.
Comprare, comprare, consumare, spendere.

E che fine hanno fatto i sentimenti?  

 
 
 

Domenica

Post n°38 pubblicato il 02 Novembre 2008 da ParticuLaura
 

2 Novembre. Festa. Alleluia. Così posso scrivere un po’ su questa tastiera, sulla quale ho lasciato si depositasse troppa polvere, negli ultimi giorni. Il tempo è poco, sembra che le cose da fare aumentino in proporzionalità diretta rispetto alla stanchezza; cioè, più sei stanca, più piene sono le pagine della tua agenda. Poi io ci scrivo di tutto, nell’agenda; perché ho sempre il terrore che dalla mente mi sfugga qualcosa, allora preferisco annotare ogni singolo impegno, ogni cosa da ricordare, anche le più ovvie. Comunque. Mi sono svegliata due ore fa, non ho ancora portato fuori il cane, che tra un po’ me la farà sullo scendiletto di camera, ho vestiti disseminati in ogni angolo della casa, non annaffio le piante in terrazza da una settimana. Ma no, adesso no. Ora mi rilasso. E poi tanto stanotte ha piovuto, le piante staranno benissimo.

C’è uno splendido sole stamani, nonostante sia già Autunno inoltrato. I raggi perforano i sottili vetri della finestra ed invadono la stanza, introducendo un’atmosfera limpida e serena.
Sto imparando a prendere la vita con più filosofia. Credo di aver trovato un equilibrio interiore che mi permette di vedere tutto con una luce diversa. Ho i miei obiettivi, le mie amicizie. La mia vita. E’ mia, e di nessun altro sulla terra. Mia. Mia. Soltanto mia. Forse la vita è l’unica cosa che ci appartiene veramente, l’unica cosa di cui nessun altro può appropriarsi. Ce la possono strappare via, certo; ma non viverla al posto nostro.
Stamani ho dato un'occhiata ad una serie di messaggi scambiati quest'Estate con un utente Libero. Ci ho riflettuto un po', e mi piacerebbe riportare qui alcuni messaggi.

"Ho letto in questi giorni che chi guarda dentro se stesso per la prima volta comincia a sentire un disagio di fondo, ingiustificato che lo spinge a cercare.
Ho letto il tuo blog. La ricerca è iniziata.
Buon lavoro.
***

Il problema è che non so che cosa sto cercando, non so chi sono, non so cosa voglio. Ho messo in dubbio tutto ciò in cui avevo creduto, ho smontato tutte le mie certezze, e, piano piano, sento che mi sto logorando in un percorso che mi condurrà in un vicolo cieco. Chissà se esiste una via d'uscita...

Qualcuno che conosco direbbe: "beeenee". Sotto certi punti di vista quello che ti sta capitanto è una cosa positiva.
Via i vecchi schemi ... sono solo schemi.
Ciò in cui crediamo, per il 99% delle cose sono convenzioni, cose che si possono abbandonare ... basta riuscire a spostarsi con la proppria struttura psichica ... il che costituisce il problema. Sofferenze e dolori. Ma perché si continua a voler trattenere ciò che sta andando?
Il discorso è lungo, ma se voui un po' al giorno ne parliamo.
Ciao, buona giornata,
***

Certo, la maggior parte delle cose è costituita da convenzioni, ma poi, abbandonandole, si raggiunge davvero la felicità? Io ho abbandonato la religione, ma quando vedo i credenti cosi fiduciosi nel futuro, felici e sereni, mi viene da pensare che forse queste convenzioni -per quanto inutili e fuorvianti- servano a qualcosa...
Buona giornata anche a te :)
Laura

Chi l'ha detto che la ricerca della Verità sia dritta e in discesa.
Le convenzioni sono importantissime per chi non ce la fa, sono delle calde coperte che ci isolano dall'esterno (e che stabilizzano la mente).
Ma la calda coperta va bene per un bambino, però prima o poi l'uomo deve uscire.
L'uomo ha una paura terribile dell'ignoto. Tanto da porsi autonomamente in prigione e viverci contento.
Il Dio raccontato alle masse non è il Dio dei Santi odei Mistici.
Quello che scrivo è frutto di tante letture e qualche esperienza, ma lo scrivo anche per convincere me stesso.
Siamo tutti sulla stessa barca.
Grazie, ;-) ***

Sono d'accordo con te, ma...eliminando (con grande sacrificio e forza di volontà) tutte le convenzioni, che cosa si ottiene...la verità? Ma siamo davvero sicuri che esista qualcosa che valga così la pena di essere desiderato e cercato, tanto da rinnegare la "sicura" felicità per andare in contro a qualcosa che magari porterà soltanto dolore?
Un giorno qualcuno mi disse:solo con la libertà dall'esito si raggiungono degli sprazzi di verità. Mentre adesso sono davanti ad una riflessione che suggerisce di crearsi un esito, facendolo coincidere con il raggiungimento della verità stessa.
Non so, vorrei soltanto riuscire a capire che cosa devo fare in questa vita...perchè non è possibile che non esista altro da raggiungere, oltre il divertimento, la relazione con l'altro sesso, il benessere economico, il potere. Tutte cose che, non so perchè, ma in un certo senso mi appaiono futili.

Grazie per la riflessione.
Merita un approfondimento.
Ci medito su un po'. L'impressione, comunque, è che bisognerebbe fare un passo indietro. Forse parte da basi sbagliate.
Quello che quel qualcuno ti ha detto è senz'altro vero, da un lato.
E' quello che dice Osho, ad esempio.
Lo stato meditativo, di cui parla lui, è il vivere il momento, in armonia con l'universo. Ma non ci si arriva facilmente.
Ci penso.
Buon inizio settimana,
***"

Forse non esiste una verità che va cercata. La verità risiede dentro di noi, attorno a noi, si manifesta in ogni processo della vita senza che noi ce ne accorgiamo.C'è qualcosa, qualcosa che non torna, qualcosa di strano. Che non riusciamo a percepire. Di questo sono estremamente convinta. Esiste una verità sull'esistenza umana, un vero assoluto che non si schiude dinanzi agli occhi, troppo presi dalle vicende che si concatenano nella nostra breve vita. Esiste una verità sulla storia dell'uomo, sui perchè dell'esistenza, sull'Universo. Ma è come se tutto ciò fosse in un'altra dimensione, dietro all'apparenza, dietro quello che vediamo e tocchiamo.
Ed allora, se così fosse davvero, forse l'uomo non potrà mai riuscire ad arrivarci. O magari, attraverso la filosofia, è possibile avvicinarsi alla verità più di quanto crediamo, quasi da toccarla.
Questo non lo so. E probabilmente non lo saprò mai.

m

m

m


La Verità è quello che cerchi quando ancora non sai cosa sia, ma sai che c'è.
(Cerroni)


 
 
 

Post N° 37

Post n°37 pubblicato il 25 Ottobre 2008 da ParticuLaura

Ti penso,
Unica ragione d’esistere.
Attendo che il buio si faccia strada

Per stendere un quieto velo nell’
Eterea magia della notte.
Rimembranze lontane balenano e

Scompaiono nella simultanea
Eternità del pensiero,
Mentre
Parole sagge, colme di rancore,
Ricordano il momento in cui, con immensa
Euforia, pronunciai "T’amo."

 
 
 

Torno

Post n°35 pubblicato il 18 Ottobre 2008 da ParticuLaura
 

 a casa. Sabato. Finalmente. Ma no, non c'è verso. Devo abbuffarmi, mangiare a dismisura, una cosa dopo l'altra; devo sentire lo stomaco che scoppia, pineo fino all'orlo; devo urlare di dolore perchè i muscoli delle mandibole implorano pietà. Ma le mani continuano a introdurre cibo nella bocca, e ancora, ancora, senza sosta. Non rendersi conto di ciò che si ingurgita, abbuffarsi. Questo mi impone la mia mente irragionevole. Tutto, dolce, salato, perde la sua connotazione, la sua consistenza, e si riduce a semplice "cosa commestibile." E poi ecco, la rabbia. Il senso di colpa. La voglia di infilarsi due dita in gola e vomitare quella roba. Ma no, stavolta no. Cerco di fermarmi. E penso.

Non capisco. Come si possa continuare a mandare avanti i nostri obiettivi, se giorno dopo giorno vediamo tutti i valori cadere dinanzi a noi. Mi volete spiegare che cosa ci è rimasto? Un governo che fa tranquillamente i propri interessi e non si cura dell'istruzione e della sanità, ma anzi le penalizza, quasi che fossero i due settori meno importanti per lo sviluppo di un Paese.
Accendo la televisione. Morti. Morti. Morti. Ancora morti. Sempre e solo morti. C'è notizia dove ci sono morti. Morti sul lavoro. Morti in guerra. Morti ammazzati. E più è grave, più è spettacolare e più fa notizia.
L'amarezza cresce, e con lei diventa ancora più pressante la domanda: PerchE'?

Sono incazzata. Sì. Terribilmente incazzata. Con tutto. Ho davanti un futuro del cazzo. Scusate il termine; anzi, no. Non mi scuso. Questo è il mio blog, e se sono incazzata posso dire tutte le parole che voglio. Cazzo. Il futuro è una minaccia.
E se l'Università mi viene a costare 10000 Euro? E se poi non troverò neanche lavoro?
Quale "meravigliosa" vita ho davanti?
La voglia di andare all'Estero si fa sentire più del solito. E se fosse davvero la decisione giusta? Non so. Il problema è che è troppo facile fare così. E' troppo facile andarsene da un Paese in rovina. Troppo facile fuggire, lasciando che le cose vadano così senza nemmeno provare a cambiare qualcosa. Lo sanno fare tutti, questo. Ma io non credo sia la scelta giusta.  Almeno voglio provare a dare il mio contributo, qui.
       

 
 
 

Facciamo

Post n°34 pubblicato il 12 Ottobre 2008 da ParticuLaura
 

l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto:
- rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
- attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
- dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!
Quest’ultimo è il metodo più pericoloso. " la fase più pericolosa di tutta l’operazione […]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito […].

Piero Calamandrei. 1950.

Quest'uomo prevedeva quello che sarebbe accaduto 5o anni dopo. Non credete?

 
 
 
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"…Nel sogno ha tutto un’altra consistenza; l’astratto si fonde con ciò che non è, il vero ed il falso appaiono in un’unica indivisibile essenza, non esistono barriere o cime da scalare; ti guardi intorno e vedi il mare, poi ti volti di nuovo, e senti i tuoi piedi affondare dolcemente nel bianco della neve; ti volti ancora, e stavolta stenti a respirare, il naso schiacciato sul petto del tuo peggior nemico, con le sue braccia che affettuosamente ti avvolgono.

Ma quando sei lì devi solo sperare. Concentrarti, e sperare che il vento non cambi direzione. Ma poi è sempre così, se gli stai simpatico soffia dalla tua parte, e se invece non gli piaci si volta di scatto ed inizia a correrti incontro…"

 

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"...Chiuse gli occhi ed inspirò l’odore della vita. Quando li riaprì, fu talmente estasiata da quello che aveva sentito, che iniziò a fare aritmici respiri, sempre più veloci e profondi, per poter inspirare ancora una volta quella dolce aroma. Quando l’aria usciva dai suoi polmoni, sembrava che questa fosse così impaziente di ritornarvi dentro, tanto da non poter attendere un istante di più...."

 

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