**TEST**
 
Creato da paolafarah il 19/07/2012
SCRIVERE ZEN

 

Archivio messaggi

 
 
 << Febbraio 2020 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29  
 
 

 

Area personale

 
 

Tag

 
 

Cerca in questo Blog

 
  Trova
 

FACEBOOK

 
 
 

Ultime visite al Blog

 
dolcesettembre.1DiVinoRossoSangueio_deja_vumauriziocamagnaQuartoProvvisoriosquaw04birillowiskyamorino11IrrequietaDmoschettiere62Tony_058prefazione09pilu1961thesunshiine0kora69
 

Chi puņ scrivere sul blog

 
Solo l'autore puņ pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 

 

 
« GIOVANNI GARUFI BOZZA RE...I pettirossi non smetton... »

LA SIGNORA IN VERDE, UN ROMANZO DI ARNALDUR INDRIDASON

Post n°45 pubblicato il 11 Ottobre 2014 da paolafarah

Appena prese l’osso dalle mani della bimba, che era seduta per terra e lo masticava, si accorse che era umano (…)

Se è vero che un buon romanzo si riconosce già dalla prima riga, mi sono detta, quest’opera di Arnaldur Indriđason  sarà di sicuro un ottimo romanzo e, a lettura conclusa, non posso che confermare questa mia iniziale impressione. Ottimo è dir poco, non avendo trovata alcuna imperfezione a nessun livello, e soprattutto di grande valore perché la lettura scorre facilmente e bene mentre il cuore si carica pagina dopo pagina di dolore, rabbia e commozione per le vicende narrate. Da subito sei trascinato con forza al centro della storia, il ritrovamento di uno scheletro sepolto nella campagna circostante Reykjavíc  (vicino ad antichi cespugli di ribes) e da subito ti ritrovi agganciato a diverse drammatiche vicende che emergono dal passato senza forzatura alcuna, una accanto all’altra, a completarsi a vicenda come se la verità non avesse fatto altro che aspettare quella bimba (che lenisce con una costola umana il prurito dei primi dentini ) per arrivare infine alla luce. Sono vicende rimaste sospese, bloccate senza risposta nel passare degli anni. Solo una donna vestita di verde probabilmente sa … e, come scoprirete leggendo, è rimasta in attesa anche lei di quel momento, giorno dopo giorno, chiedendosi perché tardasse tanto ad arrivare.

Un tempo c’era una casa vicino ai cespugli di ribes …

Gli scavi intorno allo scheletro procedono lentamente e il commissario Erlendur nel frattempo indaga. Non per trovare un colpevole, sicuramente non più in vita, ma semplicemente per amore della verità. Questo va sottolineato perché Erlendur non è un commissario comune.  Lui convive con il dolore. È un commissario triste, segnato dalla vita, e incontrare il dolore altrui lo aiuta a vivere. Subito ti chiedi come possa svolgere il suo ruolo con tanta angoscia dentro, poi capisci, e vorresti essere lì al suo fianco per dargli forza. Sì, mi sono affezionata a Erlendur e avrei voluto entrare nelle pagine per stargli vicino, ma non voglio dirvi cosa lo tormenta .. e non voglio dirvi altro neppure sulle vicende narrate.

Ovviamente lo scheletro potrebbe appartenere a molti dei protagonisti del romanzo … di chi sarà? … Arnaldur Indriđason sa come fare e, fino all’ultimo, lascia intatta nel lettore questa domanda. Un vero maestro della suspense.

Che altro dire? Non vedo l’ora d’iniziare un altro dei suoi romanzi. 

LA SIGNORA IN VERDE

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog